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Problematiche afferenti la programmazione, progettazione e attuazione Opere Pubbliche

leggi le risposte alle domande più frequenti.

25/02/2010: quesito

Sapete dirmi se è obbligo, da parte del R.U.P, autorizzare formalmente la D.L. ad effettuare la consegna sotto riserva di Legge o se è sufficiente la firma del R.U.P. sul verbale di consegna?

Il Regolamento 554/1999 e s.m.i. all'art. 129 comma 1 stabilisce che sia il Responsabile del procedimento ad autorizzizare il Direttore dei lavori alla consegna dei lavori . Il verbale di consegna ( Processo verbale di consegna sotto le riserve di legge), redatto in contraddittorio con l'Impresa, sarà firmato dal Direttore dei lavori, dall'Impresa ed avrà il visto dello stesso Responsabile del procedimento.
Architetto Alessandra Montenero


23/02/2010: quesito

ho ricevuto la offerta da parte di una impresa in corso di acquisizione di SOA di incarico di direttore tecnico.
in relazione alla figura:
1) è possibile avere un chiarimento in merito alle responsabilità specifiche e generali della figura?
2) è possibile che l'amministratore unico della società sollevi il direttore tecnico delle responsabilità lasciando quindi al professionista una figura "nominale e di rappresentanza"?
3) quale criterio adottare per il compenso professionale annuo?

pL'attuale normativa non stabilisce, con la dovuta precisione, quali siano i compiti e le conseguenti responsabilità del Direttore tecnico che spesso viene indicato dalle imprese anche come Direttore di cantiere.
Il Direttore tecnico rappresenta di fatto l'Impresa per le diverse competenze tecniche inerenti la realizzazione di opere edili , ma è anche responsabile dell'impresa per la sicurezza dei lavoratori se non è stato specificatamente designato altro soggetto.
E' quindi difficile elencare a priori le competenze, ma si ritiene che una buona conoscenza dell'insieme delle normative esistenti in materia edilizia ed in particolare dei compiti del Direttore dei lavori rispetto a quelli di Direttore di cantiere, relativamente sia alla sicurezza dei lavoratori che della corretta esecuzione edilizia dei contratti in essere, possa garantire una serena attività lavorativa.
I compensi non sono stabiliti per legge, ma si concordano tra le parti.
architetto Alessandra Montenero

15/02/2010: quesito

Vorrei sapere le modalità di affidamento da parte di un ente locale (circoscrizione della città di Roma) di un incarico di progettazione . In particolare se necessita di concorso, oppure possono essere affidati anche direttamente e se in questo caso con quali requisiti da parte del progettista. Ho preso come riferimento il D.L. 12 aprile 2006, ma non sono riuscito a venirne fuori, volev0o comunque sapere se nella realtà specifica Romana ci sono delle condizioni particolari.

Le modalità di affidamento di incarichi professionali relativi alla realizzazione di opere pubbliche sono contenute nell'art.91 del Decreto Legislativo 163/2006. In particolare, gli incarichi di progettazione di importo inferiore a €100.000 devono essere affidati ai soggetti di cui al comma 1 lett.d,f,fbis,g e h dell'art.90 nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità dei trattamenti, proporzionalità e trasparenza e secondo le procedure previste dall'art. 57 comma 6 l'invito è rivolto ad almeno cinque soggetti.
E' bene ricordare che la sentenza 401 del 23/11/2007 della Corte Costituzionale ha tra l'altro stabilito che per gli affidamenti degli incarichi professionali attenendo alla tutela della concorrenza esiste una prevalenza delle disposizioni statali rispetto alle normative regionali.
A volte le pubbliche amministrazioni si dotano di elenchi di professionisti costituiti a seguito di bandi nei quali viene richiesto di conoscere le esperienze effettuate dai professionisti concorrenti nelle diverse attività professionali.
Architetto Alessandra Montenero


19/01/2010: quesito

Sono stato incaricato dal Comune di redigere il progetto esecutivo per la riqualificazione di una piazza. Il progetto definitivo era stato redatto ed approvato dallo stesso Comune.
Il progetto esecutivo è stato approvato dal Comune nel Dicembre 2009
Successivamene alla data di approvazione del progetto è stata avanzata, da parte di un privato, la "disponibilità" ad una cessione bonaria di parte di un'area interessata dal progetto di riqualificazione.
Tale richiesta risulterebbe impraticabile per la realizzazione del progetto.
Dopo successiva verifica documentale, si è riscontrato un effettivo interessamento di una porzione d'area privata di circa 2,5 mq.
Il Comune in fase definitiva del progetto non ha redatto un piano particellare d'esproprio.
C'è una responsabilità da parte mia nel non aver verificato propedeuticamente tali interferenze?
E' possibile attuare la procedura d'esproprio allo stato attuale?
E' possibile realizzare solo parte dell'intervento, tralasciando la porzione interessata?

Da come è stata formulata la domanda non è chiaro se la piazza, oltre ad essere presumibilmente esistente, fosse anche prevista all'interno di uno strumento urbanistico che avesse assoggettato l'intera area a "pubblica utilità" .
In assenza di una precedente procedura di carattere urbanistico è l'approvazione del progetto definitivo a costituire dichiarazione di pubblica utilità e quindi dopo l'approvazione è necessario attivare quanto previsto dall'attuale normativa sugli espropri.
Il committente prima di affidare la redazione del progetto esecutivo deve avere certezza della proprietà del bene interessato dalla stessa progettazione.
Nel caso specifico se non è possibile procedere all'espropriazione seguendo quanto contenuto nel DPR 327/2001 e s.m.i." Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazioni per pubblica utilità" e vista la scarsa consistenza della parte di proprietà privata è bene fare approvare un nuovo progetto limitato solo all'area di proprietà pubblica.
Architetto Alessandra Montenero

18/12/2009: quesito

Volevo sapere quale è la procedura secondo i termini di legge nel caso in cui un direttore dei lavori non potesse più svolgere le sue manzioni causa malattia o gravidanza (o altri impedimenti che materialmente non gli permettono di svolgere il suo compito ) e volesse nominare un assistente e/o sostituto.

Nella domanda non è specificato a quale tipo di opera si riferisca la Direzione lavori , comunque il Direttore dei Lavori, se a causa di un proprio impedimento è impossibilitato ad assolvere l'incarico assegnato, deve prontamente comunicare al committente tale sua nuova condizione e contestualmente potrebbe anche indicare dei nomitativi di professionisti in grado di svolgere tale funzione. Conseguentemente sarà il committente a provvedere ad affidare il nuovo incarico di Direttore dei Lavori
Architetto Alessandra Montenero

29/09/2009: quesito

Dovendo prevedere una unica gara pubblica ( valore totale inferiore a 1 milione di euro) per la costruzione di abitazioni in aree di terreno diverse ed individuate in aree urbane distanti tra loro, le questioni sono :
1) è possibile frazionare la gara in lotti
2) Il valore della gara è espresso dalla somma degli importi indicati nel bando per ogni lotto
3) le ditte devono possedere i requisiti per l''importo totale di gara ( somma del valore di tutti i lotti ma) possono partecipare anche alla offerta di un singolo lotto
4) le ditte possono aggiudicarsi anche più di un lotto

Se i lotti interessati dall'intervento globale sono tra loro non contigui, fare gare diverse non è un modo surrettizio per non applicare la legge, ma può intendersi come una cautela dell'Amministrazione pubblica prevedere lo svolgimento di più appalti.
Ne consegue che, se vengono bandite più gare, le imprese partecipanti devono avere i requisiti previsti per legge e coerenti con l'ammontare delle somma messa a disposizione per lo specifico intervento per il quale concorrono.
Si è verificato che nel bandire più gare alcune pubbliche Amministrazioni avessero vietato alle Imprese la partecipazione a più di una gara e ciò ha avuto conseguenti contenziosi.
Architetto Alessandra Montenero

22/08/2009: quesito

Starò per essre incaricato da un Comune in Provincia di Roma di una pedonalizzazione di un tratto di strada, ancora non ho ricevuto l'incarico percheè il comune non ha ricevuto ufficialmente la lettera di finanziamento, volevo avere delucidazioni su tutto l'iter dei lavori che dovrò svolgere, quello che si dovrà fare è rispettare l'esistenza di un tracciato storico antico che originariamente era in Sanpietrini bianchi, collocati ai bordi della strada, attulamente la strada è asfaltata al centro e di lato ci sono i sanpietrini, ora mi è stato detto dal sindaco che dovranno essere recuperati alcuni di questi, quindi c'è un riuso dei sanpietrini esistenti nei limiti, e l'utilizzo di sanpietrini neri nella restante strada.
Quello che volevo chiedere è l'iter che devo seguire nel caso di lavori pubblici, visto che è il primo incarico, se c'è qualcuno che può darmi più delucidazioni in tale argomentazione.
Inoltre volevo anche sapere se questo tipo di incarico, che prevede la sola sostituzione dei sanpietrini, e probabilmente sostituzione dell'illuminazione pubblica, rientra nelle competenze dell'architetto junior.

Per rispondere in modo esauriente ai quesiti posti, è sempre opportuno che gli stessi derivino da situazione ben definite. Nel caso specifico, le incertezze sono molto rilevanti come la mancanza di finanziamento dell'intervento previsto e conseguentemente la mancanza dell' incarico al progettista e pertanto non è possibile rispondere ai quesiti posti.
Per una informativa generale sulle modalità di attuazione dei lavori pubblici si consiglia di fare riferimento al Dl.gs 12 aprile 2006 n.163 "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture" ed alle successive modifiche ed integrazioni ed al DPR 21 dicembre 1999 n.554 e per valutare se l'incarico sia compatibile con il titolo di architetto iunior sarebbe necessario conoscere i contenuti più significativi dell'intervento da effettuare (pavimentazione stradale, illuminazione pubblica , rete fogniaria e dei sottoservizi ecc.) nonchè la presenza di eventuali vincoli di tutela.
Architetto Alessandra Montenero

30/07/2009: quesito

sono un dipendente di un ente pubblico non economico e sono stato incaricato di redigere un progetto di manutenzione straordinaria. sareste cosi gentili da chiarirmi alcuni passaggi in merito a ciò che sto facendo?
1-nella redazione del quadro economico nella fase esecutiva e definitiva, nel caso di progettazione interna, è obbligatorio far comparire la dicitura relativa all'incentivazione secondo l'art.92 del D.Lgs.163/2006, oppure posso optare per una dicitura più generale nella quale prevedo spese tecniche generali? e nel caso i cui potessi, c'è un articolo che norma i minimi e i massimi percentuali, in base all'importo dei lavori, da destinarsi a tali spese tecniche?
2-nel caso in cui al momento della consegna del progetto io non abbia ancora ufficialmente l'incarico di progettazione dalla mia amministrazione, posso firmare il progetto?
3-girando su internet ho trovato che alcuni comuni per la manutenzione straordinaria si avvalgono di un unico livello di progettazione, quello esecutivo. questa cosa è normata da qualche parte oppure ogni comune si deve ufficialmente esprimere a tal proposito?

Quesito 1 : nel quadro economico è necessario precisare l'ammontare complessivo delle spese tecniche previste per l'intero ciclo attuativo dell'intervento previsto
Ricordare che l'art. 92 del D.Lgs è stato modificato dalla L.201 del 22/12/2008 di conversione del D.L.162/2008
Quesito 2 : in assenza d'incarico il progetto non dovrebbe essere redatto
Quesito 3 : per un intervento di manutenzione straordinario si può procedere a fare la gara di appalto sia con un progetto definitivo e quindi con un appalto integrato , sia con il progetto esecutivo. Tale livello di progettazione in genere offre più garanzie alla stazione appaltante.
Architetto Alessandra Montenero


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