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26 Agosto 2019

Stig Lennart Andersson (SLA) a Roma per DREAMCITY, al centro il rapporto tra natura e città

SPAM è il festival dell’architettura di Roma e il suo nome richiama la viralità nell’intento di riportare l’architettura al centro del dibattito culturale del nostro Paese. È in programma dal 10 al 18 ottobre alla Casa dell’Architettura e insieme si ragionerà in questa edizione sul tema DREAMCITY, ovvero la città dei sogni che ogni architetto ha il dovere di immaginare. Perché l’architettura legge l’attualità, la plasma ed è in grado di ingenerare un meccanismo virtuoso di sviluppo e crescita anche in contesti molto difficili. (http://spamroma.com/)

Tra i protagonisti ci sarà Stig Lennart Andersson, fondatore nel 1994 di SLA, studio danese specializzato sui temi del paesaggio e della sua relazione con l’ambiente costruito, che guida insieme a Mette Skjold e Rasmus Astrup. L’approccio progettuale di SLA – che ha sede a Copenaghen, Aarhus e Oslo – si sviluppa attraverso l’ottimizzazione delle collaborazioni multidisciplinari e interdisciplinari (il team è formato da una sessantina di persone tra architetti, biologi, pianificatori, ingegneri forestali, botanici), con il coinvolgimento di utenti e sviluppatori nella ricerca di soluzioni che tengano conto dell’interazione tra esperienza umana dello spazio ed elementi come le condizioni fisiche, la geografia, il clima e le risorse. Lo studio si propone come laboratorio di architettura “in grado di sfidare ed espandere i confini dello spazio urbano, dell’urbanistica e dell’architettura del paesaggio”.

Natura, design, sostenibilità, tecnologia sono le parole chiave al centro dei progetti firmati da SLA su scala globale – soprattutto in Europa (Danimarca in primis), Asia e Africa – nei quali si sviluppa la riflessione sull’interazione tra natura e ambiente costruito. Tra i numerosi interventi realizzati negli ultimi anni si possono citare il Novo Nordisk Nature Park (2014), a Bagsværd, parco di una delle più importanti aziende della Danimarca con oltre duemila nuovi alberi – favorendo la biodiversità e migliorando il microclima intorno agli edifici esistenti – o il masterplan e sistemazione di spazi urbani (46mila metri quadri) presso la Corte penale internazionale dell’Aia (2015), in Olanda, con il paesaggio costituito da cortili caratteristici che rappresentano sette Paesi diversi. Ma anche il Green Footprints (2016), sull’Isola di Bornholm (Danimarca), parco il cui paesaggio è stato creato trasformando i materiali locali da rifiuto a risorsa – anche attraverso riciclo acqua, compostaggio, agricoltura urbana – o il progetto Bryggervangen and Skt. Kjelds Plads (2019) a Copenhagen, intervento urbano (con la piazza inaugurata a febbraio), che ha puntato a generare una natura urbana “estetica e funzionale, carica di biodiversità e sostenibile, verde e blu, adattabile al clima e capace di creare senso di comunità”. Tra le ultime opere realizzate anche YUAN, “master garden” creato per Horticultural Expo 2019 di Pechino, mirando a offrire una nuova lettura del giardino cinese nell’era antropocenica.

“La natura è il punto focale di tutto ciò che sviluppiamo, disegniamo e pensiamo in SLA – si legge sul sito web dello studio -: perché l’ordine della natura è il punto di partenza di come organizziamo il nostro mondo e di come creiamo il contesto in cui la vita può svolgersi pienamente. Preferiamo anche lavorare con ciò che cresce: perché è la vita che costituisce il nostro vero fondamento. Ciò che è in continua evoluzione. Architettura, master planning, spazi urbani e paesaggi sono solo alcuni dei mezzi che utilizziamo per mettere in gioco i processi della natura”.

In fase di avvio (dal prossimo anno), nell’ambito del progetto Ternes-Villiers a Parigi, la proposta di SLA – che ha vinto nel mega concorso internazionale Reinventer Paris – prevede una terrazza urbana sul tetto di 5.500 mq (cliente Bnp Paribas), posto sul Boulevard Peripherique, la grande circonvallazione che circonda la capitale francese.

Tra i progetti in costruzione firmati SLA, a testimoniare le diverse tematiche con cui si confronta lo studio danese in ambito paesaggistico, ci sono il Bodø Coastal Trail (2019-2023), nuovo sentiero costiero e naturalistico combinato che percorrerà 6,5 chilometri lungo la costa di Bodø, in Norvegia; il progetto The Soul of Nørrebro (completamento previsto entro il 2022), a Copenhagen – vincitore Nordic Built Cities Challenge Award 2016 – che propone un nuovo modello di sviluppo urbano, “usando” la natura per risolvere le più complesse sfide su scala cittadina incrementando la qualità della vita; il progetto di paesaggio per Monroe Blocks, a Detroit (Usa), che punta a trasformare il cuore della città statunitense, attraverso una serie di spazi pubblici combinando, tra grattacieli e unità residenziali basse, terrazze verdi sui tetti, passerelle pedonali e piazze. Lo scorso novembre, inoltre, SLA ha vinto (insieme a Henning Larsen, Second City and Cowi) il concorso per masterplan per Tibble-Åvatriangeln a Täby, in Svezia, piano generale su 292mila mq che legherà la periferia della città al suo nuovo centrale parco verde. (FN)

Redazione OAR

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