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Sicurezza sui luoghi di lavoro e cantieri

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31/01/2018: CORSI DI FORMAZIONE PER RSPP-ASPP E CSP-CSE

Con la presente si richiede un chiarimento in merito al corso di aggiornamento 40 ore online per RSPP pubblicato nella Vs. sezione formazione ed erogato da Centro studi Athena.

Sulla scheda del corso è specificato:Il corso è conforme a quanto previsto dall'Accordo Stato e Regioni del 7 luglio 2016 e pertanto la formazione per l'aggiornamento del RSPP è da ritenersi valida anche per l'aggiornamento dei CSE e dei Formatori per la sicurezza sul lavoro.

Questo significa che se io sono sia un Coordinatore che un RSPP per un quinquennio basta che faccia un unico corso da 40 ore che mi vale sia come aggiornamento per RSPP che come aggiornamento per Coordinatore?

L’interessante quesito tocca varie tematiche, quali i requisiti di alcune rilevanti figure inerenti la sicurezza e SSLL (Responsabili del SPP-ASPP e Coordinatori della sicurezza), i relativi corsi di formazione ed aggiornamento, modificati dall’Accordo Stato Regioni e Provincie autonome del 7 luglio 2016, la modalità di erogazione dei corsi, per ultimo il riconoscimento dei CFP crediti formativi professionali.

Di seguito una disamina di tali aspetti, considerando che lo sportello on line non esprime pareri su corsi erogati da enti e soggetti formatori o sula regolarità dell’offerta formativa reperibile su internet.

Il Professionista è libero di scegliere la tipologia di corsi e/o seminari e, finanche, di fruizione degli stessi che più risponda alle proprie esigenze, a condizione di rispettare le prescrizioni normative e temporali e di non ripetere più volte lo stesso argomento in moduli disgiunti erogati da soggetti differenti.


RSPP-ASPP

Un professionista che intende assumere l’incarico di RSPP-ASPP deve essere in possesso delle capacità e dei requisiti previsti dall’art. 32 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i., tra cui la frequenza di specifici corsi di formazione, moduli “A”, “B” e “C” di cui all’Accordo Stato Regioni e Provincie autonome del 07/07/2016.

Di seguito i requisiti richiesti:

1. Titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore;

2. Attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento, a specifici corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative.

L'articolo 32 del D.lgs. n. 81/08 identifica le classi di laurea il cui possesso esonera dalla frequenza ai corsi di formazione adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative. I soggetti in possesso di tali lauree, per svolgere i compiti di RSPP devono comunque possedere un attestato di frequenza, con verifica dell'apprendimento a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi, anche di natura ergonomica e da stress lavoro-correlato, di organizzazione e gestione delle attività tecnico amministrative e di tecniche di comunicazione in azienda e di relazioni sindacali. Per l'elenco completo dei titoli di studio, si veda l'Allegato 1 del citato Accordo.

I responsabili del SPP e gli addetti del SPP sono tenuti a frequentare corsi di aggiornamento.

La data di partenza per il calcolo dell’aggiornamento quinquennale è quella di conseguimento dell’attestato del corso modulo B oppure la data di laurea se ci si avvale della facoltà di non seguire il corso modulo B. Il modulo C rappresenta un credito formativo permanente.

Per i corsi in materia di salute e sicurezza la modalità e-learning è da ritenersi valida solo se espressamente prevista da norme e Accordi Stato-Regioni o dalla contrattazione collettiva, con le modalità disciplinate dall'Accordo e nel rispetto delle disposizioni di cui all'allegato 1 dell’Accordo del 2016.



Ai fini dell’aggiornamento per RSPP-ASPP la partecipazione a corsi di aggiornamento per FORMATORE PER LA SICUREZZA, ai sensi del D. Interministeriale 6 marzo 2013, è da ritenersi valida e viceversa.

Ai fini dell’aggiornamento per RSPP-ASPP la partecipazione a corsi di aggiornamento per COORDINATORE PER LA SICUREZZA, ai sensi dell’Allegato XV del D.lgs. n.81/08, è da ritenersi valida e viceversa.


CSP-CSE

L’art. 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i. elenca i requisiti professionali del coordinatore della sicurezza quali titolo di studio, attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza, numero di anni di attività lavorativa documentata nel settore delle costruzioni. L’Allegato XIV dello stesso Decreto, oltre ai contenuti minimi del corso di formazione, prevede l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale della durata complessiva di 40 ore, da effettuarsi anche per mezzo di diversi moduli nell’arco del quinquennio, anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari. Il Decreto Legislativo n.151 del 14 settembre 2015, pubblicato in G.U.n.221 il 23/09/15, inerente “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” ha apportato alcune modifiche al comma 3 dell’articolo 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i., (Requisiti professionali del coordinatore per la progettazione, del coordinatore per l’esecuzione dei lavori) prevedendo la possibilità dell’utilizzo della modalità e-learning sia per i corsi abilitanti (seppur limitatamente al modulo giuridico di 28 ore), modifiche di seguito riportate:

3. I contenuti, le modalità e la durata dei corsi di cui al comma 2 devono rispettare almeno le prescrizioni di cui all’allegato XIV. L'allegato XIV è aggiornato con accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. I corsi di cui all'allegato XIV, solo per il modulo giuridico (28 ore), e i corsi di aggiornamento possono svolgersi in modalità e-learning nel rispetto di quanto previsto dall'allegato I dell'Accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 21 dicembre 2011 emanato per la formazione dei lavoratori ai sensi dell'articolo 37, comma 2.

Pertanto è prevista la possibilità dell’utilizzo della modalità e-learning per i corsi abilitanti (limitatamente al modulo giuridico di 28 ore) e per i corsi di aggiornamento (anche intero monte ore).

Nel merito delle scadenze temporali per l’aggiornamento CSP-CSE, si rappresenta che per i Professionisti abilitati prima dell’entrata in vigore del TU SSLL:

- il primo quinquennio è scaduto il 15/05/2013 ossia 5 anni dall’entrata in vigore del D.lgs. n.81/08;

- il secondo scade il 15/05/2018, pertanto entro tale data si dovrà aver completato il secondo aggiornamento di ulteriori 40 ore.

Il mancato completamento dell’aggiornamento comporta la perdita, temporanea, dell’operatività, con l’impossibilità di assumere l’incarico di CSP-CSE fintanto che non si completi l’aggiornamento riferito al quinquennio concluso.



MODALITA’ FRUIZIONE CORSI E.LEARNING

Sui corsi e.learning si rammenta che tale modalità è un sistema di apprendimento a distanza differente da altre tipologie on-line (FAD, CBT, WBT), al quale prendono parte una serie di figure che permettono un reale processo di apprendimento (tutor, comunità). Si può dunque parlare di e-learning unicamente nel caso di una metodologia di insegnamento e apprendimento che coinvolga sia il prodotto sia il processo formativo, il cui valore aggiunto emerge nei servizi di assistenza e tutorship, nelle modalità di interazione sincrona, di condivisione e collaborazione a livello di community, con procedure di monitoraggio e tracciamento degli utenti.

Un aspetto di ulteriore interesse potrebbe essere quello della validità o meno dei percorsi formativi, sia abilitante che di aggiornamento (e quindi della liceità dei titoli all’assunzione dell’incarico di coordinatore della sicurezza), per quei Professionisti che hanno seguito in modalità a distanza, in alcuni casi neppure e.learning, i corsi per CSP-CSE prima del 24/09/2015 data di entrata in vigore delle modifiche previste dal D.lgs. n.151/2015.


CFP

Si tratta di tematiche differenti, seppur correlate, l’aggiornamento professionale continuo, con il relativo riconoscimento dei CFP crediti formativi professionali, e l’aggiornamento previsto per la figura del coordinatore della sicurezza e/o del RSPP-ASPP o ancora del Professionista antincendio.

L’obbligo della formazione continua previsto dal D.P.R. n.137/2012 riguarda le professioni regolamentate, ovvero le attività il cui esercizio è consentito solo a seguito d'iscrizione in Ordini o Collegi subordinatamente al possesso di qualifiche professionali o all'accertamento delle specifiche professionalità.

Per tale tematica si rimanda a: www.architettiroma.it/sportello/formazione.aspx

Si evidenzia che il “riconoscimento” di un corso erogato da soggetti differenti dall’OAR può riguardare la validità del percorso formativo ai fini del riconoscimento dei CFP per l’aggiornamento professionale e non anche l’aggiornamento CSP-CSE e RSPP-ASPP.

Ing. Michele Di Pasquale


30/01/2018: TIROCINANTE-STAGISTA IN CANTIERE/STUDIO PROFESSIONALE ED ADEMPIMENTI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO

Sto eseguendo la Direzione Lavori di un opera pubblica. Avendo un giovane neolaureato abilitato come tirocinante vorrei sapere se lo posso introdurre in cantiere come aiutante ?

Nel quesito si fa riferimento a quella figura professionale denominata “assistente” del Direttore dei lavori, individuata una volta in persona esperta, che espletava da tempo la propria attività lavorativa, ovvero, come avviene sempre più spesso di recente, in un giovane neolaureato.

Il D.lgs. n.81/08 e s.m.i. all’art.2 comma 1 lett.a) definisce quale “lavoratore”:

“persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari”.

Sono equiparati ai lavoratori (articolo così come modificato dal D.lgs.n.106/2009):

“… il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell'ente stesso; l'associato in partecipazione di cui all'articolo 2549, e seguenti del codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all'articolo 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l'allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l'allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in questione; i volontari del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e della protezione civile; il lavoratore di cui al decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni”.

Pertanto gli stagisti ed i tirocinanti sono equiparati ai lavoratori destinatari degli obblighi di Legge.

Il Datore di lavoro (nella fattispecie individuabile nel Titolare dello Studio professionale presso il quale il tirocinante espleta la propria attività o il Titolare dell’incarico di Direzione dei lavori) è tenuto, tra l’altro, a far seguire corsi di formazione in relazione alla tipologia di attività svolta, una formazione generale ed una specifica in funzione della fascia di rischio.

Si riporta anche la risposta fornita dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali a quesito similare del 01/10/2012, reperibile su: www.ghiro.it/sites/default/files/doc_articoli/Ministero%20del%20lavoro%20nuove%20FAQ%20sulla%20sicurezza_0.pdf

“Dalla definizione fornita dall’articolo 2, comma 1, lett. a) del D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, si evince che al lavoratore è equiparato, ai fini dell’applicazione della normativa in materia, anche “chi svolge attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere nonché il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro”. Conseguentemente, se in un’azienda o uno studio professionale, sono ammessi soggetti che svolgano stage o tirocini formativi, il datore di lavoro sarà tenuto ad osservare tutti gli obblighi previsti dal testo unico al fine di garantire la salute e la sicurezza degli stessi e, quindi, adempiere gli obblighi formativi connessi alla specifica attività svolta.”

Ing. Michele Di Pasquale




30/01/2018: NOTIFICA PRELIMINARE

Sono progettista e direttore dei lavori per un intervento di manutenzione straordinaria in CILA presso un appartamento.
I lavori sono praticamente terminati, anche se non ho ancora protocollato il fine lavori.
Inizialmente doveva lavorare un' unica impresa, ma nel corso dei lavori sono intervenuti il parquettista prima e il falegname poi come figure esterne, pagate con direttamente con fatture con iva al 10%, ma, ai fini della sicurezza, non è stata fatta alcuna notifica preliminare in corso d'opera.

I proprietari hanno usufruito del bonus ristrutturazioni pertanto mi chiedono oggi, per non avere contestazioni dall'agenzia delle entrate, di fare la notifica preliminare alla ASL attraverso un ravvedimento operoso, poiché costituisce allegato obbligatorio ai fini della detrazione.

La modulistica Asl richiede però la nomina del coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione e tutti i dati di "previsione" legati alla notifica (uomini/giorno, durata cantiere ecc) e non dati a consuntivo come quelli di una "sanatoria".

Di questo procedimento del ravvedimento operoso ho trovato menzione solo nel sito dell'agenzia delle entrate, ma non nelle procedure legate al 81/08.

Seguo altri lavori di ristrutturazione ed è pratica frequente il subentro di altre ditte o lavoratori autonomi in corso d'opera.
in questi casi la comunicazione tardiva può essere fatta con questo procedimento? anche a lavori ultimati?
Inoltre i commercialisti di due clienti sostengono che ai fini fiscali, essendo la notifica asl allegato obbligatorio, dovrebbe essere fatta per tutti i lavori che usufruiscono del bonus, anche dove non necessita.

L’art.99 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i. prevede che il Committente (o il Responsabile dei lavori) trasmetta all’Azienda Unità Sanitaria Locale ed alla Direzione Provinciale del Lavoro, territorialmente competenti, la notifica preliminare elaborata conformemente all’ALLEGATO XII, nonché gli eventuali aggiornamenti, nei seguenti casi:

a) Cantieri di cui all’articolo 90, comma 3;

b) Cantieri che, inizialmente non soggetti all’obbligo di notifica, ricadono nelle categorie di cui alla lettera a) per effetto di varianti sopravvenute in corso d’opera;

c) Cantieri in cui opera un’unica impresa la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a duecento uomini-giorno.

Le informazioni da inserire nella notifica sono quelle disponibili al momento della trasmissione, eventuali ulteriori dati possono essere inseriti in un secondo tempo integrando la notifica, con le stesse modalità di invio. Tra i contenuti della notifica vi sono l’ammontare complessivo presunto dei lavori (p.to13 Allegato XII), il numero massimo presunto dei lavoratori sul cantiere (p.to10) ed ancora il numero previsto di imprese e di lavoratori autonomi (p.to11), mentre non compare il dato degli uomini-giorno.



La mancata comunicazione alla ASL ed alla DPL competenti per territorio, dell’inizio dei lavori in un cantiere rientrante in una delle tipologie indicate, non è sanabile.

Il D. lgs n.81/08 e s.m.i. non prevede per le violazioni il c.d. “ravvedimento operoso”.

Nel caso in un cantiere, per il quale era prevista la presenza di una sola impresa, dovesse subentrare una o più imprese, prima dell’entrata in cantiere deve essere trasmessa la notifica di cui all’art.99 del citato decreto e con le modalità indicate.

Ing. Michele Di Pasquale

24/01/2018: APPALTO PRIVATO DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA E NOMINA COORDINATORE SICUREZZA.

Sto lavorando ad un progetto di manutenzione straordinaria di un appartamento di 80 mq posto al secondo piano di un edificio sito in zona centrale di Roma. L'accesso al cantiere potrà solo avvenire predisponendo una zona di carico e scarico sul marciapiede sarà necessario predisporre ponteggi e quant'altro per garantire lo svolgersi delle operazioni senza rischi verso lo spazio pubblico e privato.
Nella fattispecie è obbligatorio redigere anche un piano di sicurezza e coordinamento?
Grazie in anticipo per il suo parere.

Il D.lgs. n.81/08 e s.m.i. prevede che il committente o il responsabile dei lavori nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, designa il coordinatore per la progettazione e, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98 del citato Decreto.

La disposizione di cui al comma 3 (designazione del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione) non si applica ai lavori privati, non soggetti a permesso di costruire e di importo inferiore ad euro 100.000.

In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori, che provvederà a redigere, prima dell’inizio dei lavori il Piano di Sicurezza e Coordinamento ed il Fascicolo dell’opera.

Il Fascicolo non si redige se trattasi di lavori di manutenzione ordinaria.

Pertanto non ha rilevanza la tipologia di lavori né l’importo dell’appalto, ma se nel cantiere è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese e se trattasi di lavori edili.



Nella fattispecie tra le misure di coordinamento delle interferenze del PSC saranno da prevedere quelle inerenti la tutela di terzi per il passaggio e lo stazionamento nella pubblica via e/o in spazi condominiali in prossimità delle opere provvisionali.

A prescindere dall’obbligo o meno della nomina del coordinatore della sicurezza, l’Impresa esecutrice dei lavori è comunque tenuta a redigere il piano di sicurezza operativo.

Ing. Michele Di Pasquale



09/01/2018: AGGIORNAMENTO DEL CSP-CSE

Buongiorno, ho conseguito l'attestato (120 ore) prima dell'entrata in vigore del T.U. (15/05/08), avendo l'obbligo di aggiornamento quinquennale (40 ore) entro il 15/05/13 ho seguito un corso frontale presso un ente riconosciuto nel 2013 a ridosso della scadenza. Il corso è terminato con data 16 maggio 2013 ( data dell'ultimo giorno di corso e di verifica finale apposta nell'attestato rilasciato), cioè un giorno dopo la scadenza prevista da legge. Vorrei chiedere una vostra consulenza in merito alla validità di tale attestato e se posso svolgere il ruolo di CSE fino al 15/05/2018 ,data entro la quale è previsto l'obbligo di aggiornamento per il secondo quinquennio. Grazie

L’art. 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i. elenca i requisiti professionali del coordinatore della sicurezza quali titolo di studio, attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza, numero di anni di attività lavorativa documentata nel settore delle costruzioni. L’Allegato XIV dello stesso Decreto, oltre ai contenuti minimi del corso di formazione, prevede l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale della durata complessiva di 40 ore, da effettuarsi anche per mezzo di diversi moduli nell’arco del quinquennio, anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari. Il Decreto Legislativo n.151 del 14 settembre 2015, pubblicato in G.U.n.221 il 23/09/15, inerente “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” ha apportato alcune modifiche al comma 3 dell’articolo 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i., prevedendo la possibilità dell’utilizzo della modalità e-learning sia per i corsi abilitanti (seppur limitatamente al modulo giuridico di 28 ore) che per i corsi di aggiornamento.

Lo sportello on line non esprime pareri su corsi erogati da enti e soggetti formatori o sull’offerta formativa reperibile su internet. Il Professionista è libero di scegliere la tipologia di corsi e/o seminari e, finanche, di fruizione degli stessi che più risponda alle proprie esigenze, a condizione di rispettare le prescrizioni normative e temporali e di non ripetere più volte lo stesso argomento in moduli disgiunti erogati da soggetti differenti.

Non è chiaro, nel quesito posto, cosa si intenda per “ente riconosciuto” e da parte di chi.

Si evidenzia che il “riconoscimento” di un corso erogato da soggetti differenti dall’OAR può riguardare la validità del percorso formativo ai fini del riconoscimento dei CFP per l’aggiornamento professionale e non anche l’aggiornamento CSP-CSE o RSPP-ASPP.

Nel merito delle scadenze temporali per l’aggiornamento CSP-CSE dell’Interessata, si rappresenta quanto segue:

- il primo quinquennio è scaduto il 15/05/2013 ossia 5 anni dall’entrata in vigore del D.lgs. n.81/08;

- il secondo scade il 15/05/2018, pertanto entro tale data l’interessata dovrà aver completato il secondo aggiornamento di ulteriori 40 ore.

Il mancato completamento dell’aggiornamento comporta la perdita, temporanea, dell’operatività, con l’impossibilità di assumere l’incarico di CSP-CSE fintanto che non si completi l’aggiornamento riferito al quinquennio concluso.

Ing. Michele Di Pasquale

29/11/2017: REQUISITI COORDINATORE SICUREZZA E LAUREE NON PREVISTE.

Chiarimenti circa la normativa dei requisiti necessari per l'esercizio del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione
( DLgs 9 Aprile 2008, n*81) a seguito del mancato riscontro della mia classe di laurea ( LM-3, Architetto Paesaggista )tra i requisiti minimi necessari per esercitare da coordinatore (art 98 del testo unico per la sicurezza).
Aggiungo inoltre, il possesso di un'altra classe di laurea (L-21) anch' essa assente nell ART. 98 del testo unico.
Faccio inoltre presente che nell'elenco dei lavori edili o di ingegneria civile descritti dall'allegato X del testo unico per la sicurezza 81/08, risultano presenti svariate tipologie di lavori presenti anche negli atti amministrativi del MIUR più precisamente quando si descrive la suddetta classe di laurea LM3 ( attiministeriali.miur.it/media/155598/dmcdl_magistrale.pdf. pagina 20). Stando a questo confronto tra il testo unico per la sicurezza, i suoi allegati (X) e gli atti ministeriali del miur, non riesco ad evincere le motivazioni che giustificato l'omissione della mia classe di laurea se si ritenesse la mia laurea lontana dalla progettazione ed esecuzione di lavorazioni in ambito dell'edilizia. Informo ed evidenzio , che nell'articolo 98 sono presenti anche svariate tipologie di diplomi secondari tra cui geometra, perito agrario o industriale o agrotecnico che possono esercitare la figura di coordinatore in fase di progettazione ed esecuzione nei cantieri temporanei e mobili e che quindi, in qualche modo hanno contribuito a spingermi nel chiedere una risposta esauriente al quesito proposto.
Il presidente dell'ordine degli architetti,pianificatori, paesaggisti e conservatori di Roma, a cui ho già posto il quesito, non ha saputo chiarire la questione poichè "l'ordine si limita ad applicare la legge" e che " è questione da chiarire con l'università".
Concludo facendo presente l'importanza del quesito a livello professionale e morale, poichè la limitazione che subisco è ampliata anche a tutti gli altri cittadini e colleghi numerosissimi in possesso dello stesso titolo di laurea e quelli che lo saranno in futuro.

I requisiti professionali per l’assunzione dell’incarico di coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione sono normati dal D.lgs. n.81/08 e s.m.i. che all’art. 98 indica:

- Titolo di studio (tipologie di laurea e di diploma richiesti);

- Attestato di frequenza a specifico corso in materia di sicurezza;

- Numero di anni di attività lavorativa documentata nel settore delle costruzioni.



Nello specifico il coordinatore della sicurezza deve essere in possesso di uno dei seguenti requisiti:

a) Laurea magistrale conseguita in una delle seguenti classi: LM-4, da LM-20 a LM-35, LM- 69, LM-73, LM-74, di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca in data 16 marzo 2007, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 157 del 9 luglio 2007, ovvero laurea specialistica conseguita nelle seguenti classi: 4/S, da 25/S a 38/S, 77/S, 74/S, 86/S, di cui al decreto del Ministro dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ovvero corrispondente diploma di laurea ai sensi del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca in data 5 maggio 2004, pubblicato nella G.U. n. 196 del 21 agosto 2004, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno un anno;

b) Laurea conseguita nelle seguenti classi L7, L8, L9, L17, L23, di cui al predetto decreto ministeriale in data 16 marzo 2007, ovvero laurea conseguita nelle classi 8,9,10,4, di cui al decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica in data 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorative nel settore delle costruzioni per almeno due anni;

c) Diploma di geometra o perito industriale o perito agrario o agrotecnico, nonché attestazione, da parte di datori di lavoro o committenti, comprovante l’espletamento di attività lavorativa nel settore delle costruzioni per almeno tre anni.



Inoltre deve essere, altresì, in possesso di attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza organizzato dalle regioni, mediante le strutture tecniche operanti nel settore della prevenzione e della formazione professionale, o, in via alternativa, dall’ISPESL, dall’INAIL, dall’Istituto italiano di medicina sociale, dagli Ordini o Collegi professionali, dalle Università, dalle associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori o dagli organismi paritetici istituiti nel settore dell’edilizia . I contenuti, le modalità e la durata dei corsi di cui al comma 2 devono rispettare almeno le prescrizioni di cui all’ALLEGATO XIV del D.lgs. n.81/08, che prevede anche l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale della durata complessiva di 40 ore, da effettuarsi anche per mezzo di diversi moduli nell’arco del quinquennio, anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari.



Per ultimo è da rilevare, come rappresentato dal Collega nel quesito, che non tutte le lauree triennali in architettura o ingegneria rientrano tra quelle previste dal citato Decreto, elenco ampliato di recente, mentre sono considerati alcuni diplomi di scuola media superiore (perito agrario o agrotecnico) ovvero lauree in discipline, che appaiono distanti da quelle tecniche afferenti i cantieri edili e/o di genio civile.

Ing. Michele Di Pasquale



08/11/2017: Nomina del csp-cse

Per la realizzazione di due campi di calciotto con spogliatoi alloggiati in 6 moduli container da posizionare su fondazione superficiale, da committenti privati, è necessaria la redazione di un piano di sicurezza?

Il committente o il responsabile dei lavori nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea, designa il coordinatore per la progettazione e, prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 98 del D.lg.s n.81/08 e s.m.i..

La disposizione di cui al comma 3 del citato Decreto (designazione del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione) non si applica ai lavori privati, non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.

Pertanto non ha rilevanza la tipologia di lavori né l’importo dell’appalto, ma se nel cantiere è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese e se trattasi di lavori edili.

La realizzazione di fondazione superficiale (presumibilmente in c.a.) rientra tra i lavori edili o di ingegneria civile di cui all’Allegato X del D.lgs. n.81/08 e s.m.i..

A prescindere dall’obbligo o meno della nomina del coordinatore della sicurezza, l’Impresa esecutrice dei lavori è comunque tenuta a redigere il piano di sicurezza operativo.

Ing. Michele Di Pasquale

25/10/2017: INCOMPATIBILITA’ FIRMA POS E PROGETTO PONTEGGIO

Facendo il progettista, direttore lavori calcolatore delle strutture posso firmare anche la sicurezza?
Intendo POS e progetti di ponteggi?

Il Piano di sicurezza operativo deve essere sottoscritto dal Legale Rappresentante dell’Impresa, trattandosi del documento che il Datore di lavoro dell’impresa esecutrice redige in riferimento al singolo cantiere, ai sensi dell’art.17 comma 1 lett.a) del D.lgs. n.81/08 e s.m.i., come specificato nell’art.89 comma 1 lett. h) del Titolo IV del citato Decreto.

Il Datore di lavoro per la stesura del POS può avvalersi di consulenti e/o collaboratori, oltre che del Responsabile del SPP e del medico Competente.

Il progetto del ponteggio, costituito da relazione di calcolo e disegni esecutivi, deve essere firmato da Architetto o Ingegnere iscritto al proprio Albo professionale, come statuito dall’art.133 comma 2 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i..



In entrambi i casi non sono stabilite limitazioni sul ruolo del Professionista che predispone gli elaborati per conto dell’Impresa, ma viene da chiedersi se ragioni di opportunità non comportino la incompatibilità tra la figura del Direttore dei lavori (che rappresenta gli interessi della Committenza) e quella di Consulente dell’Appaltatore nello stesso cantiere.


In merito alla figura del Coordinatore della sicurezza in esecuzione sussistono precisi divieti, richiamati sempre all’art.89 comma 1 lett. f), il CSE non può essere il datore di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, salvo di coincidenza della Committenza con l’Impresa esecutrice.

Ing. Michele Di Pasquale

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