
Nasce a Roma il 28 maggio 1940. Dopo il liceo artistico, si iscrive alla Facoltà di Architettura e si laurea nel febbraio 1967, con la tesi in restauro dei monumenti “Un intervento per la salvaguardia e la riqualificazione ambientale del porto monumentale di Civitavecchia”, relatore Guglielmo De Angelis d’Ossat, coordinata con quella in urbanistica di Francesco Correnti. Nello stesso anno consegue l’abilitazione, si unisce in matrimonio il 22 maggio con Francesco Correnti, compagno da anni di studio, e si iscrivono entrambi a luglio al nostro Ordine (n. 1971 l’una, n. 1970 l’altro).
La tesi – scaturita anche dall’interesse per le preesistenze storiche alimentato fin dagli anni giovanili dall’intensa attività del nonno e del padre, archeologi militanti – costituirà, nel 1971, il nucleo fondamentale della mostra-convegno “Civitavecchia da salvare”, che segnerà l’inizio dell’azione pubblica di tutela e recupero del patrimonio architettonico della città e del porto, dopo le distruzioni della guerra e i danni della ricostruzione, che sarà pubblicata con il titolo Dopo Traiano dall’Azienda autonoma di soggiorno e turismo e formerà la base scientifica documentaria di tutti gli studi successivi e della straordinaria opera di restauro monumentale, riqualificazione ambientale e funzionale, e di affermazione di scalo internazionale, avviata da allora e definitivamente precisata con gli interventi per il Giubileo del 2000.
Dal 1967 al ’70 è assistente volontaria presso la Cattedra di Restauro dei Monumenti della Facoltà di Architettura de “La Sapienza” tenuta da Carlo Ceschi.
Per scelta, ritenendo vitale conservare la piena indipendenza, esercita sempre la libera professione in forma singola o temporaneamente associata, per Enti pubblici e per privati. Redige progetti e svolge la direzione dei lavori per numerosi interventi di edilizia residenziale privata, con progetti di tipo unifamiliare e plurifamiliare e anche per grandi complessi di edilizia sovvenzionata e agevolata in Piano Edilizia Economica e Popolare (PEEP), nei Comuni di Roma, Allumiere, Castel Madama, Civitavecchia, Tivoli, Trevignano Romano – tutti in provincia di Roma – e Numana (AN), Paternò (CT), Tarquinia (VT), Città della Pieve (PG), San Severino Marche (MC).
Svolge attività di progettazione e di ricerca in campo urbanistico, in collaborazione con Francesco Correnti, partecipando all’impostazione di studi e ricerche e alla progettazione dei Piani di Recupero dei centri storici di Civitavecchia e Tivoli (RM) e ad altri progetti urbanistici, a progetti di recupero ambientale e a ricerche e studi sulla storia urbana e territoriale di città e ambiti geografici in varie parti d’Italia. Sempre in collaborazione con il marito, redige diversi progetti di interventi su beni monumentali, tra i quali il restauro e l’allestimento museografico del Castello dell’Abadia a Vulci (VT), la costruzione del Museo di Lucus Feroniae, il recupero del borgo medievale di Pitino (MC), il restauro e la ristrutturazione del Teatro comunale “Feronia” di San Severino Marche (MC) – opera del 1740 di Domenico Bianconi, ricostruita nel 1828 da Ireneo Aleandri – compreso l’arredamento, l’installazione degli impianti tecnici e scenotecnici, la direzione dei lavori e il coordinamento dei direttori specialistici e del restauro pittorico. Il progetto e la realizzazione sono pubblicati su Ottagono del marzo 1986. Sempre a San Severino Marche, è il progetto di restauro e di allestimento museografico del quattrocentesco Palazzo Tacchi Venturi, per una prima sistemazione del Museo Archeologico “Giuseppe Moretti”.
Del 1967, con i colleghi del Gruppo Nuova Città, si occupa del rilievo archeologico e del progetto di consolidamento e restauro del Molo romano e del Fortino del Lazzaretto nel Porto di Civitavecchia. È del 1968 il rilievo e progetto di restauro della seicentesca Villa Inghirami di Ulignano di Volterra (PI), in collaborazione con Osamu Shiozaki e Chiara Briganti.
Proseguendo l’attività – iniziata con la tesi di laurea – di ricerca archivistica e di ricostruzione grafica dei progetti dei grandi architetti che operarono dal XV al XVIII secolo per il porto pontificio di Civitavecchia, svolge per il Consorzio Autonomo per il Porto e poi per l’Autorità Portuale una serie di incarichi che portano al completo inventario ragionato della documentazione esistente (Biblioteca Apostolica Vaticana e Archivio Segreto Vaticano, Archivio Centrale dello Stato, Archivio di Stato di Roma, Uffizi ecc.), alla realizzazione di mostre e alla redazione di progetti integrati per la riqualificazione ambientale del porto monumentale e dell’annessa Darsena romana. Ha così inizio una lunga attività di consulenza e progettazione – Svolta in parte con gruppi di altri professionisti – che riguarda i principali ambiti e complessi d’interesse storico-artistico, come il Muraglione di Urbano VIII, la fontana di Benedetto XIV del Vanvitelli, la Porta Livorno, la Fortezza “Michel Angelo”. Di particolare interesse, il progetto realizzato nella Darsena con struttura in legno lamellare del grande Edificio della Pesca con mercato ittico, magazzini, palestra, uffici e ristorante, e quello di restyling della Stazione Marittima: progetti, questi e altri minori, in collaborazione con Marisa Bonfatti Paini e la direzione lavori di Antonio Correnti, oggetto anche di pubblicazione nello Yearbook 02. Architetti romani nel mondo del 2015-16.
Contestualmente, nella stessa città partecipa agli studi (dal 1990) per il recupero dell’Antico Ospedale della Carità e Infermeria Presidiaria, al progetto esecutivo e alla direzione lavori di interventi finanziati dalla legge 457/78, comprendenti la realizzazione di attrezzature culturali come la Biblioteca comunale e l’Archivio storico, di alloggi per anziani e d’un centro d’assistenza sociale con l’eliminazione delle barriere architettoniche. Pure restaurata, con particolare cura per gli affreschi e le sculture, e destinata a sala mostre e conferenza, la chiesa barocca della Beata Vergine e di San Giovanni di Dio, era stata oggetto di atti vandalici e di incendi dolosi.
Del 1996-97 è il progetto di riqualificazione e arredo urbano delle vie del centro storico di Tivoli tra Villa d’Este e la cattedrale di San Lorenzo (con Stefano Petrucci, quali vincitori di gara pubblica). Del 1997 è il progetto di recupero e restauro conservativo e funzionale di Palazzo Cusani o della Zecca a Parma, quale contitolare con Marisa Bonfatti Paini, Antonio Sproccati e Letteria Tripodo, in quanto vincitori del concorso bandito dal Comune (progetto selezionato per il Premio delle Cento Città). Nel 1998-99, fa parte del gruppo CLES con Vezio De Lucia, Paolo Leon, Marisa Bonfatti Paini e altri, che è vincitore del concorso per il piano di assetto e il progetto di sistemazione del Parco Regionale di Veio (Campagnano, Castelnuovo di Porto, Formello, Magliano, Mazzano, Morlupo, Riano, Roma e Sacrofano).
Del 1999 e degli anni dopo il 2000 è la partecipazione al progetto di manutenzione straordinaria di Palazzo Chigi in Piazza Colonna a Roma, sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri (capogruppo Marisa Bonfatti Paini). Del 2001 è la partecipazione al progetto e alla direzione dei lavori di restauro architettonico, cromatico e decorativo dei prospetti esterni del Palazzo del Quirinale, del corpo di raccordo della Panetteria con il Torrione di Urbano VIII e del fabbricato Martinucci e alla revisione delle falde di tetto corrispondenti (capogruppo Marisa Bonfatti Paini). Del 2002 è la progettazione della ristrutturazione edile e impiantistica finalizzata al recupero architettonico e messa a norma di Palazzo Blumenstihl in via Vittoria Colonna a Roma (con Marisa Bonfatti Paini) e quello di consulenza per i lavori di restauro, consolidamento, adeguamento alle vigenti normative e ripristino funzionale del Complesso di San Michele a Ripa Grande per il Ministero della Cultura e per la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma.
Infine, sono da citare tre interventi emblematici della sua variegata attività, tesa sostanzialmente, e costantemente, alla valorizzazione dei peculiari beni culturali della terra d’Etruria e alla diffusione della loro conoscenza, ancora una volta in proficua collaborazione e totale sintonia di metodi e di fini con il marito. Si tratta dei progetti delle grandi mostre sulle civiltà d’Etruria e della Tuscia nel 1998, tenutesi prima nel Padiglione Italia dell’Expo di Lisbona (Portogallo), poi al Salon International des Antiquaires di Montecarlo (Principato di Monaco). La terza, del 2001 al Sant Juan Bautista Museum a Ishinomaki (Giappone), nell’ambito delle manifestazioni di “Italia in Giappone 2001”, celebra con un memorabile allestimento scenografico, e altrettanto straordinarie opere d’arte, la prima ambasceria giapponese (il viaggio del 1615 di Hasekura Tsunenaga: la Missione Keichô alla scoperta dell’Europa).
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