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05 Agosto 2019

MVRDV a Roma per Dreamcity, soluzioni su come abitare la citta’

SPAM è il festival dell’architettura di Roma e il suo nome richiama la viralità nell’intento di riportare l’architettura al centro del dibattito culturale del nostro Paese. È in programma dal 10 al 18 ottobre alla Casa dell’Architettura e insieme si ragionerà in questa edizione sul tema DREAMCITY, ovvero la città dei sogni che ogni architetto ha il dovere di immaginare. Perché l’architettura legge l’attualità, la plasma ed è in grado di ingenerare un meccanismo virtuoso di sviluppo e crescita anche in contesti molto difficili. (http://spamroma.com/)

Tra i protagonisti c’è MVRDV, lo studio fondato nel 1993 da Winy Maas, Jacob van Rijs e Nathalie de Vries, con base a Rotterdam e sedi a Parigi e Shanghai. In oltre 25 anni di attività, MVRDV ha realizzato più di 800 progetti in oltre 65 Paesi. Sempre attraverso un metodo progettuale altamente collaborativo, basato sulla ricerca e incentrato sul massimo coinvolgimento di clienti, stakeholders, finanziatori ed esperti, nella più ampia gamma di campi disciplinari, dall’inizio alla fine del processo creativo.

“La nostra architettura – si legge sul sito web dello studio – è guidata dal desiderio di avere città migliori, abitazioni stimolanti, ambienti di lavoro piacevoli, strutture ricreative coinvolgenti e servizi pubblici apprezzati. Guidati dalla sperimentazione basata sulla ricerca, sempre focalizzati sulle esigenze pragmatiche dei nostri clienti, cerchiamo di vedere ogni vincolo come un’opportunità da sfruttare nella creazione di edifici sempre migliori”.

Il minimo comune denominatore dei progetti firmati MVRDV è la sperimentazione, con i fari puntati sulle città. Viene concepito in quest’ottica The Why Factory, think tank e istituto di ricerca indipendente – diretto dallo studio in collaborazione con l’Università di Tecnologia di Delft -, che contribuisce al dibattito su architettura e urbanistica attraverso la concezione della città del futuro.

Sui contesti urbani, e in particolare sull’abitare, si focalizzano alcune delle opere più note dello studio olandese, come il Silodam(Amsterdam, 2003), complesso abitativo lungo un molo (che sembra attraccato) contenente 157 appartamenti, ciascuno caratterizzato dalla diversità degli spazi interni destinati a famiglie a basso reddito, anziani, impiegati, artisti. Ma anche Markthal(Rotterdam, 2014) manifesto di sperimentazione dove il progetto di 228 appartamenti si tramuta in una caratteristica struttura di mercato coperto, su cui si affacciano le residenze, con volta interna è ricoperta da un imponente affresco digitale. La versatilità dell’approccio progettuale di MVRDV emerge, trai tanti, da progetti come l’installazione The Stairs to Kriterion (Rotterdam, 2016) o il parco urbano lineare Seoullo 7017 Skygarden (Seul, 2017).

Ricerca e sperimentazione “per il miglioramento dei contesti urbani” rappresentano il filo rosso che unisce anche gli ultimi progetti che MVRDV sta realizzando nel mondo. Tra questi, ad esempio, le Grotius Towers, due torri residenziali (alte 100 e 120 mq) a L’Aia, su quasi 62mila mq, con paesaggio tridimensionale di terrazze e vegetazione, da completare per il 2022. Dovrebbe concludersi nel 2020, invece, la costruzione del Tainan Market a Taiwan, nuovo mercato all’ingrosso di frutta e verdura con tetto verde a terrazze accessibile.

E’ appena iniziata la costruzione del Downtown One a Tirana (Albania), grattacielo di 140 metri (37 piani) la cui caratteristica iconica sono le case e gli uffici a sbalzo, che formano una sorta di “mappa” pixelata dell’Albania: fine lavori prevista nel 2024. E’ il primo progetto di MVRDV in Sri Lanka, invece, il Veranda Offices a Colombo, sviluppato in collaborazione con architetti locali: edificio (12mila mq) – in fase di completamento – nel quale avrà sede, tra l’altro, l’ambasciata norvegese.

Tra gli ultimi concorsi vinti – con i lavori al via questa estate – c’è quello per gli headquarters del Vanke Group a Shenzen, in Cina, con otto blocchi connessi tra loro (con uffici, negozi, ristoranti, hotel, spazi all’aperto) per un totale di 167mila metri quadri. Altro esempio è il KoolKiel, edificio multiuso progettato per riqualificare un sito post industriale a Kiel in Germania, attraverso sistema di design flessibile.  (FN)

Per informazioni su SPAM www.spamroma.com

Redazione OAR

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