Rimettere al centro il rapporto tra Roma e l’acqua, riconoscere nel litorale una risorsa per il futuro della Capitale, rileggere il patrimonio del Novecento come parte di una storia urbana che oltrepassa il centro antico. Sono gli obiettivi del percorso promosso dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, attraverso la Commissione Spazio Pubblico e Città del Futuro OAR, che intreccia esplorazione dei luoghi, formazione e confronto sulle trasformazioni della città.
Il prossimo appuntamento è venerdì 23 ottobre a Ostia, con la prima giornata di «900 metri di architettura del ’900», dedicata all’itinerario di Ponente. Una seconda passeggiata, il 30 ottobre, porterà i partecipanti verso Levante, completando la lettura del patrimonio moderno del Lido. Le due iniziative preparano il confronto di novembre: il 24 alla Casa dell’Architettura, con il convegno «Roma e l’Acqua. Dall’Utopia alla Città del Futuro», cui seguirà una seconda sessione, prevista per il 25 novembre, del Polo di Ostia dell’Università degli Studi Roma Tre.
Un percorso che prosegue la ricerca avviata con il viaggio-studio alla foce del Tevere dello scorso 27 giugno, dal fiume al mare. E che ora attraversa le strade e le architetture del litorale: una esperienza diretta del territorio che punta a diventare il punto di partenza per costruire una visione delle sue possibili trasformazioni.
A tenere insieme le diverse tappe è la «necessità di ampliare lo sguardo sulla Capitale. Roma, infatti, è anche una città di mare», afferma Giuliano Fausti, consigliere OAR delegato alla Commissione Spazio Pubblico e Città del Futuro e coordinatore scientifico dell’evento. Il legame con l’acqua «attraversa la storia della Capitale, a partire dal suo rapporto con il Tevere – prosegue -. E in questa prospettiva, in un’ottica sempre più ampia, anche la conoscenza dell’architettura moderna diventa decisiva. Bisognerà dire – conclude Fausti – che Roma non è solo quella che sta dentro al centro storico, ma è anche molto altro».
La giornata del 23 ottobre, in programma dalle 15 alle 20, prenderà avvio nel chiostro del Palazzo del Governatorato, in piazza della Stazione Vecchia 26. Al centro dell’esplorazione, le relazioni tra architetture del Novecento, spazio pubblico e paesaggio costiero, entro un raggio di 900 metri dalla Fontana delle Sirene, fulcro dell’atrio porticato del Palazzo delle Poste di Angiolo Mazzoni. Proprio le Sirene saranno il filo conduttore dell’incontro: figure di soglia tra terra e acqua, città e natura, memoria e trasformazione. Un riferimento attraverso cui leggere il rapporto tra gli edifici e il contesto, ma anche interrogarsi sul significato contemporaneo degli spazi che connettono il tessuto urbano al mare.
La locandina con il programma completo dell’evento
Il 30 ottobre, come anticipato, ci sarà la seconda «tappa» che sposterà l’attenzione su Ostia Levante. Ancora una volta, il patrimonio del Novecento sarà lo strumento per leggere il territorio: le sperimentazioni architettoniche che hanno accompagnato la crescita del Lido consentiranno di approfondire il rapporto tra edifici, spazi collettivi e fronte marittimo. Si partirà sempre dal Palazzo del Governorato di Fasolo – spiega Fausti – per procedere questa volta verso le palazzine di Libera che sono nella zona ponente di Ostia». Le due passeggiate costituiscono così momenti complementari di una ricerca che parte dai luoghi per arrivare allo sguardo sul progetto e sul futuro.
Il confronto, in questo senso, troverà il suo momento di sintesi a novembre. Il convegno del 24 novembre alla Casa dell’Architettura, «Roma e l’Acqua. Dall’Utopia alla Città del Futuro», organizzato dall’OAR e nello specifico dalla Commissione Spazio Pubblico e Città del Futuro – metterà in dialogo accademici, decisori politici e progettisti sul rapporto storico, culturale e infrastrutturale tra Roma e l’acqua, nel quadro delle transizioni ecologiche, tecnologiche e sociali. Seguendo il corso del Tevere, il tema centrale sarà la riconnessione tra il nucleo urbano e Ostia: riconoscere il Lido come sbocco marittimo vitale della Capitale significa superare una lettura condizionata dal pendolarismo e dalla stagionalità balneare, per valorizzarne le risorse urbane, ambientali e culturali. Il fiume, la costa e il mare diventano elementi su cui costruire una visione integrata della città e del suo ruolo nel Mediterraneo.
A completare il quadro, come detto, sarà poi la seconda sessione del convegno, il 25 novembre (tra le 15 e le 19), presso l’Aula Magna «Marcello Palmisano» (o di altro spazio idoneo disponibile) del Polo di Ostia dell’Università degli Studi Roma Tre. (FN)