Editoriale

Questo è tempo di spalancare le porte!

Un dolore sordo e profondo si è diffuso nei cuori di tante madri e padri per il terribile evento di Crans-Montana. Tanti giovani, tanti figli morti soffocati e ustionati.

Noi tutti ci siamo identificati nel dolore di quelle madri e di quei padri: non c’è cosa peggiore di sopravvivere alla morte di un figlio.

Ci siamo chiesti in questi giorni come sia potuto succedere e non abbiamo parlato di ossequio a leggi e regolamenti, spesso freddi dispositivi per persone che non sono del settore edile, ma di puro buon senso.

Quella scala troppo stretta, quel controsoffitto fatto di materiale infiammabile e, soprattutto, quella maledetta porta, unica via di fuga antincendio chiusa a chiave per paura che i ragazzi se ne andassero o entrassero senza pagare. Una trappola perfetta.

Non ci sono parole adatte a commentare tale grado di follia, ma ci dobbiamo chiedere se tale modo di pensare, il mettere il profitto sopra ogni altra cosa, anche sopra la sicurezza dei nostri ragazzi, sia un modo di operare isolato oppure sia ormai una mentalità che travalica i confini dei singoli Stati e pervada le nostre società.

E la risposta oggi è sotto gli occhi di tutti. Guerre, prevaricazioni, degrado ambientale: questo è ciò che ci consegna il nostro mondo con la medesima logica brutale legata ai soli interessi di parte e ai soldi.

La cultura predominante che ha cambiato le nostre mentalità dando più importanza all’interesse privato che a quello comune di popolo e di essere umani, è la stessa pervasiva logica prevaricatrice che ci fa apparire normale un mondo dove tutto è lecito per arrivare al denaro, al profitto: tutto sacrificabile, persino mettere a rischio la vita dei nostri figli, attraverso porte sbarrate.

E se il valore della vita per alcuni coincide con un biglietto di entrata ad una festa di fine anno, per una parte importante delle nostre società, il valore della vita è ancora un valore primario da mettere davanti ad ogni cosa, anche davanti alla propria stessa salute e sicurezza.

Valori di solidarietà con gli altri esseri umani hanno portato di nuovo dei professionisti, con un codice etico dietro le spalle, a lavorare indefessamente scordandosi di turni e orari di lavoro: all’ospedale Niguarda di Milano, i medici hanno lavorato, e lavorano senza sosta da capodanno, per tentare di salvare le vite di alcuni di quei ragazzi.

Tutti noi rimaniamo senza parole, e con gli occhi gonfi di lacrime, di fronte a tanta illogica stupidità che ci fa pagare un prezzo insensato per le logiche economiche che riducono indegnamente il valore delle nostre vite. È necessario un cambiamento culturale che progressivamente modifichi la mentalità delle nostre società e volto a riconsiderare il valore di ogni singola vita. È tempo della solidarietà che deve essere al di sopra di ogni altra cosa materiale e, in alcuni casi, anche al di sopra della nostra stessa vita.

Tempo di garanzia sociale che ridia senso a tutto il lavoro che viene realizzato, che deve tornare a dar senso anche agli ordinamenti delle professioni, che costituisce un valore costituzionale imprescindibile e che deve portare ad aprirci e non a chiuderci.

È tempo di cambiare e di spalancare quelle maledette porte, così spesso aperte al danaro e così troppo chiuse alla solidarietà umana e alla garanzia sociale.

L’Ordine degli Architetti, Pianificatori e Paesaggisti di Roma e provincia, esprimendo vicinanza alle famiglie colpite dal grave lutto, si impegnerà ancora di più a promuovere opere di informazione e prevenzione sui temi della sicurezza e dell’antincendio.

A breve, inoltre, con il suo presidio di Protezione Civile appartenente alla Struttura Tecnica Nazionale, organizzerà degli incontri, in collaborazione con i Vigili del Fuoco, per informare i ragazzi dei corretti comportamenti in caso di incendio, ma anche delle attenzioni da avere e delle valutazioni da fare in merito alle misure di sicurezza necessari nei locali.