Sostenere l’avvio degli studi professionali e accompagnare la crescita di quelli già attivi, favorendo i giovani professionisti nell’acquisto di attrezzature, nell’innovazione digitale e nel potenziamento dei servizi. Sono gli obiettivi del bando «Giovani Attività Professionali 2026» della Regione Lazio, che mette a disposizione – tra l’latro – contributi a fondo perduto fino a 20mila euro per i singoli professionisti e fino 40mila euro per associazioni professionali e società tra giovani professionisti. Le domande potranno essere inviate dal prossimo 3 novembre, fino a esaurimento delle risorse. La piattaforma GeCoWEB Plus sarà accessibile per la compilazione dal 20 ottobre 2026 (ore 12).
L’opportunità è stata illustrata anche in occasione di Open Studi Aperti presso l’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, con i consiglieri OAR Simone Cellitti, delegato a Innovazione e Internazionalizzazione, e Silvia Nigro, con delega alla Commissione Giovani, che hanno spiegato il nuovo bando anche nell’ottica di implementare il sostegno ai giovani iscritti.
Nel dettaglio, con una dotazione di 3 milioni di euro, la misura copre il 70% delle spese ammissibili per progetti di avvio, ampliamento e ammodernamento dell’attività. Tra i destinatari ci sono gli architetti: possono partecipare, infatti, i professionisti iscritti agli Ordini e Collegi ammessi, che non abbiano ancora compiuto 40 anni alla data della domanda, esercitino l’attività nel Lazio e abbiano un reddito riferito al 2025 non superiore a 66.300 euro. È possibile presentare domanda anche attraverso associazioni professionali o società tra professionisti nelle quali i giovani siano in maggioranza; in presenza di almeno due giovani professionisti il contributo può raggiungere il tetto di 40mila euro.
Il sostegno riguarda anzitutto gli investimenti in beni materiali e immateriali, comprese le soluzioni digitali in cloud. Per uno studio di architettura, il progetto può quindi interessare attrezzature informatiche, strumenti di lavoro e software, verificando l’ammissibilità delle singole voci nell’avviso integrale. Sono finanziabili anche l’adeguamento strutturale e l’arredamento dei locali, entro il 30% della spesa per gli investimenti, e servizi quali formazione, promozione, certificazioni e consulenze digitali, legali e finanziarie, entro il limite del 20% dell’investimento. Alle spese documentate si aggiunge un importo forfettario del 20% per personale e costi generali: il contributo viene calcolato sul totale delle spese, nel rispetto del massimale previsto. Il progetto deve comprendere almeno 8mila euro di spese documentate ed essere realizzato e rendicontato entro nove mesi dalla concessione. Un elemento da considerare nella programmazione degli acquisti è la modalità di pagamento dell’agevolazione: l’erogazione avviene in un’unica soluzione dopo la rendicontazione, quindi le spese devono essere anticipate dal beneficiario.
La compilazione e l’invio delle domande – come detto – avverranno attraverso la piattaforma GeCoWEB Plus.
La procedura è a sportello e segue l’ordine di presentazione delle domande, con verifica formale e successiva valutazione del progetto da parte di Lazio Innova. In vista dell’apertura, dunque, è utile predisporre il programma degli investimenti e i preventivi, verificare i requisiti di accesso e gli aiuti già ricevuti in regime de minimis, valutando anche la copertura finanziaria necessaria per sostenere le spese prima del saldo.
L’intervento, fin generale, rientra nel pacchetto regionale da 15 milioni di euro, finanziato dal PR FESR Lazio 2021–2027, che comprende anche due strumenti di credito a tasso zero. Il Nuovo Fondo Futuro, con una dotazione di 5 milioni, e il Nuovo Fondo Piccolo Credito che può contare su 7 milioni di euro (qui per saperne di più sul sito di Lazio Innova: LINK
(FN)