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Consulenza Legale
(Diritto amministrativo e del Lavoro)

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26/04/2017: direzione lavori

Buonasera, sono stato nominato Direttore di lavori di Manutenzione straordinaria di un immobile. durente l'esecuzione abbiamo riscontrato il passaggio di scarichi condominiali imprevisti e che ci hanno portato a formulare una variazione al progetto. La proprietaria di casa ha invece bloccato immediatamente i lavori, minaccia di denunciare me e la progettista ed inoltre mi ha intimato di non presentarmi in cantiere a rischio di denunciarmi per violazione di proprietà privata.
Quali sono i miei obblighi in questo caso? devo pretendere di visionare il cantiere? devo comunicare al Municipio il fermo dei lavori?

Gentile iscritto,
nel caso di specie Le suggerisco di comunicare al Municipio il fermo dei lavori.
Dovrà nel contempo inviare alla committenza una dettagliata raccomandata a.r. con cui descrivere dettagliatamente l'accaduto.
Dovrà inoltre formulare alla committenza, con la medesima raccomandata a.r., le Sue proposte tecniche di risoluzione delle problematiche incontrate.
Se la committenza dovesse persistere nel suo atteggiamento, Le suggerisco di richiedere - a Sua tutela - una formale comunicazione di revoca dell'incarico, che dovrà trasmettere poi ai competenti uffici dell'Amministrazione comunale.
Cordiali saluti.
Avv. Carlo Tardella

29/09/2016: quesito

Buonasera, sono un architetto abilitato ed iscritto all'ordine, sono stato contattato da 2 committenti per eseguire altrettanti lavori di progettazione, la somma dei compensi non supererà i 5000.00 €.
Non sono ancora in possesso della partita iva e dell'assicurazione professionale.
Sono entrambe necessarie?

Gentile iscritto,

l'apertura della partita IVA non è necessaria ove i compensi non superino, nell'anno, i 5.000,00 euro se l'attività si concretizzi in una collaborazione occasionale (non strutturata, cioè non svolta in maniera abituale e continuativa, senza regolarità e sistematicità).


Viceversa, sussiste l'obbligo di munirsi di polizza di assicurazione professionale ex art. 5 del DPR 137/2012, a norma del quale "1. Il professionista è tenuto a stipulare, anche per il tramite di convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti, idonea assicurazione per i danni derivanti al cliente dall'esercizio dell'attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente stesso. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva.
2. La violazione della disposizione di cui al comma 1 costituisce illecito disciplinare".
Cordiali saluti.
Avv. Carlo Tardella

23/08/2016: direttore tecnico

Salve, sono un Architetto iscritto all'albo e con partita iva aperta, ho letto già alcune informazioni contenute in questo sportello online riguardo il ricoprire la carica di Direttore Tecnico di un'impresa, e volevo saperne di più.
Un'impresa, non composta da soli professionisti, che da statuto può anche "curare direttamente o tramite terzi professionisti l'attività di progettazione", una volta nominato un Direttore Tecnico può firmare essa stessa i progetti? O comunque, se anche i progetti li firmasse il Direttore Tecnico, possono essi fare curriculum sia per l'azienda che per il tecnico?
Ringrazio anticipatamente,
Cordiali saluti.

Gentile iscritto,

come noto, ai sensi dell’art. 5 del r.d. n. 2537 del 1925, “Per esercitare … le professioni di ingegnere e di architetto è necessario avere superato l'esame di Stato, a norma del R.D. 31 dicembre 1923, n. 2909, ferme restando le disposizioni transitorie della L. 24 giugno 1923, n. 1395 e del presente regolamento”.

Conseguentemente, anche dopo la nomina di un Direttore Tecnico, l’impresa dovrebbe comunque presentare i progetti redatti e sottoscritti da un ingegnere o da un architetto.

Se il Direttore Tecnico dovesse redigere e sottoscrivere i progetti, gli stessi possono far parte del curriculum sia dell’impresa che del Tecnico.

Cordiali saluti.

Avv. Carlo Tardella


24/05/2016: quesito

Salve, mi é stato proposto, da una società di costruzioni, un impiego come dipendente, con mansioni amministrative, contabili e tecniche. Mi é stato chiesto, poi, se ho anche la possibilità di firmare qualche pratica edilizia a parte. Posso farlo (sono iscritta all'albo) essendo una loro dipendente? sono costretta ad aprire la p. Iva per farmi pagare queste pratiche, o possono risultare in busta paga?

Gentile iscritta,
non si ravvisano nell'ordinamento divieti allo svolgimento di lavoro dipendente con simultanea firma di pratiche edilizie in favore del medesimo datore di lavoro.


Le pratiche svolte possono risultare in busta paga, anche attraverso un preventivo accordo scritto fra le parti in tal senso.
cordiali saluti.
Avv. Carlo Tardella

14/05/2016: quesito

Buonasera, premetto che al momento sono dipendente di una società di costruzioni, inquadrato come tecnico di cantiere, mi occupo principalmente della gestione della commessa, da dicembre sono socio al 5% di una seconda società che si occupa tra le altre cose anche di progettazione. Recentemente mi sono iscritto all'ordine e ho ricevuto degli incarichi di progettazione tramite la seconda società.
Il quesito è il seguente, posso firmare i progetti per la seconda società, della quale sono socio, e se si come deve figurare il compenso percepito?
Grazie per l'attenzione,
Saluti

Gentile iscritto,
dal momento che riferisce di essere dipendente di una società, potrà svolgere incarichi di progettazione in favore della seconda società solo nel rispetto dell'obbligo di fedeltà sancito dall'art. 2105 del codice civile ("il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, nè divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio").

Fatta tale doverosa precisazione, ritengo che il compenso che Ella dovesse ricevere dalla società di cui è socio dovrebbe risultare da regolare fattura, non essendo Lei dipendente della stessa.
Cordiali saluti.
Avv. Carlo Tardella

10/07/2015: quesito

Salve sono un Architetto iscritto all’Ordine/Inarcassa e in regime di P.IVA lavoro in una società srl di ingegneria da ormai 10 anni in qualità di progettista e coordinatore di progetto, con obbligo imposto di lavorare in sede presso la società e senza nessuna forma di incarico scritto, in relazione agli appalti presi dalla società stessa. Risulto costantemente inserito nell’organico (fatturando più del 50% nei confronti della stessa) per le gare pubbliche. Tuttavia, nonostante numerosi “confronti” con la Proprietà, ad oggi non ho ottenuto di co-firmare i progetti da me realizzati in relazione agli appalti pubblici (art. 263 DPR 207/2010 “…consulenti su base annua iscritti ai relativi albi professionali, ove esistenti, e muniti di partiva IVA e che firmino il progetto, ovvero firmino i rapporti di verifica del progetto, ovvero facciano parte dell’ufficio di direzione lavori e che abbiano fatturato nei confronti della società offerente una quota superiore al cinquanta per cento del proprio fatturato annuo, risultante dall’ultima dichiarazione IVA”).
Idem dicasi per gli appalti di natura privata o verso grandi società private a partecipazione statale.
I progetti, svolti in totale autonomia e responsabilità da me all’interno della società, sono numerosi e per ognuno la società stessa possiede un “Attestato di Regolare Esecuzione delle Opere di Progettazione”, documentazione base per accedere a nuovi bandi ed incarichi.
Arrivo al sodo, ho esigenza di certificare la mia carriera all’interno della suddetta società di ingegneria in virtù della volontà di svincolarmi e vorrei comprendere le azioni da svolgere per:
- Ufficializzare, con validità legale, le attività di progettazione pregresse ed attuali in relazione a tutti i lavori da me svolti.
- Poter godere degli attestati di regolare esecuzione in relazione a tutti gli incarichi per i quali ho svolto mansioni di progettista, coordinatore, responsabile e DL.
- Essere inserito in maniera congrua e come da norma all’interno dell’organico, quindi firmare, ecc (ho atteso per molto un controllo formale da parte della Pubblica Amministrazione in cerca di rivincita…ma nulla).
Comprendo la particolarità della questione ma da ormai troppo tempo, per responsabilità, competenza e reperibilità sono l’incaricato “di fatto” di quanto descritto, eppure ad oggi, se dovessi trovarmi senza lavoro, la mia carriera sarebbe nulla.

In attesa di un gradito riscontro
Autorizzo alla divulgazione di quanto da me sopra introdotto.

Gentile iscritto,
come a Lei noto, ai sensi dell'art. 42 del D. Lgs. n. 163/2006, "1. Negli appalti di servizi e forniture la dimostrazione delle capacità tecniche dei concorrenti può essere fornita in uno o più dei seguenti modi, a seconda della natura, della quantità o dell'importanza e dell'uso delle forniture o dei servizi:
a) presentazione dell'elenco dei principali servizi o delle principali forniture prestati negli ultimi tre anni con l'indicazione degli importi, delle date e dei destinatari, pubblici o privati, dei servizi o forniture stessi; se trattasi di servizi e forniture prestati a favore di amministrazioni o enti pubblici, esse sono provate da certificati rilasciati e vistati dalle amministrazioni o dagli enti medesimi; se trattasi di servizi e forniture prestati a privati, l'effettuazione effettiva della prestazione è dichiarata da questi o, in mancanza, dallo stesso concorrente".
Ai fini della prova della propria carriera, dovrà formalizzare la Sua richiesta alla Società in favore della quale presta la Sua attività.
In caso di diniego, non rimane che la strada del contenzioso, rispetto alla quale dovrà indicare al legale di Sua fiducia dei testimoni che possano appunto dimostrare l'attività da Lei effettivamente svolta per la società nel corso degli anni,
Cordiali saluti.
Avv. Carlo Tardella

13/03/2015: attività di mediazione e professione di architetto

Da più di un anno, per motivi personali ho a che fare con agenzie immobiliari ed agenti immobiliari. Tutti quelli con i quali sono venuto in contatto, per trattative anche lunghe mesi, mi hanno dimostrato una notevole professionale approssimazione, incompetenza edilizio-urbanistica-legale, menefreghismo ed arroganza verso i clienti a fronte delle laute provvigioni che chiedono (anche 4% dai compratori ed a volte altrettanto dai venditori) e che non giustificano il loro scarsissimo operato, che, il più delle volte si limita a far visitare l'appartamento e mettere a disposizione quelle due carte, quando ci sono, che ricevono dai vendotori. Cio' mi ha portato a pensare di poter io stesso intraprendere tale professione fornendo un servizio certamente più professionale.
Informatomi alla Camera di Commercio di Roma, ho avuto come risposta che secondo quanto stabilito dall'art. 5, n.2 della legge n. 39/89, l'esercizio dell'attività di mediazione è incompatibile:
a) con qualunque impiego pubblico o privato, fatta eccezione per l'impiego presso imprese o società aventi per oggetto l'esercizio dell'attività di mediazione;
b) con l'iscrizione in altri albi, ordini, collegi, ruoli o registri e simili.
Leggo inoltre su internet che l'unica eccezione prevista dalla legge è quella della possibilità dell'iscrizione nel Ruolo dei periti e degli esperti. Può darmi chiarimenti in merito? E' possibile che noi tecnici, che più delle altre categorie abbiamo competenza nel campo dobbiamo essere esclusi da tale professione di mediazione?
L'ordine degli architetti non ha mai sollevato interrogazioni per chiarimenti in difesa dei propri iscritti ai ministeri competenti?
Grazie.

Gentile Iscritto,
la legge n. 39/1989 è stata modificata dalla Legge n. 57/2001.
La nuova formulazione dell'art. 5 stabilisce che:
"L'esercizio dell'attività di mediazione è incompatibile:

a) con l'attività svolta in qualità di dipendente da persone, società o enti, privati e pubblici, ad esclusione delle imprese di mediazione;

b) con l'esercizio di attività imprenditoriali e professionali, escluse quelle di mediazione comunque esercitate".

Nonostante non vi sia più il riferimento all'iscrizione in altri albi, ordini, collegi, ruoli o registri e simili, il Legislatore ha comunque ribadito il principio dell'incompatibilità qualora venga esercitata effettivamente un'altra attività di natura professionale ed imprenditoriale.
Cordiali saluti.
Avv. Carlo Tardella

13/01/2014: periza su proprio immobile

Posso fare una perizia giurata, da allegare ad un ricorso, su un immobile di mia proprietà?
Grazie

Gentile iscritto,
non si ravvisano divieti nell'ordinamento a che Ella effettui una
perizia giurata su un immobile di Sua proprietà per poi allegarla ad
un ricorso.
Cordiali saluti,
Avv. Carlo Tardella

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