[Vincitrice della Call “Habitat per il prossimo futuro” – Sezione Design e Innovazione / La Call è stata promossa dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia, BCAD, Associazione Italiana di Architettura e Critica]
“L’habitat per il prossimo futuro” non coincide soltanto con la costruzione di nuovi spazi, ma con la capacità di immaginare ambienti più sensibili, adattivi e capaci di generare relazione tra materia, percezione e uso. In un tempo in cui i luoghi del vivere e del lavorare sono sempre più esposti a trasformazioni rapide, l’architettura e il design sono chiamati a superare la sola dimensione funzionale per diventare strumenti di interpretazione del cambiamento. L’habitat futuro si definisce così come una condizione in cui leggerezza, flessibilità e identità non sono aspetti accessori, ma principi progettuali fondamentali. In questo scenario, anche l’oggetto o il dispositivo architettonico può assumere un ruolo attivo nel costruire un’immagine contemporanea dello spazio, capace di coniugare tecnica, emozione e riconoscibilità.





ALMA D nasce da questa visione. Il progetto prende forma dal desiderio di fondere in un unico elemento la leggerezza visiva e la densità materica, lavorando sul tema del drappeggio come espressione di continuità, trasformazione e fluidità. La materia, pur nella sua consistenza – ferro o alluminio – viene interpretata attraverso una pelle che ne attenua il peso percepito, trasformandola in una presenza quasi immateriale. Il nome stesso richiama l’anima del progetto: un equilibrio tra sostanza e apparenza, tra struttura e superficie, tra forza e delicatezza. Il concept sviluppa un linguaggio in cui la piega non è soltanto forma, ma racconto del processo. Le variazioni generate dal materiale, dalle tecniche di lavorazione e dalle trasformazioni della superficie costruiscono un oggetto che non si limita a essere osservato, ma invita a una lettura più profonda della sua identità.
ALMA D interpreta quindi il rivestimento come un gesto architettonico autonomo, capace di trasformare il cladding in un elemento espressivo e scultoreo. In questo senso, il progetto si colloca pienamente nel tema del concorso: un habitat del prossimo futuro inteso non solo come spazio da abitare, ma come esperienza sensibile, dove la materia diventa veicolo di innovazione e di qualità percettiva.
Alessia Maggio
AMAART Architects

Visual Editing: Giuseppe Felici
Architetto, Redazione AR Web






