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paternità progetto - realizzazione variante

30/08/2013: paternità progetto - realizzazione variante

Egregio avvocato,
nel 2005 ho progettato un centro multiservizi ed ho presentato la richiesta di permesso di costruire al comune competente. Pochi mesi dopo il mio cliente è mancato e sembrava che gli eredi non fossero interessati a proseguire nella realizzazione del centro.
Oggi ho scoperto, invece, che la realizzazione è in corso. Il progetto è stato modificato (ma l’impronta originale è facilmente riconoscibile), il cartello di cantiere reca il nome di un altro progettista. Presumo che sia stata apportata una variante al progetto del 2005.
Come fare per tutelare i miei diritti? È il caso di richiedere un accesso agli atti presso il comune per prendere visione del progetto presentato? Nel caso come motivarlo?
Grazie,

Egregio Architetto,
di seguito le mie considerazioni in merito al quesito in oggetto.
In linea generale il progetto di architettura (ove ne ricorrano i requisiti di tutela) è protetto come una qualsiasi opera d’autore e, come tale, oggetto della disciplina prevista dalla legge n. 633 del 1941 “Protezione del diritto di autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.
Al riguardo l’art. 2, n. 5 di detta legge indica espressamente i disegni e le opere di architettura quali destinatari della disciplina di settore.
E’, quindi, evidente come l’architetto goda di un diritto morale ed economico sul progetto da esso realizzato.
Nella fattispecie, tuttavia, sarebbe essenziale sapere se a suo tempo Le fu conferito un incarico scritto dal defunto cliente e, soprattutto, se per detto incarico Lei abbia percepito una specifica remunerazione.
In caso affermativo, ammesso e non concesso che l’incarico nulla preveda al riguardo, il cliente, così come gli eredi, potrebbero affidarsi ad altro professionista, il quale, tuttavia, non potrebbe certamente appropriarsi della paternità del Suo progetto.
Le stesse modifiche apportate al Suo progetto, quale una variante, possono essere oggetto di opposizione da parte Sua, a meno che non debbano considerarsi essenziali ai fini della realizzazione del progetto stesso.
Anche in tal caso, la normativa è molto chiara.
Sicuramente utile, ove concesso, sarebbe un accesso agli atti amministrativi presso il comune competente.
Resta inteso che le suesposte osservazioni debbono considerarsi di carattere puramente generale, richiedendo la fattispecie un doveroso e preliminare approfondimento.
I miei migliori saluti
Avv. Pietro Ilardi


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