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Architettura
13 Ottobre 2026

Architecture Film Festival, il cinema entra nei quartieri: a Centocelle vince «Ricostruzione»

Premiati il 4 ottobre alla Casa dell’Architettura, nella giornata conclusiva di FAR26, i cortometraggi vincitori della call dedicata al racconto audiovisivo dei quartieri di Roma. Il primo premio è andato a Chiara Bussotti, mentre una menzione speciale è stata assegnata ad Anastasia Pellegrini per «La chiave di Greta». Il premio per il corto relativo a Casal Bruciato non è stato assegnato

Entrare nel quartiere, con la macchina da presa, e restituirne l’identità attraverso incontri, presenze e frammenti di vita quotidiana, lasciando che siano le immagini a comporre il racconto. È stata proprio la capacità di osservare un luogo da una prospettiva «inedita», uno degli elementi premiati del cortometraggio vincitore dell’Architecture Film Festival, il concorso promosso nell’ambito del Festival dell’Architettura di Roma 2026 (FAR26) per esplorare il rapporto tra architettura, cinema e trasformazioni urbane.

Il riconoscimento è stato assegnato a «Ricostruzione», di Chiara Bussotti, corto dedicato a Centocelle, nel Municipio V. La premiazione si è svolta il 4 ottobre scorso alla Casa dell’Architettura, nella giornata conclusiva dell’ottava edizione del Festival dell’Architettura di Roma, promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia. Alla stessa opera la giuria ha affiancato una menzione speciale per «La chiave di Greta» di Anastasia Pellegrini, anch’esso ambientato a Centocelle. Il premio per il corto relativo a Casal Bruciato, nel Municipio IV, non è stato assegnato. La giuria era composta da Francesco Maria De Vecchis, Claudia Ricciardi, Ernesta Caviola e Gianfranco Pannone.

Nelle motivazioni del primo premio, la giuria ha sottolineato la capacità di Bussotti di utilizzare «il pretesto di un incontro tra due ragazze che dovranno convivere a Centocelle» per accompagnare lo spettatore alla scoperta di un quartiere che, a un primo sguardo, potrebbe apparire «anonimo» privo di caratteri distintivi. L’originalità del lavoro risiede anche «nella scelta della voce narrante: un uomo racconta le due ragazze, invisibili ma sempre evocate, attraverso visioni e frammenti del quartiere restituiti dalla macchina da presa». È attraverso questa narrazione che lo spazio urbano acquista significato, diventando parte integrante della storia.

La menzione speciale è stata invece assegnata, come detto, a «La chiave di Greta» di Anastasia Pellegrini. La giuria ne ha riconosciuto il carattere «piccolo e tenero» e apprezza un approccio registico «semplice e diretto», che segue la giovane Greta «in cerca del luogo giusto dove inserire la chiave che le è stata affidata». Il cortometraggio costruisce così un racconto in cui il movimento e la presenza della protagonista si intrecciano con la danza e con gli spazi sul territorio, «restituendo poesia a un quartiere periferico». La giuria ha inoltre espresso l’auspicio «che la giovane regista possa affinare un proprio percorso di ricerca e linguaggio con i lavori che ci auguriamo verranno».

I due riconoscimenti dedicati a Centocelle restituiscono, in modi differenti, il senso dell’iniziativa: utilizzare il cortometraggio come strumento per leggere i luoghi oltre le loro rappresentazioni più consuete, dando spazio a storie, percezioni e relazioni che contribuiscono a costruire l’identità di un quartiere. Al vincitore spetta il premio di 1000 euro previsto dal bando. 

Tutti i cortometraggi pervenuti saranno proiettati venerdì 17 ottobre, alle ore 17:00, nell’ambito di PROIEZIONI 2026, la manifestazione ospitata dalla Casa dell’Architettura, in piazza Manfredo Fanti 47, nel programma della Festa del Cinema di Roma. Dal 15 al 17 ottobre, PROIEZIONI propone tre giornate dedicate all’incontro tra cinema, architettura e musica, con documentari, talk, contest, performance audiovisive, musica dal vivo e appuntamenti dedicati alle nuove generazioni creative (LINK).

(FN)

di Redazione OAR

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