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Architettura
12 Maggio 2026

Sauerbruch Hutton: «La qualità dell’architettura rende viva una città» – La lectio magistralis

Colore, spazio urbano, ricerca progettuale e centralità dell’architettura contemporanea tra i temi trattati, lo scorso 11 maggio, nell’incontro con Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton per il ciclo «Gli incontri internazionali di AR Magazine»

Il colore come strumento urbano, la materia come linguaggio progettuale, ricerca sulla percezione dello spazio, l’architettura come costruzione di relazioni collettive. Ma anche il disegno come forma di conoscenza e la città come organismo vivo, da trasformare senza cancellarne la complessità. Sono alcuni dei tratti distintivi del lavoro di Sauerbruch Hutton, lo studio internazionale fondato a Londra nel 1989 da Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton e oggi basato a Berlino, protagonista, in Europa, di alcune delle più significative trasformazioni architettoniche degli ultimi decenni. La loro linea progettuale – tra architettura, urbanistica e ricerca -, è stata al centro dell’incontro ospitato l’11 maggio alla Casa dell’Architettura nell’ambito del ciclo «Gli incontri internazionali di AR Magazine», la rivista dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia. L’appuntamento ha visto protagonista Matthias Sauerbruch, alla presenza anche della co-fondatrice di Louisa Hutton, con una lectio magistralis dedicata ai temi dellarchitettura contemporanea e del ruolo dell’architetto nei processi di cambiamento delle città, attraverso il racconto di alcune delle opere più significative realizzate dallo studio negli ultimi 25 ann. L’evento, con il coordinamento scientificamente da Luigi Prestinenza Puglisi, critico d’architettura e presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica, e da Marco Maria Sambo, direttore di AR Magazine, si inserisce nel percorso portato avanti dallOAR per portare a Roma figure internazionali di primo piano del dibattito architettonico contemporaneo, offrendo agli iscritti e alla città l’occasione di confrontarsi direttamente con esperienze progettuali di rilievo mondiale.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, Christian Rocchi, che ha sottolineato il valore culturale e civile dellarchitettura contemporanea: «Per noi è fondamentale – ha detto – sottolineare il ruolo dell’architettura e far capire che le città si migliorano attraverso l’esercizio della nostra professione. Investire in architettura non significa spendere soldi, ma investirli». Rocchi ha poi evidenziato la complessità del lavoro dello studio berlinese, definendo gli edifici di Sauerbruch Hutton «macchine urbane capaci di inserirsi nel territorio con una straordinaria forza planimetrica e relazionale».

Nella sua introduzione, Marco Maria Sambo ha invece posto l’accento sulla capacità dello studio di costruire «architetture concrete e dinamiche in rapporto con la città e con la forma urbana», ricordando come il «dialogo tra colore, materiali e spazio» sia uno dei temi centrali della loro ricerca. «Ogni volta che si guardano gli edifici di Sauerbruch Hutton si prova una sensazione di stupore, proprio in questo dialogo tra i colori, i materiali degli interni e la distribuzione degli spazi», ha affermato Sambo riferendosi, tra gli altri, all’M9 Museum District di Mestre. Per Sambo, il lavoro dello studio rappresenta anche «il coraggio di costruire in modo iconico all’interno della città, moltiplicando le forme e i colori dell’architettura».

Un estratto video dell’intervento di Marco Maria Sambo

«Uno studio che progetta alla portata di tutti» è alla definizione utilizzata da Luigi Prestinenza Puglisi, per definire Sauerbruch Hutton, una realtà della progettazione internazionale «capace – semplicemente – di creare spazi in cui le persone vivono meglio». Un’architettura non monumentale ma profondamente urbana e civile: «Credo che loro progettino ‘in bicicletta’ – ha osservato il critico, riprendendo una celebre espressione del professor Vittorio Gregotti Melograni -, «e che riescano a prefigurare una città colorata, piena di spazi utili in cui le persone si incontrano».

La video pillola di Luigi Prestinenza Puglisi

La lectio di Matthias Sauerbruch

Al centro della lectio magistralis di Matthias Sauerbruch, una selezione di progetti emblematici dello studio, attraverso i quali è emersa una riflessione continua sul rapporto tra architettura, sostenibilità, percezione e città contemporanea. Dal GSW Headquarters di Berlino del 1999, manifesto di una nuova idea di edificio per uffici aperto e dinamico, alla Federal Environment Agency di Dessau del 2005, fino all’M9 Museum District di Mestre del 2019, dove il colore diventa dispositivo urbano e spaziale. Presentato anche il recente Office Building for Federal Authorities di Berlino (2025), esempio della continua ricerca dello studio sul rapporto tra edifici pubblici, spazio collettivo e qualità ambientale.

La video intervista a Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton

Sull’utilizzo del colore – uno dei connotati distintivi della pratica progettuale dello studio con base a Berlino -, Matthias Sauerbruch ha sottolineato come questo rappresenti «molto più di una semplice scelta estetica, ma un vero e proprio strumento capace di modificare la percezione dello spazio e il modo in cui le persone vivono larchitettura». Il colore – ha sottolineato – «può influenzare uno spazio sia positivamente sia negativamente. Con pochissimi interventi si possono ottenere risultati straordinari. Ma è anche uno strumento molto potente che deve essere attentamente considerato».

Nelle sue riflessioni a margine dell’evento Louisa Hutton ha rivolto un consiglio ai giovani architetti e agli studenti di architettura: «Bisognerebbe – ha affermato – non usare il computer almeno per un anno e utilizzare invece il disegno a mano e losservazione delle città, per imparare davvero a vedere edifici e spazi urbani».

Sauerbruch ha infine dedicato una riflessione anche a Roma e a una visione sul suo futuro urbano: «Roma dimostra come l’architettura sia lo strumento più potente per creare ambienti che le persone trovano attraenti. Creare qualcosa che possa confrontarsi con gli incredibili edifici storici della città sarebbe essenziale per mantenerla viva e internazionale». (FN)

Video interviste e fotografie di Francesco Nariello

di Francesco Nariello

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