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24 Gennaio 2025

Finzioni. La realtร  e l’immaginario – di Marco Maria Sambo

[Premessa al nuovo numero doppio della rivista ufficiale dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia: ๐—”๐—ฅ ๐— ๐—ฎ๐—ด๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ป๐—ฒ ๐Ÿญ๐Ÿฎ๐Ÿต-๐Ÿญ๐Ÿฏ๐Ÿฌ / “๐——๐—ฎ๐—น ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐—ฒ๐—ด๐—ป๐—ผ ๐—ฎ๐—น ๐—บ๐—ฒ๐˜๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐˜€๐—ผ. ๐—”๐—ฟ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐˜๐—ฒ๐˜๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ฒ ๐—ถ๐—บ๐—บ๐—ฎ๐—ด๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐˜๐—ฒ, ๐˜€๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐˜๐˜๐˜‚๐—ฟ๐—ฒ, ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ด๐˜‚๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ถ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ถ”]

Il disegno dโ€™architettura contiene una moltitudine di mondi, fatti di poetica immaginata e materia sognata. Si pone in un limbo, in limine, una zona di confine dove tutto รจ possibile, un giardino dai sentieri che si biforcano (Borges) dove da un lato cโ€™รจ la pura fantasia, dallโ€™altro cโ€™รจ una realtร  agognata, non ancora raggiunta e non sempre raggiungibile, dove spazio e tempo sono incerti โ€“ come una sagoma dai contorni evanescenti e non definiti โ€“, dove le epoche si sovrappongono, il passato si confonde con il futuro e dove, viceversa, la proiezione verso il domani รจ solo una delle infinite possibilitร  e talvolta contiene la storia, lโ€™arcaico, i segni di un mondo perduto e rinato magicamente nello spazio di un disegno fatto a matita, a china, a penna, con strumenti analogici o digitali, oppure con la scrittura dellโ€™intelligenza artificiale.

In poche parole abbiamo molti modi, come dโ€™altra parte รจ sempre stato e sempre sarร , per creare universi diversi dal nostro o per creare immaginari a supporto della realtร , visioni che forse un giorno non molto lontano si trasformeranno nelle prefigurazioni materiche delle nostre cittร  e del nostro paesaggio.

Metaverso di carta

Disegnare, per qualsiasi architetto โ€“ e ancora di piรน per i maestri โ€“ vuol dire compiere un atto che, con lentezza, segno dopo segno, costruisce territori e scenari ancora invisibili, svelandone pian piano il significato, i contorni, lโ€™essenza profonda. Come svelare un sogno.

โ€œLโ€™edificio del sogno รจ dunque una costruzione per immagini di un pensiero che, allo stesso tempo, contiene elementi di cosa ed elementi di parola. Il suo linguaggio รจ caratterizzato dalla partecipazione congiunta di due lingue, di due idiomi che, fondendosi secondo regole proprie del funzionamento onirico, contribuiscono a edificare una facciata, il contenuto manifesto, che racchiude al suo interno il pensiero latenteโ€.

(Eugenio Tescione; Architettura della mente, Testo&Immagine, Torino, 2003, p.34; Universale di architettura n.123, collana fondata da Bruno Zevi).

Ciascun disegno dโ€™autore crea un metaverso di carta, un universo psichico e materico che ha una sua autonomia, sganciato dal reale, esattamente come il racconto di uno scrittore porta il lettore allโ€™interno di un meccanismo del tutto nuovo, un meta-mondo in cui veniamo letteralmente proiettati. Il mondo reale scompare, quando siamo rapiti dalle pagine di uno scrittore. Allo stesso modo, la realtร  va in secondo piano quando vediamo un disegno dโ€™autore o il dipinto di un grande pittore. Lโ€™universo รจ quello, la poetica di chi ha prodotto quellโ€™opera avvolge chi guarda. I segni diventano significanti e quellโ€™universo disegnato รจ capace di creare condivisione, un ponte tra la mente dellโ€™autore e chi osserva quelle linee sulla carta. 

Dal disegno al metaverso, dalle opere dei maestri del Novecento ai maestri del contemporaneo, ciรฒ che resta รจ la capacitร  di declinare poetiche e creare ponti, per cui possiamo varcare un confine e passare nel mondo immaginario โ€“ o reale โ€“ di Paolo Portoghesi, Aldo Rossi, o di Maurizio Sacripanti, Carlo Aymonino, Alessandro Anselmi, oppure Franco Purini, Franz Prati, Arduino Cantร fora, Steven Holl, Zaha Hadid, solo per fare alcuni esempi contenuti in questo volume. 

I tratti di ciascun autore fanno emergere il carattere del loro immaginario, che quasi sempre mischia ciรฒ che รจ reale โ€“ o vuole diventare tale โ€“ con ciรฒ che invece non vuole saperne di entrare nel mondo vero e materiale; come se in qualche modo fosse sempre in atto una lotta da parte della fantasia del compositore che, talvolta, non ha nessuna intenzione di trasformarsi in materia, decisa a rimanere in limine, nella sfera della creativitร , come fosse musica che avvolge solamente di onde sonore lโ€™ambiente nel quale si diffonde. 

Poetica e surrealtร  

Ed รจ forse questo aspetto musicale โ€“ dunque poetico โ€“ ciรฒ che puรฒ rappresentare bene il passaggio dal disegno del Novecento al metaverso in cui siamo immersi, tra architetture immaginarie e scritture artificiali: dal XX secolo a oggi, รจ semplicemente cambiato il modo di suonare, come sono cambiati gli strumenti a disposizione. Ma la musica avvolge sempre le nostre vite. Ciรฒ che davvero sta cambiando, รจ la capacitร  di una entitร  altra, la AI, di creare al posto nostro, grazie a nostre indicazioni scritte. Ma fino a quando la AI sarร  da noi guidata e trasformerร  in possibili tracce le nostre suggestioni, rappresenterร  ancora uno strumento a disposizione per costruire il nuovo, con le chiavi di lettura di ciascuno. Certamente, รจ proprio nella incredibile moltiplicazione di infinite possibilitร , la vera rivoluzione. E nella velocitร  con cui queste possibilitร  vengono create. Come del resto รจ rivoluzionaria la quantitร  di immaginari sovra-reali che oggi possiamo sognare, cosa che ci proietta in una dimensione di potenziale e perenne surrealtร .

Viviamo oggi in un meta-universo costituito da una incredibile quantitร  di immagini, di suoni, di possibilitร , nel quale รจ sempre piรน difficile distinguere la realtร  dalla finzione, come se Borges โ€“ il grande scrittore โ€“ avesse previsto anni prima il corso del nostro mondo, attraverso la sua letteratura.

โ€œQuasi immediatamente, la realtร  ha ceduto in piรน punti. Quel chโ€™รจ certo, รจ che anelava di cedere (โ€ฆ). Tlรถn sarร  un labirinto, ma รจ un labirinto ordito dagli uomini, destinato a esser decifrato dagli uomini. Il contatto con Tlรถn, lโ€™assuefazione ad esso, hanno disintegrato questo mondo (โ€ฆ). Suppongo che la biologia e la matematica attendano anchโ€™esse il proprio avatarโ€ฆ Una sparsa dinastia di solitari ha cambiato la faccia del mondo. I lavori continuano (โ€ฆ). Il mondo sarร  Tlรถnโ€.

(Jorge Luis Borges; Tlรถn, Uqbar, Orbis Tertius, 1940; in Finzioni, Einaudi, Torino, prima edizione nei โ€œNuovi Coralliโ€, 1978, pp. 24-25).

Assistiamo quindi a un mondo in bilico, tra un futuro positivo ricco di innovazioni, sostenibili progressi, rivoluzioni in campo medico, architettonico e sociale, da un lato; oppure completa perdita di senso, cancellazione della storia, della memoria, del fare umano in favore di un universo fittizio, totalmente artificiale, artefatto.

Incanalare energie positive verso il progresso sembra dunque lโ€™unica strada possibile di un processo ormai avviato, che non puรฒ tornare indietro, come lโ€™entropia del nostro mondo non รจ reversibile. Ma puรฒ essere utile, esattamente come nel disegno dโ€™architettura, non solo saper guidare il processo verso lโ€™astrazione, ma anche saper distinguere il reale dallโ€™irreale, cosa che sta diventando sempre piรน difficile: basta aprire Instagram per capire come, nel nostro campo, sia sempre piรน difficile, a volte, distinguere tra unโ€™immagine sovra-reale e una reale, tra finzione e veritร .

Tutto si confonde e, se ci pensiamo bene, le icone pittoriche che nascono oggi con lโ€™intelligenza artificiale sono forse le immagini di un nuovo surrealismo contemporaneo che รจ in grado anche di creare nuove poetiche. Se riusciremo a guidare le scritture artificiali con saggezza, senza farci prendere dal delirio bulimico della sovraproduzione di immagini fantasy, forse il mondo non si trasformerร  in Tlรถn e saremo in grado, ancora una volta, di indirizzare il nostro domani.

Operando questo salto logico, guidando e non subendo il processo, capiremo che lโ€™origine di questo meccanismo nasce proprio dalla libertร  โ€“ e dallโ€™autonomia โ€“ del disegno dellโ€™architettura, capace di costruire โ€“ allora come oggi โ€“ immaginari di fantasia e fantascientifici, prefigurando il futuro come รจ avvenuto con Archigram, con Lebbeus Woods, con Syd Mead, con Haus Rucker Co, Coop Himmelb(l)au e con moltissimi altri artisti-architetti-designer che hanno anticipato ciรฒ che sarebbe avvenuto dopo anni, leggendo semplicemente fumetti e letteratura sci-fi

Il disegno e le prefigurazioni si sono trasformate da analogiche in digitali, per poi passare nel limbo di oggi, fatto di sperimentazione del tutto nuova attraverso gli strumenti della AI. 

Dove porterร  questa evoluzione, non รจ dato sapere. Ma certamente il passaggio รจ in atto ed e irreversibile, starร  a noi tentare di incanalare queste nuove risorse verso il miglioramento effettivo del pianeta Terra. 

La lentezza del disegno analogico continuerร  certamente a rappresentare un valido aiuto per indirizzare le visioni che verranno. Alcune di queste visioni saranno trasformate in realtร  materica, con gli strumenti a disposizione, come รจ sempre avvenuto con i disegni degli architetti. Altre, come sempre, rimarranno finzioni poetiche, autonome, opere pittoriche. 

Quindi, da Paolo Portoghesi a Massimo Gasperini, da Luigi Pellegrin ad Alessandro Melis, da Franco Purini a Francesca De Rosa, da Carlo Aymonino a Claudio Catalano, da Fabio Barilari a Marilena Ramadori, da Luigi Moretti a Cesare Battelli, fino ad altri autori-artisti-architetti, dal Novecento al prossimo futuro, il disegno dโ€™architettura continuerร  ad essere necessario per costruire nuovi immaginari e nuove poetiche, operando sempre di piรน una fusione tra linguaggi analogici, digitali e artificiali. 

Perchรฉ le finzioni disegnate, come sempre, modificheranno il nostro mondo, moltiplicando visioni, per plasmare (sempre) ciรฒ che sarร .

X – Marilena Ramadori | Stazione Termini, Roma, 2023 – Olio su tela

La costruzione del segno e la dimensione estetica

In questo articolo sono numerosi gli esempi (ma sono pochi rispetto al panorama complessivo) che descrivono il passaggio dal segno analogico al digitale, fino al segno digitale-artificiale.

Si tratta, sempre, della costruzione di un meta-mondo racchiuso nei bordi di un foglio o di uno schermo.

Perchรฉ in fondo ciรฒ che rimane โ€“ costante nel tempo โ€“ รจ la dimensione estetica delle opere, una sostanza culturale che trasforma la forma in contenuto dโ€™arte e quindi in sostanza culturale.

Per questo, dal passato a oggi, possiamo riflettere sulla dimensione estetica di ciascuna opera disegnata o digitale, fino a spingerci nella ricerca di questa sostanza estetica anche in quei quadri creati con lโ€™intelligenza artificiale, alcuni dei quali stanno diventando non solamente virali, sui social network, ma contribuiscono alla costruzione di un nuovo immaginario dโ€™arte e di architettura, come nel caso emblematico di Cesare Battelli che oggi รจ pubblicato sulle maggiori riviste nazionali e internazionali e le cui immagini rappresentano la copertina di un momento storico: non a caso Aaron Betsky โ€“ celebre professore di architettura, critico, storico, curatore e direttore di prestigiosi musei nel mondo โ€“ ha scelto proprio Battelli per la prima di copertina del suo bellissimo libro intitolato The Monster Leviathan. Anarchitecture, edito da The MIT Press, Massachussets Institute of Technology, Cambridge, 2023. Un volume che, da Piranesi a Chernikov, da Santโ€™Elia ad Archigram, mostra le superfici, i risvolti, le pieghe del mondo moderno, evidenziando unโ€™architettura dellโ€™anarchia che plasma utopie e distopie del contemporaneo. La chiave di lettura sembra essere sempre quella della dimensione estetica, a partire dalla quale lโ€™arte e lโ€™architettura sono in grado di modificare tutto, in modo talvolta rivoluzionario, evidenziando scenari altri rispetto al quotidiano.

โ€œIl mondo che lโ€™arte sottende non รจ mai quello della realtร  quotidiana, ma neppure รจ un mondo meramente fantastico o illusorio: nulla contiene che non si trovi anche nella realtร  โ€“ azioni, pensieri, sentimenti e sogni, potenzialitร  umane e naturali. Ciรฒ nonostante il mondo di unโ€™opera dโ€™arte รจ ยซirrealeยป nel senso corrente del termine, รจ una realtร  fittizia. Esso รจ ยซirrealeยป non giร  perchรฉ sia meno reale della realtร  costituita, ma perchรฉ lo รจ di piรน, e anzi perchรฉ รจ qualitativamente ยซaltroยป da essa. In quanto mondo fittizio e illusione (Schein), esso contiene piรน veritร  della realtร  quotidiana, mistificata nelle proprie istituzioni e rapporti, che della necessitร  fanno una scelta, e dellโ€™alienazione una realizzazione personale. Solo nel ยซmondo illusorioยป le cose appaiono come sono e come possono essere. Per questa veritร  (che solo lโ€™arte puรฒ esprimere in forma sensuale) il mondo viene rovesciato: รจ la realtร , il mondo quotidiano ad apparire come una realtร  inautentica, falsa e ingannevoleโ€

(Herbert Marcuse; La dimensione estetica, 1977; Mondadori, collana Gli Oscar Saggi, Milano, 1978, p.71).

รˆ dunque quel mondo illusorio, ieri come oggi: รจ capace di trasformazioni radicali, giร  contenute in nuce nelle opere dโ€™arte o di architettura, in un romanzo, in unโ€™opera teatrale, in un disegno, in un fumetto, in un film di fantascienza. E certamente in alcune delle opere realizzate con lโ€™aiuto della AI. La dimensione estetica emerge sempre e contiene nuove possibilitร . 

Dalle visioni di Luigi Pellegrin che costruisce nuovi habitat, portando la sperimentazione distributiva e della forma verso linguaggi futuristici (immagine B); a Franco Purini e Laura Thermes che studiano una โ€œcittร  compattaโ€, fin dal 1966, e arrivano a delineare nuove poetiche architettonico urbane e nuovi linguaggi in cui talvolta la dimensione onirica serve per giungere a una realtร  sognata (C-D); Carlo Aymonino che attraverso le sue visioni ricostruisce una classicitร  perduta, come se nel moderno fosse necessario sempre rileggere lโ€™antica Roma e le sue dinamiche per costruire una nuova realtร   (E); Paolo Portoghesi, il cui perenne confronto con la storia fa germogliare nuove architetture, nuovi libri, nuove riflessioni filosofiche legate alle forme primarie della Terra, alle dinamiche borrominiane costanti, al continuo studio di una Roma Amor ormai perduta nel tempo ma sempre viva nel sogno di architettura (F-G-H). E cosรฌ via, fino a Franco Luccichenti che immagina nuove cittร , invisibili o reali (I-K); o Marco Petreschi la cui dimensione del sacro รจ importante per ragionare su Roma Eterna (J-P). Sono disegni โ€“ appena presentati in questo articolo โ€“ contenuti nella Pinacoteca permanente dellโ€™Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, visibili a tutti, al secondo e terzo piano della Casa dellโ€™Architettura nel complesso monumentale dellโ€™Acquario Romano. Un patrimonio donato allโ€™Ordine da tanti maestri, che testimonia la capacitร  del disegno di architettura di stupirci e di delineare quel mondo illusorio di cui scrive Marcuse: quei disegni rappresentano la realtร , lโ€™immaginario in grado di cambiare tutto.

B – Luigi Pellegrin | Consultazione internazionale sullโ€™utilizzazione del Lingotto FIAT, Torino, 1983 | Pinacoteca permanente dellโ€™Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia nel complesso monumentale dellโ€™Acquario Romano | Disegno di progetto – Sezione prospettica
D – Franco Purini, Studio per una cittร , 2009 | Pinacoteca permanente dellโ€™Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia nel complesso monumentale dellโ€™Acquario Romano | Disegno a china, con colori – Planimetria generale
F – Paolo Portoghesi | La Torre Astrusa / Museo immaginario per De Chirico, 1990 | Pinacoteca permanente dellโ€™Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia nel complesso monumentale dellโ€™Acquario Romano | Matita e inchiostro su carta – Prospetto / Esposto anche dal

Lโ€™ereditร  รจ quindi quella impostata dai maestri e โ€“ spesso โ€“ proprio dai maestri romani, a cominciare da Luigi Moretti che con le sue riflessioni su matematica e architettura, sullโ€™architettura parametrica e sulla capacitร  potenziale della forma di costruire nuove poetiche, รจ stato capace di dare senso alla dimensione estetica e spaziale che poteva cambiare le cose, anticipando con il linguaggio parametrico ciรฒ che in effetti si รจ poi realizzato con le architetture del contemporaneo. Grazie a quel contenuto illusorio, grazie al sogno, a una dimensione estetica pluralista che vedeva nellโ€™unione delle discipline lโ€™unica strada possibile, Moretti ha prefigurato โ€“ tra altri maestri โ€“ le dinamiche di oggi (L-M-N).

Facendo poi un salto verso i nostri giorni, lโ€™architettura disegnata ha diversi punti di riferimento, pubblicati in questo numero di AR MAGAZINE; e tanti altri che speriamo di pubblicare in volumi successivi, sempre sul tema del disegno e dei linguaggi artificiali.

Alcuni architetti-autori riprendono lโ€™approccio dei maestri, quella attitudine al sogno, come fa ad esempio Massimo Gasperini che partendo dallโ€™estetica di Aldo Rossi sviluppa โ€“ rielaborandola โ€“ una sostanza onirica, creando scenografie immaginarie nelle sue opere dโ€™arte e di architettura (A; Q-R-S-T-U-V).

Q | Massimo Gasperini | Barre architettoniche ausiliarie / XXIII-II, 2015 | Disegno colorato su taccuino – Visione tridimensionale prospettica

O Gianluca Evels, che del sogno prende lโ€™essenza operativo progettuale (come farebbe Renzo Piano), disegnando nuovi scenari concreti per le nostre cittร  (W). รˆ per lui possibile dare senso a quel mondo illusorio proprio con le armi della concretezza di progetto.

Fino ad arrivare alla pittura, che fissa lโ€™architettura e la conduce in unโ€™altra dimensione spaziotemporale, in questo caso a metร  tra iperrealismo e metafisica espressiva, come fa Marilena Ramadori che con le sue opere descrive bene diverse realtร  estetiche di Roma e le porta in una dimensione altra, sospesa, quella della pittura (X).

Oppure Fabio Barilari โ€“ a metร  tra la ricerca delle strutture primarie della forma architettonica, il fumetto e la ricostruzione progettuale โ€“ che individua in alcuni capolavori contemporanei, costruiti dai maestri dei nostri giorni, la possibilitร  di studio continuo sulla dimensione estetico spaziale che modifica le nostre cittร  attraverso lโ€™opera architettonica (Y-Z). Un processo che si riscontra anche nei lavori di Francesca D. De Rosa che rintraccia i segni del Novecento ridisegnandoli, studiandoli, evidenziando nuove strutture estetiche come nel caso del suo importante studio su Saverio Muratori e il celebre edificio dellโ€™Enpas a Bologna, nel quale storia medievale e modernitร  sembrano fusi, per una nuova idea di cittร  (O). De Rosa indaga cosรฌ sulla caratteristica, quasi letteraria, di un frammento dโ€™architettura.

โ€œLa letteratura e lโ€™architettura condividono la dimensione dellโ€™ideazione, dellโ€™elaborazione e della realizzazione di nuove realtร . [โ€ฆ] Pertanto, da un rinnovato incontro tra letteratura e architettura รจ nato questo volume che articola in tre parti la dialettica tra slancio utopico e minaccia distopica indissociabile dallโ€™antropizzazione dello spazio civico in Italiaโ€

(Peter Kuon e Marina Pagano (a cura di); Letteratura e architettura. Lโ€™antropizzazione dello spazio civico in un Italia in mutamento, Franco Cesati Editore, Firenze 2024; Introduzione, pp.9-10).

Fino a giungere alla nuova sperimentazione contemporanea, con un pluralismo di discipline che aiuta dunque a definire estetiche e strutture principali dei cambiamenti in atto. Perchรฉ รจ sempre la creazione di nuovi meta universi ciรฒ che spinge gli architetti a guardare verso il futuro remoto, per delineare diversi scenari; come fa Alessandro Melis โ€“ in bilico tra utopia e distopia, tra fumetto, letteratura sci-fi e realtร  โ€“ che attraverso la libertร  del segno ricostruisce un espressionismo biodinamico, organico, e si pone come uno tra i primi autori โ€“ al mondo โ€“ ad aver capito le dinamiche dellโ€™intelligenza artificiale prima dellโ€™avvento della AI, capendo in modo profondo i cambiamenti della nostra societร  e quale direzione stava prendendo la dinamica della foma, comprendendo lโ€™essenza rivoluzionaria della dimensione estetica (AA-AB-AC).

AB – Alessandro Melis | New Zealand series / Symbiotic bodies I 2016 | Disegno – Visione tridimensionale

Guardare i disegni analogici di Melis, oggi, con i prompt della AI che abbiamo a disposizione, con Midjourney e con Chat GPT, fa capire lโ€™evoluzione di questa immensa rivoluzione cui stiamo assistendo. รˆ il primo passo verso lโ€™astrazione delle scritture artificiali che, come giร  scritto, con Cesare Battelli trova uno dei massimi esponenti dei nostri giorni, in grado di creare e ricreare โ€“ forse con lo stesso approccio di Luigi Pellegrin โ€“ nuovi habitat con lโ€™intelligenza artificiale, a partire da varie suggestioni (AD-AE-AF-AG). Sono proprio quegli habitat che Pellegrin disegnava analogicamente e che oggi, chissร , forse anche lui implementerebbe con Midjourney, unendo lโ€™arcaico alla tecnologia futuristica, in modo onirico.

AE – Cesare Battelli | Theatrum Mundi s-2d, 2024 | Visione tridimensionale prospettica realizzata con lโ€™ausilio dellโ€™Intelligenza Artificiale

Perchรฉ il sogno, come dimostra anche Claudio Catalano, puรฒ ragionare in modo libero, creando il nuovo, andando avanti e indietro, prendendo qui e lรฌ segni immaginari e costruzioni materiche, esempi su esempi che il tempo lascia sul suo cammino; il sogno puรฒ anche partire dalla storia, per rielaborarla, partendo ad esempio dallโ€™illuminismo di Boullรฉe, capendo che da lรฌ inizia un rivoluzionario fare illuminista che forse puรฒ spiegarci perchรฉ oggi cโ€™รจ lโ€™intelligenza artificiale. รˆ un nuovo linguaggio iperilluminista, per inventare rinnovati scenari filosofici e architettonici; dimostra che il pensiero รจ in grado di scavare nei cambiamenti in atto, a partire dal nostro passato, trasformandolo (AH-AI-AJ-AK-AL).

AJ – Claudio Catalano | Apparizioni, il Faro, 2024 | Visione tridimensionale, omaggio a Boullรฉe

Illuminismo e rivoluzione artificiale 

Il Cenotafio di Newton รจ un progetto utopico โ€“ dedicato a Isaac Newton โ€“ redatto nel 1784 dallโ€™architetto francese ร‰tienne-Louis Boullรฉe. 

In questo nuovo labirinto costituito dalla moltiplicazione esponenziale degli immaginari, un rinnovato spirito illuminista contemporaneo potrร  costituire un aiuto concreto per le prefigurazioni che saremo in grado di creare. Lโ€™approccio illuminista permetterร  al nostro sguardo di procedere verso muove sperimentazioni.

Per questo motivo, ripartire dallo sguardo di Boullรฉe sembra fondativo, perchรฉ รจ riuscito a unire simbolicamente, ante litteram, la scienza sperimentale allโ€™architettura sognata, inventando nel โ€™700 un mausoleo immortale dedicato a un grande pensatore, matematico, fisico, astronomo, filosofo, teologo inglese. Uno dei piรน grandi scienziati di tutti i tempi.

Mettere insieme diverse discipline, con costante eclettismo e pluralismo del pensiero, sembra essere la chiave per guidare i processi in atto ai nostri giorni. Dunque unire la matematica e i processi algoritmici della AI con la scrittura, con la descrizione degli oggetti e delle architetture che vogliamo creare per costruire โ€œpromptโ€ capaci di generare immagini sperimentali; unire la lentezza di un segno a matita con la capacitร  matematica di inventare nuovi mondi artificiali; riunire i saperi e farli convergere verso il meccanismo generativo dellโ€™intelligenza artificiale per trovare nuovi sistemi green che riescano a depurare il nostro mondo, oppure verso il progresso in campo medico, o verso innovazioni tecnologiche, architettoniche, sociali; verso la ricerca di nuove metodologie per trovare, raggiungere, abitare nuovi pianeti, nuove galassie, tutto ciรฒ rappresenta quello spirito illuminista, rivoluzionario, cui assistiamo ogni volta che guardiamo il Cenotafio di Newton, anche nelle rielaborazioni contemporanee di Claudio Catalano. Perchรฉ la sperimentazione, oggi, come del resto lโ€™intelligenza artificiale, parte dal concetto fondamentale che tutto puรฒ essere trasformato e diventare altro.

In questo pluralismo estetico, formale e filosofico, che tutto trasforma impedendo la fossilizzazione del pensiero, risiede la grande ricchezza dei nostri tempi che, se guidata eticamente, porterร  certamente a nuovi, insperati, rivoluzionari scenari nel prossimo futuro.

โ€œPensai a un labirinto di labirinti, a un labirinto sinuoso e crescente che abbracciasse il passato e lโ€™avvenire, e che implicasse in qualche modo anche gli astri. Assorto in queste immagini illusorie, dimenticai il mio destino dโ€™uomo inseguรฌto. Mi sentii per un tempo indeterminato, percettore astratto del mondoโ€

(Jorge Luis Borges; Il giardino dei sentieri che si biforcano, 1941; in Finzioni, Einaudi, Torino, prima edizione nei โ€œNuovi Coralliโ€, 1978, pp. 83-84).

Marco Maria Sambo 

Segretario dell’Ordine Architetti P.P.C di Roma e Provincia / Direttore editoriale di AR Magazine /
AR Web / Pubblicazioni OAR

Nell’immagine di copertina: Massimo Gasperini | Concatenazioni Architettoniche / XXXIII-II, 2015 | Disegni colorati su taccuino – Visioni tridimensionali prospettiche

ยฉ AR Magazine – Rivista dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia / Vietato riprodurre testo e immagini

Clicca qui per scaricare il numero doppio 129-130 di AR Magazine

Visual Editing: Giuseppe Felici

Architetto, Redazione AR Web

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