Portare l’architettura fuori dai luoghi abituali, incontrare i quartieri, le comunità e i territori, utilizzando il progetto come strumento di osservazione e trasformazione della città. È il percorso seguito, in continuità con le passate edizioni, da FAR26, il Festival dell’Architettura di Roma promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, che dopo le prime tappe all’Esquilino e a Centocelle è approdato a Casal Bruciato tra gli scorsi 25 e 27 settembre, prima di tornare nei prossimi giorni alla Casa dell’Architettura per la parte conclusiva del Festival. Il 30 settembre sarà la volta del nuovo format progettoDOPOLAVORO, mentre il 1° ottobre gli appuntamenti proseguiranno con gli eventi OFF. Dal 2 al 4 ottobre, infine, la Casa dell’Architettura ospiterà il programma centrale della manifestazione, dedicato al progetto contemporaneo e ai suoi rapporti con città, società e professione, con ospiti internazionali e rappresentanti delle istituzioni.
Casal Bruciato, il festival incontra il quartiere
A Casal Bruciato, FAR26 si è distribuito tra Piazza Balsamo Crivelli, Caffè Bruciato e Villa Fassini, trasformando per tre giorni diversi spazi del quartiere in luoghi per laboratori, passeggiate, attività partecipative, installazioni, proiezioni e momenti conviviali. Al centro della tappa anche la presentazione della mappa di Casal Bruciato, realizzata attraverso un percorso di conoscenza del territorio e distribuita gratuitamente.
L’apertura del programma sul territorio è stata segnata dall’inaugurazione di Nodo Aperto, installazione temporanea realizzata in Piazza Balsamo Crivelli e vincitrice della call FAR25/26. Il progetto, capogruppo Nicola Auciello, è nato dall’osservazione della vita della piazza e dal confronto con chi la abita, con l’obiettivo di «restituirle vitalità trasformandola in uno spazio di incontro e convivialità». La struttura, realizzata con tubolari in ferro e caratterizzata dal rosso come elemento riconoscibile, è stata sviluppata anche attraverso questionari e osservazioni sul campo.
«Nodo Aperto – ha spiegato Nicola Auciello – è un progetto specifico per piazza Balsamo Crivelli. Siamo partiti dalla difficoltà della piazza e della sua vita nell’arco delle 24 ore: di giorno è frequentata soprattutto da persone anziane, mentre la sera tende a svuotarsi. Abbiamo cercato quindi di lavorare sulla possibilità di renderla una ‘casa’, costruendo un senso di appartenenza attraverso diversi spazi e significati, dal gioco alla lettura, dall’incontro all’ascolto. Proprio l’ascolto è stato il punto di partenza per fare in modo che la piazza e la comunità potessero tornare a riemergere e riappropriarsi dello spazio».
La video pillola di Nicola Auciello
La nuova configurazione della piazza è stata accompagnata anche dal coinvolgimento del territorio e degli studenti. Arianna Sordi – che ha fatto parte del team di progettazione di Nodo Aperto, insieme agli altri studenti AANT – ha sottolineato in particolare il contributo degli studenti del Liceo Enzo Rossi alla realizzazione della struttura (pavimentazione) e la risposta positiva degli abitanti: «La piazza è tornata a essere viva – ha detto – e le persone sono soddisfatte. Abbiamo cercato di creare spazi per rilassarsi, stare insieme, leggere, ascoltare e incontrarsi».
Il video di Arianna Sordi
A sottolineare un’impostazione, quella di FAR sui territori, che ha consentito di portare un programma articolato anche in un contesto periferico è stato il presidente del Municipio IV, Massimiliano Umberti: «Siamo contenti di ospitare FAR e gli architetti a Casal Bruciato – ha affermato -. Sono giornate importanti, perché non è così frequente che iniziative di questo tipo arrivino nei quartieri periferici. L’obiettivo è fare comunità e permettere ai cittadini di partecipare». Umberti richiama inoltre il valore della mappa del quartiere, definendola «uno strumento davvero bello» per raccontare e riconoscere il territorio.
La video riflessione di Massimiliano Umberti
Per la vicepresidente del Municipio IV, Annarita Leobruni, l’appuntamento rappresenta il risultato di un percorso avviato negli anni con scuole, associazioni e cittadini: «La candidatura per Far – ha rimarcato – era partita quattro anni fa e nell’ultimo anno abbiamo lavorato con le scuole, le associazioni e tutte le persone che hanno a cuore questo quartiere e questo municipio».
Il video di Annarita Leobruni
I prossimi appuntamenti: DOPOLAVORO ed eventi OFF
Il 30 settembre il Festival torna alla Casa dell’Architettura con progettoDOPOLAVORO, un nuovo format pensato come spazio di incontro informale e conviviale, aperto non solo agli architetti ma anche a professionisti di altri ambiti, studenti, creativi e cittadini. Non una sequenza di conferenze, ma una dimensione di socialità culturale costruita attraverso immagini, video, musica e performance, distribuita tra gli spazi interni ed esterni dell’Acquario Romano. L’opening, dalle 19.30, prevede la performance e l’installazione The Future Is Here, Somewhere di Numero Cromatico, l’installazione Uterine Spaces di Selenia Marinelli, oltre ai DJ set di UnFauno e Mondocane.
Il 1° ottobre gli eventi si spostano invece a Roma Tre, nell’Ex Mattatoio di largo G.B. Marzi, con FAR@Roma Tre – Estetica del riuso. Il programma prevede un confronto sul Radical Reuse con Giulia Ricci e Alessandro Valenti e, alle 18, una nuova puntata di Conversazioni sulla pratica del progetto con BC Architects, in dialogo con Onorato di Manno e Andrea Tanci, introdotti da Milena Farina. La stessa giornata propone inoltre il Design Spot Off da Tonin Casa, in via Quattro Novembre, con un talk dedicato al rapporto tra design, cultura e impresa.
Il programma «core» alla Casa dell’Architettura
Dal 2 al 4 ottobre la Casa dell’Architettura ospita il programma centrale e conclusivo di FAR26, con il confronto sui temi del progetto contemporaneo, attraverso una serie di appuntamenti dedicati, tra l’altro, alla materia e alle culture del costruire, alla città inclusiva, alla notte, al riuso, al rapporto tra genere e spazio urbano, alle nuove generazioni e alle politiche per Roma. Tra gli ospiti e i temi in programma figurano lo studio Carlo Ratti Associati, nell’ambito della riflessione sulla pietra e sulle culture del costruire realizzata in collaborazione con RETE PNA, Mario Cucinella per il Design for Social Change, Rita Topa dello studio Kengo Kuma, che presenterà in anteprima il progetto del Matadouro di Porto, e Odile Decq per il focus sul riuso. Il confronto su genere, città e professioni vedrà invece la partecipazione di Elena Granata.
La sessione dedicata alle edicole comprenderà inoltre il racconto del progetto Edicola 518 di Giuseppe Arezzi, mentre la giornata conclusiva sarà dedicata alle nuove generazioni, con Studio Orizzontale e Giovanna Castiglioni, e nel pomeriggio alle Politiche e visioni per Roma, con gli interventi di IT’S Architettura, David Gianotten/OMA, Martin Knuijt/OKRA landscape e Luca Galofaro/LGSMA. Ogni giornata sarà inoltre accompagnata da Design Spot, il format dedicato al design curato da Alessandro Gorla.
Il 4 ottobre il percorso si chiuderà con il confronto sulle Politiche e visioni per Roma, con la presenza dei Presidenti dei Municipi di Roma Capitale, la restituzione delle esperienze sviluppate nei quartieri e la premiazione dell’Architecture Film Festival. La conclusione sarà affidata alla proiezione dei cortometraggi vincitori e al party di chiusura alla Casa dell’Architettura, in collaborazione con ROMADIFFUSA. Le attività del Festival sono gratuite, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Segui i canali social di e scarica il programma completo degli appuntamenti sul sito di FAR
(FN)