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50 ANNI DI PROFESSIONE

Piperno Noretta
Piperno Noretta
Piperno Noretta

Noretta Piperno nasce a Roma il 31 gennaio 1936. Comincia ad andare a scuola solo in quarta elementare, nell’ottobre del 1944, dopo essersi salvata, come ebrea, dalle persecuzioni del nazi-fascismo. Dopo brillanti studi classici al liceo E. Q. Visconti, si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “Sapienza” nel 1954.

Si laurea nel 1963 dopo essersi sposata e avere avuto i suoi due figli; il grande interesse e la passione per l’architettura, insieme all’importante aiuto da parte del marito, la sostengono nella volontà di continuare gli studi nei primi anni di matrimonio, con due bambini piccoli, compiendo con determinazione la scelta di impegnarsi con un lavoro al di fuori dalle mura domestiche, scelta in quell’epoca condivisa ancora da una minoranza di donne.
Dopo l’esame di stato si iscrive nel 1965 all’Albo dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia con il n. 1810.

Le prime esperienze pratiche sono con colleghi con i quali partecipa ad un concorso per una scuola elementare e, nel 1967, ad uno per una chiesa a Roma; il progetto è pubblicato, insieme agli altri, dallo stesso Vicariato di Roma che ha emesso il bando del concorso, vinto dallo Studio Passarelli.
Tutto il primo periodo di lavoro è caratterizzato dalla cooperazione con il marito Benedetto Levi, ingegnere specializzato in impianti tecnici e di condizionamento. Dopo aver agevolato i suoi studi per la laurea, aiutandola nella gestione della famiglia, Levi avvia con la moglie una collaborazione per costruire edifici, affidandole il compito della progettazione e della direzione dei lavori, mentre varie ditte di costruzione si alternano nei cantieri. Tutti i calcoli del c.a. degli edifici costruiti in quel periodo sono eseguiti dal prof. ing. Mario Desideri.
La sinergia tra lei, neolaureata, e il marito, contribuisce a caratterizzare la sua formazione professionale con una specifica sensibilità al dialogo tra le esigenze impiantistiche e la progettazione architettonica, in quel periodo non sempre dialoganti. Le positive ricadute sulla qualità della progettazione di soluzioni architettoniche che riescono ad ottimizzare la non trascurabile componente dei costi realizzativi, di esercizio e di manutenzione degli edifici, possono essere considerate una sorta di “risparmio energetico” ante litteram.

In uno dei suoi più significativi primi lavori, alla fine degli anni Sessanta, la progettazione di cellule abitative per case di vacanza sul litorale romano, lo studio compositivo dello spazio si concentra sulla ricerca di soluzioni funzionali, rispondenti alle nuove esigenze di fruizione, manifestate in quel momento storico. Le realizzazioni propongono unità abitative, con rapporti distributivi e dimensionali tra zona notte e zona giorno, innovative rispetto alle tipologie più diffuse e ancora oggi apprezzate, essendo diventate per la maggior parte case stanziali e non solo di villeggiatura.

Particolarmente interessante, all’inizio degli anni Settanta, è l’edificio residenziale per appartamenti costruito a Roma nella zona di San Saba, caratterizzata da edifici moderni inseriti in un ambiente di villini degli anni ’20, epoca di urbanizzazione del quartiere. Grazie ad un accurato studio dei materiali esterni, adatti a resistere nel tempo, tutto l’edificio è rivestito di klinker scuro e nei balconi è messa in opera una balaustra in materiale sintetico, che poi utilizza anche in case sul mare a Santa Severa (Roma), ottenendo ottimi risultati di durata nel lungo periodo. L’edificio di San Saba è anche caratterizzato da finestre d’angolo, che creano nuove visuali agli ambienti dell’immobile.

Contemporaneamente al lavoro con il marito, esegue altre opere sia di progettazione e costruzione di fabbricati che di sistemazione di appartamenti. Il suo curriculum è contraddistinto da rapporti professionali con privati che, informandosi e verificando i risultati delle sue opere, con una sorta di passaparola, permettono l’ulteriore sviluppo della sua attività, divenendone clienti e allargando progressivamente il giro dei rapporti. Particolarmente apprezzata è la sua ricerca della forma estetica, sempre connessa, però, all’ascolto e al rispetto delle esigenze di coloro che avrebbero abitato gli spazi da lei creati.

La collaborazione col marito ingegnere finisce nel 1992, anno della morte prematura di lui.
Il lavoro continua però incessantemente nel tempo, con periodi caratterizzati dalla specializzazione in alcune tipologie di opere. A partire dal 1979 realizza vari Studi dentistici, in quanto la stessa ditta che fornisce le apparecchiature al primo degli Studi per il quale lavora, le chiede di allestirne altri. Cercando la massima funzionalità e mantenendo un alto livello di qualità estetica, ottiene risultati apprezzati nell’allestimento di ambienti sanitari dalle forti peculiarità, quali gli Studi dentistici, che, ad esempio, vengono completamente liberati dalle tubazioni a terra che, in precedenza, occupavano gli spazi, creando impedimenti ai movimenti delle persone.
Dal 1978 al 1992, a Fregene (Roma) progetta parecchie ville e fabbricati trifamiliari e piscine, per la stessa Impresa costruttrice. Sempre a Fregene, dai rapporti con proprietari di terreni con problemi urbanistici, nasce la necessità, nel 1991, di presentare e fare approvare dal Comune di Roma, di cui Fregene era la XIV Circoscrizione, un piano di recupero paesistico di una zona particolare, vicino al Campo Sportivo.

Dal 1985 al 2000 si sviluppa la collaborazione con l’arch. Alessandra Battaglia e l’ing. Carlo Barchiesi. Con loro ristruttura vari appartamenti, alcuni edifici di Fregene e, con lo strutturista ing. Filippo Palmaroli, un grande albergo nell’Isola di Antigua (Caraibi) nel 1978 per la Società Clermont Progetti – Milano.

Gli stessi progettisti partecipano nel 1977 al concorso del Comune di Grottammare (Ascoli Piceno) per la progettazione preliminare di corso Mazzini e aree adiacenti, arrivando quarti. Disegnare componenti di arredo urbano e distribuirli in un tessuto urbanistico non fortemente caratterizzato, quale era l’area compresa tra la via Salaria ed il lungomare di Grottammare, è l’occasione per sperimentare su più ampia scala il proprio bagaglio professionale, arricchendolo di nuove visuali e capacità di segno.

Fra le esperienze lavorative vanno annoverati anche due ristoranti; la ristrutturazione di tre appartamenti da adibirsi a B&B, di cui uno, a via Arenula a Roma, con pareti mobili che ne cambiano l’uso secondo le necessità contingenti e due farmacie comunali nella zona dei Castelli Romani, perché anche lì si sono creati proficui contatti lavorativi. L’intervento su svariate unità abitative di interesse storico a Roma (una scuola in una palazzina d’epoca alla Balduina, un’abitazione con vista sul Palatino, un appartamento nella zona dell’antico ghetto ebraico in un fabbricato storico) richiede analisi e studi su elementi compositivi e materiali preesistenti, per condurre una progettazione rispettosa del contesto originario, alla ricerca di un’architettura comunque attenta alle esigenze del vivere contemporaneo.

In tanti anni di attività nelle case private, concepisce e predispone molti elementi di arredamento. Coadiuvata da falegnamerie abili e attente nell’esecuzione dei disegni, realizza una vasta quantità di allestimenti per Studi professionali, librerie, armadi guardaroba, vetrine per oggetti e anche cucine eseguite su misura, con particolare cura per la qualità e il colore dei legni usati.

In questi ultimi anni, continuando ad occuparsi delle manutenzioni e ristrutturazioni di appartamenti di parenti e amici, studia, tra l’altro, come dotare di ascensore, ritenuto da lei indispensabile, una costruzione di sei piani, risalente al 1935, facendone realizzare uno esterno al palazzo dalla ditta Ascensori e Automazioni Fusco Srl.

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