NOTIZIE

Architettura
05 Giugno 2026

Roma Sincronicità: un laboratorio urbano per leggere il presente e il futuro di Termini – La call

Una settimana di ricerca, confronto e produzione progettuale per interrogare la città contemporanea attraverso la Stazione Termini. La Commissione Giovani OAR promuove un programma culturale e laboratoriale - tra memoria e trasformazione - rivolto a giovani architetti, studenti e ricercatori, con conferenze, microlaboratori, mostra finale e una possibile pubblicazione dedicata ai temi del passato, del presente e del futuro urbano

Assumere uno dei luoghi più complessi e attraversati della Capitale come dispositivo critico per osservare la città contemporanea, costruendo uno spazio di ricerca condivisa tra giovani progettisti, studiosi e professionisti. È l’obiettivo principale del nuovo programma culturale promosso dalla Commissione Giovani dellOrdine degli Architetti PPC di Roma e provincia, che punta a trasformare la Stazione Termini in un laboratorio urbano permanente capace di mettere in relazione memoria, trasformazioni sociali e scenari futuri.

Il progetto si intitola «Roma Sincronicità: Termini» e nasce come iniziativa culturale, laboratoriale ed espositiva dedicata alla stazione ferroviaria e al suo intorno urbano. Non soltanto infrastruttura della mobilità o porta d’accesso alla città, ma luogo in cui si condensano «stratificazioni storiche, tensioni dello spazio pubblico, pratiche dell’abitare temporaneo e dinamiche urbane in continua evoluzione». Un punto in cui Roma «appare simultaneamente antica, moderna e futura».

Il riferimento alla «sincronicità» si richiama al concetto elaborato da Carl Gustav Jung, inteso come coincidenza significativa tra eventi non necessariamente legati da rapporti causali diretti. All’interno del programma questa idea diventa una lente interpretativa per leggere connessioni inattese tra fenomeni urbani apparentemente distanti, sovrapponendo tempi e dimensioni differenti della città. A Termini, infatti, passato, presente e futuro convivono e interferiscono continuamente, generando cortocircuiti spaziali e simbolici che diventano materia di ricerca.

La manifestazione si articolerà, tra l’altro, in una conferenza inaugurale aperta al pubblico, una settimana di attività intensive, una mostra conclusiva e una possibile pubblicazione finale che raccoglierà elaborati, riflessioni e materiali prodotti durante il percorso. Al centro dell’iniziativa ci saranno sei microlaboratori paralleli, affidati a tutor selezionati dall’organizzazione e costruiti per favorire un confronto diretto tra ricerca teorica, osservazione urbana e produzione grafica.

I microlaboratori saranno suddivisi in tre macroaree interpretative: «Segni di pace col Passato» indagherà il rapporto tra Termini e la memoria urbana, interrogando il tema della permanenza storica, delle stratificazioni e del riuso critico della città; «Fermenti e marcescenze nel Presente» sarà invece dedicato alle tensioni contemporanee che attraversano la stazione: flussi, conflitti, pratiche quotidiane, fenomeni sociali e mutazioni dello spazio pubblico; «Attacchi (d)al Futuro» guarderà infine agli scenari futuri della città, esplorando le trasformazioni legate alla mobilità, alle tecnologie, alle ecologie urbane e alle nuove forme dell’attesa e dell’attraversamento.

«Roma Sincronicità: Termini si configura come un programma culturale capace di assumere la Stazione Termini come laboratorio privilegiato per interrogare la città contemporanea», sottolinea Silvia Nigro, consigliera OAR con delega ai Giovani. «La sua forza risiede nella possibilità di tenere insieme osservazione urbana, ricerca teorica, produzione grafica e restituzione pubblica, offrendo ai giovani architetti uno spazio di lavoro qualificato e allOrdine unoccasione per riaffermare il proprio ruolo nel dibattito sulla trasformazione di Roma. La manifestazione propone una forma di ricerca applicata che non separa la lettura della città dalla sua rappresentazione e non riduce il progetto a soluzione immediata. Termini diventa così il luogo in cui passato, presente e futuro possono essere osservati nella loro interferenza reciproca, dando forma a un programma capace di produrre conoscenza, immaginario e discussione pubblica».

Il bando di selezione partecipanti

Ogni gruppo sarà composto da tre partecipanti selezionati tramite candidatura, per un totale di 18 partecipanti. La call è rivolta a studenti di architettura e discipline affini, architetti emergenti, ricercatori e giovani studiosi interessati ai temi urbani e territoriali. Per partecipare sarà necessario inviare, attraverso l’apposito modulo (qui sotto il link), una lettera motivazionale, un breve curriculum e un elaborato d’invenzione — testuale, grafico o ibrido — capace di interpretare liberamente uno o più macro-temi del programma.

Il modulo di candidatura ai microlaboratori di ricerca urbana

Le attività si svolgeranno tra Spazio 100 e Spazio Lympha, in piazza Manfredo Fanti, nei pressi dell’Acquario Romano, a pochi passi dalla Stazione Termini. Una prossimità fisica che rappresenta parte integrante del metodo di lavoro: i partecipanti saranno infatti chiamati ad attraversare continuamente il luogo oggetto di studio, trasformando il sopralluogo in una pratica costante di osservazione e interpretazione.

Gli esiti finali, secondo le previsioni, prenderanno forma in «tavole dinvenzione» A1 verticali, concepite non come semplici analisi descrittive o soluzioni progettuali definitive, ma come dispositivi critici e immaginativi capaci di rendere visibili conflitti latenti, possibilità nascoste e nuove letture della città. La mostra conclusiva raccoglierà sei interpretazioni originali di Termini.

Il calendario delliniziativa prenderà avvio il 5 giugno 2026 con l’apertura della call per i partecipanti, mentre le candidature resteranno aperte fino al 24 agosto. Gli esiti della selezione saranno comunicati il 1 settembre e le iscrizioni definitive si chiuderanno il 7 settembre. La conferenza inaugurale è prevista per il 19 settembre, dalle 17 alle 20, presso Spazio 100. Le attività laboratoriali si svolgeranno dal 21 al 26 settembre, con una mid-review collettiva il 24 settembre. Dal 28 settembre al 9 ottobre si procederà alla stampa e allestimento dei materiali, mentre il 10 ottobre sarà inaugurata la mostra finale, visitabile fino al 30 ottobre. (FN)

di Francesco Nariello

PHOTOGALLERY

TAG

ATTIVITÀ

DELL'ORDINE

POLITICA

DELL'ORDINE