Sportello consulenze on-line

Procedure Edilizie e Urbanistiche

leggi le risposte alle domande più frequenti.

10/05/2018: CILA

Cosa succede se non si presenta il Fine Lavori di una CILA entro i 3 anni dall'apertura?
Il proprietario è passibile di una sanzione o si deve presentare un'altra CILA?

Mi sembra che la CILA, a differenza della SCIA o del Permesso di Costruire non abbia un termine di efficacia.
Nel suo caso, se la CILA è stata presentata, come credo, prima del 16/05/2016, in modalità cartacea, deve essere chiusa con il sistema tradizionale, ovvero presso il Municipio dove è stata inoltrata, dove sarà anche possibile attingere notizie sulle procedure.
Peraltro, è necessario, verificare che i lavori siano stati realizzati in conformità di quanto contenuto nel progetto presentato, altrimenti occorrerà una nuova CILA, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 6-bis del D.P.R. 380/01.
Architetto Rolando De Stefanis

08/05/2018: CILA

Devo presentare nel Comune di Roma una una CILA per manutenzione straordinaria (spostamento tramezzi, creazione secondo bagno in aderenza al primo, rifacimento impianti elettrico ed idrico, rifacimento pavimentazioni e rivestimenti).
Dopo la fine dei lavori devo presentare la SCIA 2 per agibilità ?

Se l’unità immobiliare è già dotata di agibilità, visto il comma 2 dell’art. 24 del D.P.R. 380/01, non mi sembra che la tipologia dei lavori e la procedura utilizzata, la CILA, rientri tra quelle per cui sia necessario presentare una nuova richiesta di agibilità.
Architetto Rolando De Stefanis


08/05/2018: CILA

1 - Devo dare il fine lavori per una CILA tramite SUET, dove trovo la Modulistica per gli allegati di Collaudo Finale.
2 - Ho l'APE di un anno fa redatta da un collega per il Rogito, nelle opere eseguite attualmente con la CILA, non sono state fatte modifiche all'impianto di riscaldamento (peraltro condominiale) e non sono stati sostituiti infissi ma eseguite solo opere di diversa distribuzione degli spazi interni. Posso allegare l'APE del collega o devo rielaborarla per allegarla?

Il modulo di fine lavori, lo può trovare sul sito di Roma Capitale.
Per quanto riguarda l’Ape, a mio parere, vista la tipologia di opere realizzate, è possibile allegare quello già esistente.
Architetto Rolando De Stefanis

05/05/2018: Legittimità della Preesistenza

Ho fatto richiesta di accesso agli atti (per la verifica di conformità urbanistica di un immobile del 1961) in data 31.01.2018. Avevo un appuntamento fissato per il 12.04.2018 che mi è stato annullato il giorno 11.04. A seguito di richiesta di informazioni mi è stato detto che essendo scaduto l'appalto tra l'amministrazione e la ditta incaricata del trasporto dei faldoni dall'archivio all'ufficio visure, non si sa quando sarà possibile visionare il progetto. la mia domanda: è possibile presentare una CILA senza aver effettuato tale verifica di conformità? Quali obblighi ha l'amministrazione nel mettermi in condizione di effettuare questa verifica?

La CILA, come la SCIA o il Permesso di Costruire, non si può presentare se non si ha la certezza della legittimità della preesistenza.
In attesa che l’Amministrazione risolva il problema del trasporto dei faldoni, se non c’è nessun riferimento sull’atto di proprietà, quale potrebbe essere una planimetria risalente al progetto iniziale, se l’unità immobiliare è parte di un condominio e c’è un amministratore, si può chiedere a lui eventuali delucidazioni, altrimenti intervistando condomini anziani da cui si possa attingere utili notizie allo scopo e per ultimo, si può tentare di trovare l’atto d’obbligo, che veniva allegato al titolo edilizio, il quale era redatto da un notaio ed era comprensivo del progetto dell’edificio.
Questo documento, si può cercare presso la Conservatoria immobiliare, atti archivio notarili, sita in Via Edoardo Martini 53 Roma.
Architetto Rolando De Stefanis


04/05/2018: SCIA

Dovrei effettuare dei lavori di ordinaria manutenzione , lavori di sistemazione facciate, per un condominio che sta nel centro storico e sulla carta della qualità (unesco) Ho già ottenuto il nulla osta della Soprintendenza. Che tipo di comunicazione devo fare al comune?

Ai sensi del comma 21 dell’art. 24 delle N.T.A. del P.R.G. vigente, nei Tessuti T1, T2, T3, T10, negli edifici e complessi speciali, della Città storica, nei beni individuati nella Carta della Qualità, per gli interventi di MO, se interessano parti comuni, con rilevanza esterna, delle Unità edilizie, la procedura da attivare è la SCIA, che ha sostituito la DIA, richiamata nell’art. citato.
Architetto Rolando De Stefanis

30/04/2018: CILA

Dovrei fare una variante di una cila che si trova nella carta delle qualità PRG G1b.
Devo richiedere al genio civile l'apertura di un vano in un muro portante.
Come devo procedere?
Devo richiedere nuovamente il parere alla Sovrintendenza capitolina?

La CILA non ammette varianti, peraltro, nel suo caso, trattandosi di un muro portante, la procedura da applicare è quella della SCIA, con un nuovo parere da parte della Sovrintendenza Capitolina.
In merito alla procedura da attivare per il Genio Civile, veda il Regolamento Regionale n. 14 del 13/07/2016.
Architetto Rolando De Stefanis

30/04/2018: manutenzione straordinaria

Un mio cliente mi ha commissionato di seguire i lavori in un suo appartamento. I lavori consistono in : abbattimento di 4 piccole spallette presenti nei 2 bagni ( costituivano i vani doccia), demolizione di alcune piccole porzioni di tramezzi e realizzazione di nuovi, chiusura di una porta interna tra due vani e apertura di una nuova a scrigno , sostituzione dei serramenti esterni con altri di uguale fattura , smantellamento di tutto il pavimento e del massetto sottostante e sostituzione con nuovo del tipo alleggerito , posa nuovo pavimento, completo rifacimento dei 2 bagni, della cucina compreso l'impianto idrico e dell'impianto elettrico di tutta casa.
Ho presentato una CILA per manutenzione straordinaria ma ora il cliente, accortosi di non poter usufruire dell'iva al 10% per acquistare in proprio i serramenti esterni , si è alterato in quanto io avrei dovuto presentare la pratica come ristrutturazione edilizia avendo realizzato un immobile del tutto nuovo rispetto al precedente e avendolo , a suo dire , "sventrato".
Onestamente non reputo che tali opere siano ristrutturazione edilizia e ho obiettato che non è mia intenzione cambiare pratica perché non vi è stato errore in tal senso.
A questo punto il cliente mi chiede di fare una CILA per restauro e risanamento conservativo di tipo leggero in quanto ha demolito il pavimento e il massetto e rifatto tutti gli impianti, nonché deve cambiare i serramenti esterni ( ma siamo in zona vincolata paesaggisticamente e quindi se cambia le fattezze occorre fare la richiesta di parere ) . Dal canto mio ho fortissimi dubbi che questi interventi siano restauro e risanamento dato che io li classificherei sempre nella manutenzione straordinaria ( le quote del pavimento non sono cambiate) avendo solo il dubbio se il cambio dei serramenti con altri di uguale fattura possa rientrare nella categoria di intervento leggermente superiore come appunto il restauro e il risanamento conservativo.
Chiedo gentilmente chiarimenti sulla classificazione da me data a questi interventi e sulla correttezza della pratica edilizia presentata in quanto il cliente è molto insistente: da un lato lo comprendo dato che le agevolazioni fiscali fanno comodo ma dall'altro non posso asseverare un intervento non conforme agli interventi come definiti dal DPR 380/01 e ss.mm.ii.

La tipologia di opere, per cui lei ha presentato la CILA, mi sembra, senza ombra di dubbio, che ricada nella manutenzione straordinaria.
L’intervento edilizio, potrebbe diventare di restauro e risanamento conservativo, nel caso della sola sostituzione degli infissi esterni con altri aventi caratteristiche diverse rispetto a quelli preesistenti: quale i materiali o il colore.
Per quanto riguarda il vincolo ambientale, veda a tale proposito, il D.P.R. n. 31 del 13/02/2017, “Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzativa semplificata”.
Architetto Rolando De Stefanis

27/04/2018: cambio destinazione d'uso

Posso applicare nel Comune di Roma l'art. 6 della LR 7/2017 (rigenerazione urbana) per un cambio di destinazione d'uso? Oppure devo aspettare che la normativa comunale recepisca quanto stabilito dalla legge regionale? Grazie

L’art. 6 della Legge Regione Lazio n. 7 del 2017, relativamente al cambio di destinazione d’uso, a mio parere, può essere applicato nel rispetto di quanto previsto nell’ambito degli interventi di cui al comma 1, secondo le indicazioni contenute nel comma 2.
Architetto Rolando De Stefanis


1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 avanti

Riferimenti

Consulente: arch. Rolando De Stefanis
Referente di area: Rita Traversi

I colleghi architetti prestano la loro consulenza on-line a titolo non oneroso


architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Sportello consulenze on-line Procedure Edilizie e Urbanistiche