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Architettura
16 Settembre 2026

«Fuori Studio», il Parco del Colosseo tra tutela, città e contemporaneità – Seconda puntata del podcast OAR

Nuovo appuntamento con le «Conversazioni sull’architettura e sulla città»: confronto tra Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico del Colosseo, e Luca Ribichini, coordinatore della Formazione OAR. Al centro il rapporto tra patrimonio e città, la gestione dei grandi flussi, il ruolo dell’architettura e la necessità di riequilibrare il rapporto tra visitatori e cittadini - Il dialogo prosegue il 17 settembre (ore 14.45) all’Urban Center Metropolitano (viale Manzoni, 34) con «Lezioni romane: visioni sul futuro della città»

Il patrimonio archeologico non è soltanto qualcosa da conservare e visitare, ma un luogo da vivere e restituire alla comunità. È uno dei temi che attraversa la seconda puntata di «Fuori Studio – Conversazioni sullarchitettura e sulla città», il video podcast dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia. Protagonisti del nuovo appuntamento sono Simone Quilici, direttore del Parco Archeologico del Colosseo, e Luca Ribichini, coordinatore della Formazione OAR, in un dialogo che affronta il rapporto tra il grande patrimonio archeologico romano, la città contemporanea, i suoi abitanti e i grandi flussi turistici.

È il secondo appuntamento (qui la prima puntata: LINK) con il format OAR nato per portare il confronto sullarchitettura e sulla trasformazione urbana fuori dagli spazi tradizionali del dibattito, attraverso conversazioni dirette e informali con progettisti e protagonisti della città.

Guarda il podcast sul canale YouTube dellOrdine degli Architetti PPC di Roma e provincia

Il confronto su questi temi proseguirà anche giovedì 17 settembre, alle 14:45, all’Urban Center Metropolitano di viale Manzoni 34, nell’ambito del quinto incontro del ciclo «Lezioni romane: visioni sul futuro della città», promosso dall’OAR in collaborazione con l’Urban Center Metropolitano. Al centro dell’appuntamento, proprio il dialogo con Simone Quilici sulle trasformazioni urbane e sulle possibili visioni per la Roma di domani. L’incontro, coordinato da Elena Andreoni e Luca Ribichini, prevede 2 CFP, è gratuito con registrazione obbligatoria (LINK)

Il podcast

La conversazione con il direttore del Parco Archeologico del Colosseo, introdotta e animata da Luca Ribichini, parte proprio dal Parco Archeologico del Colosseo, uno dei principali attrattori culturali e turistici al mondo, che nell’ultimo anno ha raggiunto circa 15 milioni di visitatori. Una dimensione che pone con forza i temi della gestione dei flussi, della conservazione e della sicurezza, ma anche quello del rapporto con la città e con i romani.

«I monumenti non basta visitarli, bisogna anche viverli», sottolinea Quilici, richiamando le esperienze già avviate per riportare il Parco nella quotidianità della comunità romana, dalle aperture serali alle iniziative culturali, dagli spettacoli agli appuntamenti all’aperto. L’obiettivo è trovare un equilibrio tra la dimensione internazionale del Colosseo e la necessità di fare in modo che questo patrimonio continui a essere percepito come parte della città da chi la abita. «Il patrimonio culturale è tale se è riconosciuto dalla cittadinanza e vissuto», osserva il direttore, richiamando una concezione del patrimonio come bene condiviso.

Nel dialogo trova spazio anche una visione ampia della città archeologica romana, che supera i confini del Parco per costruire connessioni con altri sistemi e altri luoghi. In questa prospettiva si inseriscono il progetto della Nuova Passeggiata Archeologica e il progetto Carme, pensati come elementi capaci di rafforzare la relazione tra il Parco del Colosseo, il centro della città e il più ampio sistema archeologico dell’Appia Antica.

L’idea è quella di recuperare una dimensione unitaria che, nella storia urbanistica di Roma, ha radici lontane: «Riuscire a godere del parco dellAppia antica è una espansione naturale», spiega Quilici, indicando nella mobilità, nei percorsi ciclabili e nel potenziamento del trasporto pubblico alcuni degli strumenti attraverso cui costruire questo collegamento.

Una visione che trova un passaggio concreto anche nei progetti che interessano il Palatino, a partire dal nuovo ingresso dal Circo Massimo, destinato a spostare parte dei flussi e a creare un nuovo punto di relazione tra il Parco e la città. Gli interventi legati al PNRR, con nuovi siti da riaprire e nuovi percorsi da costruire, vengono così letti non soltanto come operazioni di valorizzazione, ma come strumenti per riequilibrare luso del patrimonio.

Tema improntante della conversazione riguarda il ruolo dell’architettura all’interno di un luogo nel quale la stratificazione storica e archeologica potrebbe sembrare lasciare poco spazio alla contemporaneità. Per Quilici, invece, non esiste una contrapposizione tra tutela e progetto: «Lo spazio per larchitettura nel Parco del Colosseo c’è sempre stato e sempre ci sarà». In questa prospettiva, anche il ruolo degli architetti assume una dimensione più ampia: non soltanto progettare nuovi spazi, ma contribuire, insieme ad archeologi, paesaggisti e agli altri soggetti coinvolti, a conservare, trasformare e consegnare alle generazioni future un patrimonio ancora capace di parlare alla città contemporanea.

La riflessione si sposta anche sul rapporto tra archeologia e paesaggio, con particolare riferimento al Foro Romano: . «Riportare della vegetazione allinterno del forno urbano è una linea su cui sto lavorando in modo molto deciso», rivela Quilici, collegando il tema del paesaggio anche alla necessità di affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici. (FN)

di Francesco Nariello

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