Si è insediato oggi, 6 maggio, il nuovo Consiglio nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che sarà guidato da Alessandro Panci, presidente emerito dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia. Un risultato che l’OAR accoglie con soddisfazione e che scaturisce da un percorso condiviso e che segna il superamento di una «storica distanza» tra l’Ordine della Capitale e l’organismo nazionale. Un passo importante per affrontare i tanti temi aperti che riguardano il futuro della professione e del Paese nel suo complesso, in cui gli architetti dovranno giocare un ruolo fondamentale.
La composizione del nuovo CNAPPC
| Alessandro Panci | Presidente |
| Salvatore La Mendola | Vicepresidente |
| Veronica Leone | Vicepresidente |
| Cristiano Guernieri | Segretario |
| Francesco Livadoti | Tesoriere |
| Laura Carbognin |
| Alessandro Izzi |
| Michela Alessandra Locati |
| Angela Panza |
| Silvana Pellerino |
| Roberto Ricci |
| Patrizia Stranieri |
| Serena Zarrini |
| Silvia Pelonara (iunior) |

L’OAR: superata storica distanza, adesso pronti a collaborare
«Per troppi anni il Consiglio Nazionale e l’Ordine di Roma – spiega il presidente OAR, Christian Rocchi – si sono guardati in modo sospetto. Dubbi che non hanno motivo d’essere: chi ha impegni ordinistici deve avere come unico obiettivo il miglioramento della nostra società. Professionisti preparati realizzano città più vivibili e funzionanti che rendono migliori anche i cittadini». Rocchi ha poi chiarito il senso dell’impegno dell’Ordine romano in questa nuova fase: «Porgiamo i nostri ringraziamenti sentiti agli eletti per essersi fatti carico di un gravoso percorso. Siamo servitori pubblici e, come tali, dobbiamo tutelare l’onorabilità della nostra istituzione a garanzia degli iscritti e della collettività. Il nostro Ordine rimarrà a piena disposizione della comunità: per l’architettura e per il bene comune».
Sulla stessa linea il vicepresidente dell’OAR, Lorenzo Busnengo, che ribadisce l’operatività tecnica della Capitale, confermando «la volontà di mettere a disposizione le nostre consolidate competenze tecniche e culturali per affrontare temi imprescindibili come la rigenerazione urbana, la riforma del Codice dei Contratti, il Testo Unico, la revisione del Codice dei Beni Culturali e l’attuazione della Riforma Ordinistica. Strumenti necessari per restituire all’Architetto il suo ruolo fondamentale nella società».
L’elezione di Panci, sostenuta dalla squadra di «ON – Officina Architettura», apre dunque una stagione di attività integrate e condivisione politica, ispirata anche dal richiamo morale dell’architetto Giancarlo Busiri Vici, decano dell’Ordine di Roma, sul «dovere del servizio alla comunità» (qui la presa di posizione dell’OAR: LINK).
Le priorità del nuovo CNAPPC
Trasformare il ruolo dell’architetto «da tecnico a vero e proprio presidio di legalità e cultura al servizio della collettività» è la priorità dichiarata del nuovo mandato del CNAPPC, come emerge dalle prime parole del neo presidente Alessandro Panci in un articolo sul sito web Awn (LINK). Il Consiglio Nazionale, ha spiegato Panci, «si trova di fronte a una sfida cruciale: assumere una responsabilità collettiva verso la società, orientando la propria azione verso una visione profondamente contemporanea. In un contesto in continua trasformazione, questa pluralità non è un limite, ma una risorsa strategica per affrontare le complessità del presente e costruire risposte efficaci per il futuro». Il tema della casa e della rigenerazione urbana è il primo punto nell’agenda dei lavori: «In particolare, rispetto al Piano Casa nazionale – ha aggiunto Panci – il Consiglio deve avanzare un contributo operativo fondato su indirizzi prioritari: promuovere la rigenerazione urbana come alternativa al consumo di suolo, incentivare il recupero e la riqualificazione energetica e sismica, e rafforzare il ruolo del concorso di progettazione come strumento ordinario. Un Piano Casa non deve essere solo risposta quantitativa al fabbisogno abitativo, ma leva strategica per migliorare le città e i territori. Il CNAPPC deve essere motore di visione, azione e credibilità, incidendo concretamente sulla qualità degli spazi e della vita delle comunità».

Il Consiglio – si legge ancora sul sito web del CNAPPC – si è dato un obiettivo per i primi 105 giorni: avviare la riforma dei regolamenti interni e dare vita a un Centro Studi e a un Centro Servizi a supporto degli Ordini provinciali, potenziando al contempo la struttura di comunicazione per rendere il CNAPPC un interlocutore sempre più credibile e autorevole, con l’ambizione di rendere l’architetto un garante imprescindibile di legalità, sicurezza e bellezza per ogni cittadino. L’obiettivo finale resta quello di garantire al cittadino che ogni intervento architettonico rispetti quei criteri di armonia e sicurezza necessari per il vivere civile, riaffermando la professione come baluardo della qualità della vita.
(FN)