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30 Dicembre 2022

Superbonus, caro-prezzi, progettazione, consumo di suolo: le misure nella legge di Bilancio 2023

Nuove risorse al Fondo per le opere indifferibili, per il quale è confermata la preassegnazione automatica (stabilita al 10%). Modifiche al meccanismo delle compensazioni a favore delle stazioni appaltanti. Istituzione di un fondo da 160 milioni, di cui 10 milioni per il 2023, destinato a rinaturalizzare suoli degradati e nuove risorse per la creazione di ciclovie urbane.

Sono alcune delle misure della legge di Bilancio 2023, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 29 dicembre e destinata ad entrare in vigore dal 1° gennaio 2023. Sul fronte del Superbonus, si segnala (art. 1, commi 894 – 95) la riscrittura della fase transitoria che accompagna il passaggio all’aliquota al 90%, stabilendo regole ad hoc per i lavori in corso o già programmati. In particolare, i condomìni potranno, anche nel 2023, beneficiare dell’aliquota al 110% nel caso in cui la Cilas sia stata presentata entro al 31 dicembre 2022 e a condizione che la delibera assembleare sia stata adottata entro il 18 novembre 2022. Per approfondire i dettagli relativi al Superbonus, si rimanda all’articolo pubblicato sul sito dell’OAR lo scorso 21 dicembre.

Quanto alle infrastrutture, nella Manovra non ci sono solo le disposizioni per riavviare l’attività di progettazione e di realizzazione del Ponte sullo Stretto (insieme ad un tentativo di risolvere il contenzioso con gli aggiudicatari della concessione), ma ci sono anche risorse per completare la metro C di Roma Capitale, per realizzare il collegamento intermodale Roma-Latina, nonché per l’adeguamento della strada statale Salaria. E poi norme per le aree colpite dai terremoti del Centro Italia (2016), dell’Aquila (2009), dell’Emilia (2012), di Ischia (2017) e dell’area Etnea (2018).

Ed ancora, il rifinanziamento del fondo per l’edilizia giudiziaria e l’incremento delle risorse da destinare agli enti locali per le spese di progettazione finalizzate alla realizzazione di interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio culturale, nonché all’ammodernamento delle strade.

Entrano nella Manovra 2023 anche la proroga a tutto il 2025 del bonus al 75% per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche e la modifica del tetto di spesa del bonus mobili, che nel 2023 sarà pari a 8mila euro.

Incentivi per il fotovoltaico delle Onlus (art. 1, comma 10)

L’installazione di impianti solari fotovoltaici da parte di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, realizzata in aree o strutture non pertinenziali, anche di proprietà di terzi, gode dei benefici del Superbonus se gli immobili su cui si posizionano i pannelli non sono oggetto di lavori cosiddetti “trainanti” e se tali fabbricati sono situati all’interno di centri storici soggetti ai vincoli di cui all’articolo 136, comma 1, lettere b) e c) (immobili ed aree di notevole interesse pubblico ), e all’articolo 142, comma 1 (aree tutelate di interesse paesaggistico) del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Si rafforzano, inoltre, gli incentivi per le comunità energetiche, stabilendo che, fermo restando il calcolo del limite di spesa ammesso alle detrazioni, l’applicazione del Superbonus agli impianti realizzati dalle Onlus nell’ambito delle comunità energetiche avviene fino alla soglia di 200 chilowatt con aliquota del 110%.

Detrazione Iva per le case in classe energetica A o B (art. 1, comma 76)

Nasce un bonus che consente di detrarre dall’Irpef il 50% dell’Iva versata per l’acquisto, entro il 31 dicembre 2023, di unità residenziali di classe energetica A o B cedute dalle imprese costruttrici degli immobili stessi. La detrazione è ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

Bonus mobili, limite di spesa a 8mila euro nel 2023 (art. 1, comma 277)

Viene innalzato a 8mila euro il limite di spesa del cosiddetto bonus mobili, che nel 2023 era destinato a calare da 10mila a 5mila euro. Il riferimento è, più precisamente, al bonus per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla “A” per i forni, alla “E” per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie e alla “F” per i frigoriferi e i congelatori, destinati agli immobili che beneficiano del bonus ristrutturazioni.

Fondo per le periferie inclusive (art. 1, commi 362-64)

Viene istituito, nello stato di previsione del ministero dell’Economia, il Fondo per le periferie inclusive, dotato di 10 milioni di euro per il 2023. Il Fondo è destinato ai comuni con più di 300mila abitanti ed indirizzato al finanziamento di progetti finalizzati a favorire, nelle periferie, l’inclusione sociale delle persone con disabilità, il miglioramento del loro livello di autonomia e il contrasto ai fenomeni di marginalizzazione. Le modalità di distribuzione delle risorse e i criteri per la selezione dei progetti da ammettere alle risorse stanziate sono demandate ad un Dpcm o a un Dm del ministro per le Disabilità, da adottare, con il concerto di altri ministeri e acquisita l’intesa in Conferenza unificata, entro il 1° aprile 2023. Per la valutazione delle proposte progettuali viene istituito un apposito comitato presso la presidenza del Consiglio dei ministri.

Bonus 75% barriere architettoniche fino al 2025 (art. 1, comma 365)

Alla Camera il testo della Manovra ha incamerato la proroga, fino al 31 dicembre 2025, del bonus al 75% per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche. Non cambiano le caratteristiche, che restano fissate dall’articolo 119-ter del Dl 34 del 2020. Vengono, però, aggiunte delle semplificazioni relative alle delibere assembleari. Più nel dettaglio, per le deliberazioni in sede di assemblea condominiale, relative ai lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche, basta la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti un terzo del valore millesimale dell’edificio.

Caro-materiali, incremento del Fondo per le opere indifferibili e nuove regole per il 2023 (art. 1, commi 369 – 379)

Per quanto riguarda le procedure di affidamento delle opere pubbliche avviate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023, anche tramite accordi quadro o affidate a contraente generale, la legge di Bilancio prevede l’incremento del Fondo per le opere indifferibili, ossia il fondo istituito per le opere finanziate in tutto o in parte dal Pnrr e dal Pnc e che, in seguito all’aggiornamento dei prezzari dovuto al caro-materiali, necessitino di un fabbisogno finanziario aggiuntivo cui non è possibile far fronte attraverso la rimodulazione  delle somme a disposizione e indicate nel quadro economico degli interventi o avanzate da opere ultimate di competenza della stessa stazione appaltante. L’iniezione di risorse è così distribuita: 500 milioni di euro per il 2023, 1 miliardo per il 2024, 2 miliardi per il 2025, 3 miliardi per il 2026 e di 3,5 miliardi di euro per il 2027.

Inoltre, sempre relativamente alle procedure avviate nel corso del 2023, si prevede di preassegnare agli interventi degli enti locali beneficianti delle risorse del Pnrr e del Pnc, un contributo, in aggiunta a quello attribuito con il provvedimento di assegnazione del Fondo, pari al 10% dell’importo stabilito con il decreto di assegnazione stesso. Dunque, si ristabilisce anche per il 2023 il meccanismo, già in vigore ed esteso alle opere del Pnc dal Dl Aiuti-ter, di preassegnazione automatica delle risorse del Fondo.

L’accesso al Fondo per le opere indifferibili, viene precisato nella legge di Bilancio, è consentito per far fronte al maggior fabbisogno derivante dall’applicazione dei prezzari aggiornati relativamente alla voce «lavori» del quadro economico dell’intervento o alle altre voci del quadro economico, qualora le stesse, ai sensi della normativa vigente, siano determinate in misura percentuale all’importo posto a base di gara e il loro valore sia funzionalmente e strettamente collegato all’incremento dei costi dei materiali. L’accesso alle risorse del Fondo è consentito, inoltre, per far fronte al rincaro dei prezzi delle forniture di materiali da costruzione che siano funzionalmente necessarie alla realizzazione dell’opera.

Sempre in relazione al caro-materiali, la legge assegna alle Regioni il termine del 31 marzo 2023 per l’aggiornamento dei prezzari regionali. In caso di inadempienza delle Regioni, i prezzari vengono aggiornati, entro i successivi 15 giorni, dalle competenti articolazione del ministero delle Infrastrutture, sentite le Regioni interessate.

Revisione dei prezzi per far fronte al caro-materiali (art. 1, comma 458)

La legge di Bilancio introduce disposizioni che modificano le procedure di pagamento dei crediti maturati in seguito all’esplosione dei prezzi dei materiali ed introducono un nuovo meccanismo di compensazione a favore delle stazioni appaltanti, che, a causa dell’obbligo di inserimento nei bandi delle clausole di revisione dei prezzi, devono pagare somme maggiorate, di importo superiore al 10% del valore contrattuale.

Più nel dettaglio, per l’accesso al Fondo per l’adeguamento dei prezzi, limitatamente agli stati di avanzamento riguardanti le lavorazioni eseguite o contabilizzate dal direttore dei lavori o annotate nel libretto delle misure dal 1° agosto 2022 e fino al 31 dicembre 2022, le stazioni appaltanti trasmettono, entro il 31 gennaio 2023, il prospetto di calcolo in cui si evince il maggiore importo dello Stato di avanzamento dei lavori che sarà messo a confronto con il Sal determinato in base alle condizioni contrattuali, firmato dal direttore dei lavori e vistato dal responsabile unico del procedimento.

Quanto agli appalti pubblici di lavori, compresi quelli affidati a contraente generale e gli accordi quadro, aggiudicati sulla base di offerte per le quali il termine finale di presentazione risulta scaduto non oltre il 31 dicembre 2021, i Sal emessi nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2023 devono essere adottati, anche in deroga alle specifiche clausole contrattuali, applicando i prezzari aggiornati annualmente. Di conseguenza, i maggiori importi derivanti dall’applicazione dei prezzari aggiornati, al netto dei ribassi formulati in sede di offerta, sono riconosciuti alla stazione appaltante nella misura del 90% nei limiti delle risorse appositamente accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni intervento, nonché di quelle del Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche. Il relativo certificato di pagamento è emesso contestualmente e comunque entro cinque giorni dall’adozione del Sal.

A tal fine, le stazioni appaltanti utilizzano:

  • nel limite del 50%, le risorse appositamente accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni intervento, fatte salve le somme relative agli impegni contrattuali già assunti;
  • le eventuali ulteriori somme a disposizione della medesima stazione appaltante e stanziate annualmente relativamente allo stesso intervento;
  • le somme derivanti da ribassi d’asta, qualora non ne sia prevista una diversa destinazione sulla base delle norme vigenti;
  • le somme disponibili relative ad altri interventi ultimati di competenza della medesima stazione appaltante e per i quali siano stati eseguiti i relativi collaudi o emessi i certificati di regolare esecuzione, nel rispetto delle procedure contabili della spesa e nei limiti della residua spesa autorizzata.

Tali regole, dunque stabilite per gli appalti di lavori con offerte presentate entro il 31 dicembre 2021, si applicano anche agli appalti di lavori (che non hanno accesso al Fondo per le opere indifferibili) aggiudicati sulla base di offerte con termine finale di presentazione compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2022, relativamente alle lavorazioni eseguite o contabilizzate dal direttore dei lavori o annotate nel libretto delle misure, dal 1° gennaio al 31 dicembre del 2023. In questo caso, però, i maggiori importi derivanti dall’applicazione dei prezzari aggiornati, al netto dei ribassi formulati in sede di offerta, sono riconosciuti alla stazione appaltante non al 90 ma all’80%.

Conseguentemente alle nuove misure, il Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche è incrementato con una dotazione di 1,1 miliardi per il 2023 e 500 milioni per il 2024.  Le risorse del Fondo sono assegnate e trasferite alle stazioni appaltanti secondo l’ordine cronologico delle richieste presentate, fino al raggiungimento del limite di spesa.

Infine, in caso di tardivo aggiornamento dei prezzari, le stazioni appaltanti utilizzano l’ultimo prezzario adottato, fermo restando il successivo conguaglio, in aumento o in diminuzione, in occasione del pagamento dei Sal afferenti alle lavorazioni eseguite o contabilizzate dal direttore dei lavori o annotate nel libretto delle misure successivamente all’adozione del prezzario aggiornato.

Collegamento intermodale Roma-Latina (art.1, commi 473-76)

È prevista la nomina di un Commissario straordinario per la realizzazione del collegamento intermodale Roma-Latina. A tale scopo sono assegnati 20 milioni di euro. Il Commissario straordinario, a cui sono attribuiti i poteri previsti dallo “Sblocca Cantieri” (articolo 4 del Dl 32 del 2019), provvede, entro il 30 giugno 2023, alla rielaborazione del progetto definitivo dell’intervento e alla definizione del cronoprogramma dei lavori.

Stanziamenti per completare la metro C di Roma (art. 1, comma 478)

Viene autorizzata la spesa necessaria al proseguimento dei lavori della metro C di Roma Capitale, in particolare le risorse sono finalizzate al completamento della tratta T2 (dalla stazione Clodio alla stazione Venezia esclusa), della tratta T1 (da Clodio a Farnesina) e, infine, all’adeguamento contrattuale necessario per fronteggiare i maggiori costi per il completamento della tratta T3 (Fori Imperiali – Colosseo), nei tempi utili per il Giubileo del 2025.

Fondo ciclovie urbane intermodali (art.1, commi 479-82)

La Manovra istituisce un Fondo per lo sviluppo delle ciclovie urbane intermodali con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2023 e 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025.

Ponte sullo Stretto (art. 1, commi 487 – 93)

La legge di Bilancio prevede disposizioni ad hoc per riavviare l’attività di progettazione e realizzazione del Ponte, viario e ferroviario, per il collegamento della Sicilia con la Penisola, confermandone la natura di opera prioritaria. Come tale, l’infrastruttura può applicare le norme derogatorie previste dal Codice appalti per le opere di preminente interesse nazionale. Vengono introdotte misure per riattivare la società Stretto di Messina Spa che era stata istituita per progettare e realizzare il Ponte sullo Stretto, nonché per tentare di risolvere il contenzioso con gli aggiudicatari della concessione per la realizzazione dell’opera (Eurolink e Parsons Transportation).

Strade nei comuni dei crateri sismici 2009 e 2016 (art. 1, comma 514)

È autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per il 2023, di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2026 e di 50 milioni di euro per il 2027 per la realizzazione di interventi sulle strade statali delle aree dei crateri sismici derivanti dai terremoti dell’Aquila (2009) e del Centro Italia (2016).

Risorse per la strada statale Salaria (art. 1, commi 515 – 16)

Sono stanziati 50 milioni di euro per il 2023, 100 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025 e 50 milioni per il 2026 per il potenziamento, la riqualificazione e l’adeguamento della strada statale n. 4 Salaria.

Finanziamento del sistema idrico del Peschiera (art. 1, commi 519 – 20)

Per il miglioramento dell’approvvigionamento idrico della città metropolitana di Roma è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030- Tali risorse sono destinate alla realizzazione del progetto di messa in sicurezza e di ammodernamento dell’acquedotto del Peschiera.

Presidi e strutture ospedaliere pubbliche al servizio del Basso Lazio (art. 1, commi 545 – 547)

La legge autorizza la spesa di 35 milioni di euro (2023 – 2026) per interventi infrastrutturali nei presidi e nelle strutture sanitarie pubbliche delle aziende ospedaliere nelle province di Latina e Frosinone.

Fondo per i piccoli comuni a vocazione turistica (art. 1, commi 607 – 9)

Per incentivare l’economia dei piccoli comuni con meno di 5mila abitanti, classificati dall’Istat a vocazione turistica, è prevista l’istituzione di un fondo da 34 milioni di euro (distribuiti tra il 2023 e il 2025) per finanziare interventi innovativi di rigenerazione urbana o volti alla sostenibilità ambientale e al miglioramento della mobilità. L’attuazione della misura è demandata a un Dm dei ministeri del Turismo e dell’Economia.

Cammini religiosi (art. 1, comma 610)

Viene incrementato di 0,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025 il fondo istituito con legge di bilancio 2022 per il rilancio e la promozione turistica dei cammini religiosi ed il recupero e la valorizzazione degli immobili che li caratterizzano.

Sport e periferie (art. 1, comma 617-626)

Viene incrementato di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026 il Fondo Sport e periferie, finalizzato alla riqualificazione e al completamento di impianti sportivi situati nelle periferie urbane. Inoltre, 200 milioni di euro sono destinati al Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti all’impiantistica sportiva, costituito presso l’Istituto per il credito sportivo, destinato a sua volta ad essere trasformato in società per azioni acquisendo la nuova denominazione di Istituto per il credito sportivo e culturale.

Celebrazioni per l’81esimo anniversario del rastrellamento a via del Portico d’Ottavia (art. 1, comma 644)

Viene concesso al Comune di Roma Capitale un contributo di 700mila euro da destinare alla realizzazione di iniziative volte a commemorare le vittime dell’odio razziale e a sostenere le celebrazioni che si terranno in occasione dell’ottantesimo anniversario del rastrellamento a Via del Portico d’Ottavia, con l’obiettivo di valorizzare il profondo legame storico della comunità ebraica con la città di Roma.

Fondo per il contrasto al consumo di suolo (art. 1, commi 695 – 696)

Nasce il fondo per il contrasto al consumo di suolo con una dotazione complessiva di 160 milioni (10 milioni per il 2023, 20 per il 2024, 20 per il 2025 e 50 per ciascuno degli anni 2026 e 2027) e l’obiettivo di consentire la programmazione e il finanziamento di interventi per la rinaturalizzazione di suoli degradati in ambito urbano e periurbano. A distribuire le risorse alle regioni e alle provincie autonome sarà un Dm dei ministeri dell’Ambiente, delle Infrastrutture e dell’Economia.

Completamento della Carta geologica d’Italia (art. 1, commi 702-706)

Per il completamento della Carta geologica d’Italia (progetto Carf) viene disposto uno stanziamento complessivo di 52 milioni di euro per il triennio 2023-2025.

Norme per prolungare lo stato di emergenza post-terremoto (art. 1, commi 732-745 e 764-69)

Viene prorogato al 31 dicembre 2023 lo stato di emergenza, e dunque il funzionamento della struttura commissariale, per i terremoti che hanno interessato il Molise e l’area Etnea nel 2018. Viene prolungata fino a tutto il 2023 anche la gestione straordinaria per le aree danneggiate dal sisma che ha interessato l’Isola di Ischia nel 2017. Proroga fino al 31 dicembre 2023 anche per lo stato di emergenza e la relativa gestione straordinaria nelle regioni del Centro Italia (sisma 2016) e in quelle interessate dal terremoto dell’Emilia (2012). Infine, viene prorogata fino al 31 dicembre 2023, previo parere degli organi tecnico-sanitari, la deroga ai limiti quantitativi di rifiuti non pericolosi, derivanti dalle attività di ricostruzione e demolizione nelle aree del sisma del Centro Italia. L’aumento è consentito nel limite del 70% per ogni autorizzazione.

Risorse per la progettazione nei piccoli comuni (art. 1, commi 779 – 80)

Sono incrementati i contributi, da assegnare agli enti locali, già previsti dalla legge 160 del 2019, per sostenere le spese di progettazione definitiva ed esecutiva per interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio culturale, nonché per l’ammodernamento delle strade. Le maggiori risorse destinate a tali scopi sono così quantificate: 50 milioni per il 2023 e 100 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025.

Si prevede anche la creazione di un fondo presso il ministero dell’Economia, da 10 milioni per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, finalizzato a finanziare iniziative di assistenza tecnica ai comuni con meno di 10mila abitanti e ad aiutarli a superare le criticità incontrate nell’espletamento dei necessari adempimenti per l’attuazione di interventi del Pnrr.

Fondi per l’edilizia giudiziaria (art. 1, comma 855)

La legge di Bilancio prevede il rifinanziamento del fondo per l’edilizia giudiziaria, con l’obiettivo di assicurare l’efficientamento energetico, l’adeguamento strutturale, impiantistico, sismico e antincendio degli uffici giudiziari esistenti. Il fondo serve a anche a coprire la realizzazione di nuove cittadelle giudiziarie e di poli archivistici.

di Mariagrazia Barletta

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