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Architettura
11 Marzo 2026

Piranesi Prix de Rome alla carriera a Manuel Portaceli Roig: lectio magistralis alla Casa dell’Architettura

Un percorso professionale segnato dal dialogo tra memoria e progetto, tra conservazione del patrimonio e capacità di interpretare la contemporaneità. È questa la cifra che contraddistingue il lavoro dell’architetto valenciano Manuel Portaceli Roig, protagonista di numerosi interventi di valorizzazione e «riabilitazione» di edifici e monumenti del patrimonio storico e architettonico. Una ricerca «che attraversa il restauro e il progetto contemporaneo e che trova nel confronto con la stratificazione della città e con il tempo della storia uno dei suoi principali campi di indagine». Sono alcune delle motivazione per le quali l’architetto spagnolo riceverà il Piranesi Prix de Rome alla carriera, entrando a far parte di un albo d’oro che negli anni ha premiato figure di primo piano della scena architettonica internazionale: da Rafael Moneo a David Chipperfield, da Peter Eisenman a Bernard Tschumi e Yoshio Taniguchi, fino a Alberto Campo Baeza, Eduardo Souto de Moura e Mario Botta.

La cerimonia di conferimento del premio si terrà il 20 marzo 2026 ore 15-19), alla Casa dellArchitettura (Piazza Manferdo Fanti, 47), dove Portaceli Roig terrà una Lectio Magistralis ripercorrendo la propria esperienza professionale. L’iniziativa è promossa dall’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia e dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, con coordinamento scientifico affidato a Luca Ribichini, coordinatore della Commissione Formazione OAR, Pier Federico Caliari, presidente dell’Accademia Adrianea, e Valerio Tolve, curatore del Piranesi Prix de Rome.

Il riconoscimento attribuito all’architetto valenciano – come sottolinea il presidente OAR Christian Rocchi – si lega in misura rilevante alla qualità del suo lavoro sul patrimonio: «Con il premio viene riconosciuta l’alta qualità professionale dellarchitetto nellinnovazione dei beni culturali non scollegata però dalla preservazione dei caratteri storici degli edifici su cui si interviene. Il progetto d’architettura che si inserisce nella stratificazione della storia dialogando con essa e con essa trovando sublimazione. Innovazione e conservazione in dialogo rispettoso permanente».

Per Luca Ribichini, Sapienza Università di Roma e Coordinatore Commissione Formazione OAR, il valore del premio si inserisce in una tradizione culturale più ampia che lega architettura e identità europea: «Il Prix de Rome ha una sua importanza proprio perché ha cercato sempre di individuare delle figure di grande rilievo nel mondo architettonico. In questo caso il progettista premiato rappresenta una cultura che appartiene a un bacino comune, quello europeo, fondato sulla conoscenza del passato per studiare il presente e proiettarlo nel futuro. Portaceli Roig ha lavorato su interventi che partono sin dall’epoca romana, facendo perno su un modo di collegare passato, presente e futuro che è uno dei fondamenti della cultura architettonica europea. Il Piranesi Prix de Rome cerca proprio di valorizzare questa dimensione: recuperare il passato per riattualizzarlo e renderlo contemporaneo. È un elemento che accomuna le città europee e che oggi, forse più che mai, merita di essere ricordato e rafforzato».

La produzione dell’architetto valenciano viene letta come un esempio significativo di dialogo tra restauro e progetto contemporaneo. Come osserva Marco Maria Sambo, direttore editoriale di AR Magazine e delle pubblicazioni dell’OAR: «Una produzione vasta e operativa. Dal celebre restauro e rigenerazione del Teatro romano di Sagunto nel 1993 (in collaborazione con Giorgio Grassi) a Casa Sanz del 2006, dalla ristrutturazione e ampliamento del Palacio de los Borjia, Duques de Gandia del 1994 alla Casa Studio del pittore Manolo Valdés nel 2005 e così via, fino ai nostri giorni, progetti e restauri per dare sostanza allo spazio. Manuel Portaceli Roig si muove sul confine tra conservazione del patrimonio storico e nuove progettualità in grado di costruire soluzioni urbane e di architettura, con un linguaggio coerente e originale nel solco del ‘regionalismo critico’, dove l’architettura moderna incontra le identità culturali».

La giornata del 20 marzo si aprirà con i saluti istituzionali di Christian Rocchi, del presidente onorario dell’Accademia Adrianea, Romolo Martemucci, del vicepresidente del CSCAE, Salvador Lara Ortega e della direttrice della Casa dell’Architettura, Claudia Ricciardi. A introdurre e moderare i lavori sarà Valerio Tolve. Il primo panel, dedicato al rapporto tra università e professione, vedrà la partecipazione di Marco Maria Sambo, Luca Ribichini, Maria Margarita Segarra Lagunes, ricercatrice dell’area del restauro dell’Università Roma Tre, e Laura Thermes, dello Studio Purini e Thermes e già ordinaria di Progettazione architettonica all’Università di Reggio Calabria. Seguirà un intervento sulla storia e sull’albo d’oro del Piranesi Prix de Rome a cura di Francesco Leoni, curatore scientifico del Master AAAA del Politecnico di Torino. Il programma proseguirà con l’approfondimento «Architettura per l’archeologia» di Luigi Franciosini, ordinario di Progettazione architettonica all’Università Roma Tre, e con la riflessione «La misura del tempo: classicità e contemporaneità» di Franco Purini, professore emerito di Progettazione dell’Architettura della Sapienza di Roma. Dopo le prolusioni di Pier Federico Caliari e del professore emerito dell’Escuela Técnica Superior de Arquitectura di Valencia, Ignacio Bosch, si arriverà al momento centrale della giornata con il conferimento del premio da parte di Carola Gentilini e Maria Patti dell’Accademia Adrianea e della segretaria OAR Alice Buzzone. A chiudere l’incontro sarà la lectio magistralis di Manuel Portaceli Roig, occasione per ripercorrere la sua carriera. La partecipazione all’evento consentirà di ottenere 3 crediti formativi (Cfp). L’ingresso è gratuito con registrazione obbligatoria sulla piattaforma della formazione OAR https://formazione.architettiroma.it/

La locandina con il programma dettagliato

(FN)

di Francesco Nariello

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