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50 ANNI DI PROFESSIONE

Chiumenti Luisa
Chiumenti Luisa
Luisa Chiumenti

Luisa Chiumenti nasce a Milano il 30 maggio 1940, consegue la laurea presso la Facoltà di Architettura della “Sapienza” Università di Roma nel 1964. L’anno successivo ottiene l’abilitazione all’esercizio della professione e dal 28 maggio è iscritta all’Albo dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia con la matricola n. 1761. Dal 22 aprile 1992 è iscritta anche all’Ordine dei Giornalisti di Roma.

Risiede a Roma, dove tuttora esercita la libera professione.

Trascorre la prima infanzia nella cittadina di Rovereto (Trento) in un ambiente sociale e culturale assai vivace, fondato sulla forza di Istituzioni quali la pregiatissima Accademia degli Agiati, che fu per lei estremamente importante per stabilire alcuni punti fermi della propria formazione, che sarebbero rimasti preziosi per tutta la successiva carriera. Ritorna infatti volentieri, dopo il suo trasferimento a Roma negli anni ’50, a sviluppare lì i suoi studi già con gli ultimi esami di Urbanistica, e a sperimentare poi il rigore di quell’ambiente nella proposta di progettazione del Piano Intercomunale della Valle Lagarina e nella localizzazione di un Centro direzionale, nella periferia di Rovereto, a Borgo Sacco.
Giunta poi alla tesi di laurea (relatore il prof. Plinio Marconi, allora Preside della Facoltà), svolge uno studio approfondito su un’ipotesi di ristrutturazione e risanamento del centro storico della stessa Rovereto.
Affascinata fin dagli anni giovanili dalla classicità, in particolare dall’architettura del Rinascimento, porta sempre nell’animo la consapevolezza che l’architetto debba essere così come lo aveva descritto Leon Battista Alberti, cioè perfettamente inserito nella società e nell’ambiente in cui si trova ad operare, pronto a sviluppare una conoscenza capillare delle esigenze sociali, economiche, produttive e perfino ludiche, per ottenere il più elevato livello di qualità della vita. Ed è così che ritorna in Trentino a svolgere le sue prime esperienze progettuali, con la costruzione e direzione lavori della scuola media di Ala (Trento), affrontando il delicato tema dell’inserimento di un plesso moderno nell’ambito di un equilibratissimo centro storico, scrigno di palazzetti barocchi molto ben tutelati. Ancora nella provincia di Trento, a Civezzano, con l’arch. Pisoni realizza un complesso abitativo plurifamiliare di tipo economico, che fiancheggia la grande piazza della storica chiesa. Sono questi gli anni in cui l’architetto svolge anche incarichi di insegnamento a Roma sia presso Istituti superiori come l’IPSIA “Duca D’Aosta” (Corso di Disegno Tecnico e Tecnologia Chimica) che alla Facoltà di Ingegneria della “Sapienza” presso la Cattedra di Disegno I/F, tenuta dal prof. Mario Magistrelli. Ed è in tale contesto che, applicando i concetti di cui sopra, oltre all’insegnamento grafico, manda avanti il principio di inserimento armonico del moderno nell’esistente, facendo compiere agli studenti alcune ricerche sul centro storico di Roma, approdate nelle relative pubblicazioni d’Istituto. Nell’anno accademico 1967-68, nell’ambito del progetto Senso di una ricerca, sono pubblicati altri lavori di ricerca inerenti questo ambito, come Modulo e civiltà industriale. Le funzioni del modulo: deduttiva di indagine e induttiva quale movente della ideazione progettuale, che denunciano l’intenzione del gruppo di lavoro di accrescere la qualità formativa per il futuro professionale degli studenti, sempre nel confronto attivo fra radici del passato ed evoluzione futura.
Sono gli stessi anni in cui, pur risultando vincitrice del concorso per 42 posti di architetto nella carriera direttiva delle Soprintendenze alle Antichità e Belle Arti, ormai avviata nella libera professione, preferisce rinunciare all’incarico e approfondire i propri filoni di ricerca. Si dedica quindi ad una serie di realizzazioni progettuali prevalentemente nella provincia di Roma, ma anche a Napoli, Carsoli (L’Aquila) e Agrigento tra cui spiccano complessi di servizi, alberghi-scuola, licei, strutture sanitarie e cimiteriali oltre a numerose abitazioni.
Contemporaneamente, tuttavia, continua a portare avanti gli studi storico-architettonici fra passato e presente, partecipando, con relazioni su invito, a numerosi convegni, con pubblicazione dei relativi atti, quali il Convegno IN/ARCH ’67 Problematica delle infrastrutture aeroportuali e sua presenza nella pianificazione del territorio di Roma; i convegni annuali dell’AGERE (Associazione Generale dell’Edilizia), di cui è anche consigliere; il Convegno di Studi Bramanteschi e il Convegno di Studi Borrominiani tenuti presso l’Accademia di San Luca, a Roma. Tra i più recenti si ricorda quello del 2013 “I toponimi, bene culturale immateriale da salvaguardare e valorizzare per una conoscenza capillare del territorio”, presentato alla giornata di studi Toponomastica Bene Comune presso la sede dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia, organizzata dalla Consulta BBCC – ora Dipartimento BBCC – presieduta da V. Rossini.
Con l’Istituto di Ricerca Urbanologica e Tecnica della Pianificazione, pubblica, sui relativi Quaderni, una serie di medaglioni storici sui più importanti centri distribuiti lungo le vie consolari romane nella campagna romana. Redige fra l’altro diverse voci urbanistiche sul Dizionario di Architettura e Urbanistica, diretto da Paolo Portoghesi, oltre a diverse voci nella Sezione Architettura del Dizionario Biografico degli Italiani.
Presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Reggio Calabria tiene un seminario sui Catasti Storici Ferraresi, e poi a Catanzaro un seminario sugli Elementi di Architettura. Nel Palazzo Chigi di Ariccia tiene un corso per studenti dell’Università dell’Alabama ai quali illustra un viaggio in Italia attraverso le grandi opere d’arte e di architettura; infine tiene i corsi di Lettura della Città finanziati dal Comune di Roma per l’IPSIA “Duca d’Aosta” di Roma.
Sempre convinta comunque, del forte, biunivoco rapporto esistente fra architettura e arti visive (scultura, pittura, cinema), svolge in quest’ambito una fervida attività di studio e partecipazione, quale inviata della Rivista AR di cui ha fatto parte della redazione fin dalle prime uscite, ad eventi internazionali, come il convegno dell’AICA (Associazione Internazionale Critici d’Arte) incentrato proprio sul rapporto tra architettura e arti visive, e poi con il successivo viaggio per visitare i cantieri di costruzione dei nuovi complessi museali in varie città del nord Europa.
Il rapporto con il mondo architettonico internazionale non si è mai interrotto attraverso i numerosi viaggi in Europa e negli Stati Uniti, anche grazie alle deleghe, specie negli ultimi anni, su incarico della Presidenza dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia.

Tra il 1975 e il 1980 completa, con Fernando Bilancia, lo studio capillare e analitico su ogni emergenza archeologica, topografica e urbanistica di tutte le vie consolari romane, entro i limiti della campagna romana e pubblica, con la storica Casa Editrice Leo S. Olschki di Firenze e il sostegno dell’allora Banco di Roma, i 7 volumi de La campagna romana antica, medievale, moderna (dal Fondo Tomassetti conservato presso l’Archivio Capitolino).

Di seguito viene chiamata ad occuparsi, come esperta e insieme a G. Sartorio, del film Le grandi Vie (che al tempo dell’Impero Romano hanno attraversato il Mediterraneo), su incarico della Trans World Production, nell’ambito del grande progetto del poligrafico dello Stato: Imago Vrbis: XV Film sull’immagine di Roma, realizzati con le foto del Premio Oscar per la fotografia, Vittorio Storaro, le musiche del Premio Oscar Ennio Morricone e la regia del grande Carlo Lizzani.
Alcuni anni più tardi, presso la Fondazione Roma – Museo del Corso a Palazzo Cipolla è chiamata di nuovo a esprimersi su queste tematiche coordinando il Convegno di studi Le antiche vie consolari romane nei confronti con il tessuto urbano attuale, nei tratti in cui le antiche mappe, oltre le mura, ne registrano i percorsi verso la campagna romana.

Accanto a questo filone di ricerca, negli anni ha comunque continuato la sua produzione progettuale a Roma e, sempre più convinta dell’importanza della comunicazione, prosegue tuttora anche la sua attività giornalistica come Direttore responsabile di Data News e redattore o collaboratore di numerose altre riviste, ricevendo anche alcuni premi giornalistici. Tra questi si ricordano il Premio Sulmona 2006 per la rivista Data News, il Premio Paone del 2008 a Lanciano, per un reportage sulla rivista Sinequanon ed il Premio alla Carriera ricevuto durante il Festival della letteratura di viaggio a Lecce, nel 2010.

Oggi continua ad occuparsi del territorio attraverso numerose pubblicazioni a cui si accompagnano diversi allestimenti di mostre d’arte (a Roma, Siena e Bruxelles), tra cui si ricordano in particolare le due prime edizioni di Expo Luxe, rispettivamente alle Scuderie di Palazzo Ruspoli e a Palazzo Ferrajoli a Roma.

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