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Sicurezza sui luoghi di lavoro e cantieri

leggi le risposte alle domande più frequenti.

12/07/2017: Aggiornamento

Partecipare ai 5 moduli equivale a partecipare alle 40 ore di aggiornamento?
vi sono corsi on line che offrono corsi di aggiornamento di 40 ore e anche 5 moduli di circa 8 ore cadauno
Io preferisco la seconda tipologia se e' sufficiente per stare in regola


L’art. 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i. elenca i requisiti professionali del coordinatore della sicurezza quali titolo di studio, attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza, numero di anni di attività lavorativa documentata nel settore delle costruzioni.

L’Allegato XIV dello stesso Decreto, oltre ai contenuti minimi del corso di formazione, prevede l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale della durata complessiva di 40 ore, da effettuarsi anche per mezzo di diversi moduli nell’arco del quinquennio, anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari.

Per coloro che hanno conseguito l'attestato prima dell'entrata in vigore del T.U. (15/05/08), l'obbligo di aggiornamento quinquennale decorre dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto, ossia devono essere completate le 40 ore previste entro il 15/05/13 e quindi entro il 15/05/2018 per il secondo quinquennio ed a seguire per i successivi.

Per coloro che hanno conseguito l’attestato dopo il 15/05/08 il quinquennio decorre dalla data dell’attestato.

Il Decreto Legislativo n.151 del 14 settembre 2015, pubblicato in G.U.n.221 il 23/09/15, inerente “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” ha apportato alcune modifiche al comma 3 dell’articolo 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i., prevedendo la possibilità dell’utilizzo della modalità e-learning sia per i corsi abilitanti (seppur limitatamente al modulo giuridico di 28 ore) che per i corsi di aggiornamento.

In merito ai corsi e-learning si rammenta che tale modalità è un sistema di apprendimento a distanza differente da altre tipologie on-line (FAD, CBT, WBT), al quale prendono parte una serie di figure che permettono un reale processo di apprendimento (tutor, comunità), con una metodologia di insegnamento e apprendimento che coinvolga sia il prodotto sia il processo formativo, il cui valore aggiunto emerge nei servizi di assistenza e tutorship, nelle modalità di interazione sincrona, di condivisione e collaborazione a livello di community, con procedure di monitoraggio e tracciamento degli utenti.

Il Professionista è libero di scegliere la tipologia di corsi e/o seminari e finanche di fruizione degli stessi che più risponda alle proprie esigenze, a condizione di rispettare le prescrizioni normative e temporali e di non ripetere più volte lo stesso argomento in moduli disgiunti erogati da soggetti differenti.

Il mancato completamento dell’aggiornamento comporta la perdita dell’operatività, con l’impossibilità di assumere l’incarico di CSP-CSE fintanto che non si completi l’aggiornamento riferito al quinquennio concluso.

Ing. Michele Di Pasquale

12/07/2017: Aggiornamento

Ho conseguito l'attestato nel 2000 di cui all'art 10 del Dlgs 494/96
L'attestato per l'aggiornamento di 40 ore ex D.L.gs 81/08 l'ho avuto nel 2011
Vorrei sapere se sono in regola per il 2017 partecipando al 1° modulo di aggiornamento
o se ho l'obbligo di partecipare al completo ciclo di 40 ore

L’art. 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i. elenca i requisiti professionali del coordinatore della sicurezza quali titolo di studio, attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza, numero di anni di attività lavorativa documentata nel settore delle costruzioni.

L’Allegato XIV dello stesso Decreto, oltre ai contenuti minimi del corso di formazione, prevede l’obbligo di aggiornamento a cadenza quinquennale della durata complessiva di 40 ore, da effettuarsi anche per mezzo di diversi moduli nell’arco del quinquennio, anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari.

Per coloro che hanno conseguito l'attestato prima dell'entrata in vigore del T.U. (15/05/08), l'obbligo di aggiornamento quinquennale decorre dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto, ossia devono essere completate le 40 ore previste entro il 15/05/13 e quindi entro il 15/05/2018 per il secondo quinquennio ed a seguire per i successivi.

Per coloro che hanno conseguito l’attestato dopo il 15/05/08 il quinquennio decorre dalla data dell’attestato.

Il Decreto Legislativo n.151 del 14 settembre 2015, pubblicato in G.U.n.221 il 23/09/15, inerente “Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183” ha apportato alcune modifiche al comma 3 dell’articolo 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i., prevedendo la possibilità dell’utilizzo della modalità e-learning sia per i corsi abilitanti (seppur limitatamente al modulo giuridico di 28 ore) che per i corsi di aggiornamento.

In merito ai corsi e-learning si rammenta che tale modalità è un sistema di apprendimento a distanza differente da altre tipologie on-line (FAD, CBT, WBT), al quale prendono parte una serie di figure che permettono un reale processo di apprendimento (tutor, comunità), con una metodologia di insegnamento e apprendimento che coinvolga sia il prodotto sia il processo formativo, il cui valore aggiunto emerge nei servizi di assistenza e tutorship, nelle modalità di interazione sincrona, di condivisione e collaborazione a livello di community, con procedure di monitoraggio e tracciamento degli utenti.

Il Professionista è libero di scegliere la tipologia di corsi e/o seminari e finanche di fruizione degli stessi che più risponda alle proprie esigenze, a condizione di rispettare le prescrizioni normative e temporali e di non ripetere più volte lo stesso argomento in moduli disgiunti erogati da soggetti differenti.

Il mancato completamento dell’aggiornamento comporta la perdita dell’operatività, con l’impossibilità di assumere l’incarico di CSP-CSE fintanto che non si completi l’aggiornamento riferito al quinquennio concluso.

Ing. Michele Di Pasquale



12/05/2017: NOMINA COORDINATORE SICUREZZA E NOLO A CALDO

Per i lavori di ripristino di un cornicione di un edificio posto a circa 15 mt di altezza da effettuare con piattaforma mobile ( RAGNO ) occorre il piano di sicurezza? e il coordinato in fase di esecuzione?

L’art.90 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i. ai commi 3 e 4 prevede che il committente (o il responsabile dei lavori) nei cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici designa, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e, prima dell’inizio dell’affidamento dei lavori, il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.

La disposizione di cui al comma 3 (designazione del CSP) non si applica ai lavori:

a) Privati;

b) Non soggetti a permesso di costruire;

c) Di importo inferiore a 100mila euro.

In tal caso le funzioni del CSP sono svolte dal CSE.



La tipologia dei rischi cui sono esposti i lavoratori non è dirimente per la nomina del CSP-CSE.

Pertanto se per il cantiere in parola è prevista la presenza di un’unica impresa (affidataria ed unica ad eseguire i lavori) non necessita la nomina del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione né in esecuzione. Al contrario se è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, necessita la nomina del coordinatore della sicurezza, almeno in fase di esecuzione.



Nel caso si preveda un nolo a caldo (piattaforma elevabile), non si tratta di una nuova impresa presente in cantiere.

Per il corretto inquadramento del nolo al fine di evitare difformità contrattuali e non sfociare in un subappalto non autorizzato, si consideri, sinteticamente, che nel nolo a caldo il locatore mette a disposizione il macchinario ed, eventualmente, l'addetto/i al suo utilizzo, senza alcuna ingerenza nella attività produttiva e nella sua organizzazione, l’attività produttiva è svolta esclusivamente dall’impresa che ha preso a noleggio sia la macchina che l’operatore, l’operatore del mezzo agisce in posizione subordinata rispetto alla direzione tecnica dell'impresa che ha noleggiato il macchinario.

Ing. Michele Di Pasquale

21/04/2017: PONTEGGI ED ONERI DELLA SICUREZZA

Ho redatto una documentazione di appalto per lo svolgimento di opere manutentive condominiali che comportano il ricorso a circa mq 7000 di ponteggi.
In sede di valutazione delle offerte e anche della documentazione tecnica base di appalto, mi è stato opposto che il costo dei ponteggi poteva e doveva essere messo in gara e non rimanere fisso con classificazione costi/oneri della sicurezza.
Le riserve di alcuni condomini continuano velatamente ad essere presenti e vorrei avere una parola definitiva che possa mettere a tacere le contestazioni, ovvero mettere in gare anche i costi degli apprestamenti relativi al ponteggio.

Il titolo IV del D.lgs. n.81/08 e s.m.i. prevede che il Committente determini gli oneri della sicurezza da evidenziare nel PSC.

Tali oneri sono quelli indicati nell’Allegato XV punto 4 “STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA” e vanno determinati secondo le modalità ivi indicate.

I costi della sicurezza così individuati, sono compresi nell’importo totale dei lavori, ed individuano la parte del costo dell’opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.

Il ponteggio è un costo della sicurezza ed è ricompreso tra gli “apprestamenti previsti nel PSC” di cui alla lettera a) del p.to 4.1.1..

L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (adesso ANAC) nella Determinazione n. 4 del 2006 ha chiarito che le opere provvisionali, tra cui i ponteggi, devono integralmente afferire alla sicurezza ed i relativi costi essere sottratti dal ribasso.

Ing. Michele Di Pasquale

06/04/2017: MANCATA NOMINA DEL COORDINATORE DELLA SICUREZZA.

In un cantiere privato soggetto a "DIA in alternativa al Permesso di Costruire", oltre all'Impresa appaltatrice, dovrà intervenire un'altra impresa specializzata nella rimozione dell'amianto per una giornata di lavoro.
Il committente, per risparmiare, non vuole nominare un coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione, in fase di esecuzione e fare l'invio della notifica preliminare pur consapevole delle sanzioni amministrative e penali che rischia.
Quali sono le responsabilità e che tipo di sanzioni invece avrebbe il Direttore dei Lavori?

Il committente (o il responsabile dei lavori) nei cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici designa – contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione – il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e – prima dell’inizio dell’affidamento dei lavori – il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione. La disposizione di cui al comma 3 (designazione del CSP) non si applica ai lavori privati, non soggetti a permesso di costruire e di importo inferiore a 100mila euro. In tal caso le funzioni del CSP sono svolte dal CSE.

La mancata nomina del coordinatore della sicurezza da parte del committente privato è un tema delicato, nonostante configuri una violazione di carattere penale sanzionata con l’(arresto sino a sei mesi o ammenda sino a 7.014,00 euro.
Si inoltra la risposta fornita da parte di funzionari degli Organi di vigilanza in seminari e convegni:

Il Direttore dei lavori al momento dell’entrata in cantiere della seconda impresa, in caso di mancata nomina del CSE, deve sospendere i lavori e segnalare la violazione allo SPRESAL della azienda USL competente per territorio ed alla Direzione Provinciale del Lavoro.

Si evidenzia, sommessamente, che l’incarico di direttore dei lavori, come tutti gli incarichi professionali, è revocabile in ogni momento dal committente se decade il rapporto fiduciario.

In merito a responsabilità e/o sanzioni si rappresenta che il D.lgs. n.81/08 non prevede sanzioni a carico del direttore dei lavori per la mancata nomina del coordinatore della sicurezza, ma in caso, malaugurato, di infortunio ogni figura verrà chiamata a rispondere del proprio operato e di eventuali manchevolezze e/o omissioni.
Ing. Michele Di Pasquale



30/03/2017: LAVORI SU FACCIATE E NOMINA COORDINATORE SICUREZZA.

Vi chiedo cortesemente di chiarire se in un cantiere per lavori di ristrutturazione di facciate esterne ed interne di un condominio si è obbligatoriamente soggetti alla nomina del coordinatore della sicurezza.
Tenendo conto che si deve installare un ponteggio su strada pubblica di altezza maggiore a 20 metri.

L’art.90 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i. ai commi 3 e 4 prevede che il committente (o il responsabile dei lavori) nei cantieri in cui è prevista la presenza, anche non contemporanea, di più imprese esecutrici designa – contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione – il coordinatore della sicurezza in fase di progettazione e – prima dell’inizio dell’affidamento dei lavori – il coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.

La disposizione di cui al comma 3 (designazione del CSP) non si applica ai lavori:

a) Privati;

b) Non soggetti a permesso di costruire;

c) Di importo inferiore a 100mila euro.

In tal caso le funzioni del CSP sono svolte dal CSE.



Pertanto se per il cantiere della fattispecie è prevista la presenza di un’unica impresa (affidataria ed unica ad eseguire i lavori) non necessita la nomina del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione né in esecuzione.

La tipologia di rischio cui sono esposti i lavoratori non è dirimente per la nomina del CSP-CSE.



Si rammenta che nel nostro ordinamento i LA lavoratori autonomi non “contano” ai fini della nomina del CSP-CSE.

Per il corretto inquadramento contrattuale dei LA si rimanda alla circolare del Ministero del Lavoro e Politiche Sociali già citata in altre risposte.

Ing. Michele Di Pasquale


13/02/2017: Corsi

Dovendo provvedere all'aggiornamento di 40 ore previsto per continuare a svolgere l'abilitazione professionale da coordinatore della sicurezza, ed il 1° corso di aggiornamento promosso dall'Ordine professionale è previsto per giugno 2017, volevo chiederLe se è a conoscenza dell'AssociazioneXXXXXXYYYYYZZZZZZ.
Se ritiene detta Associazione valida sia per quanto riguarda per i corsi di aggiornamento che per eventuali corsi per formatori da essi promossi.

Lo sportello on-line non esprime pareri su corsi o associazioni.

Di seguito si riportano alcune considerazioni sull’aggiornamento quinquennale del coordinatore della sicurezza, al fine della migliore scelta per il Professionista interessato sulle modalità per ottemperare a tale obbligo.

Per coloro che hanno conseguito l'attestato del corso da 120 ore prima dell'entrata in vigore del D.lgs. n.81/08 (15/05/2008), l'obbligo di aggiornamento quinquennale decorre dalla data di entrata in vigore del citato decreto, ossia devono essere completate 40 ore entro il 15/05/2013 e quindi entro il 15/05/2018 per il secondo quinquennio ed a seguire per i successivi. Per coloro che hanno conseguito l’attestato dopo il 15/05/2008 il quinquennio decorre dalla data di rilascio dell’attestato.

Il Professionista è libero di programmare il proprio percorso formativo come preferisce e secondo le proprie esigenze nell’arco del quinquennio, in assenza dell’aggiornamento (o del completamento del monte ore per il quinquennio di riferimento) perde la propria operatività, come evidenziato anche dal Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, in risposta al quesito presentato proprio dal CNAPPC, con Interpello n.17/2013 (v. anche il n.15/2015). Il mancato aggiornamento comporta l’impossibilità di esercitare i propri compiti fintanto che non si completa il monte ore riferito al quinquennio concluso. Quanto disciplinato per gli RSPP-ASPP trova applicazione anche nel caso dei coordinatori della sicurezza.

Con il Decreto Legislativo n.151 del 14 settembre 2015, pubblicato in G.U. n.221 il 23/09/2015, anticipando la revisione degli Accordi RSPP/ASPP sono state previste alcune modifiche al comma 3 dell’articolo 98 del D.lgs. n.81/08 e s.m.i., in particolare è stata prevista la possibilità dell’utilizzo della modalità e-learning per i corsi abilitanti (limitatamente al modulo giuridico di 28 ore) e per i corsi di aggiornamento.

Si rammenta che la modalità e.learning rappresenta un sistema di apprendimento a distanza differente da altre tipologie on-line (FAD, CBT, WBT), al quale prendono parte una serie di figure che permettono un reale processo di apprendimento (tutor, comunità) e che coinvolge sia il prodotto che il processo formativo, il cui valore aggiunto emerge nei servizi di assistenza e tutorship, nelle modalità di interazione sincrona, di condivisione e collaborazione a livello di community, con procedure di monitoraggio e tracciamento degli utenti.

Generalmente i corsi reperibili non risultano conformi a tale modalità di erogazione, purtroppo sono scarsi se non del tutto assenti i controlli sulle modalità, qualità ed effettività della formazione erogata.

Ing. Michele Di Pasquale

13/02/2017: ONERI DELLA SICUREZZA.

Riferendomi ai Costi della Sicurezza da doversi indicare nei PSC, è da diverso tempo che mi capita di discutere con colleghi ed altri, sulla corretta interpretazione del disposto dell’Allegato XV del D. Lgs. 81/2008 (che peraltro mi risulta essere l’unica Legge in vigore al riguardo).

Avrei quindi bisogno se possibile, di avere un Suo parere scritto.

L'Allegato XV, specifica i “contenuti minimi dei PSC nei cantieri temporanei o mobili" punto 4.
Qui viene ( a mio modesto parere) chiaramente esposto quanto segue:
- al punto 1 sub c) apprestamenti. Viene esplicitato che questi sono i ponteggi (opere provvisionali), etc.;
- al punto 2 riguardante i contenuti minimi del PSC, sub l) la stima dei costi della sicurezza, vengono indicati questi, doversi riferire a quanto previsto al successivo punto 4.1;
- al punto 4.1 – Stima dei costi della sicurezza, capitolo 4.1.1. si precisa che nei costi della sicurezza vanno stimati… …i costi:
a) degli apprestamenti previsti nel PSC ovvero dei ponteggi, come chiarito al punto 1 sub c) di cui sopra.

Qual è il Vostro parere al riguardo?



Si torna sull’interessante tema dei costi della sicurezza.

In sintesi.

I costi della sicurezza che devono essere evidenziati nel PSC sono determinati nell’Allegato XV del D.lgs. n.81/08 e s.m.i., al punto 4 “STIMA DEI COSTI DELLA SICUREZZA”. La stima deve essere congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi oppure su prezziari o listini ufficiali o sull’elenco prezzi delle misure di sicurezza del committente ovvero si può fare riferimento ad analisi dei costi unitari. Le singole voci dei costi della sicurezza vanno calcolate considerando il loro costo di utilizzo per il cantiere interessato che comprende, quando applicabile, la posa in opera ed il successivo smontaggio, l’eventuale manutenzione e l’ammortamento. Tali oneri non sono soggetti a ribasso.

Il DPR n.222/2003, in seguito recepito nell’Allegato XV del D.lgs. n.81/08, ha statuito quali siano i costi della sicurezza da stimare nel piano di sicurezza e coordinamento, che nel nostro ordinamento sono quelli relativi (tra parentesi alcune indicazioni) ai costi:

a) degli apprestamenti previsti nel PSC (ponteggi, trabattelli, ponti su cavalletti, impalcati, parapetti, andatoie, passerelle, armature delle pareti degli scavi, servizi igienici, spogliatoi, refettori, recinzioni di cantiere, ecc.);

b) delle misure preventive e protettive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previsti nel PSC per lavorazioni interferenti (DPI solo richiesti da lavorazioni interferenti);

c) degli impianti di terra e di protezione contro le scariche atmosferiche (NO impianto elettrico), degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi (NO se già esistenti);

d) dei mezzi e servizi di protezione collettiva (tettoia protezione postazione lavorazione, segnaletica di sicurezza, avvisatori acustici, illuminazione di emergenza, mezzi estinguenti, ecc.)

e) delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza;

f) degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti;

g) delle misure di coordinamento relative all’uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva (riunioni di coordinamento).

Il ponteggio è un costo della sicurezza ed è ricompreso tra gli “apprestamenti previsti nel PSC” di cui alla lettera a) del p.to 4.1.1.. L’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (adesso ANAC) nella Determinazione n. 4 del 2006 ha chiarito che le opere provvisionali, tra cui i ponteggi, devono integralmente afferire alla sicurezza ed i relativi costi essere sottratti dal ribasso (mentre in altri paesi europei il costo del ponteggio afferisce solo in parte alla sicurezza) e ha statuito che gli oneri della sicurezza da evidenziare nel PSC in un appalto pubblico sono solo quelli di cui al p.to 4.1.1..

È da rilevare l’esistenza di una corrente di pensiero che al contrario ritiene che tale elenco non possa ritenersi tassativo.

Per un approfondimento sulla individuazione dei costi della sicurezza si veda ITACA Associazione Federale delle Provincie e Regioni Autonome - § 4.4 www.itaca.org/documenti/news/linee%20guida%20222.pdf



Quindi l’aspetto dirimente non è (sarebbe più opportuno “era”) quali fossero i costi della sicurezza da contabilizzare nel PSC e che metodologia di calcolo applicare, ma se i costi individuati fossero ORDINARI, ossia già compresi nell’ammontare dei lavori, oppure SPECIALI, dovuti a particolari prescrizioni del contratto o del PSC ovvero a specificità del sito e come tali, giustamente, da sommare all’importo dei lavori.

Infatti alcuni costi della sicurezza, quali i ponteggi o i trabattelli, sono generalmente già stimati nel CME dell’appalto, altri ancora sono già compresi nei costi unitari (ad es. sbadacchiature protezione scavi, opere provvisionali per lavorazioni interne sino a 4 mt di altezza, per le quali si rimanda alle voci di Prezziario delle lavorazioni afferenti) oppure, sempre nei costi unitari, all’interno delle spese generali riconosciute all’impresa. Tali costi erano detti propri o ordinari e pertanto dovevano essere già compresi nell’ammontare dei lavori.

Tutti i costi della sicurezza suindicati erano da contabilizzare nel PSC, per non essere soggetti a ribasso, ma solo quelli c.d. speciali dovevano sommarsi all’ammontare del CME dell’appalto.

Il caso di erronea classificazione dei costi ordinari quali speciali comporterebbe de facto un aumento dei costi di costruzione (tra i pochi interventi chiari sul tema si veda “La direzione dei lavori” dell’arch. Marco Agliata – paragrafo dedicato alla Attività amministrativa e contabile), col rischio per la Stazione appaltante di pagare due volte lo stesso costo.

Ancora si legga il comma 1 dell’art. 5 del DM n.195 del 2000 - Regolamento recante il capitolato generale d'appalto dei lavori pubblici (abrogato dal d.P.R. n. 207 del 2010 dall'8 giugno 2011), sugli obblighi a carico dell’appaltatore.

Con l’entrata in vigore del Prezziario Reg. Lazio del 2010 vi è stato un fondamentale cambiamento.

Il Prezziario 2007 recitava: “I prezzi riportati nei singoli capitoli comprendono in linea generale tutte le misure di sicurezza collettive e personali, i relativi apprestamenti, previsti nelle norme vigenti in materia, salvo le eventuali indicazioni particolari contenute nelle voci di tariffa e nei piani di sicurezza. Ad ogni buon conto, nel calcolo dei costi della sicurezza all’interno delle analisi relative alle nuove voci inserite o per l’aggiornamento delle voci esistenti, si sono assunte a riferimento le percentuali riportate nelle linee-guida redatte dalla Regione Lombardia ed approvate con D.G.R. del 21/05/1999, n. 43168.”

Il Prezziario 2010 invece: “I prezzi riportati nei singoli capitoli comprendono i costi della sicurezza afferenti all’esercizio dell’attività svolta da ciascun impresa (oneri specifici propri dell’appaltatore, D.P.I., sorveglianza sanitaria, formazione dei lavoratori, etc., contenuti nella quota percentuale prevista nell’art. 34 del D.P.R. 554/99). I costi della sicurezza, non suscettibili di ribasso d’asta, afferenti la singola opera, saranno computati nel Piano di Sicurezza e Coordinamento redatto ai sensi del D.L.vo 81/2008 e s.m.i. articolo 91, Allegati XV, XV.1 e XV.2.”

Sarebbe interessante verificare se lo scomputo dei costi della sicurezza computati nel PSC abbia comportato, come sarebbe lecito attendersi, una diminuzione dei costi unitari.

Ulteriori aspetti meritevoli di approfondimento potrebbero essere:

a) Se è coerente che alcuni oneri della sicurezza, quelli c.d. propri dell’impresa (DPI, FIA lavoratori, sorveglianza sanitaria, ecc.) non siano determinati in fase di progettazione, neppure stimati (ad eccezione del caso di appalto pubblico con un’unica impresa esecutrice), e quindi siano sottoposti a ribasso;

b) Modalità di contabilizzazione dei costi della sicurezza in appalto a corpo ed in appalto a misura, con particolare riferimento ai costi non attuati in fase di esecuzione.

Per ultimo si evidenzia che mentre in un appalto privato committente ed affidatario possono definire le condizioni contrattuali come meglio ritengano, nell’appalto pubblico ovvero a normativa pubblica vige un interesse superiore da tutelare, troppo spesso dimenticato, e la errata individuazione (o contabilizzazione) degli oneri della sicurezza potrebbe comportare, tra l’altro, un danno erariale.

Ing. Michele Di Pasquale



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