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Territorio
25 Giugno 2026

Foce del Tevere, viaggio-studio per ripensare il rapporto tra Roma e l’acqua, dal fiume al mare

Sabato 27 giugno al Parco d’Affaccio di Ostia Antica il primo appuntamento del ciclo promosso dalla Commissione Spazio Pubblico e Città del Futuro OAR. Una navigazione in battello lungo la foce del fiume fino al Tirreno per leggere il territorio, raccogliere visioni e aprire una riflessione sul rapporto tra la Capitale, l’acqua e il suo affaccio sul Mediterraneo

Osservare il territorio attraversandolo, farne esperienza diretta, usare il movimento come chiave di lettura dello spazio e delle sue trasformazioni. È da qui che prende forma un’iniziativa pensata per riportare al centro una parte decisiva della geografia romana: il rapporto tra Roma e l’acqua, il Tevere, il mare e il litorale. È con questo spirito che sabato 27 giugno (ore 10), dal Parco dAffaccio di Ostia Antica (via Gherardo) si salperà per un «Viaggio nella foce del Tevere», appuntamento formativo (2 Cfp) dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia che prevede una navigazione in battello lungo la foce del Tevere fino allo sbocco sul Mar Tirreno. L’iniziativa, coordinata scientificamente da Giuliano Fausti, consigliere OAR delegato a Spazio Pubblico e Città del Futuro, propone un’esperienza itinerante di lettura del paesaggio come base per una riflessione più ampia sul futuro del fronte d’acqua romano: non un convegno tradizionale, ma un momento di studio sul campo, un viaggio costruito come dispositivo di conoscenza e confronto, per leggere criticità e potenzialità di un quadrante urbano «troppo spesso raccontato per frammenti e raramente considerato come sistema».

L’evento è la prima di tre tappe di avvicinamento al convegno «DallUtopia alla Città del Futuro», promosse dalla Commissione Spazio Pubblico e Città del Futuro OAR. L’obiettivo del percorso è duplice: da un lato costruire una base conoscitiva sul tema di studio, dall’altro raccogliere direttamente dal territorio elementi, immagini e suggestioni utili a stimolare visioni progettuali sul futuro della città. Al centro, in questa prima fase, c’è il quadrante ovest di Roma e il suo rapporto con lacqua: il Tevere, il mare, la foce, il litorale, Ostia, gli spazi di «soglia» tra città e paesaggio. Il ciclo proseguirà con una passeggiata dedicata allarchitettura del Novecento sul litorale di Ostia, luogo di sperimentazione per l’architettura romana, e si concluderà il 25 novembre con il convegno sopra indicato, articolato tra la sede dellOrdine e Ostia Antica, in collaborazione con la Soprintendenza e il Parco archeologico.

La formula scelta per l’evento, spiega Christian Rocchi, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, non è un semplice espediente narrativo, ma un vero strumento di formazione e di progetto: «Il viaggio inteso come conoscenza dei territori, ma anche come conoscenza di se stessi – spiega -. Una dimensione che oggi molti hanno dimenticato, ma che per un architetto resta fondamentale. L’esperienza del Grand Tour, di molti architetti del passato ma anche più recenti, ci porta a credere che muoversi nei territori, percorrerli camminando o con un mezzo, sia ancora uno degli strumenti più efficaci di crescita professionale e personale. Vedendo e conoscendo altri luoghi e altre culture riusciamo a definirci meglio e a guardare le cose con maggiore distacco. Allo stesso tempo, attraverso lo sguardo di chi esplora i nostri territori, riceviamo visioni e considerazioni che spesso ci sono sconosciute. Per questo, ancora oggi, conoscere viaggiando è importante».

A spiegare la visione che anima il primo appuntamento è Giuliano Fausti, che lega il viaggio alla necessità di riaprire una riflessione strutturata sul rapporto tra Roma e l’acqua. «L’idea è raccontare il futuro partendo dai luoghi. Abbiamo scelto il litorale perché Roma è una città dellacqua, legata da sempre sia al Tevere sia al mare, e il rapporto con questo sistema va rimesso al centro dell’attenzione. La foce, Ostia, le saline, la sabbia: qui c’è una parte essenziale della storia materiale e urbana di Roma. La città nasce anche da questo controllo del territorio e delle risorse, e oggi quel legame può diventare una chiave per ripensarne il futuro». Per Fausti, il lavoro della Commissione Spazio Pubblico e Città del Futuro parte da un presupposto preciso: leggere Roma nella sua interezza, andando oltre una visione centrata esclusivamente sul nucleo storico. «Roma è una città enorme, policentrica, con una dimensione territoriale che spesso viene ignorata dagli stessi romani. Fuori dal centro esistono realtà decisive che meritano di essere conosciute, studiate e rimesse in relazione. Il fronte romano ovest, il rapporto con il Tevere e con il mare, è il primo tema su cui abbiamo scelto di lavorare proprio perché lì si concentrano questioni urbane, ambientali, infrastrutturali e simboliche che riguardano il futuro della Capitale».

Lo sguardo, però, non si limita al litorale come margine urbano. Il punto, per Fausti, è riconoscere in quel bordo una questione strategica per il ruolo stesso di Roma. «La scommessa è pensare Roma come una Capitale del Mediterraneo. Parliamo di una capitale europea che ha quasi 18 chilometri di costa: un dato che da solo dovrebbe bastare a cambiare prospettiva. Se questa è una capitale sul mare, allora bisogna comprenderla e anche trattarla come tale. Il Mediterraneo tornerà sempre di più a essere uno spazio centrale, anche sul piano geopolitico, e Roma non può continuare a vivere il suo affaccio marittimo come un ‘retrobottega’ o come una periferia separata dal resto della città». Da qui anche il ragionamento sul fiume:  «Il Tevere da solo non basta: o lo si mette a sistema dentro un disegno più grande oppure resta unoccasione mancata. Il fiume è stato a lungo considerato soprattutto qualcosa da contenere, ma oggi può tornare a essere una grande opportunità. Si possono immaginare sponde rinaturalizzate, nuovi usi, eventi, servizi, spazi pubblici, luoghi culturali. Però tutto questo ha senso solo se entra dentro una strategia generale».

La mattinata del 27 giugno, dopo l’imbarco, previsto alle 10.15, si aprirà con i saluti istituzionali affidati a Christian Rocchi. A seguire Fabio Briguglio, componente della Commissione Spazio Pubblico e Città del Futuro, interverrà su «Controcorrente: il viaggio come metafora e come strumento di conoscenza», introducendo il senso del percorso in battello come esperienza di lettura del territorio. Giuliano Fausti approfondirà quindi il tema della formazione del litorale di Roma, mentre Flavio Coppola proporrà una riflessione su «Verso Roma Capitale del Mediterraneo», allargando lo sguardo al posizionamento della città nel contesto marittimo e geopolitico. Sergio Bianchi e Sonia Pizza, della Commissione Spazio Pubblico e Città del Futuro OAR, si concentreranno invece su «Roma e il mare. Nuove connessioni/nuovi orizzonti», affrontando il tema delle relazioni possibili tra la Capitale e il suo fronte costiero. A chiudere saranno il dibattito finale e il contributo critico di Luigi Prestinenza Puglisi, presidente Aiac – Associazione Italiana di Architettura e Critica in collaborazione con la quale è stato organizzato l’evento. Durante la navigazione è prevista anche una degustazione di birra artigianale alla salicornia con snack. L’evento è gratuito per gli iscritti OAR con registrazione obbligatoria sul sito web https://formazione.architettiroma.it/.

La locandina con il programma

(FN)

di Francesco Nariello

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