Rimettere l’architettura al centro del dibattito pubblico, sottraendola a una visione riduttiva, chiusa o puramente tecnica, e restituendole il ruolo di strumento centrale per incidere, attraverso il progetto, sulla qualità della vita, dell’ambiente e dello spazio urbano. Sono alcuni degli obiettivi che guidano il nuovo corso della Casa dell’Architettura di Roma, chiamata – in continuità con il recente passato – a farsi sempre più luogo di conoscenza, confronto e divulgazione, aperto non solo agli addetti ai lavori ma all’intera cittadinanza. Una visione che riconosce nel progetto architettonico un elemento culturale e politico, nel senso più alto del termine, e che individua nella contaminazione tra saperi, linguaggi e discipline una chiave imprescindibile per leggere il presente e guardare al futuro.
In questo quadro si colloca la presentazione di CONTEMPORANEA – in calendario per venerdì 30 gennaio alle ore 18.00, in piazza Manfredo Fanti 47 -, rassegna triennale dedicata al tema del contemporaneo a Roma, alle sue trasformazioni e alle intersezioni tra architettura, arti e spazio pubblico. Sarà l’occasione per presentare il programma culturale 2026 della Casa dell’Architettura, curato dalla nuova direttrice Claudia Ricciardi insieme alla commissione CdA dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia (composta, oltre che da Ricciardi, da Michela Carla Falcone, Federica Morgia, Valerio Palmieri e Gianpiero Venturini). Nel corso dell’evento , alla presenza di rappresentanti istituzionali, del Comitato scientifico e di ospiti nazionali e internazionali, saranno presentati il Manifesto culturale della rassegna, la visione complessiva del triennio e il tema su cui si incardinerà l’edizione 2026, nonché lanciate due call internazionali, a conferma della vocazione della Casa dell’Architettura a operare come piattaforma aperta di dialogo e ricerca, capace di mettere in relazione la Capitale con il dibattito architettonico europeo e globale.
Il comunicato stampa con il programma dell’evento del 30 gennaio
CONTEMPORANEA nasce come progetto culturale strutturato e di lungo periodo, con l’ambizione di interrogare il senso del contemporaneo nella città di Roma. Il primo anno della rassegna, come detto, sarà dedicato al tema contaminazioni, intese non come semplice mescolanza, ma come scelta critica consapevole, come intersezione tra discipline, tempi e pratiche differenti. Una riflessione che trova nella storia stessa di Roma esempi emblematici, dove la stratificazione diventa progetto e si traduce in architettura: da Palazzo Savelli di Baldassarre Peruzzi, che innesta il linguaggio rinascimentale sulle strutture del teatro di Marcello, trasformando la stratificazione in progetto, al Villino Alatri di Morpurgo, architettura del Novecento, che con l’intervento di Mario Ridolfi, Wolfgang Frankl e Mario Fiorentino riesce a mettere in tensione modernità e tradizione, razionalità e memoria del luogo (nella gallery alcune immagini). CONTEMPORANEA – contaminazioni intende collocarsi in questa linea, interrogandosi nella sua prima edizione sulla contaminazione come pratica culturale capace di ridefinire il rapporto tra passato e presente.
Il programma 2026 della Casa dell’Architettura si articolerà in mostre, convegni, talk, laboratori permanenti, rassegne cinematografiche, open call e premi, affiancati da iniziative fuori sede e collaborazioni con istituzioni culturali italiane e internazionali. Durante la presentazione sarà inoltre sottoscritto il protocollo d’intesa per il gemellaggio tra la Casa dell’Architettura di Roma e la Casa de la Arquitectura di Madrid, primo passo verso la costruzione di una piattaforma culturale europea condivisa sul progetto contemporaneo, sulle politiche urbane e sulla partecipazione attiva dei cittadini.
La connotazione della Casa dell’Architettura come luogo fisico e simbolico, in grado di legare in modo diretto cultura, architettura e spazio civico, è richiamato dalla riflessione del presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, Christian Rocchi: «La cultura è strumento principe per il miglioramento dell’umanità. Implica la necessità di darsi degli obiettivi, di avere una visione che porti a spostare l’asta della nostra conoscenza umana un po’ più in alto. La cultura ha bisogno di opere concrete realizzate. Ha bisogno di conoscenza e di critica. Di posti fisici dove mostrare, discutere e far incontrare le idee. La cultura ha bisogno di case». E a Roma, dal 2003 – prosegue il presidente OAR, «l’architettura ha la sua Casa», dove «abbiamo raccontato l’architettura, l’abbiamo diffusa, l’abbiamo confrontata in contesti internazionali, l’abbiamo contaminata con altre arti: cinema, musica, arte figurativa, scenografia, lirica, canto. Espressioni diverse di un medesimo sentire. Un sentimento comune. Questa è la Casa dell’Architettura – conclude Rocchi -: questo ha fatto e questo continuerà a fare».
A ribadire il ruolo pubblico e civile dell’architettura e del progetto è Claudia Ricciardi, nuova direttrice della Casa dell’Architettura. «La crisi che l’architettura oggi vive – afferma – compromette il ruolo storicamente sociale dell’architetto, facendo del progetto un ‘prodotto’ troppo spesso considerato un mero servizio suscettibile al massimo ribasso. L’architettura, al contrario, svolge sempre un ruolo di pubblico interesse intercettando cultura, economia, ambiente e paesaggio naturale e costruito. Riabilitare la città come bene collettivo equivale a riaffermare il ruolo politico – nel senso più nobile del termine – dell’architettura, ristabilendo l’irrinunciabilità della qualità perseguita attraverso l’ideazione progettuale. Se la visione della città futura coincide con il mandato che la politica è chiamata ad assolvere, la promozione e diffusione culturale dell’architettura sono gli obiettivi della Casa dell’Architettura attraverso eventi rivolti non solo ad un pubblico di settore ma anche alla politica e cittadinanza. La Casa dell’Architettura, in questo senso, non è la Casa degli architetti, ma dei cittadini che qui possono scoprire e approfondire la cultura dell’architettura e del progetto».
L’evento del 30 gennaio sarà dunque non solo una presentazione del percorso delineato per le attività dei prossimi anni, ma un momento di confronto ampio e articolato, con al centro, una domanda che attraverserà l’intera rassegna e che interpella direttamente la città: Roma è ancora una città contemporanea?
Una domanda che, come sottolinea ancora Ricciardi, non cerca risposte definitive ma apre uno spazio di indagine critica: «L’obiettivo – spiega – non è formulare una critica severa, ma di indagare possibilità di azione, promuovere la cultura del progetto, individuare esempi virtuosi a livello internazionale, riflettere sul concetto di patrimonio e dimostrare che intervenire sull’esistente è non solo possibile, ma necessario. Con CONTEMPORANEA l’intento non è quello di esaurire il tema né di risolvere una delle questioni più complesse della città; si propone, piuttosto, una piattaforma di indagine e confronto sulle possibilità che Roma ha oggi per immaginare e costruire il proprio futuro a partire dal suo passato. CONTEMPORANEA è la rotta lungo la quale la Casa si muoverà nel prossimo periodo». (FN)
Di seguito il programma del 30 gennaio 2026
Ore 18.00 – Saluti istituzionali
Interventi di apertura delle istituzioni promotrici e dei rappresentanti degli enti coinvolti:
- Christian Rocchi, Presidente Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia
- Andrea Tobia Zevi Assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale
- Amedeo Schiattarella, Presidente Comitato Scientifico – Urban Center
- Alice Buzzone, Segretaria Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia e direttrice FAR
Ore 18.20 – “CONTEMPORANEA” – Manifesto
Illustrazione della visione, degli obiettivi e delle linee guida della rassegna triennale “CONTEMPORANEA”:
- Claudia Ricciardi, Direttrice Casa dell’Architettura di Roma
- Michela Carla Falcone, Commissione Casa dell’Architettura di Roma
Ore 18.40 – Roma è ancora una città contemporanea?
Dibattito con i principali rappresentanti delle istituzioni culturali italiane e internazionali:
- Nina Bassoli, Triennale di Milano
- Angela Parente, Museo MAXXI
- Maria Cristiana Costanzo, La Biennale di Venezia
Moderato da:
- Claudia Ricciardi, Direttrice Casa dell’Architettura di Roma
- Valerio Palmieri, Commissione Casa dell’Architettura di Roma
Ore 19.20 – Visioni a confronto
Dialogo su visioni e riflessioni del progetto contemporaneo tra Italia e Spagna:
- Christian Rocchi, Presidente Ordine degli Architetti PPC di Roma e Provincia
- Iñaqui Carnicero, Segretario Generale per l’Agenda Urbana, l’Abitazione e l’Architettura, Ministero dell’Abitazione e dell’Agenda Urbana
Moderato da:
- Federica Morgia, Commissione Casa dell’Architettura di Roma
Ore 20.00 – Firma protocollo d’intesa tra la Casa dell’Architettura di Roma e la Casa de la Arquitectura di Madrid
Ore 20.15 – Rinfresco