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10 Settembre 2021

Synus Lynge, Studio EFFEKT (DK) – di Leila Bochicchio

EFFEKT in danese significa impatto.

In occasione di una importante lecture per SPAM 2021, Festival dell’Architettura di Roma organizzato dall’OAR, Synus Lynge afferma di aver scelto questa parola, quando insieme a Tue Foged cercava un nome per il nuovo studio da fondare: Effekt risuonava infatti come una sintetica ma energica affermazione.

La parola sembrava adatta a marcare la volontà di prestare attenzione alle conseguenze che la loro azione avrebbe generato, in termini di impatto duraturo -effetto appunto- sulla realtà sociale, economica e fisica in cui andavano a operare.

EFFEKT pone l’accento su una modalità di azione, e di pensiero, che vuole tenere in considerazione e tentare di prevedere tutti gli esiti dell’esercizio della professione; non solo, quindi, quelli formali e prestazionali legati all’edificio, ma anche le ricadute che inevitabilmente incidono e influenzano contesti più estesi di quelli riconducibili al solo sito.

EFFEKT afferma la volontà di inquadrare ogni progetto in una dimensione fisica, economica e sociale che sia in grado di superare i confini locali e di riflettere su realtà regionali e globali, per generare qualità e vantaggi potenzialmente universali che vadano oltre le necessità del particolare programma o le richieste della singola committenza.

Cosa succederebbe se le nostre case fossero in grado di migliorare il benessere degli abitanti e del pianeta attraverso l’accurata selezione delle materie prime, delle tecnologie costruttive, dei servizi e delle configurazioni spaziali degli interni e degli esterni? ” […] “cosa succederebbe se realizzassimo sistemi abitativi semplici e modulari, che richiedono poca o nulla manutenzione e che possono essere facilmente implementati, riparati e integrati con dispositivi intelligenti? ”. Queste sono alcune delle domande che EFFEKT si pone nell’approcciarsi alla pianificazione di nuovi complessi architettonici.

Per illustrare questo approccio Lynge ha presentato, in occasione del suo intervento nella cornice degli eventi di Spam 2021, una selezione di progetti accomunati da un filo conduttore: una serie di esperienze che propongono modalità insediative di natura residenziale votate ai valori dell’innovazione, della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Attraverso i casi studio, l’intervento di Lynge illustra possibili risposte alle sue stesse domande. 

Urban Village Project (2018), in collaborazione con SPACE10, laboratorio di ricerca e design fondato da IKEA, è un modello per sviluppare abitazioni sostenibili, economiche e accoglienti per i futuri abitanti delle aree urbane del pianeta; aree che sempre più sono afflitte da problematiche quali la rapida urbanizzazione, l’invecchiamento della popolazione e l’isolamento sociale, il cambiamento climatico, la mancanza di abitazioni economicamente accessibili.

Urban Village propone un sistema costruttivo modulare in legno che, come i sistemi di arredo IKEA, possa essere facilmente smontato, imballato in formati di esiguo spessore e assemblato in sito.

Il modello spaziale e tecnologico è accompagnato da un piano finanziario che abbassa drasticamente le soglie di accesso al mercato abitativo, proponendo case di qualità per tutti i livelli di reddito, e da un modello gestionale che prospetta una commistione trans-generazionale di abitanti, supportati nelle incombenze quotidiane da una molteplicità di servizi condivisi.

Urban Village – https://www.effekt.dk/urbanvillage

Naturbyen (2020) è invece un progetto ideato in collaborazione con la municipalità di Middelfart per una nuova area residenziale che vuole proporsi come prototipo globalmente riproducibile; un innovativo programma residenziale di ambito sub-urbano, capace di combinarsi e integrarsi con azioni di riforestazione, di incremento della biodiversità e approcci circolari nella gestione delle risorse.

In particolare il prototipo trasformerà un’area agricola nella periferia di Middelfart in un nuovo quartiere-foresta. In alternativa alla tradizionale e tipica suddivisione del territorio periurbano danese in lotti privati autonomi, identici e regolari, il progetto propone, per organizzare spazialmente le 220 unità abitative indipendenti previste, una serie di cluster-comunità immersi in un’area boschiva di fondazione.

Il progetto, condiviso con l’amministrazione locale, non solo propone un modello virtuoso per gestire l’espansione delle aree periurbane ma è in linea con l’ambizioso progetto nazionale di raggiungere una copertura boschiva pari al 20% dell’intero territorio danese entro il 2100.

Naturbyen – https://www.effekt.dk/naturbyen

Build for Life (2020) si fonda sulla consapevolezza e assunzione di responsabilità rispetto all’enorme impatto che il mondo delle costruzioni ha sulla vita delle persone e del pianeta. Non si tratta di un tradizionale progetto di architettura fondato su argomentazioni spaziali, visioni estetiche, dettami compositivi, piuttosto si propone come una sorta di strumento che possa indurre gli addetti ai lavori a “porsi le giuste domande”.  

Il progetto mette in campo un metodo/modello di sviluppo open-source, capace di indurre e accompagnare un approccio olistico alla costruzione, sostenibile e utile a gestire l’intero ciclo di vita del prodotto edilizio.  

Comprendere e controllare ogni fase della vita di un oggetto di architettura è la chiave, infatti, per generare una rinnovata e condivisa mentalità nell’intera filiera dell’industria delle costruzioni, finalizzata alla creazione e mantenimento di migliori ambienti di vita per tutti.

Build For Life – https://www.effekt.dk/buildforlife

Questi temi sono affrontati e ribaditi da EFFEKT anche in Growtable, istallazione realizzata per la 21° Biennale di Architettura di Venezia.

L’umanità sta affrontando la sua sfida più grande. Considerando l’imminente pericolo del cambiamento climatico, la perdita degli habitat e l’impoverimento delle risorse naturali, dobbiamo ripensare al modo in cui viviamo su questo pianeta.

Il Growtable mette in mostra idee diverse per vivere, costruire, produrre, consumare e rivitalizzare gli ecosistemi dai quali dipendiamo e dei quali siamo parte.

Il tavolo risponde a quesiti urgenti come ad esempio:

Come possono gli edifici funzionare come ecosistemi?

È possibile che le comunità urbane diventino autosufficienti?

L’architettura può aiutare le persone a riconnettersi con la natura?

Growtable- Biennale di Architettura di Venezia – https://www.effekt.dk/biennale

Al di là delle soluzioni spaziali puntualmente escogitate, che potrebbero non rappresentare risposte universalmente valide, le domande che EFFEKT si pone nell’affrontare il proprio lavoro hanno sempre un grande peso, e restano valide, pressanti, attuali.

Leila Bochicchio, Redazione AR Web

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