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Procedure Edilizie e Urbanistiche

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08/05/2017: CILA

Posso eseguire e firmare io come tecnico abilItato la CILA per l'appartamento di casa mia quindi intestato a me e essendo anche il proprietario?

Per quanto riguarda la possibilità di eseguire e firmare la CILA, in questo caso, non mi sembra che ci siano incompatibilità con quanto contenuto nel Codice Deontologico, fermo restando il rispetto di tutta la normativa vigente in materia.
Architetto Rolando De Stefanis

03/05/2017: Accertamento di conformità

Un intervento per lavori interni in un appartamento a Roma in via xxxxx Città da ristrutturare iniziati nel mese di agosto 2015 è stata presentata una CILA, nel mese di ottobre 2016 è stata presentata la fine dei lavori conformi al progetto tranne che per la posizione della porta della cucina, prevista in origine verso il soggiorno e realizzata verso il corridoio, riportata correttamente nella planimetria catastale.
Il proprietario vuole ora donare l’appartamento al figlio ma il notaio non vuole procedere avendo rilevato la differente posizione della porta tra l’elaborato della Cila e il nuovo catastale.
Come posso procedere, ritiene che la differente posizione di una porta interna possa bloccare la donazione?
E' possibile presentare ora una CIL per il solo spostamento della porta?

A prescindere che le opere realizzate con la CILA, dovevano essere conformi al progetto presentato, se i lavori di ripristino della porta coinvolgono le tramezzature, a mio parere, occorre presentare una richiesta di accertamento di conformità ai sensi dell’art. 22 della Legge Regione Lazio n. 15 del 2008.
Architetto Rolando De Stefanis

02/05/2017: C.I.L.

Un mio cliente ha presentato una C.I.L. per opere di esigenze contingenti e temporanee, ovvero ha installato una struttura in acciaio tamponata a pannelli e con copertura in pvc. Allo scadere dei 90 giorni dovrebbe smontarla ma le sue esigenze non sono cessate necessita di altro tempo per il trasferimento di azienda. Domanda può ripresentare una C.I.L. per altri 90 giorni prima dello scadere del titolo precedente? Deve necessariamente smontare e rimontare la struttura?

L’art. 6 del D.P.R. 380/01, attività edilizia libera, al punto 1) e-bis, consente la realizzazione “di opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all'amministrazione comunale”
La conseguenza concreta di ciò, è che la facoltà di realizzare opere volte a soddisfare esigenze temporanee in assenza di un titolo edilizio, può essere ammessa solamente per un uso realmente precario e temporaneo per fini specifici, contingenti e limitati nel tempo, con effetto della successiva e sollecita eliminazione.
Infatti, la possibilità di qualificare come attività libera tali opere, che possono avere anche un impatto significativo sul territorio (come nel caso di specie), di particolari cautele volte ad assicurare l’effettiva ed obiettiva riscontrabilità di tali caratteri, prevedendo che debbano essere sempre rimosse entro 90 giorni dalla loro realizzazione, fermo restando che, ove vi sia l’esigenza di mantenerle per un tempo maggiore, gli interessati devono necessariamente munirsi di un idoneo titolo edilizio.
Pertanto, a mio parere, alla scadenza del termine dei 90 giorni, le opere debbono essere rimosse.
Architetto Rolando De Stefanis

29/04/2017: quesito

Volevo sapere se il committente può essere contemporaneamente progettista e direttore dei lavori nella ristrutturazione della propria casa.

Per quanto riguarda la possibilità di essere progettista e direttore dei lavori, non mi sembra che ci siano incompatibilità, con quanto contenuto nel Codice Deontologico, fermo restando il rispetto di tutta la normativa vigente in materia.
Architetto Rolando De Stefanis

24/04/2017: PIANO CASA

Devo presentare un piano casa ai sensi dell'art.4 che disciplina gli interventi di sostituzione edilizia. Fino a dicembre 2016 la procedura edilizia era consentita con Dia (superficie utile inferiore a 500 mq) ma con l'entrata in vigore del D.Lgs.222/2016 la Dia non esiste più.
Scia o PdC? considerando che si ha sagoma e sedime differenti oltre l'ampliamento.
Oppure fino a giugno 2017 il Comune può ancora accettare la Dia?

Se le opere che lei deve richiedere, rientrano tra quelle per cui era possibile presentare la DIA, vista la Costituzione, in materia di legislazione concorrente, trattandosi di governo del territorio; la Regione ha piena autonomia in merito, pertanto, a mio parere, la DIA in questo caso ha ancora validità.
Peraltro, nel caso che il Comune non voglia accettare la DIA, la stessa può essere sostituita dalla SCIA.
Architetto Rolando De Stefanis

13/04/2017: PIANO CASA

Quesito in merito alla corretta applicazione della L.R. 21/09 cd. Piano Casa;
è possibile ampliare il sottotetto (non residenziale) aumentandone l'altezza ma lasciando sempre la destinazione non residenziale a fine intervento? in pratica un aumento di volume senza cambio d'uso a residenziale.

L’aumento di volume o superficie, previsti dalla L.R. 21 del 2009, è possibile nel caso di ampliamento delle unità residenziali esistenti e non relativamente agli accessori, per i quali è prevista una apposita disciplina, nell’art. 5 della legge citata, solo ai fini di renderli residenziali.
Architetto Rolando De Stefanis

05/04/2017: SCIA

sostituire alcuni infissi esterni con altri di uguale dimensione e colore ma di diverso materiale in zona non vincolata, attualmente, rientrano nella procedura CILA?

Trattandosi di opere rientranti nel risanamento conservativo, la procedura da applicare, a mio parere, è la SCIA.
A tale proposito, sull’argomento, veda la Circolare esplicativa n. 19137 del 9/3/2012, emanata dal Dip.to PAU.
Architetto Rolando De Stefanis

29/03/2017: CILA

Dovrei aprire un' associazione sportiva non a scopo di lucro (asd). Sò che per tale attività può andar bene qualsiasi destinazione d' uso dall' autorimessa al magazzino al laboratorio. Mi potreste confermare ciò? Inoltre nel locale dovrei anche realizzare gli ambienti di supporto quali spogliatoi bagni etc. come posso giustificare la cila per la realizzazione di tali ambienti in una categoria autorimessa o magazzino che sia??

Leggendo il comma 4 dell'art. 32 della Legge 383 del 2000, nel citare quale debba essere il locale ove sia possibile svolgere l'attività sociale, si fa riferimento a "tutte le destinazioni d'uso omogenee previste dal decreto del M.L. pubblici 2 aprile 1968 n. 1444, indipendentemente dalla destinazione urbanistica", creando, a mio avviso, confusione.
Infatti, nel decreto citato, vengono specificate quali siano le zone territoriali omogenee e non le destinazioni d'uso omogenee.
Partendo da questo presupposto, è chiaro che subentrano difficoltà nel rapporto tra privato e Amministrazione comunale, nel discernere quanto previsto dalla norma.
Pertanto, per quanto riguarda le destinazione d’uso, a mio parere, vanno bene tutte quelle che hanno concorso alla formazione della SUL.
Peraltro, le consiglio prima di procedere, di recarsi presso il competente ufficio tecnico comunale, alfine di attingere informazioni e conoscere anche il loro pensiero in materia.
Per quanto riguarda la procedura da applicare, nel caso sia possibile l’intervento proposto, la CILA può essere quella idonea.
Architetto Rolando De Stefanis

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