È partita il 18 settembre l’ottava edizione del Festival dell’Architettura di Roma, promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia, che fino al 4 ottobre attraversa diversi territori della Capitale mettendo in relazione professionisti, cittadini, istituzioni, attività commerciali, realtà culturali e nuove generazioni. Il percorso di FAR26 ha preso avvio all’Esquilino, con una novità assoluta: il Design District Esquilino, realizzato in collaborazione con Accademia Costume & Moda e con la curatela di Alessandro Gorla. Un progetto che porta il design all’interno del tessuto quotidiano del Rione, coinvolgendo le attività commerciali e culturali e utilizzando le vetrine come spazi di esposizione e racconto fino al 4 ottobre. Il Festival è poi «atterrato» a Centocelle il 19 e 20 settembre, con l’installazione MAMMAROMA in piazza dei Mirti e un programma di attività costruito con le realtà del quartiere.
Ora il percorso prosegue con la prossima tappa a Casal Bruciato, dal 25 al 27 settembre, e con il programma conclusivo alla Casa dell’Architettura, dal 30 settembre al 4 ottobre.
Il Festival dell’Architettura di Roma, ha spiegato la direttrice del FAR e segretaria OAR, Alice Buzzone «è partito con una grande novità dal Rione Esquilino dove, in collaborazione con l’Accademia di Costume e Moda e con la curatela di Alessandro Gorla, è nato il primo Design District. Vetrine parlanti che saranno animate fino al 4 ottobre e saranno visitabili da tutte e tutti». Il Festival, ha aggiunto, prosegue il proprio percorso nei territori con Centocelle e quindi con Casal Bruciato, «non solo con installazioni, ma anche con performance, laboratori per bambini e per adulti, lezioni di fotografia, lezioni all’aria aperta» e tornerà infine alla Casa dell’Architettura, dove – tra l’altro, «ci sarà un parterre di architetti romani, italiani e internazionali». Un programma progettato per centrare gli obiettivi di FAR, a partire dalla volontà di «portare l’architettura fuori dai suoi luoghi tradizionali e dentro i quartieri, costruendo un rapporto diretto con le comunità e utilizzando il progetto come strumento per leggere, raccontare e trasformare la città».
Il video di Alice Buzzone
L’opening all’Esquilino: design, territorio e nuove relazioni
Il primo appuntamento del Festival, come detto, si è svolto all’Accademia Costume & Moda di via dello Statuto, sede nata dalla rigenerazione degli spazi che in precedenza ospitavano i magazzini MAS. È qui che il Design District ha trovato il proprio punto di partenza, portando il progetto e il design contemporaneo dentro una parte del Rione già caratterizzata da una forte presenza culturale e commerciale.
Alessandra Sermoneta, vicepresidente del Municipio I di Roma Capitale, ha sottolineato come l’iniziativa si inserisca proprio nel percorso di rivitalizzazione dell’area, ribadendo la soddisfazione che il Festival dell’Architetta di Roma sia partito proprio da un luogo simbolo, «che è stato rigenerato dall’Accademia e che era abbandonato», rimarcando come il Municipio I abbia seguito l’operazione fin dalle sue fasi iniziali. «Siamo felici che FAR sia partito proprio con questo esperimento del Design District all’Esquilino». Sermoneta ha inoltre ricordato l’appuntamento del 4 ottobre alla Casa dell’Architettura, quando i Municipi si incontreranno per parlare degli interventi realizzati negli anni sui territori e del lavoro sugli spazi pubblici».
La video intervista completa ad Alessandra Sermoneta
La collaborazione con l’Accademia Costume & Moda rappresenta, per Furio Francini, amministratore delegato dell’istituzione, una naturale apertura verso il quartiere. «L’Accademia – ha detto – vuole proprio essere un luogo di grande apertura e di partecipazione alla vita del rione. La stessa configurazione degli spazi – ha spiegato – riflette questa intenzione: la sartoria, con le grandi vetrate, permette agli studenti di lavorare mantenendo un rapporto visivo con il quartiere. E rappresenta proprio questo nostro desiderio di partecipare alla vita del rione».
Le parole di Furio Francini
A raccontare il senso del Design District è stato Alessandro Gorla, coordinatore del design per FAR e curatore dell’iniziativa. «Per la prima volta con il Festival dell’Architettura portiamo all’interno del territorio, più specificatamente nel rione Esquilino a Piazza Vittorio», ha spiegato, attraverso le opere di 13 designer collocate nelle vetrine delle attività commerciali della piazza. Un progetto volutamente non definitivo, «una fotografia parziale» del design contemporaneo a Roma, che mette in relazione design e architettura e prova a capire «come il design può entrare nella vita quotidiana, si può relazionare con le persone, può dare valore al territorio e può trovare un’ulteriore occasione di scambio e di conoscenza reciproca».
La video pillola di Alessandro Gorla
L’iniziativa proseguirà quindi fino al 4 ottobre, con le vetrine del quartiere coinvolte nel progetto e una narrazione accessibile attraverso i QR code dedicati alle storie, alle idee e ai concept dei designer. Un modo per portare il design fuori dagli spazi espositivi tradizionali e inserirlo direttamente nella dimensione urbana dell’Esquilino.
Da Centocelle a Casal Bruciato: l’architettura come esperienza di quartiere
Dopo l’apertura all’Esquilino, il Festival ha raggiunto Centocelle il 19 e 20 settembre. Il centro delle attività è stato piazza dei Mirti, dove è stata inaugurata MAMMAROMA, installazione progettata da erratacorrige, collettivo composto da Simone Barbi, Emanuele Cremona e Giacomo Montiani, vincitore della call for projects FAR25/26. Intorno all’installazione si sono sviluppati laboratori, passeggiate fotografiche, attività di narrazione sonora, talk sulla storia e sulle trasformazioni del quartiere, lezioni all’aria aperta, attività con le scuole, proiezioni e momenti di confronto.
«Mamma Roma è un padiglione essenziale dal punto di vista tecnico», hanno spiegato i progettisti di erratacorrige, «nel senso che risponde al primo compito a cui l’architettura deve rispondere, ovvero quello di coprire e di creare un punto di incontro». Il progetto è nato da un concorso pubblico organizzato da FAR e dall’Ordine degli Architetti di Roma, al quale avevano partecipato circa 50 gruppi di lavoro. Durante i giorni di cantiere, hanno raccontato i progettisti, il confronto con gli abitanti ha contribuito a costruire un rapporto diretto con il quartiere: «È stato bello proprio questo scambio. Quindi l’occasione che Mamma Roma ha creato è stata quella di uno scambio all’ombra, in una piazza molto soleggiata».
L’intervista ai progettisti
Per Sergio Scalia, assessore all’Urbanistica del Municipio Roma V, l’intervento risponde anche all’obiettivo di rendere più vissuti gli spazi pubblici. «L’obiettivo è sempre quello di far vivere le nostre piazze, quindi una struttura che consenta di far vivere il più possibile questi spazi», ha spiegato, aggiungendo che l’installazione permette anche di «alleviare il caldo» offrendo un riparo dalla calura. Scalia ha inoltre evidenziato la partecipazione al bando di oltre 50 studi professionali e il coinvolgimento delle scuole, dell’associazione commercianti di via dei Castani, della parrocchia di San Felice e delle associazioni del quartiere.
La riflessone di Sergio Scalia
Il rapporto con il territorio è stato sottolineato anche da Monica Paba, presidente della Rete Imprese Castani: «È un’opportunità per Centocelle, un’opportunità per far conoscere tutte le potenzialità che esistono in questo quartiere». Per Andrea Martire, presidente di Centrocelle APS, il Festival rappresenta invece «una grande opportunità per il territorio», capace di offrire «l’occasione per riprendere il possesso dei luoghi pubblici, abitare lo spazio e dare un nuovo impulso alla socialità».
Le video pillole di Monica Paba e Andrea Martire
Un ruolo centrale è stato infine quello della scuola. Fabio Baccelliere, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Artemisia Gentileschi, ha spiegato la scelta di aprire uno dei plessi alla manifestazione: «Il festival dell’architettura è un festival che parla di abitare, che parla di costruire per l’abitare, che parla di relazioni». Per il dirigente, la scuola è «il cuore, è il centro delle relazioni di un territorio» e la partecipazione dei bambini alle attività del Festival rappresenta uno degli elementi centrali dell’iniziativa.
La testimonianza di Fabio Baccelliere
A Centocelle il programma ha inoltre proposto una mappa audiovisiva partecipata del quartiere, laboratori dedicati allo spazio urbano e al microclima, stazioni di osservazione, attività di fotografia e narrazione, oltre alla distribuzione e alla condivisione della Mappa di Quartiere, realizzata attraverso il lavoro con architetti e studenti. Un insieme di attività che ha accompagnato l’installazione trasformandola in un punto di partenza per leggere il territorio.
Il prossimo «atterraggio»: Casal Bruciato
Il prossimo appuntamento territoriale sarà a Casal Bruciato, dove FAR26 arriverà dal 25 al 27 settembre con l’installazione NODO APERTO, in piazza Balsamo Crivelli, progettata da Nicola Auciello con Paola Costanza Papakristo, Sara Varcasia e gli studenti della AANT.
L’apertura è prevista venerdì 25 settembre alle 17 con Massimiliano Umberti, presidente del Municipio Roma IV, Annarita Leobruni, vicepresidente del Municipio Roma IV, Alice Buzzone, direttrice FAR e segretaria OAR, Nicola Auciello, capogruppo del progetto dell’installazione, Enrico Battisti, preside del Liceo Artistico Enzo Rossi, e Rita Lattanzi, docente dello stesso istituto.
La giornata comprenderà anche la presentazione e distribuzione gratuita della Mappa di Quartiere Casal Bruciato, realizzata attraverso un workshop coordinato da Alice Buzzone, Dario Boncoraglio e dal professor Luca Porqueddu, con il supporto di Michele Anelli Monti, Mattia De Bonis e Gabriele Nunzio Limitone di Sapienza Università di Roma e Federica Fava di Roma Tre.
Il programma del 26 settembre entrerà nel vivo con il workshop Nuovo Museo Urbano, laboratorio di autocostruzione e arte partecipativa curato da Officine Nomadi, una visita guidata a Casal Bruciato a partire da piazza Balsamo Crivelli e il workshop Guardiamo il quartiere con occhi diversi, realizzato a Villa Fassini con l’associazione Le mamme e gli amici di Villa Fassini ODV. Nel pomeriggio sarà inoltre proposta Assemblea di Facciata, un formato che utilizza i balconi e la facciata di un edificio come spazio di confronto tra dimensione privata e pubblica.
Il 27 settembre saranno invece protagonisti, tra gli altri, il workshop Cool Schools. Dal cortile alla piazza, dedicato alla consapevolezza del microclima urbano, un laboratorio di Scienza Divertente per bambini e ragazzi, la proiezione dei cortometraggi di quartiere realizzati nell’ambito dell’Architecture Film Festival e la Cena di quartiere al Caffè Bruciato. Per l’intero fine settimana sarà inoltre presente l’installazione Vespasiamo, a cura del collettivo UBIC.
Dal 30 settembre alla Casa dell’Architettura
Il Festival tornerà quindi alla Casa dell’Architettura, all’Acquario Romano di piazza Manfredo Fanti, per la parte conclusiva di FAR26. Il 30 settembre sarà lanciato ProgettoDOPOLAVORO, un format pensato per introdurre modalità di incontro più informali e conviviali, attraverso immagini, video, musica, performance e altri linguaggi.
Dal 2 al 4 ottobre la Casa sarà invece il luogo del confronto sui temi del progetto contemporaneo, attraverso una serie di appuntamenti dedicati alla materia e alle culture del costruire, alla città inclusiva, alla notte, al riuso, al rapporto tra genere e spazio urbano, alle nuove generazioni e alle politiche per Roma. Tra gli ospiti e i temi in programma figurano lo studio Carlo Ratti Associati, nell’ambito della riflessione sulla pietra e sulle culture del costruire realizzata in collaborazione con RETE PNA, Mario Cucinella per il Design for Social Change, Rita Topa dello studio Kengo Kuma, che presenterà in anteprima il progetto del Matadouro di Porto, e Odile Decq per il focus sul riuso. Il confronto su genere, città e professioni vedrà invece la partecipazione di Elena Granata.
La sessione dedicata alle edicole comprenderà inoltre il racconto del progetto Edicola 518 di Giuseppe Arezzi, mentre la giornata conclusiva sarà dedicata alle nuove generazioni, con Studio Orizzontale e Giovanna Castiglioni, e nel pomeriggio alle Politiche e visioni per Roma, con gli interventi di IT’S Architettura, David Gianotten/OMA, Martin Knuijt/OKRA landscape e Luca Galofaro/LGSMA. Ogni giornata sarà inoltre accompagnata da Design Spot, il format dedicato al design curato da Alessandro Gorla.
Il 4 ottobre il percorso si chiuderà con il confronto sulle Politiche e visioni per Roma, con la presenza dei Presidenti dei Municipi di Roma Capitale, la restituzione delle esperienze sviluppate nei quartieri e la premiazione dell’Architecture Film Festival. La conclusione sarà affidata alla proiezione dei cortometraggi vincitori e al party di chiusura alla Casa dell’Architettura, in collaborazione con ROMADIFFUSA. Le attività del Festival sono gratuite, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Scarica il programma completo degli appuntamenti sul sito di FAR
Video interviste e fotografie di Francesco Nariello (FN)