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23 Maggio 2026

Giornata dei Diritti. Legalità, economia, solidarietà, Costituzione: l’evento OAR all’Archivio storico del Quirinale

All’interno delle celebrazioni per gli Ottant’anni della Repubblica e della Carta costituzionale, l’Ordine degli Architetti di Roma ha organizzato, lo scorso 22 maggio, la IX edizione della Giornata dedicata alla legalità - a cura del Comitato d’onore 23 maggio OAR -: un confronto su solidarietà, competizione economica, cittadinanza e tutela dei diritti. Al centro della riflessione il rapporto tra etica, legalità e sviluppo, nel ricordo di Libero Grassi, l’imprenditore siciliano ucciso dalla mafia - L’OAR presente anche alla giornata organizzata dall’Ordine Architetti di Palermo

C’è un confine a volte sottile, ma discriminante, che separa la libertà economica dalla sopraffazione, la competizione dalla disuguaglianza, il profitto «individuale» dalla responsabilità collettiva. È anche dentro questo spazio che si misura oggi la tenuta del patto costituzionale e il significato più profondo della legalità, intesa non soltanto come rispetto delle norme ma come condizione necessaria per garantire diritti, dignità e coesione sociale: una riflessione che attraversa il presente e che interroga il ruolo delle istituzioni, delle professioni e della cittadinanza attiva in tempi segnati da profonde trasformazioni economiche e culturali.

Intorno a questi temi si è sviluppata ieri, 22 maggio, presso l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica, la «Giornata dei DirittiCostituzione: Solidarietà e/o Competizione – Imprenditoria, innovazione tecnologica, liberismo economico e tutela di cittadini e consumatori», organizzata dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, a cura del Comitato dOnore 23 maggio OAR. L’iniziativa, giunta alla IX edizione e dedicata quest’anno alla memoria dell’imprenditore siciliano Libero Grassi, prosegue il percorso della «Giornata della Legalità» portata avanti dall’Ordine dal 2018 al 2025 e che, dalla scorsa edizione (svoltasi a Casal di Principe, Caserta) ha assunto la nuova denominazione di «Giornata dei Diritti», mantenendo saldo il riferimento alla memoria delle vittime delle mafie e al rapporto tra legalità, giustizia sociale e partecipazione democratica. L’evento si è inserito quest’anno nel ciclo di seminari organizzati dallArchivio Storico del Quirinale negli Ottantanni della nascita della Repubblica e della entrata in vigore della Costituzione, ed è stato ospitato nella sede di Palazzo Sant’Andrea (via del Quirinale, 30).

Il percorso avviato dall’Ordine degli Architetti Roma, attraverso il lavoro del Comitato d’Onore 23 maggio OAR (formato da Maurizio Artale, Francesco Clementi, Cinzia Esposito, Franco La Torre, Renato Natale, Luigi Savina, Christian Rocchi, Carlo Villani) si fonda sull’idea che la professione di architetto, per sua natura, «incida direttamente sullo spazio pubblico, sul governo del territorio, sulle condizioni sociali ed economiche delle comunità. In tale contesto, la legalità diventa criterio di qualità, presupposto della competizione leale, strumento di tutela dell’interesse generale e condizione necessaria per il progresso». 

La giornata

Ad aprire i lavori è stata Marina Giannetto, Sovrintendente dell’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, che ha sottolineato il significato delliniziativa nel quadro delle celebrazioni istituzionali dedicate agli Ottantanni della nascita della Repubblica e dell’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica Italiana. L’introduzione alla Giornata dei Diritti è stata affidata a Christian Rocchi, presidente OAR, e ad Alessandro Panci, neo presidente del Cnappc e presidente emerito dell’Ordine romano, in anni in cui c’è sempre stata continuità nelle edizioni della Giornata della Legalità. 

«La legalità è un presupposto fondamentale di interazione che fa funzionare il dettato costituzionale. È come laria che respiriamo: un bene comune irrinunciabile che permette il confronto su basi progressive», ha affermato Rocchi. «Non siamo isole in mezzo al mare – ha poi aggiunto -. Siamo parte di un’unica entità sociale, con gli stessi diritti e gli stessi doveri, con le stesse regole per tutti e chiamati ciascuno, nel proprio settore, a contribuire al miglioramento materiale e spirituale del nostro Paese per il bene comune. È evidente quindi che questo fine sia incompatibile con uno stato di illegalità e di costante violazione dei diritti». Quando un territorio è interessato da sistemi di illegalità – ha sottolineato ancora il presidente OAR -, «il progresso si blocca: si fermano il miglioramento delle città, l’educazione civile, l’inclusione sociale e la partecipazione delle persone alla crescita collettiva. Per questo non possiamo pensare che legalità e diritti non siano affare nostro. Un diritto violato a un essere umano deve essere considerato un’offesa perpetrata a tutti noi». Anche per questo, come architetti ma prima ancora come cittadini – ha concluso Rocchi -, «continueremo a occuparci di diritti e legalità, promuovendo un confronto che non sia soltanto commemorativo ma capace di produrre riflessioni e azioni concrete. Speriamo che l’educazione alla solidarietà umana, che attraversa il dettato costituzionale e i codici deontologici delle professioni, torni a essere preminente rispetto a una competizione fondata esclusivamente sul profitto, spesso all’origine di derive di illegalità e immoralità che ledono i diritti delle persone». Una riflessione, quest’ultima, in linea con la scelta di dedicare la Giornata dei Diritti 2026 a Libero Grassi, simbolo di un’idea di impresa libera da ogni forma di sopraffazione mafiosa.

Parole che si intrecciano – idealmente – con il messaggio pronunciato nel 2017 dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante lincontro promosso a Locri (Reggio Calabria) da «Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie», richiamato in occasione della giornata: «Le mafie – aveva detto Mattarella – sono la negazione dei diritti. Opprimono, spargono paura, minano i legami familiari e sociali, esaltano l’abuso e il privilegio, usano le armi del ricatto e della minaccia, avvelenano la vita economica e le istituzioni civili». Lottare contro la mafia, aveva allora rimarcato il presidente della Repubblica, «non è soltanto una stringente e, certo, doverosa esigenza morale e civile. È anche, quindi, una necessità per tutti: lo è, prima ancora che per la propria sicurezza, per la propria dignità e per la propria effettiva libertà». Ed è, ancora, «una necessità per la società, che vuole essere libera, democratica, ordinata, solidale. Una necessità per lo Stato, che deve tutelare i diritti dei suoi cittadini e deve veder rispettata ovunque, senza zone franche, legalità e giustizia».

Moderato dalla giornalista di RaiNews24, Angela Caponnetto, il programma dell’evento ha visto alternarsi interventi dedicati ai nodi cruciali del rapporto tra economia, disuguaglianze e diritti costituzionali. Lo storico Marcello Ravveduto ha ricordato la figura di Libero Grassi, al quale – come detto – è stata dedicata la giornata; mentre la sociologa Marianna Filandri ha affrontato il tema del lavoro e delle disuguaglianze sociali come questione costituzionale. Claudio Contessa, presidente della Settima Sezione del Consiglio di Stato, ha invece aperto una riflessione sul rapporto tra etica ed economia e sulla necessità, da parte di una società coesa, di non lasciare indietro nessuno.

Ampio spazio è stato dedicato al panel «Il ruolo dei mercati, la solidarietà sociale e le ricadute su territorio e ambiente», introdotto e coordinato da Franco La Torre, figlio di Pio La Torre – parlamentare assassinato dalla mafia nel 1982 – e componente del Comitato d’onore 23 maggio OAR, con gli interventi di Aldo Soldi, presidente Banca Etica, e Michele Carrus, presidente Federconsumatori. «La sfida della nona edizione della Giornata dedicata alla legalità e ai diritti – ha detto La Torre – è riflettere su un principio fondamentale della nostra Costituzione: la solidarietà, interrogandoci su come possa declinarsi in un mondo in cui la competizione assume un ruolo sempre più centrale. Solidarietà richiama l’idea di società, mentre la competizione rimanda al singolo individuo». In un anno in cui si celebra la Costituzione, ha proseguito, l’Ordine di Roma «ha raccolto questa sfida celebrando la Giornata dei Diritti in un periodo particolarmente significativo, legato alla memoria delle stragi che hanno segnato tragicamente gli anni 1992 e 1993. Un’occasione per riaffermare quei valori fondamentali che possono aiutarci a vivere meglio e a rafforzare il senso di comunità».

Il confronto è proseguito con il focus su «Profitto economico e ricadute / Profitto e soglia della legalità», introdotto e condotto da Renato Natale, ex sindaco di Casal di Principe e componente del Comitato d’onore 23 maggio OAR, in dialogo con Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, che ha portato una riflessione sul diritto alla salute come investimento collettivo. «Questa giornata – ha spiegato Renato Natale – nasce da un percorso che negli anni ha saputo trasformarsi da semplice occasione di testimonianza in uno spazio reale di confronto e crescita collettiva. Le esperienze, le buone pratiche e le voci che si incontrano in questa giornata riescono ad avere un riflesso concreto sulla società e sul modo in cui leggiamo il presente». Il passaggio da «Giornata della Legalità» a «Giornata dei Diritti» – deciso lo scorso anno proprio a Casal di Principe -, ha rimarcato Natale, «non è soltanto simbolico: significa comprendere che quando i diritti vengono messi in discussione, quando il profitto prevale sulla solidarietà e sullinteresse collettivo, inevitabilmente si incrinano anche la pace sociale, la giustizia e il senso stesso della legalità». L’ex sindaco ha infine richiamato il valore costituzionale del rapporto tra libertà economica e responsabilità sociale: «La nostra Costituzione riconosce la proprietà privata e l’iniziativa economica, ma a condizione che non entrino in conflitto con la dignità delle persone, con la solidarietà e con i valori etici della comunità. Oggi invece assistiamo spesso all’affermazione di una logica in cui il mercato e il profitto tendono a dominare ogni altro aspetto della vita collettiva. È qui che emerge il nodo centrale del dibattito: capire come ricostruire un equilibrio tra ciò che è legalmente permesso e ciò che è giusto dal punto di vista etico». 

Alle 17.58 – ora della strage di Capaci – si è svolto il tradizionale minuto di silenzio in onore dei caduti per la difesa della legalità, seguito dall’omaggio ad Antonio Montinaro, componente della scorta di Giovanni Falcone, con il toccante intervento di Brizio Montinaro, suo fratello, figura di riferimento per i familiari delle vittime di mafia e per l’impegno civile.

La locandina con il programma completo della giornata

L’OAR a Palermo

Nella giornata di oggi, 23 maggio, giorno della commemorazione della strage di Capaci, l’OAR, con il vicepresidente Lorenzo Busnengo, consolida ulteriormente il suo impegno e partecipa all’iniziativa «Etica e legalità nella professione di architetto», promossa dallOrdine degli Architetti di Palermo. «È con un profondo senso di responsabilità e immenso orgoglio – afferma Busnengo – che rappresento oggi l’Ordine degli Architetti di Roma in questa Giornata della Legalità, a Palermo. Il nostro essere qui, in questa data e in questo luogo profondamente segnato dalla memoria di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e di tutti coloro che hanno perso la vita nella lotta alla mafia, non è un semplice atto formale, ma un ritorno alle radici della nostra coscienza civile e professionale». Architettura è legalità – rimarca Busnengo -: «quartieri monofunzionali e privi di servizi hanno fallito la loro scommessa di futuro e di società perché non hanno tenuto conto della nostra storia, della nostra cultura e del bisogno umano di relazione che ogni piazza e ogni pietra dei nostri centri storici ci insegnano da secoli. Siamo chiamati oggi a ribadire il nostro ruolo sociale nel rispetto delle leggi, restituendo allarchitettura quella qualità che possa essere un servizio per il cittadino».

Dalla Giornata della Legalità alla Giornata dei Diritti: un percorso che prosegue

Negli anni, come detto, il percorso delle «Giornate della Legalità» organizzate dall’OAR ha attraversato città e territori diversi, da Roma a Palermo fino a Casal di Principe, affrontando di volta in volta temi legati ai beni confiscati alle mafie, alla prevenzione dellillegalità, al ruolo del capitale umano, alla qualità dei servizi pubblici, alla funzione sociale dellarchitettura e al rapporto tra buon governo e trasformazione dei territori. Un percorso che nel 2025, proprio a Casal di Principe – come detto – ha assunto la nuova denominazione di «Giornata dei Diritti», ampliando ulteriormente il campo della riflessione e riaffermando il legame tra legalità, giustizia sociale e responsabilità collettiva.

La presentazione con la storia della Giornata della Legalità OAR

(FN)

di Francesco Nariello

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