Roma è oggi uno dei principali laboratori europei in cui osservare gli effetti dell’overtourism. Il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia urbana, ma la crescente pressione dei flussi sta modificando nel profondo l’equilibrio tra diritto all’abitare, tutela del patrimonio storico e qualità della vita quotidiana. Nei centri storici la progressiva espansione dell’offerta ricettiva, in particolare quella extralberghiera, contribuisce a trasformare quartieri e spazi pubblici, alterandone identità, funzioni e relazioni sociali. In questo scenario l’architettura e la pianificazione urbana tornano a essere strumenti centrali per immaginare soluzioni capaci di coniugare sviluppo, inclusione e sostenibilità.
È all’interno di questa riflessione che si inserisce «Overtourism 2 – Gli architetti propongono», evento in programma il 18 giugno (dalle 14.30 alle 19.00) alla Casa dell’Architettura, in piazza Manfredo Fanti 47, Roma: l’iniziativa, organizzata dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia – con il coordinamento scientifico di Lorenzo Busnengo, vicepresidente OAR, e Paolo Verdeschi, coordinatore della Commissione Archivi e Osservatorio ’900 dell’Ordine -, rappresenta il secondo appuntamento di un percorso di approfondimento avviato nei mesi scorsi sul rapporto tra città storiche, turismo e residenzialità. L’obiettivo è quello di spostare il dibattito oltre la semplice gestione dei flussi turistici, per affrontare una questione più ampia: come ripensare Roma come luogo da abitare e non soltanto da visitare. Una prospettiva che si inserisce nelle linee programmatiche dell’Ordine degli Architetti di Roma, e in particolare nell’impegno a riportare l’architettura al centro del dibattito pubblico come disciplina capace di incidere concretamente sulla qualità della vita, dell’ambiente e dello spazio urbano. La Casa dell’Architettura diventa così sempre più un luogo di confronto aperto non solo agli addetti ai lavori ma all’intera cittadinanza.
Il nuovo appuntamento raccoglie e sviluppa, da una parte, le riflessioni emerse nel precedente incontro del 22 gennaio dedicato al tema «Il futuro dei centri storici: dall’overtourism alla residenzialità», che si era concentrato soprattutto sugli effetti della pressione turistica sui tessuti storici consolidati; ma questa «seconda tappa», dall’altra, prova a costruire una visione progettuale e territoriale più ampia, individuando strategie e percorsi alternativi capaci di redistribuire l’attrattività urbana e valorizzare nuove centralità. In questo quadro il Tevere assume un ruolo centrale. Da Ponte Milvio fino a Ostia, il fiume viene interpretato come una grande infrastruttura ambientale, culturale e paesaggistica, capace di connettere quartieri, memorie, spazi pubblici e opportunità di rigenerazione. Un asse lungo il quale immaginare forme di turismo sostenibile fondate sulla conoscenza dei luoghi e sulla cultura condivisa, anziché sul consumo veloce delle destinazioni più note.
La locandina
I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del presidente OAR Christian Rocchi, che introdurrà il significato dell’iniziativa all’interno dell’impegno dell’Ordine sui temi della trasformazione urbana e della qualità dell’abitare. A seguire, il primo momento di confronto sarà dedicato alla presentazione del documentario «Parlami di me – Roma e il suo fiume», prodotto da Mic – Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma. Moderati da Paolo Verdeschi, interverranno Alessandra Fassio, funzionario SSABAP e ideatrice del progetto, Carlo Gasparrini, coordinatore scientifico del Piano Strategico e Operativo del Tevere di Roma Capitale, Giuliana Dal Punta di Magis Produzioni e il regista Bruno Restuccia.
L’incontro offrirà l’occasione per riflettere sul ruolo del Tevere come paesaggio culturale e patrimonio collettivo, sulla capacità della conoscenza e della valorizzazione del fiume di contribuire a una città più vissuta dai residenti e meno dipendente dalla pressione turistica concentrata nel centro storico. Carlo Gasparrini approfondirà invece la visione del Piano Strategico e Operativo del Tevere, che interpreta il fiume come una nuova infrastruttura urbana «verde e blu», capace di connettere ambiente, mobilità sostenibile, spazi pubblici e rigenerazione urbana. Il tema della trasversalità del Tevere, inteso come elemento di ricucitura tra quartieri e territori oggi separati, sarà uno dei nodi centrali della discussione. Alessandra Fassio, ricordando come negli anni la Soprintendenza abbia partecipato e contribuito negli anni ai diversi quadri strategici, studi e programmi di valorizzazione del sistema Tevere – spesso fondati sulla lettura del fiume come paesaggio culturale e come infrastruttura storico-archeologica – spiegherà l’importanza della conoscenza e dela valorizzazione di questo patrimonio, anche raccontando la visione alla base del documentario che sarà proiettato a fine evento. Restuccia e Dal Punta porteranno infine il punto di vista del racconto cinematografico, esplorando il rapporto tra memoria, immaginario e trasformazione urbana attraverso la storia di una Roma che cerca di ritrovare il proprio fiume.
Il pomeriggio proseguirà con una serie di focus progettuali dedicati alle possibili alternative ai percorsi turistici più congestionati. Umberto Vattani, presidente del coordinamento scientifico del Distretto del Contemporaneo, illustrerà il potenziale della rete culturale che ruota attorno alla collezione Farnesina e alle istituzioni dell’arte contemporanea come strumento di valorizzazione di nuove geografie urbane. Luca Ribichini, coordinatore della Commissione Formazione OAR, concentrerà invece l’attenzione sull’asse Ostiense-Testaccio, territorio che negli ultimi decenni ha conosciuto profonde trasformazioni e che oggi rappresenta uno dei più interessanti laboratori di rigenerazione urbana della Capitale, tra archeologia industriale, cultura e nuove funzioni urbane.
L’architetto Rosario Pavia guiderà una riflessione sull’area Appia-Torricola, mettendo in evidenza il rapporto tra patrimonio storico, paesaggio e potenzialità di sviluppo di itinerari alternativi capaci di alleggerire la pressione sui luoghi più frequentati della città. Sarà infine Giuliano Fausti, consigliere OAR, a soffermarsi sulle prospettive di Ostia, porta marittima di Roma e territorio strategico per immaginare nuove relazioni tra turismo, ambiente, mobilità e qualità urbana.
La seconda parte dell’evento sarà dedicata a una tavola rotonda sull’attualità delle politiche urbane e turistiche, moderata da Lorenzo Busnengo. Il confronto vedrà la partecipazione di Antonella Melito, vicepresidente della Commissione Urbanistica di Roma Capitale, Onorio Rebecchini, vicepresidente di Federalberghi Roma, e Yuri Trombetti, presidente della Commissione Patrimonio e Politiche abitative di Roma Capitale. Al centro del dibattito, le possibili «strategie multiscalari» per governare i processi urbani contemporanei, bilanciando esigenze economiche, tutela del patrimonio, accessibilità alla casa e qualità della vita nei quartieri.
A chiudere la giornata, come detto, sarà la proiezione di «Parlami di me – Roma e il suo fiume», documentario ideato da Alessandra Fassio, scritto da Bruno Restuccia e Sandro Veronesi, con la regia dello stesso Restuccia e la produzione esecutiva di Giuliana Dal Punta per Magis Produzioni. Il film racconta una Roma che si sviluppa lungo la Riva Ostiense e nei territori di confine tra città e fiume. Un paesaggio in cui storia, natura, archeologia industriale e memoria cinematografica si intrecciano in un racconto che attraversa Rossellini, Visconti, Antonioni e Pasolini, restituendo al Tevere il ruolo di protagonista di una possibile nuova narrazione urbana. Un racconto che guarda al passato per interrogare il presente e immaginare il futuro di una città chiamata a ritrovare un equilibrio tra attrattività globale e diritto quotidiano all’abitare.
Ingresso gratuito con registrazione obbligatoria su formazione.architettiroma.it . L’evento riconosce 4 CFP agli architetti partecipanti. (FN)