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04 Febbraio 2026

Sicurezza come progetto culturale: prevenzione e responsabilità in luoghi pubblici e scuole

Dalla gestione antincendio alla percezione del rischio, passando per il ruolo delle istituzioni, dei professionisti, dei gestori, del sistema scolastico: alla Casa dell’Architettura una mattinata di confronto ha ribadito come la sicurezza non sia solo un insieme di norme, ma un messaggio da interiorizzare e trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni

La sicurezza non può essere un elemento occasionale, né un argomento da evocare solo all’indomani di una tragedia, come quella – gravissima e sconvolgente – avvenuta nella notte di Capodanno 2026 a Crans Montana, in Svizzera. Deve essere, invece, un esercizio quotidiano di consapevolezza, rafforzamento continuo di una cultura della prevenzione e della gestione del rischio, un modo di pensare e di agire che riguarda tutti – progettisti, gestori, istituzioni, cittadini – con l’obiettivo di incidere sui comportamenti individuali e collettivi nei luoghi pubblici, negli ambienti ad alta frequentazione, negli edifici scolastici. Su queste basi si è svolta, lo scorso 3 febbraio, alla Casa dell’Architettura, la mattinata organizzata dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, dedicata alla «Sicurezza nei locali aperti al pubblico e nelle scuole», con focus specifici, tra l’altro, sulla gestione dell’emergenza antincendio e sulla percezione del rischio. L’evento, coordinata scientificamente da Carlo Zaffina, tesoriere e delegato alla Sicurezza e Antincendio OAR, ha riunito professionisti, istituzioni, rappresentanti del mondo scolastico e studenti, in un confronto che ha alternato analisi tecniche, riflessioni culturali e testimonianze dirette.

L’incontro ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Adriano De Acutis, Comandante dei Vigili del Fuoco di Roma, Carla Consuelo Fermariello, presidente della Commissione Scuola di Roma Capitale, e Andrea Lorito, del Dipartimento Protezione Civile di Roma Capitale – Servizio Prevenzione, Previsione e Cultura di protezione civile. Accanto ai relatori, la presenza significativa degli studenti di tre istituti romani ha reso concreto il messaggio più volte ribadito nel corso della giornata: la sicurezza si costruisce a partire dai più giovani.

Nel suo intervento, Carlo Zaffina ha chiarito il senso dell’evento, richiamando l’origine e l’obiettivo culturale del percorso proposto dall’Ordine: «Siamo idealmente partiti dalla tragedia di Crans-Montana per dare un messaggio culturale a tutti, soprattutto ai giovani, coinvolgendo scuole e istituzioni. Il messaggio è quello di basare tutto sulla prevenzione: facciamo tutti parte di un sistema e ogni componente di esso deve funzionare». Zaffina ha sottolineato come la mattinata si sia sviluppata su due piani distinti ma complementari: uno tecnico, rivolto ai professionisti, e uno dedicato ai ragazzi, ai quali è stata data voce attraverso contributi, riflessioni e materiali prodotti in ambito scolastico. Centrali, i temi della gestione dellemergenza antincendio e della percezione del rischio, affrontato quest’ultimo dal punto di vista psicologico e comportamentale». Nel quadro di un impegno che guarda al territorio, il tesoriere OAR ha ricordato anche l’attivazione, lo scorso anno, della SOT – Sezione Operativa Territoriale di Roma, nuovo modello organizzativo e operativo a supporto della Struttura Tecnica Nazionale della Protezione Civile, che coinvolge le principali professioni tecniche di Roma e provincia (qui l’articolo: LINK). 

È stato rimarcato anche l’impegno dell’Ordine degli Architetti di Roma sul fronte delle proposte formative, con iniziative in programma anche sul fronte delle Scuole e delle Università, di cui Silvia Nigro, consigliera OAR con delega ai Giovani, e Roberta Maria Dal Mas, consigliera OAR con delega ai rapporti con le Università hanno illustrato i prossimi passi.

La riflessione di Carlo Zaffina


Un richiamo alla responsabilità individuale e collettiva è stato al centro dell’intervento del presidente OAR, Christian Rocchi, che ha osservato come «Il rischio non si può eliminare del tutto, ma si può e si deve ridurre attraverso la responsabilità di tutti. Ognuno deve sentirsi parte attiva e responsabile della sicurezza delle persone che ha accanto. Le norme non sono burocrazia: sono buonsenso, esperienza e prevenzione. I sistemi di sicurezza servono a salvare vite. L’indifferenza, invece, è spesso ciò che trasforma il rischio in tragedia». Rocchi ha ribadito il ruolo degli Ordini professionali come garanti di conoscenza e tutela sociale, sottolineando come «i gestori dei locali debbano sentirsi responsabili della sicurezza dei luoghi che amministrano, non puntando solo al profitto ma al bene delle persone».

Uno stralcio dell’intervento di Christian Rocchi

È partito proprio dalla constatazione che «il rischio zero non esiste» il ragionamento di Adriano De Acutis, Comandante dei Vigili del Fuoco di Roma, che si è rivolto direttamente alle ragazze e ai ragazzi presenti in sala. «Immagino che tutti quanti voi – ha detto – abbiate piacere nel divertirvi, però c’è anche un altro grande piacere: rientrare a casa e raccontare quello che è stato fatto la sera prima con grande serenità. Purtroppo questo non è accaduto a Crans-Montana. I Vigili del Fuoco hanno una doppia veste: garantire la sicurezza con la prevenzione incendi e fare soccorso quando c’è un problema. Lattività che vorremmo fare sempre di più è la prevenzione, quella che non ci piace fare è il soccorso, perché se interveniamo significa che qualcosa non ha funzionato». De Acutis ha spiegato come, «pur essendo impossibile eliminare del tutto il rischio, sia fondamentale ridurlo attraverso controlli, manutenzione e cultura della sicurezza, richiamando l’attenzione su comportamenti concreti: individuare sempre le uscite di sicurezza, evitare gli affollamenti, comprendere i meccanismi dell’esodo». Ha inoltre evidenziato le criticità ancora presenti nell’edilizia scolastica, dove «a volte manca la semplice manutenzione», sottolineando «l’importanza di una corretta gestione degli impianti».

La video intervista a Adriano De Acutis

A porre l’accento, tra l’altro, sul valore della prevenzione come strumento per orientare il modo di comportarsi dei cittadini nei casi di pericolo è stato Andrea Lorito, Dipartimento Protezione Civile Roma Capitale Servizio Prevenzione Previsione e Cultura di protezione civile. «È grande interesse del Dipartimento – ha affermato – lavorare su tutto ciò che è prevenzione, partendo dalla cultura di protezione civile per modificare e orientare i comportamenti nelle situazioni di emergenza, che possono fare la differenza tra la vita e la morte». Lorito ha ricordato l’impegno costante nel lavoro con le scuole di ogni ordine e grado, attraverso moduli teorici e pratici e il coinvolgimento di colleghi e volontari.

La video pillola di Andrea Lorito

La centralità del tema per le giovani generazioni e il sostegno dell’amministrazione capitolina sono stati invece rimarcato da Carla Fermariello, presidente della Commissione Scuola di Roma Capitale. «Siamo convinti – ha spiegato – che il tema della sicurezza possa richiamare l’interesse delle giovani generazioni e che la prevenzione del rischio debba diventare parte della quotidianità». Roma Capitale e la Città Metropolitana, ha poi aggiunto, «hanno messo in campo molte iniziative in materia di sicurezza, soprattutto in ambito scolastico, con interventi significativi sugli edifici e sulla sicurezza antincendio».

Qui l’intervista a Carla Fermariello

Uno dei momenti più intensi della mattinata è stato lo spazio dedicato alle scuole. Rosa Maria Filice, docente e componente della Commissione Protezione Civile OAR, ha raccontato il lavoro svolto con i suoi studenti, sottolineando l’importanza di «aver avuto la possibilità di portare i ragazzi a vivere unesperienza che rimarrà loro nel cuore. Si è parlato molto, a scuola, della tragedia di Crans-Montana, cercando di capire come leggere una planimetria antincendio, quali sono le procedure». Come Commissione OAR – ha poi rimarcato – «collaboriamo da anni con le scuole, simulando eventi e prove, non solo antincendio ma anche – ad esempio – sul sisma».

Gli studenti dell’IC via Luigi Rizzo 1, dell’ITCG Paolo Toscanelli e del Liceo Classico Statale Francesco Vivona hanno poi preso la parola, presentando riflessioni e lavori svolti in classe, mostrando che un tema come sicurezza può «diventare oggetto di elaborazione critica e consapevole», grazie alla formazione sul tema nelle scuole.

La mattinata si è completata con panel tecnici che hanno spaziato dalle «vittime causate dagli incendi» alle «vie di esodo, affollamenti e deflussi» (relatore Domenico Giovannetti, Servizio Prevenzione e Protezione Asl Roma 6), fino all’ultimo intervento affidato a Michele Grano del Centro Alfredo Rampi dedicato alla «psicologia e gestione del panico», che ha riportato l’attenzione su un aspetto spesso, forse, sottovalutato: il comportamento umano nelle emergenze, la capacità di mantenere lucidità e di reagire in modo consapevole. (FN)

Video Interviste di Francesco Nariello e Giulia Villani

di Francesco Nariello

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