Raccontare l’architettura attraverso i suoi protagonisti, partendo dagli archivi come luoghi vivi di conoscenza, capaci di restituire senso al passato e strumenti per il presente e per il futuro. È questa l’impostazione dei Tascabili di AR Magazine, un progetto editoriale dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia che indaga figure fondamentali del Novecento per comprendere il contemporaneo e prefigurare nuovi orizzonti disciplinari. Piccoli libri – in riferimento alla dimensione che caratterizza la collana -, accessibili e densi, che nascono dalla valorizzazione dei fondi archivistici e dal lavoro culturale portato avanti negli anni dalla rivista dell’OAR. Su queste premesse si è innestato l’evento organizzato dall’Ordine lo scorso 28 gennaio alla Casa dell’Architettura, occasione di presentazione e confronto sui due nuovi «Tascabili» dedicati a Sara Rossi e Luigi Pellegrin, dopo le prime uscite, presentate in autunno, su Bruno Zevi e Paolo Portoghesi. Un pomeriggio di riflessione sull’eredità del Novecento, sulle estetiche, sui linguaggi e sul ruolo degli archivi «come fondamento di una memoria attiva».
Ad aprire i lavori è stato il presidente OAR, Christian Rocchi, che ha richiamato il «valore strategico degli archivi» per l’Ordine e per la professione. «Il tema degli archivi per noi è sempre stato molto importante – ha sottolineato – non solo per fare memoria, ma anche per procedere nel futuro». Rocchi ha intrecciato il senso dell’iniziativa con un ricordo personale di Luigi Pellegrin, conosciuto negli anni universitari, restituendo l’immagine di un maestro capace di parlare di architettura, arte, filosofia e cantiere «come parti di un unico sapere». Gli architetti – diceva Pellegrin – ricorda il presidente OAR – «sono le figure scelte dalla società per migliorare gli ambienti e le città». Gli archivi, è poi tornato a rimarcare Rocchi, «sono strumenti fondamentali anche per ‘saper fare’ architettura oggi, a partire dall’espressività del disegno, sempre più rara nella formazione contemporanea».
Il senso profondo del progetto editoriale è stato poi illustrato da Marco Maria Sambo, direttore editoriale di AR Magazine e delle pubblicazioni OAR, coordinatore scientifico dell’evento. Sambo ha ripercorso la genesi dei Tascabili come esito naturale di un lavoro iniziato nel 2018 con il rilancio della rivista dell’Ordine. «L’editoria per l’architettura è sostanza culturale – ha spiegato –, fare libri è un’operazione di fondamentale importanza che permette di costruire contenuti, riflettendo sulla storia e sul contemporaneo e tentando di prefigurare futuri possibili». I Tascabili, ha aggiunto, «nascono dagli articoli della rivista, arricchiti da nuovi contributi e materiali d’archivio, con l’obiettivo di moltiplicare il dibattito e l’approfondimento, elementi essenziali per la formazione complessa dell’architetto. Un percorso che, come nei casi dei volumi dedicati a Zevi, Portoghesi, Rossi e Pellegrin, mette al centro i maestri e l’attualità del Novecento come eredità viva».
Uno stralcio video dell’intervento di Marco Maria Sambo
A rafforzare questa visione è intervenuta Erilde Terenzoni, già soprintendente archivistico e componente della Commissione Osservatorio Novecento OAR, che ha sottolineato «il ruolo e l’impegno dell’Ordine per la conoscenza e divulgazione rigorosa dei contenuti degli archivi di architettura. Tale attività, anche con la riscoperta di figure importanti come Luigi Pellegrin e Sara Rossi, ha spiegato, «contribuisce anche alla costruzione di una memoria culturale, che serve a creare una identità, fondata su fonti autentiche, tanto più necessaria in un contesto dominato dai social, da comunicazioni rapide e spesso non verificabili. Creare dei momenti di dibattito divulgativi, attenti e basati su fonti vere ha una funzione molto significativa nel mondo contemporaneo».
La riflessione di Erilde Terenzoni
L’Ordine degli Architetti di Roma si sta spendendo da molti anni sul tema degli archivi e continuerà a farlo nei prossimo futuro: a confermarlo è stata Silvia Nigro, consigliera OAR con delega agli Archivi e all’Osservatorio Novecento: «La valorizzazione degli archivi – ha detto – è una sfida culturale ma anche concreta, sia in relazione al riscontro immediato che gli archivi possono avere sul fronte gli interventi di restauro, sia nell’ottica di dare risalto alle figure che hanno costituito questi archivi. L’attività di tutela, riguardo ai fondi professionali ma anche all’archivio dell’Ordine stesso, è un percorso che l’OAR intende continuare e rafforzare nei prossimi anni».
Le parole di Silvia Nigro
Sul valore conoscitivo degli archivi si è soffermato, tra l’altro, anche Luca Ribichini, richiamando la lunga tradizione dell’architettura romana e italiana. «Nei disegni e nei documenti d’archivio – ha osservato – non è conservato solo un bene materiale, ma una parte del pensiero immateriale dell’architetto: processi mentali, riferimenti, visioni. Elementi indispensabili non per un esercizio accademico fine a se stesso, ma per comprendere a fondo i progetti».
I nuovi Tascabili di AR Magazine su Sara Rossi e Luigi Pellegrin
Al centro dell’incontro, come detto, la presentazione dei due nuovi Tascabili presentati. Maria Miano – architetto, Consiglio Superiore Lavori Pubblici -, autrice del volume «Sara Rossi. Architettura, urbanistica, estetica dello spazio», ha raccontato il lavoro di riordino del fondo archivistico dell’architetta, da cui nasce il libro: «un percorso che restituisce la figura di Sara Rossi come protagonista della scena romana tra gli anni Settanta e Novanta, allieva di Bruno Zevi e interprete di una visione dell’urbanistica e del territorio ancora oggi attuale, anche come metodo di lavoro».
L’intervista di Maria Miano
Sergio Bianchi, curatore del Tascabile su «Luigi Pellegrin. Nuovi habitat e visioni di architettura», ha ricordato il valore dell’eredità progettuale e teorica del maestro, sottolineando «l’attualità di una ricerca che intrecciava architettura, infrastrutture ed ecologia in una forma radicale». Pellegrin, ha spiegato, «immaginava un’ecologia coraggiosa, capace di ridefinire il rapporto tra uomo, suolo e natura, una visione che oggi merita di essere riletta e indagata».
Il video di Sergio Bianchi
La giornata è proseguita con altri contributi – come la relazione «Luigi Pellegrin, il primordiale ‘ricordato’ scende e tocca il pianeta» di Lucia Krasovec Lucas, presidente IN/Arch Triveneto -, tra cui un talk collettivo, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Fabrizio Capolei, Commissione Formazione OAR e Massimo Locci, direttore editoriale della rivista «L’Industria delle costruzioni», arricchito anche dal ricordo personale di Chiara Pellegrin, figlia dell’architetto (Archivio Luigi Pellegrin), che ha offerto uno sguardo intimo sulla figura del padre.
Nel suo intervento, Luigi Prestinenza Puglisi, critico dell’architettura e presidente Associazione Italiana di Architettura e Critica, ha rimarcato «l’importanza di valorizzare la tradizione romana del secondo Novecento: Roma infatti nel dopoguerra era uno dei centri più importanti di elaborazione del pensiero architettonico», ricordando come «molti progettisti di primo ordine rischiano l’oblio senza un lavoro sistematico sugli archivi e sulla divulgazione». Un’operazione culturale, quella portata avanti dall’OAR, sia sul fronte della tutela degli archivi, sia per la pubblicazioni di libri – ha detto il critico – «meritoria e che permette di riconoscere una tradizione di cui andare orgogliosi».
La video pillola di Luigi Prestistenza Puglisi, anche con la sua visione su Luigi Pellegrin
(FN)
Video interviste di Francesco Nariello