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05 Ottobre 2026

Architettura, patrimonio e rigenerazione: accordo tra OAR e Kamra tal-Periti di Malta

Scambio di esperienze e buone pratiche, ricerca e innovazione nel progetto contemporaneo, tutela del patrimonio e qualità dello spazio pubblico: questi gli obiettivi della lettera di intenti sottoscritta dall’Ordine di Roma e l’organizzazione professionale maltese che rappresenta architetti e ingegneri civili

Mettere in relazione esperienze professionali e culturali europee, promuovere l’architettura come interesse pubblico e rafforzare la cooperazione tra istituzioni professionali, con particolare attenzione alla tutela del patrimonio, alla rigenerazione urbana e alla qualità dello spazio pubblico. Sono gli obiettivi e i principali campi di azione della lettera di intenti sottoscritta dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e dalla Kamra tal-Periti (Chamber of Architects and Civil Engineers) di Malta, l’organizzazione professionale maltese di architetti e ingegneri civili (istituita per legge, «con funzioni di regolazione e rappresentanza della professione di perito a livello nazionale ai sensi del Capitolo 390 delle Leggi di Malta»).

L’intesa nasce da una premessa comune: Roma e La Valletta sono contesti urbani storici di straordinario valore, caratterizzati da una forte stratificazione culturale e da una relazione complessa tra patrimonio costruito e trasformazioni contemporanee. È a partire da questo comune denominatore che le due istituzioni professionali hanno espresso la volontà di avviare una collaborazione internazionale orientata allo scambio di esperienze, conoscenze e buone pratiche nel campo della progettazione, della tutela e della trasformazione del territorio.

La Lettera di Intenti è stata firmata dal Christian Rocchi, presidente l’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e da André Pizzuto per la Kamra tal-Periti. L’accordo definisce un quadro di collaborazione istituzionale e culturale tra i due organismi, riconoscendo all’architettura un ruolo centrale per lo sviluppo sostenibile, la qualità della vita e la coesione sociale.

Tra le finalità individuate, nel specifico, ci sono la promozione dell’architettura come interesse pubblico, insieme alla volontà di favorire il dialogo tra differenti esperienze professionali e culturali europee. La collaborazione punta inoltre a incentivare la ricerca e l’innovazione nel progetto contemporaneo e a rafforzare la cooperazione tra istituzioni professionali, creando le condizioni per un confronto strutturato su temi comuni.

I possibili ambiti di lavoro riguardano in particolare il rapporto tra patrimonio storico e contemporaneità, la rigenerazione urbana, la sostenibilità ambientale, la qualità dello spazio pubblico e il ruolo sociale della professione. Un insieme di questioni che mette al centro non soltanto la dimensione progettuale, ma anche la capacità dell’architettura di confrontarsi con trasformazioni urbane, ambientali e sociali sempre più complesse.

La lettera d’intenti prevede che le modalità di attuazione della collaborazione siano definite congiuntamente dalle Parti. Potranno inoltre essere individuati referenti operativi incaricati di coordinare le attività previste dal gemellaggio, lasciando così alle successive fasi di lavoro la definizione delle iniziative concrete e delle relative modalità organizzative. (FN)

di Redazione OAR

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