NOTIZIE

Sostenibilità
24 Giugno 2026

Energia, città e qualità dell’abitare: alla Casa dell’Architettura il confronto sulla transizione urbana

Rigenerazione del costruito, spazi intermedi, lotta alla povertà energetica e ruolo dei professionisti nella trasformazione delle città: alla Casa dell’Architettura la prima tappa del roadshow Humanizing Energy – Italia in Classe A, promossa da ENEA in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia. Un confronto tra istituzioni, ricerca e mondo delle professioni per riportare l’energia al centro di una visione urbana più equa, accessibile e consapevole

Il tema dell’efficienza energetica, oggi, si intreccia sempre di più con quello della città pubblica, della prossimità, della salute urbana e della riduzione delle disuguaglianze, chiamando in causa amministrazioni, ricerca, professionisti e comunità. La trasformazione energetica delle città non può più essere letta, quindi,  come una questione soltanto tecnica o come una somma di interventi sugli edifici: in gioco c’è una visione più ampia, che tiene insieme qualità dell’abitare, sostenibilità sociale, rigenerazione urbana e capacità di costruire un rapporto più consapevole tra cittadini, spazi e risorse.

È in questa prospettiva che si è sviluppato, il 22 giugno alla Casa dell’Architettura, «Sostenibilità energetica in ambito urbano», prima tappa del roadshow «Humanizing Energy – Italia in Classe A», promosso da Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Un appuntamento – realizzato in collaborazione con l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia – che ha aperto una confronto tra istituzioni nazionali e locali, rappresentanze professionali, ricerca, amministrazione pubblica e operatori impegnati sui temi dell’innovazione e della governance urbana: dalla riqualificazione del costruito alla qualità urbana, dalla coesione sociale al ruolo degli spazi intermedi come luoghi di prossimità, inclusione e benessere collettivo.

L’incontro – con il coordinamento scientifico di Daniela Covato, coordinatrice Commissione Innovazione OAR e Luca Conoci, Commissione Internazionalizzazione OAR – si è articolato in una successione di interventi, approfondimenti tecnici e tavole rotonde, ha visto la partecipazione, tra gli altri, del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia Christian Rocchi, della presidente ENEA Francesca Mariotti, della consigliera del CNAPPC Angela Panza e del presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone. A scandire il pomeriggio anche i contributi di ricercatori, professionisti e rappresentanti istituzionali impegnati a discutere il nesso tra energia, progetto, trasformazione urbana e dimensione sociale della sostenibilità.

Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha sottolineato il valore del confronto tra soggetti diversi e la necessità di affrontare la transizione energetica come una sfida strutturale per il futuro delle città. «Occasioni come queste sono importanti – ha detto – perché mettono insieme soggetti diversi, amministrazioni, soggetti come Enea, il Ministero dell’Ambiente ma anche gli ordini professionali – quindi architetti, paesaggisti, urbanisti – che devono tutti collaborare nell’affrontare la sfida della transizione energetica e della lotta ai cambiamenti climatici, che significa adattamento e mitigazione. È una sfida epocale che richiede davvero un salto di qualità e impone di collegare il modo in cui si concepiscono gli interventi nelle città a questi obiettivi». Gualtieri ha poi richiamato le azioni avviate in tal senso da Roma Capitale, dal nuovo regolamento edilizio agli interventi sul verde, fino alle opere di depavimentazione e alla riqualificazione del patrimonio pubblico, insistendo sul legame tra ambiente e giustizia sociale: «Fare la transizione energetica significa anche ridurre le disuguaglianze, perché significa contrastare la povertà energetica, consentire alle persone di poter avere più fresco d’estate e più caldo quando fa freddo, a costi sostenibili. La dimensione ambientale e quella sociale sono importantissime e si devono legare a una visione di qualità degli interventi».

La video intervista a Roberto Gualtieri

A raccogliere e rilanciare il tema del rapporto tra politiche pubbliche, cultura del progetto e ruolo dei professionisti è stato il presidente OAR Christian Rocchi, che ha rivendicato la centralità degli architetti nei processi di trasformazione urbana e nella costruzione di un dialogo con la cittadinanza. «Avevamo ragione quando vent’anni fa cominciavamo a dire che c’era un problema, che non era soltanto un problema di sostenibilità degli interventi, ma un approccio culturale sbagliato, che purtroppo aveva poi riformato completamente il nostro ruolo. Oggi il sindaco Gualtieri ha invocato l’intervento dei professionisti per poter portare avanti la transizione ecologica, anche come interfaccia con la cittadinanza. Noi ci siamo e ci saremo sempre per Enea e per l’amministrazione pubblica, ma la cosa importante emersa da questo incontro è la necessità di tornare a parlare alla cittadinanza su questi temi fondamentali, che non sono soltanto etici ma ormai di necessità impellente. Va fatta una politica di comunicazione alla cittadinanza: questo è fondamentale per raggiungere gli obiettivi che ci stiamo dando».

La video pillola di Christian Rocchi

Nel quadro degli interventi istituzionali si inserisce anche il contributo del presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone, che ha ricondotto il tema della transizione energetica a una più ampia visione della rigenerazione urbana. «Il concetto stesso di Humanizing Energy – umanizzare l’energia – racchiude una vera e propria sfida di civiltà. Da sempre sosteniamo una visione per cui la transizione energetica e la rigenerazione urbana non possano essere circoscritte a una mera sommatoria di interventi edilizi o di asettici adeguamenti tecnologici. Devono essere intese prima di tutto come una strategia e una visione culturale complessiva». Mollicone ha poi insistito sulla necessità di leggere l’efficienza energetica come strumento di qualità dell’abitare e coesione, soprattutto nei contesti più fragili: «Gli spazi intermedi, i vuoti urbani delle nostre periferie, devono cessare di essere fonti di degrado per divenire nuovi nodi strategici dell’energia condivisa».

A portare il confronto sul terreno della missione scientifica e culturale del programma è stata – intervenendo da remoto – la presidente Enea, Francesca Mariotti, che ha posto l’accento sulla necessità di superare una lettura astratta dell’energia per restituirla alla concretezza dell’abitare quotidiano. «La transizione energetica non è solo una questione tecnologica, ma anzitutto di consapevolezza, quindi un fatto culturale. Spesso parliamo di energia in modo astratto, pensiamo ai numeri, ai costi, agli incentivi, ma non pensiamo all’energia come a un elemento che soddisfa i nostri bisogni del vivere quotidiano. Dobbiamo invece pensare al come e al perché utilizziamo l’energia, nelle nostre case, negli edifici pubblici, nelle scuole e negli ospedali». Mariotti ha ribadito l’ambizione di rendere «visibile» l’energia, spesso data per scontata, attraverso conoscenza e informazione: «Con questo programma vogliamo rendere visibile l’energia attraverso la consapevolezza e la conoscenza, mettendo a disposizione il rigore scientifico dell’Enea e la sua capacità di agire, per aiutare cittadini, amministrazioni e professionisti a consumare in modo più efficiente, azzerando gli sprechi o almeno minimizzarli».

A rafforzare questa impostazione è intervenuta anche Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento Efficienza energetica di Enea, che ha ricondotto il senso dell’iniziativa alla necessità di rendere la transizione energetica comprensibile, vicina e praticabile per cittadini e territori. «Humanizing Energy nasce all’interno del più ampio percorso di formazione e informazione finanziato dal Mase e affidato ad Enea per diffondere il tema dell’efficienza energetica. Parte da un presupposto preciso: l’energia deve essere umanizzata, cioè resa vicina agli utenti, che devono essere protagonisti di questo percorso così sfidante della decarbonizzazione. Senza accompagnamento, convinzione e avvicinamento, l’azione non può essere davvero efficace. Per questo il progetto si fonda su tre parole chiave (le ‘tre A’) – avvicinare, abilitare, agire – che sintetizzano un’idea di transizione non calata dall’alto, ma costruita attraverso consapevolezza, strumenti e partecipazione. Per una soluzione ai tanti problemi di sicurezza energetica ma anche di adattamento climatico».

L’intervista a Ilaria Bertini

Sul ruolo degli architetti come snodo tra progetto, trasformazione urbana e relazione con la cittadinanza si è soffermata anche Angela Panza, consigliera del Cnappc e delegata ai rapporti con Enea. «Quando parliamo di transizione energetica ci ricordiamo della grande capacità degli architetti di fare sintesi. La facciamo quando parliamo di trasformazione, alla scala del paesaggio e dell’edificio, ma soprattutto come interlocutori della cittadinanza. Non siamo solo tecnici: questo è un ruolo sociale che dobbiamo ricordare di avere. La transizione energetica richiede questa capacità di connessione e di accompagnamento, perché l’energia è ancora uno dei fattori che più impattano sulle emissioni nelle nostre città e noi dobbiamo agire dentro l’obiettivo macro della lotta al cambiamento climatico».

La riflessione di Angela Panza

A chiudere il cerchio, rimarcando il valore di un approccio integrato e condiviso è stato anche Simone Cellitti, che ha richiamato la «necessità di costruire una dimensione organica tra tutti gli attori coinvolti nella trasformazione urbana». Nel corso del confronto ha sottolineato come oggi stia emergendo «una visione non soltanto culturale rinnovata, ma condivisa tra le tante professioni e i tanti stakeholder che in qualche modo concorrono a definire la trasformazione del nostro modo di abitare», insistendo sull’importanza di far convergere competenze, strumenti e modelli verso un quadro comune di azione.

Il convegno 

La giornata, come anticipato, si è sviluppata attraverso una serie di panel e tavole rotonde dedicate ai diversi snodi del rapporto tra efficienza energetica e città: dalla riqualificazione del costruito alla progettazione integrata e partecipata, dai modelli di governance urbana agli spazi intermedi, fino ai lessici e ai progetti per la transizione energetica. Nei vari momenti di confronto si sono alternati esponenti di Enea, rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, professionisti, amministratori e componenti delle commissioni dell’Ordine, restituendo la complessità di un tema che richiede visioni condivise e strumenti operativi capaci di agire contemporaneamente sulla scala dell’edificio, del quartiere e della città.

Daniela Covato, coordinatrice dell’evento e della Commissione Innovazione OAR, ha ricondotto il tema della sostenibilità energetica a una più ampia riflessione sull’applicabilità concreta delle strategie di transizione alla vita quotidiana. «Dal punto di vista dell’innovazione, come Ordine Architetti di Roma, abbiamo deciso di approcciare la sostenibilità come benessere antropico dell’uomo, quindi una sostenibilità che ruota non solo attorno all’ambiente, ma anche al benessere psicofisico dell’essere umano. Per questo abbiamo abbracciato il progetto di Enea, proprio con l’obiettivo di divulgare in modo più semplice, concreto e pronto per l’azione ciò che riguarda la realizzazione dei progetti di sostenibilità energetica fruibili dal singolo cittadino». Covato ha quindi sottolineato il lavoro delle commissioni OAR e la volontà di trasformare gli indirizzi provenienti dalle istituzioni e dalla ricerca in strumenti effettivamente utilizzabili dai professionisti: «L’obiettivo è semplificare il tema della sostenibilità anche nella professione di architetto, permettendo di sperimentare quanto finora poteva apparire più grande delle nostre possibilità e renderlo applicabile anche in ambiti diversi, dalla residenza fino alla scala urbana».

Il video di Daniela Covato

Sul versante del rapporto tra ricerca e professione si è concentrato anche l’intervento di Ilaria Sergi Gruppo di ricerca DE-Sign – Enea, che ha evidenziato, tra l’altro, il valore strategico della collaborazione con i professionisti – e con gli architetti in particolare -, in un appuntamento «molto importante per il tema della transizione energetica integrata alla rigenerazione urbana, che mette in luce la sinergia che il mondo della ricerca può mettere in campo a fianco dei progettisti. Il ruolo dell’Ordine degli Architetti in questa cornice insieme a Enea assume un valore strategico. Questo evento è dedicato proprio alla formazione non soltanto tecnica ma multidisciplinare dei professionisti che si occupano ogni giorno di progettazione». Un passaggio che ha riportato al centro il «modello di una cultura del progetto a misura d’uomo e di quartiere», guardando a una città capace di connettere competenze diverse e scale differenti di intervento.

Qui la riflessione di Ilaria Sergi

A chiudere idealmente questo filo tra progetto, innovazione e dimensione urbana è stato Luca Conoci, componente della Commissione Internazionalizzazione OAR, che ha portato l’attenzione, tra l’altro, sul tema dell’arredo urbano come dispositivo capace di dare identità agli spazi e al tempo stesso comunicare in modo diretto i benefici della transizione energetica. «L’arredo urbano può diventare un fulcro nella valorizzazione degli spazi, anche di quelli inizialmente non identitari o neutri, introducendo anche elementi smart autonomi dal punto di vista energetico. Questo non solo valorizza progettualmente lo spazio, ma comunica ciò che fa: la produzione di energia, il risparmio energetico e la riduzione dei costi». Un approccio, ha sottolineato, che rimette al centro il progettista come figura chiamata a «ragionare in maniera univoca, con un linguaggio chiaro che arrivi direttamente alla collettività». (FN)

Il video contributo di Luca Conoci

Video interviste e fotografie di Francesco Nariello

di Francesco Nariello

PHOTOGALLERY

TAG

ATTIVITÀ

DELL'ORDINE

POLITICA

DELL'ORDINE