50 ANNI DI PROFESSIONE

Monaco Edoardo
Monaco Edoardo

Nasce a Roma il 24 novembre 1943 da Vincenzo Monaco e dalla pittrice Pia Bernini. Si iscrive alla Facoltà di Architettura a Valle Giulia, dove consegue la laurea nel 1968 con Ludovico Quaroni. È iscritto all’Albo dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia dal 1969 con la matricola n. 2168.
La sua presenza, fin dal 1962, nello Studio Monaco – Luccichenti di via Flaminia, è stata quella di frequentatore di una “bottega d’arte”, in qualità non solo di studente, ma, soprattutto, di figlio curioso di capire come “funzionavano le cose”, sia all’interno dell’importante Studio e nell’attività di progettazione che vi si conduceva, sia all’esterno, in relazione alle amicizie e ai rapporti sociali. La vita privata di Vincenzo Monaco e dello Studio, dopo la scomparsa del socio nel 1963, è inizialmente molto difficile, soprattutto per lo sforzo di dover portare avanti da solo la mole di lavoro in essere con forze fisiche assai ridotte a causa di numerosi interventi sanitari. Per questo egli deve e desidera, fin da subito, essere molto vicino al padre per aiutarlo, nei limiti delle sue capacità giovanili, e per imparare non solo la tecnica ma, soprattutto, il “senso” della professione di architetto.
E proprio insieme al padre inizia con il concorso per il Padiglione italiano di Osaka (Giappone) al quale prendono parte, anche, Cesare Ligini e Alessandro Martini, futuro socio dello Studio. Dopo la morte di Vincenzo Monaco, avvenuta nel 1969, lo Studio è sempre in piena attività per importanti commesse che devono essere portate a termine. Da giovane architetto decide, quindi, di prenderne le redini, sperimentando una nuova conduzione basata sulla professionalità ereditata, ricostituendo i rapporti con la clientela e riprendendo i principali progetti rimasti in sospeso: l’Albergo Jolly in corso d’Italia a Roma, la sede della Confindustria a Roma – EUR, la direzione dei lavori per l’aerostazione dell’Aeroporto di Roma – Fiumicino, il progetto per le Terme di Acqui (AL), l’ultimazione dei lavori dell’Ospedale Treviglio – Caravaggio (BG), il completamento della progettazione di una grande salle des fêtes a Tunisi (Tunisia).

La progettazione esecutiva e la direzione dei lavori dell’Albergo Jolly sono portate avanti con l’assistenza strutturale dell’ing. Massimo Ferretti, diventato poi un professionista presente in tutte le successive progettazioni in acciaio. Riguardo al Palazzo della Confindustria, egli riceve dalla nuova proprietà l’incarico della progettazione esecutiva e della direzione lavori. I principali elementi progettuali sono la scelta del colore nero delle facciate e la realizzazione di un grande mosaico in grès bianco e nero per la pavimentazione dell’avancorpo, da realizzarsi su disegno di Giuseppe Capogrossi, che doveva fare eco, in chiave moderna, con gli archi del Palazzo della Civiltà del Lavoro.
La sua esperienza più forte e caratterizzante è l’essere subentrato nella direzione dei lavori per la realizzazione dell’aerostazione di Roma – Fiumicino nel ruolo che era stato del padre. Con la conclusione dei lavori ereditati nel 1974 inizia la collaborazione con Alessandro Martini con il quale aveva condiviso gli anni di formazione all’Università. Insieme, nel 1977, costituiscono lo Studio Tecnico Associato Monaco – Martini, iscritto al nostro Ordine con il numero 0001, acquisendo fin da subito nuove commesse, partecipando e vincendo numerosi concorsi. La loro attività è incentrata, soprattutto, nella progettazione di aeroporti, edifici ospedalieri, mercati agro-alimentari ma anche cimiteri, edifici residenziali e sportivi, centri di ricerca e nella ristrutturazione di edifici esistenti.

Molti degli edifici ospedalieri sono progettati e realizzati per conto della Società Infrastrutture Sociali (INSO – ENI), che aveva acquisito il brevetto di edilizia industrializzata in acciaio “Metodo Oxford” (registrato CE) ideato per la ricostruzione sanitaria post-bellica inglese. Tra questi sono da ricordare: l’Ospedale “Grassi” di Roma – Ostia; l’Ospedale “Sandro Pertini” di Roma – Pietralata; l’Ospedale a carattere scientifico “Lazzaro Spallanzani” di Roma, con la ristrutturazione del Padiglione Pontano; l’Ospedale di Camerino (MC).
Tanti altri sono i progetti non realizzati come per gli ospedali romani S. Giovanni, San Filippo Neri, San Camillo e Forlanini; tutte iniziative che non hanno avuto esito in concrete realizzazioni.
Contemporaneamente sono eseguiti numerosi progetti e studi di fattibilità in Russia (Cernobyl, Gomel, Bryansk e poi Mosca) da inquadrare nell’ambito di accordi ENI con la Gazprom, e in Armenia dove lo Studio lavora su un ambulatorio a Leninakan da realizzarsi nell’ambito degli aiuti per il terremoto del 1988, proponendo un progetto rivisitato in chiave armena per armonizzarlo alla cultura locale.

L’ultimo lavoro condotto per la INSO è l’Ospedale di Vimercate (MB), realizzato su un progetto preliminare di Mario Botta che è completato e interamente ampliato ma lasciando immutata la sagoma esterna con i caratteristici cinque corpi a foglia destinati alle degenze. In seguito, sono da menzionare le partecipazioni a: concorso indetto dalla Cassa per il Mezzogiorno (Casmez) per l’Aerostazione di Lamezia Terme (CZ) alla quale è collegata l’Aerostazione di Bari Palese; concorso per l’Aerostazione dell’Aeroporto “Marco Polo” di Genova, vinto ex aequo con il progetto “Idea 70/80” che propone una granseola con le cinque chele dei loading bridge; concorso per un Palazzetto dello Sport per quattromila posti a Chieti, premiato dal CONI come migliore impianto sportivo nel 1979.
È poi incaricato, insieme a Giuseppe Campos Venuti, del Piano di Fabbricazione di Portoferraio (LI), all’isola d’Elba ed è solo suo l’incarico per la redazione del Piano di Coordinamento dell’Elba e Capraia, che non giunge mai ad una soluzione operativa.
Negli anni ’90 lo Studio si aggiudica, insieme ad altri professionisti, il concorso internazionale bandito dall’Azienda Ospedaliera “San Giovanni Addolorata” di Roma per la ristrutturazione dell’edificio che accoglie la sede della stessa, e per il Complesso ospedaliero San Camillo a Roma, con la progettazione della piastra tecnologica e la ristrutturazione del Padiglione Cisalpino.
Altri progetti sono per l’Istituto Fisioterapico Ospedaliero (IFO) e per l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) a Roma – Eur e, nel 1996, un ospedale a Putignano (BA), mai realizzato a causa di un contenzioso.
Nel 1990 è progettato e costruito un moderno ospedale a Durazzo (Albania) nato da un concorso bandito dall’Opec e dalla Banca Islamica e che lo Studio vince.
Nel Comune di Fiesole (FI), su incarico della Fondazione Don Gnocchi, è progettato un ospedale specializzato nella riabilitazione per duecento posti letto, poi realizzato dalla Fondazione stessa.

È del 2010 l’opera più importante dello Studio, progettata in associazione: l’Ospedale “Giovanni XXIII” di Bergamo, con mille e duecento posti letto e una grande piastra baricentrica circondata da sette torri di degenza collegate da una hospital street.
Rilevante è poi il rapporto con la Federmercati per la realizzazione di un Piano Nazionale Mercati sui modelli spagnolo “Mercasa” e francese “Min” che ha assorbito per oltre trent’anni la vita dello Studio. Sono di questi anni il Mercato Agroalimentare di Cosenza, che ha fatto da modello per il Piano Nazionale, quello di San Benedetto del Tronto (AP), quello di Catanzaro ed, infine, quello di Catania, il più importante e complicato dal punto di vista tecnico, dimensionale e giudiziario.
Seguono poi: un appalto concorso per la progettazione di ventiquattromila loculi al Cimitero Flaminio a Roma, che si è avvalso della consulenza dello scultore Arnaldo Pomodoro; una gara di progettazione per una sala polifunzionale del Centro Congressi per l’Arma dei Carabinieri su via Aurelia a Roma; il progetto per la partecipazione al concorso per la sede della Regione Calabria a Catanzaro.
Nel 1992 è stato Consigliere all’Ordine di Roma e nominato consulente al Consiglio Nazionale. Partecipa, per diversi anni, a una Commissione europea per la costituzione di una “Mutua Assicurazione Architetti e Ingegneri italiani”.

L’attività professionale dello Studio Monaco – Martini si esaurisce dopo la scomparsa del socio, avvenuta nell’ottobre del 2018.
Tutta l’attività è riassunta nel libro Memorie in Corso. Un architetto racconta che, in qualche modo, completa e conclude il discorso della monografia Vincenzo Monaco e Amedeo Luccichenti (Electa) affrontando in modo dettagliato l’attività progettuale dei protagonisti, raccontando senza filtri i retroscena dell’attività professionale dello Studio evidenziando non solo i successi ma anche tutte le problematiche e le difficoltà connesse alla sua gestione, nonché i pesanti problemi giudiziari in cui è stato ingiustamente coinvolto e poi totalmente riabilitato.
L’attività dello Studio è sinteticamente riepilogata in un elenco di quattrocentocinquanta progetti la cui numerazione continua quella dello Studio Monaco Luccichenti.

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