Sportello consulenze on-line

Procedure Edilizie e Urbanistiche

leggi le risposte alle domande più frequenti.

10/09/2017: PIANO CASA

allo scadere dei termini di presentazione del piano casa, la Regione Lazio ha emanato una nuova legge di riqualificazione del pattimonio edilizio esistente che in parte ammette interventi come quelli già previsti dal piano casa. volevo chiedere se il comune di Roma ha predisposto le delibere attuative quindi se la nuiva legge puó essere pienamente operativa a Roma

La Legge Regione Lazio n.7 del 2017, è pienamente attuativa, laddove è possibile con interventi diretti.
Non mi risulta che il Comune di Roma abbia predisposto Delibere relative alla Legge, mentre la Regione sta predisponendo una Circolare esplicativa.
Architetto Rolando De Stefanis


09/09/2017: Ripristino destinazione d'uso

Mi viene richiesto da un committente il ripristino della destinazione d'uso originaria di una unità immobiliare ubicata a Roma. L'immobile deve ritornare alla funzione residenziale da quella attuale che è produttivo direzionale. In origine l'immobile aveva categoria catastale A2, a seguito di domanda di condono edilizio e relativo ottenimento della concessione in sanatoria la destinazione d'uso urbanistica è stata cambiata ad uffici, catastalmente A10.
Il ripristino sarà con opere edili nel senso che sarà ripristinata la cucina e saranno riorganizzati gli spazi interni mediante demolizione e ricostruzione di muri tramezzi, senza alcun tipo d'intervento che interessi le strutture portanti, fa facciata, la sagoma, il volume, la superficie ecc. ecc.
L'immobile ricade nella città storica - T7, non ha vincoli di tutela architettonica, né paesaggistica, non è in carta della qualità.
Prima del dlgs 222/2016 il ripristino della destinazione d'uso originaria si poteva effettuare mediante SCIA, rientrava negli interventi di restauro e risanamento conservativo ai sensi dell'art. 3 c. 1 lettera c) del DPR 380/2001.
Con le novità introdotte dal dlgs 222/2016 quale procedura urbanistica può essere applicata? Cila o Scia?
Ai sensi del DPR 380/2001 l'intervento è ancora restauro e risanamento conservativo art. 3 c. 1 lettera c) ; l'art 22 del DPR 380 recita inoltre che sono soggetti a Scia gli interventi di cui all'art. 3 c. 1 lettera c) qualora riguardino le parti strutturali dell'edificio.
La tabella A del dlgs 222/2016, Sezione 2, distingue al punto 5 il restauro e risanamento conservativo leggero con procedura di Cila e al punto 6 il restauro e risanamento conservativo pesante con procedura Scia.
A mio parere l'intervento è eseguibile mediante Cila, ma il tecnico municipale, senza entrare nel dettaglio del singolo caso, mi ha indicato in via generale la Scia senza distinzioni di sorta.
Ho scaricato i nuovi moduli Scia e ho constatato che sono predisposti per interventi di restauro e risanamento conservativo di tipo pesante, con opere che riguardano la struttura dell'edificio.....
Sono quindi ancora nel dubbio, Scia o Cila. Vorrei avere la certezza della via corretta da intraprendere ed evitare una procedura urbanistica inadeguata che possa essere di fatto nulla.

L’art.1 del Decreto Legislativo 222 del 2016 così recita:
“Con riferimento alla materia edilizia, al fine di garantire omogeneità di regime giuridico in tutto il territorio nazionale, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro delegato per la semplificazione e la pubblica amministrazione, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è adottato un glossario unico, che contiene l'elenco delle principali opere edilizie, con l'individuazione della categoria di intervento a cui le stesse appartengono e del conseguente regime giuridico a cui sono sottoposte, ai sensi della tabella A di cui all'articolo 2 del presente decreto.
Da quanto mi risulta, il Ministero non ha ancora emanato questo Decreto e i dubbi circa la sua completa attuazione rimangono.
Comunque, visto che la modulistica di Roma Capitale, relativa alla SCIA, riguarda, come specificato:
intervento di manutenzione straordinaria (pesante), restauro e risanamento conservativo (pesante) e ristrutturazione edilizia (leggera) d.P.R. n. 380/2001, articolo 22, comma 1, articolo 3, comma 1, lett. b), c) e d). Punti 4, 6 e 7 della Sezione II EDILIZIA della Tabella A del d.lgs. 222/2016];
nel caso che l’intervento da lei proposto, ricada tra le opere previste dal punto 5 Sezione II Edilizia dell’allegato A, che sono state escluse dalla modulistica della SCIA, a mio parere, questo può essere realizzato con la CILA.
Architetto Rolando De Stefanis

08/09/2017: SUET

Per eseguire una variante ad una CILA in corso d'opera, occorre presentare una nuova CILA e pagare nuovamente i diritti di segreteria?

Sì se la variante configura una distribuzione sostanzialmente diversa da quella presentata inizialmente
arch. Massimiliano Cafaro

07/09/2017: PIANO CASA

Ho progettato un intervento di ampliamento con corpo di fabbrica separato, definito come pertinenza, secondo quanto previsto dall'art. 3 della LR 10/2014 Piano Casa...l'intervento era inferiore al 20% della superficie esistente e, secondo definizione, ricadeva in "ristrutturazione leggera". Mi sono consultata con gli uffici regionali per la predisposizione della pratica, chiedendo, considerato la struttura pertinenziale e inferiore al 20%, se era necessaria l'applicazione della LR 6/2008 sulla sostenibilità energetica. La regione mi ha detto che ciò non è necessario in quanto il fabbricato non costituisce né intervento di nuova costruzione né ristrutturazione rilevante. Ho rivisto anche la legge in merito, che giustifica la risposta della regione. Volevo però conferma se effettivamente la non applicabilità della LR 6/2008 fosse plausibile nel caso di specie.

Inoltre, se l'intervento dovesse ricadere in zona agricola, andando in deroga agli strumenti urbanistici, piani regolatori .... ma non al DM relativamente ai distacchi, posso realizzare il fabbricato a distanza 5 metri dal confine?

Per quanto riguarda la prima parte del quesito, concordo con quanto espresso dai competenti uffici regionali, mentre relativamente ai distacchi, a mio parere, lei può realizzare l’opera mantenendo i 5 metri dal confine, tenendo presente che, nel caso di eventuali edifici antistanti presenti nel lotto limitrofo, con pareti finestrate, si deve comunque, mantenere la distanza minima assoluta di m.10.
Architetto Rolando De Stefanis



25/08/2017: CAMBIO DESTINAZIONE D'USO -Legge 164/2014 -Sblocca Italia

Legge 164/2014-Sblocca Italia: in merito al cambio d'uso, la Legge sancisce che:"La destinazione d’uso di un fabbricato o di unità immobiliari è quella prevalente in termini di superficie utile. Il cambio d’uso all’interno della stessa categoria funzionale è sempre ammesso". Le chiedo: è possibile sempre prevedere il cambio d'uso ad esempio da c/2 ad abitazione al di là di eventuali previsioni dello strumento urbanistico vigente?

Gentile Architetto, le categorie funzionali sono quelle contenute dall’art. 23-Ter del D.P.R. 380/01, che poi sono quelle riportate nelle N.T.A. dei P.R.G..
Quello che lei chiama C/2, catastalmente si identifica come magazzino, ossia rientra nella categoria funzionale produttiva che è diversa da quella residenziale.
Pertanto, non è possibile modificare la destinazione d’uso, se le norme dello strumento urbanistico non lo consentono.
Architetto Rolando De Stefanis

04/08/2017: CAMBIO DESTINAZIONE D'USO E Oneri di Costruzione

Avrei bisogno di delucidazioni per fare un cambio di destinazione d'uso da C2 (magazzino) a C6 (box auto), in un locale seminterrato di un condominio sito in Roma (zona Roma Termini) poiché sono alle prime armi ed è la prima volta che mi capita un cambio di destinazione d'uso. Ammesso che sia possibile eseguire il cambio, quali oneri bisogna versare al comune? urbanizzazione primaria, secondaria e costo di costruzione?
Quali sono e dove posso trovare formule e tutti i dati/parametri che fanno al caso mio?

Per quanto riguarda il calcolo del contributo di costruzione (oneri concessori), vada sul sito di Roma Capitale, Struttura Organizzativa, Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica, link di sinistra – Atti amministrativi – Urbanistica e Edilizia, dove troverà tutti gli atti necessari, Delibere e Circolari, per determinare gli importi eventualmente dovuti.
Architetto Rolando De Stefanis

31/07/2017: PIANO CASA

Ho progettato la chiusura di una veranda mediante l'applicazione del piano casa: trovandosi le tamponature da realizzare allineate alle pareti esistenti, quindi non modificando nè sagoma e nè carichi ho proceduto con la predisposizione della DIA senza consensi aggiunti. La chiusura è avvenuta per mezzo dell'introduzione di un portoncino blindato e di una finestra scorrevole. In origine le dimensioni erano rispettivamente di 120 cm (portoncino) e 200 cm (finestra), in corso d'opera il portoncino è stato inserito da 90 cm, mentre la finestra da 250 cm. Devo presentare sicuramente una variante in Comune, ma posso farla con semplice CIL, piuttosto che con CILA? il prospetto rimane similare, cambiano solo le dimensioni, ma la loro posizione è invariate.

Altro dubbio è relativo alla conslusione dei lavori: devo comunicarlo? cosa devo allegare? e chi è tenuto a comunicare il fine lavori?

La variante deve essere presentata, a mio parere, con una DIA e la fine dei lavori la deve comunicare l’interessato, ambedue presso il competente ufficio comunale, dove è stata inoltrata la prima DIA.
Architetto Rolando De Stefanis

11/07/2017: SUET

Il proprietario di un appartamento mi ha chiesto di predisporre una CILA in sanatoria per regolarizzare la realizzazione di due tramezzi eseguiti per separare la zona cucina dal soggiorno. Nel mese di marzo u.s. il proprietario ha ricevuto la lettera per il ritiro della concessione edilizia in sanatoria dall'ufficio condono. Nel frattempo ha chiesto la rateizzazione del pagamento degli oneri, quindi la concessione potrà essere ritirata soltanto dopo avere saldato il pagamento. Si può presentare la CILA al SUET in questa fase o è necessario ritirare prima la concessione edilizia in sanatoria relativa al primo condono?

Non è strettamente necessario.
Il condono in corso non va espressamente citato nella CILA da presentare
architetto Massimiliano Cafaro

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 avanti

architettiroma è su twitter architettiroma è su facebook le istruzioni per iscriversi al feed RSS Iscriviti alla newsletter di architettiroma.it
Sportello consulenze on-line Procedure Edilizie e Urbanistiche