Conoscere la città significa attraversarla, ascoltarla, interpretarne le trasformazioni e restituirne il senso attraverso nuovi strumenti di lettura. Non solo rappresentazione, ma racconto «collettivo»: una mappa può diventare così un dispositivo capace di tenere insieme architettura, memoria, percezione ed esperienza quotidiana, strumento di orientamento e narrazione urbana, capace di restituire identità e valori dei territori.
È in questa prospettiva che si inserisce la call per la partecipazione al workshop «Mappe di quartiere FAR26» lanciata dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, un percorso formativo e progettuale finalizzato alla realizzazione delle «mappe» che saranno presentate nell’ambito del Festival dell’Architettura di Roma (FAR) 2026, in programma il prossimo ottobre. Il workshop si svolgerà tra il 9 maggio e il 6 giugno, presso la Casa dell’Architettura e sui territori, articolandosi in quattro incontri in presenza (il sabato) – tra sessioni teoriche, sopralluoghi e attività pratiche – dedicati alla costruzione di «pocket map» dei quartieri di Centocelle e Casal Bruciato.
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L’iniziativa si inserisce nel solco delle esperienze già avviate nelle precedenti edizioni del Festival, dove erano state presentate le mappe di Largo Da Vinci (Municipio VIII), Piazza Ettore Rolli (Municipio XII) e dell’Acquario Romano, sede OAR all’Esquilino (scopri le mappe FILE), come strumenti di racconto e valorizzazione dei territori. Anche per FAR 2026, le mappe realizzate saranno restituite pubblicamente durante il Festival, entrando a far parte di un patrimonio condiviso che supera i confini dell’evento.
Una delle mappe di quartiere realizzate per FAR 2024

Il workshop – che avrà il coordinamento scientifico di Alice Buzzone, segretaria OAR e direttrice di FAR, e dei docenti delegati delle Università La Sapienza e Roma Tre – proporrà un percorso formativo (con il riconoscimento 20 Cfp per gli iscritti all’OAR, mentre gli studenti riceveranno un attestato utile a ottenere i crediti formativi universitari) che si sviluppa attorno a tre assi principali: l’adozione di metodologie partecipative per coinvolgere attivamente le comunità locali, l’acquisizione di strumenti per la restituzione grafica delle informazioni raccolte e la capacità di lettura territoriale, intesa come integrazione tra dati fisici, sociali e identitari. L’obiettivo è formare figure capaci di interpretare il territorio come mediatori tra saperi tecnici e comunità, restituendo una visione complessa e condivisa dello spazio urbano.
L’obiettivo del Festival – spiega Alice Buzzone, segretaria OAR e direttrice di FAR – è costruire un legame sempre più forte tra architettura e cittadini, superando la dimensione per soli addetti ai lavori. In questo senso, il lavoro sulle mappe di quartiere rappresenta uno strumento molto efficace, perché consente di rendere accessibile e comprensibile il territorio a chi lo attraversa e a chi lo vive ogni giorno ma spesso non ne conosce le caratteristiche, le architetture, le storie, i significati. L’esperienza già avviata nelle precedenti edizioni ci ha mostrato quanto una mappa possa restituire una lettura ricca e stratificata dei luoghi, andando oltre le emergenze architettoniche per includere anche i beni comuni, gli spazi riconosciuti dalle comunità, le associazioni, i volti, i riferimenti – storici e contemporanei – che definiscono l’identità di un quartiere. Quello che vogliamo costruire è una vera e propria fotografia aggiornata del territorio, capace di tenere insieme progetto e dimensione sociale, trasformazioni in atto e memorie consolidate». Saranno infatti realizzate delle delle «pocket map», pensate – precisa Buzzone – «non solo per orientarsi ma per conoscere e riconoscere i luoghi, rafforzando un senso di appartenenza e consapevolezza. Crediamo che la conoscenza del territorio sia il primo passo per attivare processi virtuosi di cura, valorizzazione e partecipazione»
Il workshop, in particolare – afferma la direttrice di FAR -, sarà «un processo di scoperta condivisa, che in alcuni casi partirà da materiali già esistenti, in altri da una vera e propria esplorazione, con l’obiettivo di attualizzare sempre la lettura dei quartieri, includendo anche le trasformazioni più recenti e i progetti in corso»: si pensi al nuovo parco di Centocelle. Un lavoro che non si esaurisce nel laboratorio: le mappe, infatti, «avranno un ruolo centrale nelle attività sui territori all’interno del Festival dell’Architettura di Roma. Diventeranno uno strumento di restituzione e di attivazione, saranno distribuite nei quartieri e accompagneranno momenti di incontro, esplorazioni urbane, occasioni di confronto con le comunità locali». In questo modo, le mappa diventano «dispositivi che generano relazioni, racconti e nuove modalità di vivere e interpretare la città».
Il programma del workshop
La prima giornata, in programma sabato 9 maggio (4 ore), introduce i partecipanti ai contenuti e agli obiettivi del workshop, a partire dal ruolo della mappatura come strumento di rigenerazione urbana e sociale. L’incontro si apre con l’introduzione di Alice Buzzone con una presentazione del percorso formativo e del Festival dell’Architettura di Roma, approfondendo – tra l’altro – le esperienze già realizzate, le attività in programma e il rapporto tra architettura e territori. Il contributo di Federica Fava porterà l’attenzione su un progetto europeo in corso nel quartiere Vigne Nuove, incentrato sul benessere emotivo e sulla riconnessione tra comunità e spazi, mentre l’intervento di Irene Ranaldi introduce il tema della pedagogia urbana e della lettura delle periferie attraverso pratiche di conoscenza attiva. La mattinata prosegue con un focus sulle emergenze architettoniche dei quadranti coinvolti, in collaborazione con la Commissione Osservatorio Novecento OAR, e con il contributo di Andrea Martire, giornalista e presidente ass. Centrocelle , che accompagnerà i partecipanti alla scoperta del quartiere attraverso una sua lettura «architettonica e umana». La sessione si conclude con un momento di confronto e organizzazione dei gruppi di lavoro.
Il secondo incontro, sabato 16 maggio (8 ore), sarà interamente dedicato all’esplorazione territoriale. La giornata si articola tra incontri con comitati di quartiere e associazioni locali e passeggiate esplorative nei quartieri di Casal Bruciato e Centocelle, offrendo ai partecipanti l’occasione di raccogliere materiali, osservazioni e testimonianze dirette. Un momento fondamentale per costruire una conoscenza situata dei luoghi, che costituirà la base per il lavoro progettuale.
Il terzo appuntamento, il 23 maggio (4 ore), entrerà nel merito della costruzione grafica delle mappe. Guidati dall’illustratrice Coralie Moy, in arte COCOMOY, già autrice della prima mappa tascabile FAR24, i partecipanti approfondiranno linguaggi, tecniche e strumenti per tradurre dati e percezioni in rappresentazioni efficaci, sperimentando modalità di sintesi e narrazione visiva.
Il quarto e ultimo incontro, il 6 giugno (4 ore), sarà dedicato alla messa a sistema delle idee e alla definizione degli elaborati finali. In questa fase, i gruppi lavoreranno alla costruzione delle mappe, con il supporto dello staff FAR anche per gli aspetti legati alla produzione e alla stampa.
Al termine del workshop, ai partecipanti sarà richiesto di proseguire il lavoro per completare gli elaborati, che saranno presentati ufficialmente nell’ambito del Festival dell’Architettura di Roma nell’ottobre 2026, restituendo alla città nuovi strumenti di lettura e rafforzando il legame tra architettura, comunità e territorio.
Il PROGRAMMA del Workshop
In copertina: dettaglio della mappa di Piazza Ettore Rolli realizzata per FAR 24
(FN)