Rigenerazione urbana e adeguamento strutturale per ridurre il rischio sismico: sono sfide cruciali che, nelle città contemporanee, richiedono sempre di più uno sguardo aperto, interdisciplinare, internazionale. Una consapevolezza che l’Ordine degli Architetti di Roma porta avanti con un orientamento sempre più marcato verso il confronto, promuovendo occasioni di dialogo che mettono in relazione esperienze, modelli e visioni provenienti da contesti diversi ma accomunati da analoghe urgenze. In questa prospettiva si è svolto, lo scorso 13 aprile nella Sala del Consiglio, presso la Casa dell’Architettura, l’incontro internazionale dal titolo «Urban Renewal and Structural Retrofitting to Reduce Seismic Risk: Italy–Türkiye», promosso dalla Commissione di Protezione Civile OAR. Un appuntamento che ha visto la partecipazione – sia per l’Italia che per la Turchia – di rappresentanti istituzionali, accademici, ricercatori e che ha confermato l’apertura dell’Ordine verso tematiche strategiche come la prevenzione del rischio sismico e la rigenerazione urbana, rafforzando al contempo il dialogo con interlocutori internazionali.
Al centro dell’evento, il confronto tra il contesto italiano e quello turco in merito alle politiche e agli strumenti per la riduzione del rischio sismico. La delegazione della Istanbul Technical University ha presentato un progetto di ricerca finanziato che propone un sistema innovativo per integrare riqualificazione urbana e interventi di retrofit strutturale, con l’obiettivo di migliorare il patrimonio edilizio esistente e ridurre la vulnerabilità sismica nella città di Istanbul. Il lavoro si concentra in particolare sulla «definizione di un modello operativo capace di attivare meccanismi di finanziamento pubblico per il consolidamento preventivo degli edifici, privilegiando interventi di miglioramento rispetto alla demolizione e ricostruzione». Nel corso dell’incontro è stato più volte sottolineato il valore di un approccio integrato, capace di connettere strumenti normativi, politiche fiscali e strategie progettuali.
A rimarcare «l’apertura dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia «verso iniziative che favoriscono il dialogo e i confronto sul tematiche centrali, come – in questo caso – la riqualificazione del costruito che proceda di pari passo con la riduzione del rischio sismico» è Carlo Zaffina, tesoriere OAR e coordinatore della Commissione di Protezione civile dell’Ordine, ribadendo «l’impegno dell’istituzione nel promuovere iniziative su temi di rilevanza strategica e nel favorire lo scambio di conoscenze anche a livello internazionale, sempre con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delgi architetti e dell’architettura». Un confronto che non si esaurisce nel singolo evento «ma che apre – conclude Zaffina – a possibili sviluppi futuri, confermando il ruolo dell’Ordine come piattaforma di scambio e interlocutore qualificato nei processi di trasformazione e messa in sicurezza delle città».
Dalla delegazione turca è arrivata una riflessione ampia sul senso della ricerca in corso. «Il nostro lavoro – ha affermato Şevkiye Şence Türk, della Istanbul Technical University – affronta una sfida critica in Turchia, che è quella di trovare un approccio integrato per gestire il rischio sismico. Mentre ‘ristrutturazione’ e ‘riqualificazione urbana’ vengono considerate come soluzioni separate, riteniamo che un sistema più completo sia necessario per una città ‘durabile’. Nella nostra analisi internazionale delle politiche di successo. -conclude – , il quadro giuridico e l’attuazione pratica dell’Italia, in particolare per quanto riguarda gli incentivi antisismici come il ‘Sisma-bonus’ e l’assicurazione obbligatoria, si distinguono come esempi di grande valore. L’approccio del vostro Paese all’integrazione di questi sforzi è particolarmente rilevante per i nostri obiettivi».
L’incontro, nel dettaglio, si è sviluppato in una serie articolata di interventi che hanno ampliato il quadro di riferimento, mettendo a confronto casi studio e prospettive di ricerca. I contributi accademici hanno approfondito esperienze legate ai territori colpiti dai terremoti dell’Aquila e del Centro Italia, evidenziando modelli di ricostruzione e strategie di intervento sul costruito, ma anche progetti urbani sviluppati nella Capitale, come quello relativo a via Giustiniano Imperatore. Il dialogo si è arricchito attraverso il susseguirsi delle relazioni di docenti universitari, esperti di ingegneria strutturale e architettura, mondo dell’informazione, offrendo una lettura trasversale dei temi trattati. A chiudere i lavori, un dibattito coordinato dal Prof. Arch. Alessandro Camiz, Commissione di Protezione Civile OAR, ha consentito di mettere a confronto i diversi modelli gestionali e finanziari adottati nei due Paesi, affrontando questioni legate alle procedure di rilievo del danno, alle tecniche di consolidamento strutturale e alle strategie di ricostruzione.
La locandina con il programma completo dell’evento con tutti gli interventi e i relatori
(FN)