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50 ANNI DI PROFESSIONE

Mastelloni Enzo
Mastelloni Enzo
Mastelloni Enzo

Enzo Mastelloni nasce a Roma nel 1933. Si laurea alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “Sapienza” nell’agosto del 1962 e si abilita all’esercizio della professione iscrivendosi all’Albo dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia nel 1963 con la matricola il n. 1481.

Nel periodo che segue la laurea collabora con diversi Studi professionali di Architettura. Negli anni successivi diviene collaudatore della Cassa per il Mezzogiorno e per la Banca Nazionale del Lavoro.
Si iscrive all’Albo dei Progettisti e Direttori dei Lavori della CASMEZ, come consulente tecnico presso il Tribunale di Roma e presso la Sezione Fallimentare di Roma.

Nel 1968 inizia l’attività professionale in proprio ricevendo e svolgendo molti incarichi nell’ambito della committenza privata. Progetta e realizza varie tipologie edilizie: ville e palazzine a destinazione residenziale, ma anche edifici ad uso pubblico quali hotel, cinema ed edifici per l’istruzione.
Tra le opere eseguite assume particolare rilevanza la realizzazione della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Catania. Il progetto nasce dall’idea di movimentare i piani con flessibilità, rendendoli sporgenti grazie al gioco strutturale realizzato con cemento armato e acciaio. Questo movimento della struttura permette di creare zone coperte, ma aperte, per consentire l’aggregazione studentesca. L’aspetto architettonico dell’edificio è sottolineato, nella sua dimensione orizzontale, da parapetti e finestre a nastro, mentre le scale esterne di sicurezza e una serie di fasce contigue, di varie altezze e sporgenze, determinano un movimento di contrasto che genera plasticità architettonica.

Nel 1983-84 occupa il ruolo di professore a contratto per la Cattedra di Complementi di Architettura Tecnica presso l’Istituto di Urbanistica e Pianificazione della Facoltà d’Ingegneria di Udine.
Nel 1992-94 è membro esterno della XIX Commissione per la Tutela dell’Ambiente e Arredo Urbano, mentre nel 1999 è membro esterno della Commissione Urbanistica del Comune di Anzio (Roma). In merito a tali incarichi si vede impegnato nell’attività di ricerca di alcune realtà ambientali del tessuto urbano periferico di Udine, degli studi di fattibilità a livello regionale per il Parco Lido dei Gigli ad Anzio e dello sviluppo di un modello di piano per la valutazione ambientale del territorio di Allumiere e Tolfa, in provincia di Roma.

Durante la sua attività da libero professionista partecipa a numerosi concorsi che lo vedono classificarsi più di una volta tra le prime posizioni, tra i quali i concorsi di progettazione per la realizzazione dell’hotel ENAM a Chianciano Terme (Siena) e per il nuovo Archivio di Stato di Firenze.
L’hotel ENAM è articolato su sei livelli fuori terra, adagiati a “gradoni“ su un terreno inclinato. I corpi di fabbrica così disposti, portano un’aggregazione tale da consentirne la semplificazione progettuale. I vari livelli sono, grazie a questa disposizione, agevolmente collegati con percorsi sia orizzontali sia verticali. Per la veste architettonica ricorre ad un alternarsi di pieni e vuoti con fasce orizzontali che, collegate alle scale esterne di sicurezza, danno risalto alla plasticità dei prospetti. Al primo e al secondo livello, sono inseriti spazi per convegni e zone comuni, il terzo accoglie la ristorazione e le attrezzature di pertinenza del ristorante, nonché gli alloggi del personale. I restanti tre piani sono adibiti alla funzione ricettiva per un totale di 200 stanze, singole o doppie.
Il progetto per il nuovo Archivio di Stato di Firenze ha, come obiettivo principale, rendere impenetrabili all’acqua i piani interrati dell’edificio, destinati a laboratori di restauro e di catalogazione, in memoria di ciò che era accaduto con l’alluvione del 1963. Pertanto si pensa di progettare un grande “stilobate” con ampie gradonate d’accesso, dal quale si giunge agli ingressi del nuovo Archivio. Sospesi su questa “agorà” e sorretti mediante torri circolari di servizio, sono disposti i moduli contenitori atti a raccogliere tutti gli archivi della città di Firenze fin dalle origini, uniti in questa struttura. In ambito tecnico-progettuale per questa sede si pensa ad un sistema informatico all’avanguardia, non ancora in uso negli anni ‘70, per risolvere il problema dell’informatizzazione ed individuazione rapida degli atti.

Sue architetture sono pubblicate in: Il rapporto di illuminazione negli edifici civili e L’uso degli schermi di protezione dell’irraggiamento solare nella progettazione architettonica (Napoli 1979); Ancona – Rione di Capodimonte. Restauro di un comparto e L’uso del curtain wall nella progettazione di edifici a Roma (Roma 1983); Guida all’Architettura Moderna. Italia. Gli ultimi trent’anni (Zanichelli, Bologna 1988).
In particolare i progetti per la ricostruzione di Tuscania e per il Ministero delle Finanze a Bologna sono pubblicati su L’Architettura. Cronache e storia; rispettivamente, il “Nuovo insediamento GESCAL nell’area terremotata di Tuscania” sul n. 261 del 1977 e “Bologna. Centro di servizi del Ministero delle Finanze” sul n. 441-442 del 1992.

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