
Nasce a Roma il 13 gennaio 1941, si laurea alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “La Sapienza” nel 1969, consegue l’abilitazione e si iscrive all’Albo degli Architetti di Roma e del Lazio il 19 giugno 1969 con la matricola n. 2251.
Sceglie di svolgere la libera professione nel settore urbanistico e architettonico e gli stimoli per iniziare la sua lunga carriera professionale sono vari, discendendo anche da una famiglia di architetti e artisti. Il punto di riferimento è Eugenio Montuori considerato anche uno dei Maestri dell’architettura italiana e internazionale.
La sua attività si rivolge a centri direzionali dove il residenziale, il commerciale e il terziario trovano approfondimento con lo sviluppo delle opere di urbanizzazione pubbliche e private, dal planivolumetrico fino alla costruzione e la si può definire poliedrica, rivolgendosi anche alle ristrutturazioni di appartamenti e agli allestimenti di spazi fieristici, interni ed esterni. La professione gli permette di impegnarsi anche nel campo commerciale-finanziario nel quale svolge attività di perito e consulente per istituti pubblici e privati quali la Cassa per il Mezzogiorno, l’Istituto Nazionale per il Credito Edilizio (INCE), l’Ente Finanziamenti Industriali banca (EFI), la Telecom e la sezione autonoma di Credito Fondiario della Banca Nazionale del Lavoro.
Durante gli anni di formazione universitaria collabora al rilievo di opere importanti quali quello della piazza del Campidoglio e delle planimetrie degli edifici che prospettano sulla piazza stessa, con relative restituzioni grafiche. Tali disegni sono parte del libro promosso dall’Accademia di San Luca Il Campidoglio di Michelangelo edito da Franco Barelli. Il secondo rilievo, eseguito su richiesta del prof. Paolo Portoghesi, riguarda la scalinata di accesso alla Biblioteca Laurenziana – straordinario esempio di architettura manieristica di Michelangelo – inserita nel Complesso di San Lorenzo a Firenze, definita “la parrocchia” della famiglia de’ Medici.
Tali esperienze si rivelano particolarmente formative in quanto gli consentono di acquisire un sistema comportamentale che governa tutta la sua carriera: ordine, precisione, puntualità e soprattutto razionalità.
La frequentazione dei cantieri, cominciata in età giovanile e proseguita agli inizi della lunga carriera professionale, lo appassiona a questo “mestiere”, consentendogli di vedere realizzato quanto progettato. Alcune opere illustrate in questo volume sono progettate in un periodo in cui gli strumenti tecnici erano agli albori: si disegna a matita, si ripassa poi a china – prima con i pennini, poi con i rapidograph – e si completa con l’uso di trasferibili, retini e colori dati a mano. I plastici sono il risultato visivo completo di un progetto importante.
Lo Studio Montuori subisce un cambiamento radicale nel 2000 digitalizzandosi e l’avvento di computer sempre più performanti permette di velocizzare i lavori e di effettuare presentazioni più “pulite” e più “precise”. Sottolinea comunque l’architetto di non poter nascondere che presentare un disegno lavorato a mano con i colori susciti nei clienti emozioni che non hanno mai di fronte agli elaborati prodotti con il computer e questo riguarda soprattutto i clienti più giovani.
Tra i progetti che costellano la carriera professionale nel campo dell’urbanistica, si ricordano i “piani particolareggiati” delle Zone B del Comune di Tivoli (RM) che corrispondono alle zone limitrofe al centro urbano di Tivoli; ben quindici Piani di Recupero di San Felice Circeo (LT) sparsi su tutto il territorio per diversi ettari. Il lavoro, presentato pubblicamente, ha avuto successo senza ricevere osservazioni.
La propria attività giovanile è rivolta anche ai concorsi, quali il concorso per il nuovo teatro di Forlì (1982) e il concorso per un nuovo istituto agrario a Maccarese (RM) del 1978, svolto con un gruppo di progettazione, ai quali è riconosciuta una nota di merito con rimborso spese.
Per quanto riguarda i lavori per la committenza privata, molti dei quali hanno anche caratterizzato la vita professionale, egli ha ricoperto, nel tempo e tutt’ora, sia il ruolo di progettista sia il ruolo di direttore dei lavori. In alcuni casi, quando possibile, è anche coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione.
Un esempio è il centro “Le Palme” a Tivoli Terme (RM) per la Società SATEMA Srl, progetto per la realizzazione di sessantatremila metri cubi, in cui deve anche interpretare la normativa vigente per trovare soluzioni migliorative, da presentare al cliente, per il progetto che sta sviluppando. In questo caso la volumetria necessaria per soddisfare gli standard urbanistici. (D.M. n. 1444/1968) è collocata a una quota inferiore al livello 0,00: tale operazione rende possibile posizionare sull’area a disposizione tutta la cubatura concessa dalle norme del Piano Regolatore Generale.
Pur destando interesse nella clientela, parte dei progetti non sono realizzati per ragioni imputabili a volte alla crisi di settore del momento, altre volte a fattori imponderabili (come l’insuperabile difficoltà applicativa di alcune norme) che non permettono di sviluppare il progetto proposto. Fra questi si citano: il progetto per un centro direzionale a Fabro (TR); la lottizzazione convenzionata a Montalto di Castro (VT) e il planivolumetrico per la “ex segheria” ad Elmas (CA) entrambi approvati dalla Regione e dal Comune; il piano di riqualificazione urbanistica di una ex cava in località Monte Ripoli a Tivoli (RM) redatto in doppia versione: un primo progetto di recupero della cava elaborato con un linguaggio più tradizionale e un secondo proposto con un linguaggio più moderno che ha ricevuto apprezzamenti in Soprintendenza e in Comune; la riqualificazione della Marina di Tor San Lorenzo con una proposta di sviluppo turistico-ricettivo e un piano di servizi integrativi ad Ardea (RM).
Anche l’ultimo progetto, il planivolumetrico del Piano di Zona B64 per Casale Cesaroni Bis a Roma del 2021, presentato al Comune di Roma – Municipio IV, sta affrontando un lungo iter che si spera abbia un esito positivo.
Pur avvalendosi della collaborazione di altre figure per progetti a incarico pubblico, mantiene sempre la propria libertà professionale non inserendosi in gruppi fissi o in partecipazioni societarie con altri colleghi. Nel proprio studio si è avvalso di collaboratori con i quali condivide la stesura di progetti e reso partecipi degli sviluppi tecnici e burocratici, come ad esempio per la scuola materna alla Cecchignola – Tor Pagnotta a Roma, progettata anche a livello esecutivo ma rimasta per il momento sulla carta per mancanza di fondi.
A oggi lo spirito professionale continua a procedere secondo gli stessi ritmi e l’impegno è rivolto principalmente verso il privato.
Ha in programma il completamento di vecchi incarichi di lottizzazione nella località “Su Suergiu” a Capoterra (CA), con opere di urbanizzazione primaria e secondaria, volumetrie residenziali e, se possibile, pensa di realizzare anche un parco di cessione pubblica a completamento della lottizzazione come già fatto a Sestu (CA) e nuovi programmi di lottizzazione a Zagarolo (RM), l’ultimo dei quali in fase di progettazione per dodici ville residenziali, completo di servizi pubblici e privati con l’inserimento di tutto il complesso in un’area urbana.
La voglia di fare è costante e spera di mantenere sempre viva la fiamma della sua professione che lo porta a interpretare al meglio, partendo dall’idea, la definizione e la realizzazione del progetto. Ha sempre desiderato trasmettere questa voglia ad altri, trovando delle affinità professionali. Spera di aver raggiunto questo scopo e di mantenere questo spirito per altro tempo ancora.
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