Roma come spazio pubblico da riattivare e reinterpretare, come organismo vivente attraversato dal tempo e dai fenomeni naturali, come archivio di visioni mai realizzate e come immagine continuamente riscritta dalla (sovra)esposizione mediatica globale. Sono alcune delle istantanee che emergono dai contributi vincitori della Call for Contributions promossa dalla Casa dell’Architettura – lanciata nell’ambito della rassegna CONTEMPORANEA Contaminazioni -, capaci di restituire una lettura articolata e critica della contemporaneità urbana. L’iniziativa ha invitato ricercatori, progettisti, artisti e studiosi a interrogarsi su un quesito tanto semplice quanto radicale: Roma è ancora una città contemporanea? La call chiedeva di esplorare il tema attraverso un dialogo tra teoria e progetto, tra parola e immagine, proponendo riflessioni e contributi grafici capaci di mettere in relazione le stratificazioni storiche con le trasformazioni in atto.
La risposta è arrivata attraverso quaranta proposte ricevute, complessivamente di alta qualità, che hanno saputo interpretare in modi diversi il rapporto tra linguaggio grafico, contenuto critico e contesto urbano romano. I contributi selezionati, insieme a tutti gli altri elaborati pervenuti, saranno presentati e discussi nel corso del convegno «Roma Contaminata», in programma il 12 e 13 giugno 2026 presso la Casa dell’Architettura, e troveranno spazio anche all’interno di una mostra collettiva concepita come spazio condiviso e di confronto tra visioni.
A individuare i vincitori è stata una giuria – composta da Claudia Ricciardi, direttrice Casa dell’Architettura, Michela Carla Falcone, Federica Morgia, Valerio Palmieri e Gianpiero Venturini – che ha operato una selezione secondo criteri di coerenza teorica, originalità e qualità del disegno, riconoscendo nelle proposte premiate una particolare capacità di coniugare forza espressiva e profondità critica. I quattro vincitori, nello specifico, si presentano diversi per linguaggi e approcci, ma accomunati dalla capacità di intercettare «nodi cruciali del dibattito contemporaneo», come lo spazio pubblico, la dimensione temporale e climatica, il patrimonio latente e la costruzione dell’immagine urbana.
I vincitori della call
Il primo classificato è «The Value of Public Spaces as Democratic Practice» di Giorgia Scognamiglio, con contributo grafico di ROBOCOOP. Il progetto propone una riflessione sullo spazio pubblico come pratica democratica viva, costruita non solo dalla forma urbana ma soprattutto dagli usi quotidiani, dalle interazioni e dalle dinamiche sociali. Roma viene letta come una città in cui questa dimensione resta ancora in parte inespressa, segnata da una distanza tra rappresentazione simbolica e vita reale, aprendo così a un confronto con esperienze internazionali capaci di attivare lo spazio pubblico come infrastruttura civica.
Al secondo posto si è piazzato «Abissi temporali. Roma nel tempo» di Ilaria Maurelli, che indaga la città come «corpo geologico e atmosferico in continua trasformazione». Il progetto mette in relazione fenomeni naturali, cambiamenti climatici e stratificazioni profonde, restituendo un’immagine di Roma come sistema dinamico e metamorfico, in cui il tempo agisce come agente attivo e contaminante, capace di ridefinire continuamente paesaggi e significati.
Il terzo classificato è «Roma non realizzata. Visioni per un’altra possibile capitale» di Paolo Marcoaldi, che costruisce una cartografia alternativa della città attraverso la ricomposizione di progetti mai realizzati. Ne emerge una Roma fatta di possibilità sospese e ipotesi stratificate, un laboratorio permanente del progetto urbano in cui l’incompiuto diventa chiave di lettura della contemporaneità.
Il quarto contributo premiato è «#rome» di Giorgio Lana, che affronta il tema della rappresentazione della città nell’era dell’overtourism e della produzione massiva di immagini. Attraverso il confronto tra lo sguardo autoriale e quello turistico, il progetto evidenzia la costruzione di una geografia immateriale che ridefinisce l’identità di Roma, sospesa tra autenticità e simulacro.
I progetti vincitori, insieme a tutti gli elaborati selezionati, saranno protagonisti del convegno «Roma Contaminata», in programma il 12 e 13 giugno alla Casa dell’Architettura, che si configura come uno spazio di confronto interdisciplinare tra ricerca, progetto e produzione culturale. La mostra collettiva che accompagnerà l’evento non sarà solo un’esposizione, ma un dispositivo attivo di dialogo, capace di restituire visivamente la complessità delle trasformazioni in atto o immaginate e di alimentare nuove riflessioni sul futuro della città. (FN)