“La qualità degli edifici dipende dalla capacità di selezionare le migliori proposte progettuali, prescindendo dalla logica dei ribassi sulle parcelle e puntando invece su un sistema virtuoso di confronto e selezione dei progetti”. Così commenta il regolamento europeo Christian Rocchi | Presidente Ordine Architetti PPC di Roma e provincia. “Lo strumento più efficace è il concorso di progettazione in due fasi, proprio quello che il nuovo Regolamento rischia di eliminare. La qualità dell’architettura, inoltre, non riguarda soltanto i singoli edifici: è direttamente legata alla qualità delle nostre città e alla vita di chi le abita. Città belle, funzionali e ben progettate producono qualità urbana e sociale; città brutte, degradate e respingenti possono invece generare marginalità, conflitto e condizioni favorevoli all’illegalità”. E Rocchi conclude: “Per questo difendere i concorsi di progettazione significa difendere la qualità del progetto, delle città e della vita dei cittadini”.
Al centro, la tutela delle prestazioni intellettuali, l’equo compenso e il ruolo dei concorsi nella trasformazione delle città.
Tale Regolamento rischia di ledere le basi fondamentali sulle quali sono nate le nostre città d’arte. La bellezza non può essere soggetta a ribassi economici e ha invece bisogno di sistemi di selezione virtuosi che il concorso d’architettura assicura.
Rino La Mendola | vicepresidente del CNAPPC con delega ai Lavori Pubblici richiama inoltre i rischi per il rapporto tra qualità e prezzo nella valutazione delle offerte e per le tutele raggiunte in Italia sul fronte dell’equo compenso. Nella lettura del Consiglio Nazionale, il testo segnerebbe un arretramento anche per i concorsi di progettazione, facendo venir meno la disciplina speciale prevista dalla direttiva.
Per l’OAR, queste preoccupazioni si collegano al lavoro svolto negli anni per promuovere la qualità delle opere pubbliche e rendere il concorso uno strumento più conosciuto e utilizzato dalle amministrazioni. Un impegno che ha trovato espressione nella piattaforma CAN e nella pubblicazione delle Linee Guida per i Concorsi di Architettura.
Mario Avagnina | componente della Commissione Codice degli Appalti dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma evidenzia il rischio legato al coordinamento tra la futura disciplina europea e il Codice dei contratti italiano: “La cosa che preoccupa di più, per quanto riguarda i concorsi di progettazione, sui quali abbiamo recentemente pubblicato delle linee guida, è il fatto che, almeno nel testo del regolamento che abbiamo potuto esaminare, verrebbero abrogate le direttive. Verrebbe quindi meno il riferimento alla direttiva stessa, attualmente contenuto nel Codice dei contratti”.
Esiste il rischio di una potenziale assenza di una disciplina sostitutiva: “Si creerebbe così una situazione paradossale: essendo stata abolita la direttiva e non avendo il Codice provveduto a dettare una disciplina sostitutiva, non ci sarebbe più una normativa specifica riguardante i concorsi di progettazione”.
Una prospettiva che Avagnina considera particolarmente preoccupante alla luce dell’impegno dell’Ordine di Roma e del Consiglio Nazionale per un istituto che rappresenta una garanzia della qualità del progetto.
Il valore dei concorsi è stato ribadito anche da Lorenzo Busnengo | Vicepresidente dell’OAR e delegato ai Concorsi di progettazione. Busnengo indica il concorso come “lo strumento più consono a garantire la qualità della progettazione”, richiamando il lavoro della Commissione Opere Pubbliche e l’esperienza maturata attraverso la piattaforma CAN.
Una qualità che riguarda direttamente la vita dei cittadini. «Il concorso di progettazione non è soltanto uno strumento per scegliere un buon progetto: è un modo per migliorare concretamente le città e la qualità della vita di chi le abita», sottolinea Busnengo. «Significa creare spazi pubblici più vivibili, quartieri meglio connessi, luoghi capaci di rispondere ai bisogni delle persone e di costruire nuove relazioni tra cittadini, servizi e territorio».
Gli effetti di queste scelte si misurano nel tempo: «Nelle scuole, nelle piazze, nei parchi, negli edifici pubblici, nella rigenerazione dei quartieri e nella capacità delle città di essere più accoglienti, sostenibili e inclusive. Per questo difendere il concorso significa prima di tutto difendere la qualità delle trasformazioni urbane e il diritto dei cittadini a vivere in luoghi progettati meglio».
È su questi obiettivi che l’OAR sostiene l’iniziativa del CNAPPC, che ha annunciato l’attivazione delle proprie commissioni tematiche per elaborare proposte di modifica da sottoporre ai parlamentari europei, attraverso il confronto con le altre categorie professionali interessate.
La revisione delle regole europee sugli appalti deve offrire alle amministrazioni strumenti adeguati per realizzare opere di qualità. Tutelare il progetto, assicurare compensi proporzionati alle responsabilità professionali e rafforzare il ricorso ai concorsi significa investire nella qualità degli spazi e dei servizi destinati alla collettività.