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Architettura
02 Febbraio 2026

Roma è ancora una città contemporanea? La Casa dell’Architettura apre il confronto

Lanciata «Contemporanea – Contaminazioni», programma culturale 2026 e primo capitolo di una rassegna triennale che rimette al centro l’architettura come pratica civica, capace di tenere insieme arti, spazio pubblico e trasformazioni urbane. Una serata di presentazione, nel complesso monumentale dell'Acquario Romano, sede dell'OAR, che ha intrecciato visione istituzionale, memoria e futuro, aprendo un confronto internazionale e lanciando call e strumenti di partecipazione aperti alla città.

Una traiettoria culturale che guarda all’architettura non come disciplina autoreferenziale, ma come ambito di interesse pubblico, capace di incidere sulla qualità della vita, sull’ambiente e sul paesaggio. La Casa dellArchitettura lancia «Contemporanea – Contaminazioni», programma culturale 2026, primo capitolo di una rassegna triennale che nasce con lobiettivo di riaffermare il valore politico e civile del progetto, restituendo allarchitettura il ruolo di strumento di conoscenza, divulgazione e confronto. In questa prospettiva, la Casa rafforza la propria funzione di presidio culturale aperto alla città: una piattaforma – sede dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, nel complesso monumentale dell’Acquario Romano sito nel cuore del quartiere Esquilino – che intercetta le urgenze del tempo e costruisce alleanze tra discipline, istituzioni e cittadinanza, ponendo il contemporaneo come campo di indagine condiviso.

La visione della Casa dell’Architettura: la presentazione del 30 gennaio 

È in questo quadro che, venerdì 30 gennaio, nel complesso monumentale dell’Acquario Romano – sede dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, nel cuore del quartiere Esquilino (piazza Manfredo Fanti, 47) , si è svolta la presentazione ufficiale di «Contemporanea – Contaminazioni». Una serata partecipata, che ha riunito rappresentanti istituzionali, componenti del comitato scientifico, professionisti, e ospiti nazionali e internazionali, restituendo l’immagine di una Casa vissuta come luogo di incontro e di dibattito. Nel corso dell’evento sono stati illustrati, tra l’altro, il Manifesto culturale della rassegna, la visione complessiva del triennio e il tema guida del primo anno, insieme al lancio di due call internazionali scaricabili dal sito della Casa (LINK). Il racconto del programma si è intrecciato a due grandi momenti di confronto: uno dedicato al ruolo delle istituzioni culturali nella diffusione del contemporaneo; l’altro al dialogo Roma–Madrid su politiche pubbliche e strumenti normativi per l’architettura.

Claudia Ricciardi: Contemporanea come domanda aperta

A inquadrare «Contemporanea» non come una rassegna tematica chiusa ma come un dispositivo di indagine aperto, è stata la direttrice della Casa dell’Architettura, Claudia Ricciardi, che ha lanciato il programma culturale 2026: «Contemporanea – ha detto – nasce per osservare e interpretare ciò che accade oggi a Roma, tra dinamiche in corso e prospettive future. Il progetto rende omaggio all’omonima mostra del 1974 curata da Achille Bonito Oliva, recuperandone lo spirito di dialogo tra architettura, arte e altre discipline, con l’obiettivo di indagarne le intersezioni e le potenzialità».
Il cuore del programma è una domanda volutamente irrisolta: «Al centro del ciclo di eventi una domanda aperta: ‘Roma è ancora una città contemporanea?’, formulata non per fornire risposte definitive, ma per alimentare un confronto ampio e partecipato».
Ricciardi ha ribadito la connotazione della Casa dell’Architettura «come spazio civico, rafforzando il proprio ruolo di luogo aperto alla cittadinanza e promuovendo occasioni di dibattito sulla città». E sul tema scelto per il 2026 ha precisato: «Contaminazioni non è una semplice mescolanza di linguaggi, ma un’intersezione consapevole tra discipline, tempi e saperi differenti, in continuità con una tradizione romana in cui la stratificazione diventa progetto e la contaminazione pratica culturale».

La video presentazione di Contemporanea di Claudia Ricciardi

Il ruolo dell’OAR e l’impegno per la Casa dell’Architettura

Nel suo intervento, Christian Rocchi, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, ha collocato «Contemporanea» nel solco di un impegno lungo oltre vent’anni e portato avanti con continuità: «La Casa dell’Architettura è da oltre vent’anni un presidio centrale per la riqualificazione del territorio, come voluto fin dalla sua nascita». In una fase segnata dalle criticità dell’Esquilino, Rocchi ha sottolineato il valore della cultura «come strumento di rigenerazione urbana e inclusione sociale», ricordando il recente rinnovo della concessione dell’Acquario Romano come segno di fiducia istituzionale.

Il video di Christian Rocchi

A dare profondità storica al racconto è stato Amedeo Schiattarella, presidente emerito OAR e presidente Comitato Scientifico – di Metropolitano, Urban Center di Roma, che ha ripercorso la genesi della Casa come esito di una strategia politica e culturale: «dalla ricerca di una sede alla scelta dell’Acquario Romano, allora spazio abbandonato e degradato, fino al confronto con le istituzioni e alla realizzazione concreta del progetto». Un racconto che ha restituito l’idea di una Casa dell’Architettura come conquista collettiva e come infrastruttura culturale «costruita, con convinzione e caparbietà, nonostante inerzie e resistenze».

Patrimonio pubblico, alleanze e apertura

Nel suo videomessaggio, Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, ha richiamato, tra l’altro, il valore del patrimonio pubblico come leva per intervenire, nel contempo, sia sul fronte dell’inclusività sociale che in ambito culturale: «In una città come Roma – ha spiegato – il patrimonio pubblico può diventare uno strumento per ridurre le disuguaglianze e sostenere la sperimentazione culturale e civile, mettendosi al servizio della cittadinanza».

Alice Buzzone, segretaria OAR e direttrice del Festival dell’Architettura di Roma (FAR), ha invece insistito su parole-chiave come «alleanze» e «apertura», riconoscendo nel programma presentato una continuità con esperienze – come FAR – «capaci di coinvolgere pubblici non specialistici e di aprire le istituzioni alla città, in coerenza con lidea stessa di contaminazione».

Le istituzioni culturali e la valorizzazione del contemporaneo

Ampio spazio è stato dedicato al panel con MAXXI, Triennale di Milano e Biennale di Venezia, che ha esplorato il ruolo delle istituzioni nel declinare il contemporaneo in conoscenza diffusa, capace di tenere insieme storia e innovazione. Nina Bassoli, Triennale di Milano, ha descritto le «istituzioni come ‘grandi redistributori’ di ricerca e sapere, chiamate a mantenere vivo l’amore per l’architettura attraverso apertura e reinterpretazione continua». Angela Parente, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, ha raccontato l’esperienza del MAXXI come museo del contemporaneo «impegnato ad ampliare i pubblici, intrecciando archivi del Novecento e nuove acquisizioni, e osservando una contemporaneità romana che si manifesta nella stratificazione più che nellicona». Maria Cristiana Costanzo, Biennale di Venezia, ha portato il punto di vista una «città fragile e paradigmatica, in cui il contemporaneo si misura anche con il limite, il riuso, il tempo lungo, il diritto al dissenso».

Le video pillole di Nina Bassoli e Angela Parente

A moderare il confronto è stato Valerio Palmieri, Commissione Casa dell’Architettura di Roma, che ha ribadito la «necessità di infrastrutture culturali capaci di diffondere complessità e responsabilità civica». La contemporaneità di Roma, ha aggiunto Palmieri, «è una condizione complessa, fatta di stratificazioni in cui passato e presente si mescolano: è una città che ha trasformato la propria storia in materia viva e che, proprio in questa tensione, continua a essere contemporanea».

Il video di Valerio Palmieri

Roma–Madrid: politiche, progetto, leggi

Il dialogo conclusivo tra Cristian Rocchi, presidente OAR, e Iñaki Carnicero, segretario generale per l’Agenda Urbana, l’Abitazione e l’Architettura, del Ministero dell’Abitazione e dell’Agenda Urbana, moderato da Federica Morgia, della Commissione Casa dell’Architettura di Roma, ha aperto una finestra internazionale sulle politiche per l’architettura. Carnicero ha raccontato l’esperienza spagnola della Ley de Calidad, «approvata con un consenso quasi unanime, come esito di un lavoro di traduzione dei valori dell’architettura in temi comprensibili alla politica e alla società». Nel suo ampio intervento, ha sottolineato la «necessità di concorsi realizzati nel modo giusto, amministrazioni consapevoli e di una figura dellarchitetto intesa come professione di servizio pubblico». Ha inoltre insistito «sull’importanza delleducazione e della costruzione di consenso dal basso, indicando nelle Case dellArchitettura attori chiave di questo processo».
Il confronto si è concluso con la firma del protocollo dintesa tra la Casa dellArchitettura di Roma e la Casa de la Arquitectura di Madrid, primo passo verso una rete europea di collaborazione e scambio.

La video riflessione di Iñaki Carnicero


Roma è contemporanea – ha osservato Federica Morgia – «se intendiamo la contemporaneità come un concetto in continua evoluzione. Il nostro compito è far emergere e rimettere in circolo le energie che la città già contiene».

Le parole di Federica Morgia

Il programma 2026: una costellazione di eventi

Il programma di «Contemporanea – Contaminazioni» si articola in mostre, convegni, talk, ricerche teoriche, rassegne cinematografiche, presentazioni di libri, call e premi, affiancati da iniziative fuori sede e collaborazioni internazionali. Tra febbraio e aprile 2026 il calendario prevede, tra gli altri, indagini,  presentazioni editoriali, conversazioni sulla pratica del progetto con studi internazionali – sono numerosi gli architetti internazionali di rilievo presenti nel programma, tra i principali nomi: Anne Holtrop, Lina Ghotmeh, Christian Kerez, Emanuel Christ e Dorte Mandrup –, proiezioni cinematografiche con dibattito, ma anche i primi esiti delle call pubbliche per contributi e curatele (call for proposal LINK e call for contributions LINK). Un palinsesto che restituisce la Casa dell’Architettura come laboratorio permanente, capace di interrogare criticamente il presente e di immaginare il futuro delle città.

Qui il programma con gli appuntamenti fino ad aprile

Febbraio

16/2/2026 – Indagine/ricerche teoriche Upcycling and Architecture in Europe. Towards a New Building Culture”

26/2/2026  Proiezione del film Lo sconosciuto del Grande arco” (2025) di Stéphane Demoustier con dibattito in apertura (attesa conferma del regista).

Marzo

18/3/2026 – presentazione del libro Architettura, Poesia, Poeticità. La necessità della dimensione artistica per la costruzione dello spazio” a cura di Orazio Carpenzano;

19/3/2026 – proiezione del film Le città di pianura” (2025) di Francesco Sossai con dibattito in apertura alla presenza del regista;

23/3/2026 – call pubblica: risultati della Call for Proposal per assegnare la curatela di Monitor P nei mesi di aprile, maggio e giugno;

30/3/2026 – conversazioni sulla pratica del progetto Studio Anne Holtrop.

Aprile

7/4/2026 – Indagine/ricerche teoriche: 2050+ (Arch. Ippolito Pestellini Laparelli)

16/4/2026 – proiezione del film Denti da Squalo” (2023) di Davide Gentile, con dibattito in apertura alla presenza del regista;

27/4/2026 – call pubblica: risultati della Call for Contribution per identificare 4 contributi inediti per il convegno Roma Contaminata” del 12-13 Giugno;

28/4/2026 – presentazione del libro Satira dellarchitetto, controstoria di una professione attraverso la caricatura” di Gabriele Neri.

(FN)

di Francesco Nariello

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