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16 Ottobre 2026

Ricostruzione, prevenzione e qualità dell’abitare: l’OAR alla CNO dell’Aquila

A rappresentare l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia alla due giorni del 15 e 16 ottobre il vicepresidente Lorenzo Busnengo e il tesoriere con delega alla Protezione Civile, Carlo Zaffina. Al centro del confronto, alla presenza del Cnappc e dei rappresentati degli Ordini territoriali, il dialogo con le istituzioni e il contributo degli architetti alla sicurezza, alla rigenerazione urbana e alla ricostruzione delle comunità

Ricostruire gli edifici e il tessuto sociale, trasformare la prevenzione in una politica «ordinaria», rimettere la qualità del progetto al centro della rigenerazione urbana e delle politiche per l’abitare. Sono alcuni dei temi che hanno attraversato la Conferenza Nazionale degli Ordini degli Architetti PPC (CNO) che si è svolta all’Aquila il 15 e 16 ottobre, presso il Palazzo dell’Emiciclo,  sala Ipogea del Consiglio regionale d’Abruzzo. Una due giorni promossa dal CNAPPC che ha riunito i rappresentanti dei 105 Ordini territoriali, con la partecipazione di esponenti di primo piano delle istituzioni nazionali e locali. All’appuntamento l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia è stato stato rappresentato dal vicepresidente OAR Lorenzo Busnengo e dal tesoriere e coordinatore della Commissione Protezione Civile OAR, Carlo Zaffina. 

Un percorso di collaborazione, quello tra CNAPPC e OAR, che si conferma sempre più solido, dal confronto sulle politiche per la professione al contributo dell’Ordine di Roma in diverse commissioni istituite presso il Consiglio nazionale. A sottolineare tale  «lavoro condiviso» con il CNAPPC e a rimarcare il ruolo degli Ordini  è stato Lorenzo Busnengo. «Siamo qui a rappresentare l’OAR nella due giorni della CNO, a dimostrazione di una sintonia di intenti e di politiche a tutela dell’interesse collettivo e della valorizzazione della figura dell’architetto». In particolare, il vicepresidente ha ricordato il contributo a 360 gradi dell’ordine, dalla Protezione Civile ai CTU, dai Lavori Pubblici all’internazionalizzazione, dal Centro Studi alla Festa dell’Architetto. «Tutti temi a noi cari, che riguardano gli aspetti culturali e professionali degli architetti romani e di tutta Italia». Sono particolarmente rilevanti, ha poi rimarcato Busnengo, «i lavori del Centro Studi in merito alla riforma delle professioni, attualmente in corso di approvazione alla Camera, che riguarderà nuove tutele per la professione, con particolare attenzione a competenze, responsabilità, assicurazioni professionali, tirocini, accesso alla professione ed equo compenso. È importante continuare a sostenere e valorizzare il ruolo degli ordini nella tutela dell’interesse pubblico e collettivo».

L’intensa collaborazione tra OAR e CNAPPC trova un ambito operativo nel lavoro delle commissioni nazionali. L’Ordine di Roma, in particolare, è presente nelle commissioni «Design for all», «Cooperazione internazionale – Esportazione del lavoro – Rapporti con le istituzioni estere (UIA, UMAR, CAE)», «Protezione civile – Prevenzione e gestione eventi calamitosi – Coordinamento emergenze – Sisma L’Aquila 2009 – Sisma Centro Italia 2016 – Alluvione Emilia Romagna 2023» e «Lavori pubblici – Riforma Direttiva europea appalti – Codice dei contratti pubblici».

Il legame profondo tra la comunità professionale e il territorio abruzzese colpito  dal sisma è stato ripercorso da tesoriere e coordinatore della Commissione Protezione Civile OAR, Carlo Zaffina attraverso un toccante video, che ha emozionato la platea, dedicato all’enorme sforzo nelle operazioni di protezione civile dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009, e – nello specifico – l’impegno degli architetti volontari, con una mobilitazione che coinvolse complessivamente 5.000 tecnici provenienti da tutta Italia, impegnati a supportare i territori colpiti. Dal ricordo di quell’esperienza, Zaffina sviluppa una riflessione sul contributo degli architetti lungo l’intero percorso della ricostruzione e sulla necessità di rendere stabile il patrimonio di competenze maturato. «È di particolare rilievo, e per certi versi decisiva, la scelta di riunirsi a L’Aquila, Capitale italiana della Cultura. Una scelta che assume un forte valore culturale nella settimana dedicata alla Protezione Civile, ma che rappresenta soprattutto un segnale rivolto a un territorio che, attraverso la propria esperienza, ci invita a riflettere sul passato per costruire con maggiore consapevolezza il futuro». Gli architetti di Roma – ha aggiunto – «sono stati coinvolti in prima linea fin dai primi giorni successivi al sisma, operando direttamente nei territori colpiti. Quei momenti, che hanno segnato profondamente la nostra esperienza professionale e umana, sono stati richiamati attraverso la proiezione del video». Al centro del confronto, ha concluso il tesorerie OAR, «è emersa una riflessione fondamentale sul ruolo degli architetti, che non possono essere chiamati a intervenire esclusivamente nella fase emergenziale, ma devono poter contribuire all’intero processo di ricostruzione. Una ricostruzione che non si esaurisce nel ripristino degli edifici danneggiati, ma deve puntare alla restituzione del tessuto sociale, alla valorizzazione dei territori e alla capacità di ripensare e migliorare i luoghi, laddove necessario. L’obiettivo condiviso è quello di definire un modello di ricostruzione strutturato, fondato su principi e linee guida stabili, capace di capitalizzare le esperienze maturate e di offrire un riferimento concreto per affrontare le future emergenze, evitando di dover ripartire ogni volta da zero»

La CNO

Ad aprire i lavori della Conferenza sono stati il presidente del CNAPPC, Alessandro Panci, il presidente dell’Ordine aquilano, Luca Carosi, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e  il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso. La scelta dell’Aquila, Capitale italiana della Cultura 2026, ha offerto l’occasione per mettere in relazione l’esperienza della ricostruzione con le prospettive delle città e delle aree interne. A partecipare agli incontri, tra gli altri, oltre al presidente Panci e tutto il Consiglio nazionale degli Architetti PPC, Felice Squitieri – Commissario straordinario per la ricognizione dei fabbisogni e il programma di interventi in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale (Piano Casa); Elisabetta Pellegrini – Commissario Straordinario attuazione del programma di edilizia integrata; Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione MAXXI; Federica Colaiacomo, direttrice del Parco Archeologico di Ercolano; componente del Comitato scientifico dell’Istituto Centrale per l’Archelogia; Enrico Bianchi – Ufficio speciale comuni del cratere (USRC); in collegamento da remoto Guido Castelli, commissario Straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma 2016 e Salvatore Giuseppe Duilio Provenzano, titolare dell’Ufficio Speciale Ricostruzione L’Aquila (USRA); il deputato della Repubblica Luciano D’Alfonso; i senatori della Repubblica, Etelwardo Sigismondi, componente della 8ª Commissione permanente, e Guido Quintino Liris, componente della 5a Commissione permanente (Bilancio); e tutto il Consiglio nazionale degli Architetti PPC.

Il rapporto tra recupero degli immobili e ripresa della vita urbana è stato uno dei temi al centro dell’intervento di Alessandro Panci, che ha ricordato la mobilitazione degli architetti dopo il terremoto e il valore delle esperienze maturate sul campo: «Per noi si tratta in realtà di un ritorno all’Aquila. Quando si verificò il sisma nel 2009, l’intera comunità degli architetti e degli Ordini d’Italia si mobilitò immediatamente per offrire il proprio contributo sul territorio. Lo facemmo attraverso le squadre di tecnici arrivate fin da subito per eseguire le verifiche di agibilità, consentendo il rientro in sicurezza delle persone nelle proprie case e velocizzando l’avvio della macchina della ricostruzione. Le esperienze vissute e che continuiamo a vivere come professionisti — osservando anche la ripresa del tessuto urbano e sociale dell’Aquila in questi ultimi anni — ci mettono nelle condizioni di tracciare un confronto utile con i dieci anni di ricostruzione del Centro Italia, traendo preziosi insegnamenti per il futuro. Dobbiamo sempre tenere a mente che la ricostruzione non è solo fisica o edilizia: al fianco del ripristino degli immobili, vi è un tessuto economico e sociale che va sostenuto e portato avanti di pari passo. Trovo la città migliorata anno dopo anno, in particolare nella zona del centro storico, stiamo anche assistendo al progressivo ritorno della residenzialità, un fattore di primaria importanza. Ci vorrà ancora del tempo, ma tutto questo ci fa ben sperare che L’Aquila possa riacquistare pienamente la sua vitalità e, al tempo stesso, generare nuove opportunità visto l’alto livello di attenzione che c’è nei suoi confronti»

Il confronto con gli ospiti istituzionali si è sviluppato intorno al tema centrale  «Ricostruzione, rigenerazione urbana e professioni: priorità per l’Abruzzo e per il Paese», declinandosi nella due giorni in tavole rotonde hanno affrontato i diversi temi: da «Ricostruire e prevenire – Dall’emergenza alla politica ordinaria per la sicurezza e il patrimonio» a «Rigenerare e valorizzare Città e Territori – Casa, aree interne, qualità urbana e nuove politiche per l’abitare», fono a «Ricostruire il patrimonio: tutela, restauro e nuove responsabilità» e «Dalla ricostruzione alla valorizzazione: centri storici, comunità e qualità dell’abitare». Nel complesso, l’esperienza dell’Aquila è stata proposta come modello di ricostruzione capace di offrire riferimenti anche sul piano nazionale e internazionale. Ed è emersa l’esigenza di collegare la gestione dell’emergenza a politiche continuative di prevenzione, manutenzione e valorizzazione del patrimonio, riconoscendo alla competenza tecnica e al progetto un ruolo lungo tutto il processo. (FN)

di Francesco Nariello

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