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Architettura
07 Agosto 2026

FAR26, l’architettura incontra la città: l’ottava edizione del Festival dell’Architettura di Roma

Dal 18 settembre al 4 ottobre torna FAR, promosso dall'Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia: un’edizione diffusa tra Esquilino, Centocelle e Casal Bruciato che porterà architettura, design e cultura del progetto nei quartieri attraverso incontri, installazioni, workshop, lecture e dialoghi con alcuni dei protagonisti del panorama nazionale e internazionale

L’architettura non vive soltanto nei grandi progetti, nei cantieri o nelle aule universitarie. Vive soprattutto nei luoghi della città, nelle trasformazioni dello spazio pubblico, nei quartieri che cambiano e nel dialogo tra chi quei luoghi li progetta, li governa e li abita. È da questa idea che prende forma, dando continuità al percorso portato avanti negli anni passati, l’ottava edizione del Festival dell’Architettura di Roma (FAR).

Dal 18 settembre al 4 ottobre 2026 prende vita FAR26, il Festival promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, che conferma la propria vocazione a costruire occasioni di dialogo tra professionisti, istituzioni, università, mondo della cultura e cittadini. Il Festival prenderà il via il 18 settembre con l’opening del Design District Esquilino, presso Accademia di Costume & Moda, partner dell’iniziativa, e proseguirà con gli «atterraggi» nei quartieri di Centocelle (19-20 settembre) e Casal Bruciato (25-26-27 settembre). Il 30 settembre, alla Casa dell’Architettura, sarà inoltre presentato il nuovo format “Progetto DOPOLAVORO”, realizzato in collaborazione con Numero Cromatico, mentre dal 2 al 4 ottobre si svolgerà il programma principale del Festival. La serata conclusiva del 4 ottobre sarà realizzata in partnership con ROMADIFFUSA.

L’edizione 2026 prosegue sulla linea tracciata negli anni passati ed amplia ulteriormente il proprio raggio d’azione, continuando a portare il dibattito sull’architettura fuori dagli spazi convenzionali e dentro la città reale. Piazze, strade, giardini, spazi pubblici, attività commerciali e luoghi di quartiere diventeranno il teatro di installazioni, laboratori, passeggiate urbane, workshop, performance e momenti di confronto capaci di coinvolgere direttamente le comunità locali. Un modo per raccontare come il progetto possa diventare uno strumento di partecipazione, conoscenza e rigenerazione urbana.

Secondo Alice Buzzone, Direttrice di FAR e Segretaria dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia «FAR vuole essere un processo, non un evento effimero. L’obiettivo è alimentare nuove connessioni nei quartieri di Roma, mettendo in relazione professionisti, istituzioni, associazioni e cittadini. Il Festival punta a lasciare un’eredità fatta di strumenti e narrazioni: dalle Mappe di Quartiere ai cortometraggi di quartiere, che offrono a cittadini e creativi nuovi modi di raccontare la città e di avvicinarsi all’architettura. Uscire fuori dalla Casa dell’Architettura, lavorare nei territori in dialogo con i Municipi e con le realtà che li animano quotidianamente significa confrontarsi sui temi della città, generare consapevolezza condivisa e riconoscere che l’architettura è cultura ma anche politica, rafforzando il concetto di diritto alla città e ridandogli un significato contemporaneo».

Ad aprire il Festival sarà il Design District Esquilino, iniziativa che trasformerà le vetrine di piazza Vittorio Emanuele II in un percorso dedicato al design contemporaneo romano. Le attività commerciali ospiteranno oggetti e installazioni selezionati dalla curatela di Alessandro Gorla, dando vita a un itinerario diffuso che, attraverso incontri con i designer, visite guidate e momenti conviviali, punta a valorizzare il fermento culturale e creativo del rione. Il percorso dedicato al design proseguirà poi anche nel programma della Casa dell’Architettura attraverso il format DESIGN SPOT, creando un filo conduttore tra la dimensione urbana del Festival e gli appuntamenti di approfondimento.

Nei fine settimana successivi FAR26 «atterrerà» a Centocelle e Casal Bruciato, due quartieri che ospiteranno installazioni come MAMMAROMA e Nodo Aperto, workshop fotografici e di progettazione, mappe di quartiere, attività dedicate ai più giovani, passeggiate urbane, lezioni all’aperto, performance e momenti di narrazione collettiva offriranno nuove chiavi di lettura dei territori, mettendo al centro la memoria dei luoghi, le trasformazioni in corso e il rapporto tra architettura e comunità.

Il Festival si concluderà alla Casa dell’Architettura, dove si alterneranno lecture, tavole rotonde, dialoghi e incontri dedicati ai grandi temi del progetto contemporaneo. Tra gli argomenti al centro del programma figurano la pietra come materia di progetto passato e futuro in collaborazione con La rete PNA, il riuso del patrimonio esistente, l’accessibilità, lo spazio pubblico, le giovani generazioni, le trasformazioni di Roma.

A confrontarsi saranno alcuni tra i più autorevoli protagonisti del panorama architettonico, culturale e progettuale nazionale e internazionale. Tra gli ospiti di questa edizione figurano Studio Kengo Kuma, Odile Decq, Giovanna Castiglioni, Mario Cucinella, It’s Architettura, LGSMA, OMA, Okra Landscape e Orizzontale, insieme ad altri progettisti, ricercatori, designer, fotografi, divulgatori, studiosi e rappresentanti del mondo accademico. Oltre ai protagonisti della cultura del progetto sono stati invitati rappresentanti delle istituzioni, tra cui il Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri l’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, l’assessore all’Urbanistica, Maurizio Veloccia e i presidenti dei 15 Municipi romani, chiamati a confrontarsi sulle trasformazioni della città e sulle strategie per il futuro dei territori.

Accanto ai grandi incontri e alle lecture, FAR26 darà spazio agli esiti dei percorsi partecipativi promossi nei mesi passati. Il Festival ospiterà le iniziative nate dalla Call for Action, che ha coinvolto professionisti, associazioni e cittadini nella progettazione di laboratori, talk, visite guidate e attività dedicate allo spazio pubblico. Saranno inoltre presentate le Mappe di quartiere, realizzate attraverso il workshop promosso dall’Ordine degli Architetti di Roma – in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Roma Tre – come strumento di lettura e narrazione condivisa dei territori, insieme ai cortometraggi selezionati nell’ambito dell’Architecture Film Festival 2026. Entrambe le iniziative, focalizzate sui quartieri di Centocelle e di Casal Bruciato, vogliono essere strumento contemporaneo per raccontare i quartieri e la città, dove l’architettura si mescola anche a valori sociali e immateriali. Tra gli appuntamenti troveranno spazio anche gli esiti del Premio Vescovo 2026, dedicato ai progetti e alle ricerche sul tema dell’architettura senza barriere, a conferma della volontà del Festival di valorizzare non solo il confronto culturale, ma anche i processi di ricerca, partecipazione e sperimentazione che ne accompagnano il percorso.

Ampio spazio sarà riservato, tra l’altro, ai linguaggi contemporanei della comunicazione con la Socu, alla scuola romana del design, ai giovani progettisti, ma anche a laboratori per ragazzi, performance e spettacoli: un programma che intreccia discipline e competenze differenti, mantenendo il progetto come filo conduttore di una riflessione aperta sulla città.

Tutte le attività sono gratuite. A inizio settembre sarà pubblicato il programma completo con il calendario dettagliato degli appuntamenti e le modalità di partecipazione. (FN)

di Francesco Nariello

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