[Premessa al nuovo numero doppio della rivista ufficiale dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia: ๐๐ฅ ๐ ๐ฎ๐ด๐ฎ๐๐ถ๐ป๐ฒ ๐ญ๐ฎ๐ต-๐ญ๐ฏ๐ฌ / “๐๐ฎ๐น ๐ฑ๐ถ๐๐ฒ๐ด๐ป๐ผ ๐ฎ๐น ๐บ๐ฒ๐๐ฎ๐๐ฒ๐ฟ๐๐ผ. ๐๐ฟ๐ฐ๐ต๐ถ๐๐ฒ๐๐๐๐ฟ๐ฒ ๐ถ๐บ๐บ๐ฎ๐ด๐ถ๐ป๐ฎ๐๐ฒ, ๐๐ฐ๐ฟ๐ถ๐๐๐๐ฟ๐ฒ, ๐น๐ถ๐ป๐ด๐๐ฎ๐ด๐ด๐ถ ๐ฎ๐ฟ๐๐ถ๐ณ๐ถ๐ฐ๐ถ๐ฎ๐น๐ถ”]
Il disegno dโarchitettura contiene una moltitudine di mondi, fatti di poetica immaginata e materia sognata. Si pone in un limbo, in limine, una zona di confine dove tutto รจ possibile, un giardino dai sentieri che si biforcano (Borges) dove da un lato cโรจ la pura fantasia, dallโaltro cโรจ una realtร agognata, non ancora raggiunta e non sempre raggiungibile, dove spazio e tempo sono incerti โ come una sagoma dai contorni evanescenti e non definiti โ, dove le epoche si sovrappongono, il passato si confonde con il futuro e dove, viceversa, la proiezione verso il domani รจ solo una delle infinite possibilitร e talvolta contiene la storia, lโarcaico, i segni di un mondo perduto e rinato magicamente nello spazio di un disegno fatto a matita, a china, a penna, con strumenti analogici o digitali, oppure con la scrittura dellโintelligenza artificiale.
In poche parole abbiamo molti modi, come dโaltra parte รจ sempre stato e sempre sarร , per creare universi diversi dal nostro o per creare immaginari a supporto della realtร , visioni che forse un giorno non molto lontano si trasformeranno nelle prefigurazioni materiche delle nostre cittร e del nostro paesaggio.
Metaverso di carta
Disegnare, per qualsiasi architetto โ e ancora di piรน per i maestri โ vuol dire compiere un atto che, con lentezza, segno dopo segno, costruisce territori e scenari ancora invisibili, svelandone pian piano il significato, i contorni, lโessenza profonda. Come svelare un sogno.
โLโedificio del sogno รจ dunque una costruzione per immagini di un pensiero che, allo stesso tempo, contiene elementi di cosa ed elementi di parola. Il suo linguaggio รจ caratterizzato dalla partecipazione congiunta di due lingue, di due idiomi che, fondendosi secondo regole proprie del funzionamento onirico, contribuiscono a edificare una facciata, il contenuto manifesto, che racchiude al suo interno il pensiero latenteโ.
(Eugenio Tescione; Architettura della mente, Testo&Immagine, Torino, 2003, p.34; Universale di architettura n.123, collana fondata da Bruno Zevi).
Ciascun disegno dโautore crea un metaverso di carta, un universo psichico e materico che ha una sua autonomia, sganciato dal reale, esattamente come il racconto di uno scrittore porta il lettore allโinterno di un meccanismo del tutto nuovo, un meta-mondo in cui veniamo letteralmente proiettati. Il mondo reale scompare, quando siamo rapiti dalle pagine di uno scrittore. Allo stesso modo, la realtร va in secondo piano quando vediamo un disegno dโautore o il dipinto di un grande pittore. Lโuniverso รจ quello, la poetica di chi ha prodotto quellโopera avvolge chi guarda. I segni diventano significanti e quellโuniverso disegnato รจ capace di creare condivisione, un ponte tra la mente dellโautore e chi osserva quelle linee sulla carta.
Dal disegno al metaverso, dalle opere dei maestri del Novecento ai maestri del contemporaneo, ciรฒ che resta รจ la capacitร di declinare poetiche e creare ponti, per cui possiamo varcare un confine e passare nel mondo immaginario โ o reale โ di Paolo Portoghesi, Aldo Rossi, o di Maurizio Sacripanti, Carlo Aymonino, Alessandro Anselmi, oppure Franco Purini, Franz Prati, Arduino Cantร fora, Steven Holl, Zaha Hadid, solo per fare alcuni esempi contenuti in questo volume.
I tratti di ciascun autore fanno emergere il carattere del loro immaginario, che quasi sempre mischia ciรฒ che รจ reale โ o vuole diventare tale โ con ciรฒ che invece non vuole saperne di entrare nel mondo vero e materiale; come se in qualche modo fosse sempre in atto una lotta da parte della fantasia del compositore che, talvolta, non ha nessuna intenzione di trasformarsi in materia, decisa a rimanere in limine, nella sfera della creativitร , come fosse musica che avvolge solamente di onde sonore lโambiente nel quale si diffonde.
Poetica e surrealtร
Ed รจ forse questo aspetto musicale โ dunque poetico โ ciรฒ che puรฒ rappresentare bene il passaggio dal disegno del Novecento al metaverso in cui siamo immersi, tra architetture immaginarie e scritture artificiali: dal XX secolo a oggi, รจ semplicemente cambiato il modo di suonare, come sono cambiati gli strumenti a disposizione. Ma la musica avvolge sempre le nostre vite. Ciรฒ che davvero sta cambiando, รจ la capacitร di una entitร altra, la AI, di creare al posto nostro, grazie a nostre indicazioni scritte. Ma fino a quando la AI sarร da noi guidata e trasformerร in possibili tracce le nostre suggestioni, rappresenterร ancora uno strumento a disposizione per costruire il nuovo, con le chiavi di lettura di ciascuno. Certamente, รจ proprio nella incredibile moltiplicazione di infinite possibilitร , la vera rivoluzione. E nella velocitร con cui queste possibilitร vengono create. Come del resto รจ rivoluzionaria la quantitร di immaginari sovra-reali che oggi possiamo sognare, cosa che ci proietta in una dimensione di potenziale e perenne surrealtร .
Viviamo oggi in un meta-universo costituito da una incredibile quantitร di immagini, di suoni, di possibilitร , nel quale รจ sempre piรน difficile distinguere la realtร dalla finzione, come se Borges โ il grande scrittore โ avesse previsto anni prima il corso del nostro mondo, attraverso la sua letteratura.
โQuasi immediatamente, la realtร ha ceduto in piรน punti. Quel chโรจ certo, รจ che anelava di cedere (โฆ). Tlรถn sarร un labirinto, ma รจ un labirinto ordito dagli uomini, destinato a esser decifrato dagli uomini. Il contatto con Tlรถn, lโassuefazione ad esso, hanno disintegrato questo mondo (โฆ). Suppongo che la biologia e la matematica attendano anchโesse il proprio avatarโฆ Una sparsa dinastia di solitari ha cambiato la faccia del mondo. I lavori continuano (โฆ). Il mondo sarร Tlรถnโ.
(Jorge Luis Borges; Tlรถn, Uqbar, Orbis Tertius, 1940; in Finzioni, Einaudi, Torino, prima edizione nei โNuovi Coralliโ, 1978, pp. 24-25).
Assistiamo quindi a un mondo in bilico, tra un futuro positivo ricco di innovazioni, sostenibili progressi, rivoluzioni in campo medico, architettonico e sociale, da un lato; oppure completa perdita di senso, cancellazione della storia, della memoria, del fare umano in favore di un universo fittizio, totalmente artificiale, artefatto.
Incanalare energie positive verso il progresso sembra dunque lโunica strada possibile di un processo ormai avviato, che non puรฒ tornare indietro, come lโentropia del nostro mondo non รจ reversibile. Ma puรฒ essere utile, esattamente come nel disegno dโarchitettura, non solo saper guidare il processo verso lโastrazione, ma anche saper distinguere il reale dallโirreale, cosa che sta diventando sempre piรน difficile: basta aprire Instagram per capire come, nel nostro campo, sia sempre piรน difficile, a volte, distinguere tra unโimmagine sovra-reale e una reale, tra finzione e veritร .
Tutto si confonde e, se ci pensiamo bene, le icone pittoriche che nascono oggi con lโintelligenza artificiale sono forse le immagini di un nuovo surrealismo contemporaneo che รจ in grado anche di creare nuove poetiche. Se riusciremo a guidare le scritture artificiali con saggezza, senza farci prendere dal delirio bulimico della sovraproduzione di immagini fantasy, forse il mondo non si trasformerร in Tlรถn e saremo in grado, ancora una volta, di indirizzare il nostro domani.
Operando questo salto logico, guidando e non subendo il processo, capiremo che lโorigine di questo meccanismo nasce proprio dalla libertร โ e dallโautonomia โ del disegno dellโarchitettura, capace di costruire โ allora come oggi โ immaginari di fantasia e fantascientifici, prefigurando il futuro come รจ avvenuto con Archigram, con Lebbeus Woods, con Syd Mead, con Haus Rucker Co, Coop Himmelb(l)au e con moltissimi altri artisti-architetti-designer che hanno anticipato ciรฒ che sarebbe avvenuto dopo anni, leggendo semplicemente fumetti e letteratura sci-fi.
Il disegno e le prefigurazioni si sono trasformate da analogiche in digitali, per poi passare nel limbo di oggi, fatto di sperimentazione del tutto nuova attraverso gli strumenti della AI.
Dove porterร questa evoluzione, non รจ dato sapere. Ma certamente il passaggio รจ in atto ed e irreversibile, starร a noi tentare di incanalare queste nuove risorse verso il miglioramento effettivo del pianeta Terra.
La lentezza del disegno analogico continuerร certamente a rappresentare un valido aiuto per indirizzare le visioni che verranno. Alcune di queste visioni saranno trasformate in realtร materica, con gli strumenti a disposizione, come รจ sempre avvenuto con i disegni degli architetti. Altre, come sempre, rimarranno finzioni poetiche, autonome, opere pittoriche.
Quindi, da Paolo Portoghesi a Massimo Gasperini, da Luigi Pellegrin ad Alessandro Melis, da Franco Purini a Francesca De Rosa, da Carlo Aymonino a Claudio Catalano, da Fabio Barilari a Marilena Ramadori, da Luigi Moretti a Cesare Battelli, fino ad altri autori-artisti-architetti, dal Novecento al prossimo futuro, il disegno dโarchitettura continuerร ad essere necessario per costruire nuovi immaginari e nuove poetiche, operando sempre di piรน una fusione tra linguaggi analogici, digitali e artificiali.
Perchรฉ le finzioni disegnate, come sempre, modificheranno il nostro mondo, moltiplicando visioni, per plasmare (sempre) ciรฒ che sarร .

La costruzione del segno e la dimensione estetica
In questo articolo sono numerosi gli esempi (ma sono pochi rispetto al panorama complessivo) che descrivono il passaggio dal segno analogico al digitale, fino al segno digitale-artificiale.
Si tratta, sempre, della costruzione di un meta-mondo racchiuso nei bordi di un foglio o di uno schermo.
Perchรฉ in fondo ciรฒ che rimane โ costante nel tempo โ รจ la dimensione estetica delle opere, una sostanza culturale che trasforma la forma in contenuto dโarte e quindi in sostanza culturale.
Per questo, dal passato a oggi, possiamo riflettere sulla dimensione estetica di ciascuna opera disegnata o digitale, fino a spingerci nella ricerca di questa sostanza estetica anche in quei quadri creati con lโintelligenza artificiale, alcuni dei quali stanno diventando non solamente virali, sui social network, ma contribuiscono alla costruzione di un nuovo immaginario dโarte e di architettura, come nel caso emblematico di Cesare Battelli che oggi รจ pubblicato sulle maggiori riviste nazionali e internazionali e le cui immagini rappresentano la copertina di un momento storico: non a caso Aaron Betsky โ celebre professore di architettura, critico, storico, curatore e direttore di prestigiosi musei nel mondo โ ha scelto proprio Battelli per la prima di copertina del suo bellissimo libro intitolato The Monster Leviathan. Anarchitecture, edito da The MIT Press, Massachussets Institute of Technology, Cambridge, 2023. Un volume che, da Piranesi a Chernikov, da SantโElia ad Archigram, mostra le superfici, i risvolti, le pieghe del mondo moderno, evidenziando unโarchitettura dellโanarchia che plasma utopie e distopie del contemporaneo. La chiave di lettura sembra essere sempre quella della dimensione estetica, a partire dalla quale lโarte e lโarchitettura sono in grado di modificare tutto, in modo talvolta rivoluzionario, evidenziando scenari altri rispetto al quotidiano.
โIl mondo che lโarte sottende non รจ mai quello della realtร quotidiana, ma neppure รจ un mondo meramente fantastico o illusorio: nulla contiene che non si trovi anche nella realtร โ azioni, pensieri, sentimenti e sogni, potenzialitร umane e naturali. Ciรฒ nonostante il mondo di unโopera dโarte รจ ยซirrealeยป nel senso corrente del termine, รจ una realtร fittizia. Esso รจ ยซirrealeยป non giร perchรฉ sia meno reale della realtร costituita, ma perchรฉ lo รจ di piรน, e anzi perchรฉ รจ qualitativamente ยซaltroยป da essa. In quanto mondo fittizio e illusione (Schein), esso contiene piรน veritร della realtร quotidiana, mistificata nelle proprie istituzioni e rapporti, che della necessitร fanno una scelta, e dellโalienazione una realizzazione personale. Solo nel ยซmondo illusorioยป le cose appaiono come sono e come possono essere. Per questa veritร (che solo lโarte puรฒ esprimere in forma sensuale) il mondo viene rovesciato: รจ la realtร , il mondo quotidiano ad apparire come una realtร inautentica, falsa e ingannevoleโ
(Herbert Marcuse; La dimensione estetica, 1977; Mondadori, collana Gli Oscar Saggi, Milano, 1978, p.71).
ร dunque quel mondo illusorio, ieri come oggi: รจ capace di trasformazioni radicali, giร contenute in nuce nelle opere dโarte o di architettura, in un romanzo, in unโopera teatrale, in un disegno, in un fumetto, in un film di fantascienza. E certamente in alcune delle opere realizzate con lโaiuto della AI. La dimensione estetica emerge sempre e contiene nuove possibilitร .
Dalle visioni di Luigi Pellegrin che costruisce nuovi habitat, portando la sperimentazione distributiva e della forma verso linguaggi futuristici (immagine B); a Franco Purini e Laura Thermes che studiano una โcittร compattaโ, fin dal 1966, e arrivano a delineare nuove poetiche architettonico urbane e nuovi linguaggi in cui talvolta la dimensione onirica serve per giungere a una realtร sognata (C-D); Carlo Aymonino che attraverso le sue visioni ricostruisce una classicitร perduta, come se nel moderno fosse necessario sempre rileggere lโantica Roma e le sue dinamiche per costruire una nuova realtร (E); Paolo Portoghesi, il cui perenne confronto con la storia fa germogliare nuove architetture, nuovi libri, nuove riflessioni filosofiche legate alle forme primarie della Terra, alle dinamiche borrominiane costanti, al continuo studio di una Roma Amor ormai perduta nel tempo ma sempre viva nel sogno di architettura (F-G-H). E cosรฌ via, fino a Franco Luccichenti che immagina nuove cittร , invisibili o reali (I-K); o Marco Petreschi la cui dimensione del sacro รจ importante per ragionare su Roma Eterna (J-P). Sono disegni โ appena presentati in questo articolo โ contenuti nella Pinacoteca permanente dellโOrdine degli Architetti di Roma e Provincia, visibili a tutti, al secondo e terzo piano della Casa dellโArchitettura nel complesso monumentale dellโAcquario Romano. Un patrimonio donato allโOrdine da tanti maestri, che testimonia la capacitร del disegno di architettura di stupirci e di delineare quel mondo illusorio di cui scrive Marcuse: quei disegni rappresentano la realtร , lโimmaginario in grado di cambiare tutto.



Lโereditร รจ quindi quella impostata dai maestri e โ spesso โ proprio dai maestri romani, a cominciare da Luigi Moretti che con le sue riflessioni su matematica e architettura, sullโarchitettura parametrica e sulla capacitร potenziale della forma di costruire nuove poetiche, รจ stato capace di dare senso alla dimensione estetica e spaziale che poteva cambiare le cose, anticipando con il linguaggio parametrico ciรฒ che in effetti si รจ poi realizzato con le architetture del contemporaneo. Grazie a quel contenuto illusorio, grazie al sogno, a una dimensione estetica pluralista che vedeva nellโunione delle discipline lโunica strada possibile, Moretti ha prefigurato โ tra altri maestri โ le dinamiche di oggi (L-M-N).
Facendo poi un salto verso i nostri giorni, lโarchitettura disegnata ha diversi punti di riferimento, pubblicati in questo numero di AR MAGAZINE; e tanti altri che speriamo di pubblicare in volumi successivi, sempre sul tema del disegno e dei linguaggi artificiali.
Alcuni architetti-autori riprendono lโapproccio dei maestri, quella attitudine al sogno, come fa ad esempio Massimo Gasperini che partendo dallโestetica di Aldo Rossi sviluppa โ rielaborandola โ una sostanza onirica, creando scenografie immaginarie nelle sue opere dโarte e di architettura (A; Q-R-S-T-U-V).

O Gianluca Evels, che del sogno prende lโessenza operativo progettuale (come farebbe Renzo Piano), disegnando nuovi scenari concreti per le nostre cittร (W). ร per lui possibile dare senso a quel mondo illusorio proprio con le armi della concretezza di progetto.
Fino ad arrivare alla pittura, che fissa lโarchitettura e la conduce in unโaltra dimensione spaziotemporale, in questo caso a metร tra iperrealismo e metafisica espressiva, come fa Marilena Ramadori che con le sue opere descrive bene diverse realtร estetiche di Roma e le porta in una dimensione altra, sospesa, quella della pittura (X).
Oppure Fabio Barilari โ a metร tra la ricerca delle strutture primarie della forma architettonica, il fumetto e la ricostruzione progettuale โ che individua in alcuni capolavori contemporanei, costruiti dai maestri dei nostri giorni, la possibilitร di studio continuo sulla dimensione estetico spaziale che modifica le nostre cittร attraverso lโopera architettonica (Y-Z). Un processo che si riscontra anche nei lavori di Francesca D. De Rosa che rintraccia i segni del Novecento ridisegnandoli, studiandoli, evidenziando nuove strutture estetiche come nel caso del suo importante studio su Saverio Muratori e il celebre edificio dellโEnpas a Bologna, nel quale storia medievale e modernitร sembrano fusi, per una nuova idea di cittร (O). De Rosa indaga cosรฌ sulla caratteristica, quasi letteraria, di un frammento dโarchitettura.

โLa letteratura e lโarchitettura condividono la dimensione dellโideazione, dellโelaborazione e della realizzazione di nuove realtร . [โฆ] Pertanto, da un rinnovato incontro tra letteratura e architettura รจ nato questo volume che articola in tre parti la dialettica tra slancio utopico e minaccia distopica indissociabile dallโantropizzazione dello spazio civico in Italiaโ
(Peter Kuon e Marina Pagano (a cura di); Letteratura e architettura. Lโantropizzazione dello spazio civico in un Italia in mutamento, Franco Cesati Editore, Firenze 2024; Introduzione, pp.9-10).
Fino a giungere alla nuova sperimentazione contemporanea, con un pluralismo di discipline che aiuta dunque a definire estetiche e strutture principali dei cambiamenti in atto. Perchรฉ รจ sempre la creazione di nuovi meta universi ciรฒ che spinge gli architetti a guardare verso il futuro remoto, per delineare diversi scenari; come fa Alessandro Melis โ in bilico tra utopia e distopia, tra fumetto, letteratura sci-fi e realtร โ che attraverso la libertร del segno ricostruisce un espressionismo biodinamico, organico, e si pone come uno tra i primi autori โ al mondo โ ad aver capito le dinamiche dellโintelligenza artificiale prima dellโavvento della AI, capendo in modo profondo i cambiamenti della nostra societร e quale direzione stava prendendo la dinamica della foma, comprendendo lโessenza rivoluzionaria della dimensione estetica (AA-AB-AC).

Guardare i disegni analogici di Melis, oggi, con i prompt della AI che abbiamo a disposizione, con Midjourney e con Chat GPT, fa capire lโevoluzione di questa immensa rivoluzione cui stiamo assistendo. ร il primo passo verso lโastrazione delle scritture artificiali che, come giร scritto, con Cesare Battelli trova uno dei massimi esponenti dei nostri giorni, in grado di creare e ricreare โ forse con lo stesso approccio di Luigi Pellegrin โ nuovi habitat con lโintelligenza artificiale, a partire da varie suggestioni (AD-AE-AF-AG). Sono proprio quegli habitat che Pellegrin disegnava analogicamente e che oggi, chissร , forse anche lui implementerebbe con Midjourney, unendo lโarcaico alla tecnologia futuristica, in modo onirico.

Perchรฉ il sogno, come dimostra anche Claudio Catalano, puรฒ ragionare in modo libero, creando il nuovo, andando avanti e indietro, prendendo qui e lรฌ segni immaginari e costruzioni materiche, esempi su esempi che il tempo lascia sul suo cammino; il sogno puรฒ anche partire dalla storia, per rielaborarla, partendo ad esempio dallโilluminismo di Boullรฉe, capendo che da lรฌ inizia un rivoluzionario fare illuminista che forse puรฒ spiegarci perchรฉ oggi cโรจ lโintelligenza artificiale. ร un nuovo linguaggio iperilluminista, per inventare rinnovati scenari filosofici e architettonici; dimostra che il pensiero รจ in grado di scavare nei cambiamenti in atto, a partire dal nostro passato, trasformandolo (AH-AI-AJ-AK-AL).

Illuminismo e rivoluzione artificiale
Il Cenotafio di Newton รจ un progetto utopico โ dedicato a Isaac Newton โ redatto nel 1784 dallโarchitetto francese รtienne-Louis Boullรฉe.
In questo nuovo labirinto costituito dalla moltiplicazione esponenziale degli immaginari, un rinnovato spirito illuminista contemporaneo potrร costituire un aiuto concreto per le prefigurazioni che saremo in grado di creare. Lโapproccio illuminista permetterร al nostro sguardo di procedere verso muove sperimentazioni.
Per questo motivo, ripartire dallo sguardo di Boullรฉe sembra fondativo, perchรฉ รจ riuscito a unire simbolicamente, ante litteram, la scienza sperimentale allโarchitettura sognata, inventando nel โ700 un mausoleo immortale dedicato a un grande pensatore, matematico, fisico, astronomo, filosofo, teologo inglese. Uno dei piรน grandi scienziati di tutti i tempi.
Mettere insieme diverse discipline, con costante eclettismo e pluralismo del pensiero, sembra essere la chiave per guidare i processi in atto ai nostri giorni. Dunque unire la matematica e i processi algoritmici della AI con la scrittura, con la descrizione degli oggetti e delle architetture che vogliamo creare per costruire โpromptโ capaci di generare immagini sperimentali; unire la lentezza di un segno a matita con la capacitร matematica di inventare nuovi mondi artificiali; riunire i saperi e farli convergere verso il meccanismo generativo dellโintelligenza artificiale per trovare nuovi sistemi green che riescano a depurare il nostro mondo, oppure verso il progresso in campo medico, o verso innovazioni tecnologiche, architettoniche, sociali; verso la ricerca di nuove metodologie per trovare, raggiungere, abitare nuovi pianeti, nuove galassie, tutto ciรฒ rappresenta quello spirito illuminista, rivoluzionario, cui assistiamo ogni volta che guardiamo il Cenotafio di Newton, anche nelle rielaborazioni contemporanee di Claudio Catalano. Perchรฉ la sperimentazione, oggi, come del resto lโintelligenza artificiale, parte dal concetto fondamentale che tutto puรฒ essere trasformato e diventare altro.
In questo pluralismo estetico, formale e filosofico, che tutto trasforma impedendo la fossilizzazione del pensiero, risiede la grande ricchezza dei nostri tempi che, se guidata eticamente, porterร certamente a nuovi, insperati, rivoluzionari scenari nel prossimo futuro.
โPensai a un labirinto di labirinti, a un labirinto sinuoso e crescente che abbracciasse il passato e lโavvenire, e che implicasse in qualche modo anche gli astri. Assorto in queste immagini illusorie, dimenticai il mio destino dโuomo inseguรฌto. Mi sentii per un tempo indeterminato, percettore astratto del mondoโ
(Jorge Luis Borges; Il giardino dei sentieri che si biforcano, 1941; in Finzioni, Einaudi, Torino, prima edizione nei โNuovi Coralliโ, 1978, pp. 83-84).
Marco Maria Sambo
Segretario dell’Ordine Architetti P.P.C di Roma e Provincia / Direttore editoriale di AR Magazine /
AR Web / Pubblicazioni OAR
Nell’immagine di copertina: Massimo Gasperini | Concatenazioni Architettoniche / XXXIII-II, 2015 | Disegni colorati su taccuino – Visioni tridimensionali prospettiche
ยฉ AR Magazine – Rivista dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e Provincia / Vietato riprodurre testo e immagini
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Visual Editing: Giuseppe Felici
Architetto, Redazione AR Web






