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Statica e strutture

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18/04/2017: quesito

Buongiorno, scrivo la presente per avere delucidazioni in merito alla redazione dei certificati di idoneità SISMICA e STATICA relativamente alle procedura di condono edilizio Lg. n. 47/85, Lg. n. 724/94 e L.R. n. 12/04. Sono iscritto all'Ordine Architetti di Roma da meno di 10 anni. Posso redigere detti certificati di idoneità statica e/o sismica? Da come leggo nei post precedenti mi sembra di si. Relativamente ai materiali utilizzati nella costruzione da sottoporre a certificato, ci sono differenze o meno?

Cordialmente
Arch. Emiliano Leoni

Gentile architetto per i certificato di idoneità statica e sismica non necessitano i dieci anni di iscrizione. Per i certificati le differenze sono notevoli ( più semplici ) e comunque deve attenersi alle prescrizioni
contenute nel decreto ministeriale del 15 maggio 1985.
Cordiali saluti - architetto Picchi

01/04/2017: quesito

Buongiorno
ho eseguito la divisione di un villino in due unità immobiliari per il quale mi hanno fatto redigere una C.I.L.A. ed ho collegato verticalmente tagliando due travetti il solaio di due livelli; nei controlli cartacei fatti ripetutamente visionare al Municipio non mi hanno detto nulla per quanto riguardava la situazione del Genio Civile: Chiudendo il tutto compreso il catasto mi sono trovato in sede notarile alla richiesta della pratica al Genio Civile. Ora mi trovo in forte difficoltà anche perché trattasi di bene familiare. Come posso risolvere la situazione ? Grato della vostra opportunità, ed in attesa di vostro gentile riscontro, porgo distinti saluti.

Gentile architetto,
sembra davvero incredibile ............................
comunque le allego stralcio di una sentenza di cassazione in merito.
…………Cass. 11628 del 26.3.2012
……….secondo un condivisibile orientamento interpretativo è corretta l’esclusione di un obbligo giuridico a carico del pubblico ufficiale rogante di verificare la corrispondenza al vero di quanto dichiarato dal venditore, nel caso di specie, della conformità del bene compravenduto agli strumenti urbanistici …………….
…………………. nessun obbligo riguarda il notaio, tenuto solo a verificare che, per dichiarazione dell’alienante , risultino gli estremi della conformità agli strumenti urbanistici o della concessione rilasciata in sanatoria, o come prescritto dalla legge 28 febbraio 1985 n. 47, art. 17 e art. 40, comma 2° nel testo poi sostanzialmente riprodotto dal D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, art. 46”………………………………….
recepita la dichiarazione del privato in ordine all’esistenza e agli estremi della concessione, l’atto notarile, redatto con le prescritte formalità , è perfettamente valido e corrispondente al canone formale dell’atto pubblico………………..
sembra alquanto chiaro che il notaio oltre a non dover verificare la validità statica non debba verificare neanche la rispondenza urbanistica !
recependo solo la dichiarazione del venditore .
cordiali saluti Arch Picchi

10/03/2017: quesito

Nell’ambito di un incarico di progettazione di un’opera complessa il committente affida l’incarico separatamente a singoli professionisti ciascuno per la propria competenza specialistica:
1) progettazione e direzione lavori delle opere architettoniche (un architetto);
2) progettazione e direzione lavori delle opere strutturali (un ingegnere strutturista);
3) progettazione e direzione lavori delle opere impiantistiche (un ingegnere impiantista).

Il professionista incaricato della progettazione e direzione lavori delle opere architettoniche cura anche la presentazione del progetto al Municipio e agli enti per ottenere le autorizzazioni urbanistiche.

Per la presentazione al Genio Civile il professionista incaricato del progetto strutturale deve compilare la modulistica dove è richiesto di indicare il “nominativo del direttore dei lavori”.

Qual’è il soggetto che deve essere indicato quale “direttore dei lavori” per il Genio Civile?
È l’ingegnere incaricato della progettazione e direzione dei lavori strutturali?

Cambia qualcosa se l’appalto è pubblico o privato?

Grazie e cordiali saluti - arch. MG Pigozzi

Gentile architetto, presentando una richiesta di approvazione di opere strutturali al genio civile il direttore dei lavori è l'ingegnere o l'architetto incaricato della direzione dei lavori strutturali .
cordiali saluti architetto Picchi

26/12/2016: quesito

Buonasera,
sono stata incaricata da una cliente al completamento della procedura di condono, e quindi alla predisposizione della documentazione necessaria al conseguimento del titolo. Tra i documenti richiesti c’è il certificato di idoneità statica. Io sono iscritta all’ordine dal 2014. In qualità di Architetto, con meno di 10 anni di iscrizione, posso redigere il certificato? In linea generale, rientra nelle competenze dell’Architetto la redazione e firma del certificato di idoneità statica.
Ringraziando, porgo distinti saluti.

Gentile architetto , a differenza del collaudo statico che viene richiesto per nuove costruzioni in cemento armato o ferro ( ma recentemente anche in muratura ) e per il quale è richiesta la iscrizione all'albo di 10 anni , per i certificati di idoneità statica o sismica non esiste questo obbligo .
Cordiali saluti architetto Picchi

21/10/2016: quesito

Buongiorno,
sto eseguendo una ristrutturazione di un immobile all'interno di un edificio storico, avrei un quesito da porre in merito al solaio di una parte dell'immobile.
Premesso che il massetto è stato rimosso soltanto in alcune parti di due stanze, ma la parte più incriminata sono circa 23 mq dove rimuovendo il massetto siamo arrivati alle putrelle.
Premesso che:
- il solaio è composto da putrelle a T e voltine con un massetto attuale di circa 6cm(in media);
- su questa parte incriminata sono stati rimossi dei tramezzi (forze verticali) in quanto erano
presenti più ambienti;
- a livello strutturale non stiamo modificando nulla;
- stiamo trattando le putrelle con un prodotto specifico.(poco importante per la questione
strutturale ma lo faccio presente).

Ho preventivato di utilizzare un massetto alleggerito (tradizionale) con una massa di 1.500 kg/m3

A livello normativo so che non modificando nulla di strutturale e non aggiungendo carichi nè orizzontali nè verticali non è necessario rinforzare il solaio con rete e connettori.Corretto?
La norma è un pò contorta per gli edifici esistenti e avrei bisogno di un consiglio in merito.
Grazie

gentile architetto è evidente che nelle operazioni da lei fatte non si è intervenuto sulla struttura portante del solaio , ma solo nel riempitivo , e dunque non possono nascere obblighi tecnico normativi connessi.
consiglierei comunque per le putrelle comunque scoperte di collegarle con dei ripartitori ( ad es fi 8 /50 ) saldati alle medesime .
E' un lavoro molto semplice che però ha un effetto benefico sulla interconnessione dei travetti .
cordiali saluti
architetto giuseppe picchi

16/09/2016: quesito

Buongiorno,
mi hanno commissionato un intervento di ampliamento, inferiore al 20%, che consiste nella chiusura di una balconata a cielo aperto. L'intervento conisiste nella realizzazione di una struttura in legno, costituita da due pilastri che reggono una copertura sempre in legno e la tamponatura degli spazi intermedi con dei forati, oltre all'inserimento di un infisso. La superficie è di circa 9,46 mq.
Leggendo la DGR 10/2012 Regione Lazio, art. 6 co. 1 lettera m, le piccole costruzioni, prefabbricate o meno, di superfici inferiori ai 10 mq ed h 3mt non sono soggette ad autorizzazione sismica.
Rientro in questa casistica?!
Ad ogni modo non utilizzo il c.a. e la struttura in legno sarà bullonata alla preesistente.
In attesa di riscontro, ringrazio per l'attenzione.

gentile architetto , da circa un mese è uscito il nuovo regolamento della regione lazio.(articolo 8 del regolamento regione lazio del 2016
p) piccole costruzioni isolate, non destinate a civile abitazione, siano esse prefabbricate o no, con superfici non superiori a 10,00 mq e di altezza massima di 3,50 m e non rientranti nella categoria asseverabile di cui all’articolo 6 comma 1 lettera n )
quanto era scritto alla lettera m) è oggi alla lettera p) dell'art. 8.
Come vede alla dicitura " piccole costruzioni " è stato aggiunto "isolate " per cui ho paura che il suo caso non possa rientrare in quelli per i quali non necessita autorizzazione .
l'articolo non fa differenza se in legno o altro.
ciò detto non si capisce quale rilevanza per la sicurezza al sisma possa avere un manufatto in legno di così modeste dimensioni .
si dimenticano i nostri legislatori che comunque il progetto e la direzione dei lavori portano la firma e la responsabilità civile e penale del professionista che li presenta al comune . non basta? o forse ci piace troppo creare o allargare le maglie della burocrazia per processi degenerativi o di basse convenienze ?
la normativa in oggetto prevede anche la autorizzazione sismica anche per muri di recinzione , senza funzioni di sostegno , che siano più alti di un metro !?
il terremoto non si combatte con le leggi , normative , codici , commi , articoli , ecc .cioè " per decreto ", ma con la responsabilità e la competenza tecnica dei professionisti e dei funzionari pubblici ; la normativa ( una ) dovrebbe essere una sorta di guida logica che posti i pochi principi fondamentali inderogabili dovrebbe , tra l'altro , dare possibili semplificazioni per aspetti teorici particolarmente complessi del calcolo ai professionisti che operano nella realtà dei cantieri , e che ricordo ancora sono i primi o gli unici che vanno in galera .
ancora - ogni regione di italia mi risulta avere una sua normativa " semplificativa " quale quella della regione Lazio di cui stiamo parlando .
è mai possibile non ce ne possa essere una sola nazionale ? a che serve che in una regione il limite è 10 mq , nella vicina 12 mq , ecc , ecc . ecc .
penso ci sia tra l'altro un grosso dispendio di tempo e energie di tecnici , funzionari , dirigenti ,che operano nelle varie commissioni legislative-normative , oltre al personale amministrativo e di segreteria connesso .
ciò detto le invio assieme alla mia comprensione i miei più cordiali saluti.
architetto giuseppe picchi


25/07/2016: quesito

Buongiorno,
mi è stato commissionato un lavoro privato, per la ristrutturazione di un locale commerciale, con soppalco condonato nel 1987 e concessionato nel '99.

L'altezza del soppalco in questione, è di 2.10 ml, la superficie è di 11 mq;
il solaio, è fatto con putrelle e tavole in legno semplicemente appoggiate ed andrà probabilmente rinforzato, poiché dovrà accogliere alcuni mobili;

Il tecnico del comune d'interesse, mi ha detto che la superficie netta del soppalco non deve essere superiore ad 1/3 della superficie netta del locale nel quale è realizzato (pari a circa 16 mq), sembrava quindi, che parte del soppalco dovesse essere demolita;
leggendo regolamento edilizio del comune però, si parla di un limite massimo di 2/3 della superficie calpestabile e non 1/3.
Qual'è la verità?a cosa devo far riferimento? inoltre, essendo condonato, non và in deroga alla normativa?

Infine vorrei chiedere:
nell'eventualità, in cui si dovesse intervenire sul solaio, inserendo un'ulteriore putrella, è necessario il genio civile con deposito dell'analisi dei carichi?

Ringrazio anticipatamente

Gentile architetto non so risponderle in merito ai temi urbanistici sui rapporti di superficie (c'è una consulenza specifica in urbanistica) , anche se ricordo anche io la deroga presente sulla legge del condono ( L 47) .
A parte ciò per quanto riguarda gli eventuali lavori nel soppalco credo che possano eseguirsi senza autorizzazione sismica seguendo quanto dice il nuovo regolamento regionale , uscito da poche settimane .
all'articolo 8 lettere d) si parla infatti di................. realizzazione o rifacimento di .........................piccola orditura........................
nell'elenco delle opere appunto che non necessitano di autorizzazione sismica .
cordiali saluti giuseppe picchi

07/07/2016: quesito

Salve, sono l'Architetto EMANUELE RENZETTI, iscritto con il titolo di Architetto, nella Sezione A dell'Albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia al n°22535, deliberato nella seduta del 26 gennaio 2015.
Ho necessità di sapere se, pur non avendo un'esperienza pluridecennale, sono autorizzato a firmare e timbrare :

- CERTIFICATI DI STATICITA'
- PERIZIA TECNICO-GIURATA ATTESTANTE L'IDONEITA'STATICA.

Certo di un vostro gentile riscontro, rimango in attesa.
Buona giornata e buon lavoro.

gentile architetto solo i collaudi devono essere redatti da ingegneri e architetti con iscrizione all'albo di
dieci anni ; le allego stralcio del testo unico che ne parla .
questa limitazione non riguarda quindi i certificati di idoneità statica e sismica che peraltro vanno semplicemente depositati
al genio civile.
mi permetto comunque di evidenziare a lei ed a tutti i nostri colleghi l'importanza e le responsabilità connesse con dette certificazioni.
il collaudo ad esempio , pur di grande responsabilità , condivide sempre la suddetta con il progettista , con il direttore dei lavori , con l'impresa ,( il geologo ?).
la certificazione invece molto spesso avviene / avveniva in assenza di dette figure .( si veda legge sulla sanatoria 47 / 85 , dove parte
la certificazione di idoneità statica e sismica ) , e ciò comporta una responsabilità praticamente esclusiva del certificatore .
senza fare dell'allarmismo ed anche prescindendo dalle ( importanti ) responsabilità legali ora dette , esorto calorosamente i colleghi (qualora ce ne fosse bisogno ) a firmare tali certificati solo dopo essersi umanamente e professionalmente convinti , mediante i calcoli e le indagini che si ritengono più opportune , della sicurezza delle strutture , data la responsabilità morale che ci si assume.
i disastri di questi giorni credo si commentino da soli
Architetto Giuseppe Picchi
All.:
"Art. 67 (L, comma 1, 2, 4 e 8; R, commi 3, 5, 6 e 7) - Collaudo statico
1. Tutte le costruzioni di cui all’articolo 53, comma 1, la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità devono essere sottoposte a collaudo statico.
2. Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto, iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione, esecuzione dell’opera.
Art. 53 (L) - Definizioni
1. Ai fini del presente testo unico si considerano:
a) opere in conglomerato cementizio armato normale, quelle composte da un complesso di strutture in conglomerato cementizio ed armature che assolvono ad una funzione statica;
b) opere in conglomerato cementizio armato precompresso, quelle composte di strutture in conglomerato cementizio ed armature nelle quali si imprime artificialmente uno stato di sollecitazione addizionale di natura ed entità tali da assicurare permanentemente l'effetto statico voluto;
c) opere a struttura metallica quelle nelle quali la statica è assicurata in tutto o in parte da elementi strutturali in acciaio o in altri metalli;"

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