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30 Aprile 2026

Giovani architetti romani nel mondo: l’OAR lancia un’indagine sulla presenza internazionale

Un questionario online per mappare percorsi, esperienze e prospettive degli under 45 formati a Roma e attivi all’estero, con l’obiettivo di rafforzare servizi, relazioni e opportunità per mettere in rete una comunità sempre più globale

Comprendere in modo più approfondito le traiettorie professionali di una generazione sempre più mobile e inserita in contesti globali significa oggi interrogarsi su come cambiano le geografie del lavoro, le forme dell’esercizio della professione e il rapporto con i luoghi di origine. Gli architetti più giovani si muovono ormai frequentemente tra contesti internazionali, costruendo percorsi che intrecciano formazione, esperienze e opportunità in una dimensione sempre più aperta e interconnessa.

È in questo scenario che l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia ha lanciato un’indagine online dedicata alla presenza internazionale dei giovani architetti romani, promossa attraverso la Commissione Giovani OAR con il contributo della Commissione Internazionalizzazione OAR e della Casa dellArchitettura. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di conoscere e interpretare un fenomeno in costante crescita: quello dei professionisti formati a Roma o iscritti allOrdine che oggi operano allestero, portando con sé competenze, approcci progettuali e sensibilità maturate nel contesto italiano e arricchite da esperienze internazionali.

L’indagine si sviluppa attraverso un questionario online, rivolto sia agli iscritti all’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia residenti all’estero, sia a coloro che, pur non essendo iscritti, si sono formati a Roma e lavorano oggi in ambiti professionali internazionali. 

LINK per accedere al test

L’obiettivo – come anticipato – è raccogliere dati, esperienze e riflessioni utili a delineare una mappa aggiornata della presenza globale degli architetti romani under 45, approfondendo le motivazioni che li hanno spinti a intraprendere percorsi fuori dall’Italia, le opportunità incontrate e le eventuali criticità affrontate. Il questionario si articola in diverse sezioni che accompagnano il racconto dei percorsi individuali, a partire dal profilo generale dell’iscritto fino alla localizzazione e al contesto professionale in cui opera, passando per le motivazioni che hanno portato a un’esperienza all’estero. Ampio spazio è dedicato anche all’analisi delle opportunità e delle criticità incontrate lungo il percorso, fino alle prospettive future, con particolare attenzione anche alle condizioni che potrebbero favorire un eventuale rientro in Italia. Particolare rilievo assume, come detto, il tema del rapporto con lOAR stesso, esplorando le possibili forme di relazione che i professionisti all’estero desiderano mantenere, le opportunità di supporto che potrebbero essere attivate e gli strumenti utili a rafforzare il legame tra centro e rete internazionale.

Attraverso questa iniziativa, afferma Silvia Nigro,  consigliera OAR con delega ai Giovani, «l’Ordine intende non solo analizzare i fenomeni di mobilità professionale, ma anche ascoltare bisogni, aspettative e prospettive future di una comunità diffusa, che continua a mantenere un legame significativo con Roma».

I risultati costituiranno una base conoscitiva strategica per orientare le politiche dellOrdine, rafforzare i servizi esistenti e sviluppare nuove iniziative dedicate. Tra queste, la costruzione di una rete internazionale di architetti romani, la promozione di occasioni di scambio e confronto — tra cui l’Assemblea dei Giovani — e l’organizzazione di eventi e programmi capaci di valorizzare le esperienze maturate all’estero.

L’obiettivo finale – rimarca Nigro – «è trasformare la distanza geografica in una risorsa, favorendo connessioni, circolazione di competenze e nuove opportunità per l’intera comunità professionale. In questo percorso, Roma continua a rappresentare un punto di riferimento condiviso: non solo luogo di origine o di appartenenza, ma patrimonio collettivo e straordinaria culla formativa, capace di imprimere un segno profondo e duraturo nell’identità culturale e nel modo di fare architettura, ovunque nel mondo». (FN)

di Redazione OAR

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