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50 ANNI DI PROFESSIONE

Ruggieri Gianfranco
Ruggieri Gianfranco
Ruggeri Gianfranco

Gianfranco Ruggieri nasce a Roma nel 1929 e dopo essersi diplomato con profitto nel Collegio S. Giuseppe Istituto De Merode, si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università “Sapienza”, dove si laurea nel 1964. L’anno successivo consegue l’abilitazione professionale e si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia con la matricola n. 1725.

Appena laureato, collabora inizialmente con Pierluigi Nervi e poi con Attilio Spaccarelli, occupandosi principalmente di progetti di residenze a Roma. Partecipa anche a diversi concorsi di progettazione. Risultato vincitore nelle relative graduatorie, è incaricato dal Provveditorato agli Studi di Roma dell’insegnamento di materie tecniche presso l’Istituto di Istruzione Superiore Armando Diaz.

Vince poi il concorso pubblico per la qualifica di Architetto, indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione e lavora, dal 1966, presso la Soprintendenza ai Monumenti di Roma.
Nell’ambito del Ministero percorre la sua lunga carriera professionale, dove ricopre, negli anni, diversi incarichi di direzione delle Sezioni tecniche per la tutela paesistica e monumentale di varie Province (Rieti, Roma, Latina, Viterbo) ed è inquadrato come Soprintendente dal 1977 fino al 1997, anno del pensionamento.
È Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma e del Lazio dal 1989 e quindi del Lazio dal 1991, a seguito dello scorporo delle due Soprintendenze.
Per quanto attiene la tutela ambientale, partecipa nel 1967 alla redazione dei Piani Paesistici del Monte Terminillo (Rieti) e dei Laghi di Bracciano, Vico e Bolsena (Viterbo).

Matura una notevole esperienza nel campo della conservazione, della tutela, del restauro dei beni architettonici e del recupero dei centri storici, come progettista e direttore dei lavori, ma anche come teorico, consulente, docente ed esperto della materia.
In tale ambito ed in particolare per conto della Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici del Lazio, svolge numerosi incarichi, come progettista e/o direttore dei lavori, per interventi di restauro e consolidamento di numerosi monumenti nelle province di Roma, Viterbo e Rieti, tra i quali, rispettivamente: Palazzo Altieri a Oriolo Romano (1985-95) e Castello Colonna a Genazzano (1987-90); Chiesa di S. Cristina a Bolsena (1970), Fonte Papacqua a Soriano nel Cimino (1971-72), Chiesa di S. Flaviano a Montefiascone (1974-75), Villa Lante della Rovere e Parco circostante a Bagnaia (1975-97), Torre rinascimentale con campanile romanico inglobato a Bassano in Teverina (1982-83), Loggia Papale del Palazzo vescovile a Viterbo (1985-86), Palazzo Farnese e Parco a Caprarola (1985-95), Rocca Albornoz a Viterbo (1985-95), Duomo di Civita castellana (1990-96) e Chiesa e convento di S. Rosa a Viterbo (1990-96), Arco del Vescovo nel Palazzo Vescovile a Rieti (1967-68), Chiesa di S. Maria del Popolo a Cittaducale (1967-68), Campanile della Chiesa di S. Francesco a Leonessa (1967-68), Chiesa e dormitorio di S. Bonaventura a Greccio (1967-68) e Chiesa della SS. Annunziata a Casperia (1967-68).

A seguito del terremoto di Tuscania (Viterbo) del 1971, che provoca consistenti danni al notevole patrimonio culturale della città, partecipa alla stesura del PP di ricostruzione e restauro di tutto il centro storico e alle riunioni tecniche presso il Ministero dei Lavori Pubblici e Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai fini dello studio e dell’emanazione di leggi speciali per il recupero della città. Negli anni successivi (1971-90), realizza una serie di importanti interventi di restauro e consolidamento dei seguenti monumenti: Chiesa di S. Pietro; Chiesa di S. Maria Maggiore; Chiesa di S. Maria delle Rose; Monastero di S. Paolo delle Clarisse; Chiesa di S. Silvestro; antico Palazzo comunale, rivellino e Mura cittadine; ex Ospedale S. Croce, trasformato in Archivio Storico e Biblioteca; Chiesa e Convento di S. Maria del Riposo, poi Museo Nazionale Tuscanese, del quale cura anche l’allestimento.
L’attività di tutela di Tuscania costituisce dunque un’esperienza professionale significativa e ad ampio raggio per Ruggieri che la conduce, negli anni, con grande impegno e passione.

Si occupa anche della progettazione e della direzione lavori per il restauro di importanti monumenti di Roma, tra i quali: Obelischi di piazza del Popolo e piazza S. Giovanni (1980); Palazzo Spada (1985); Galleria Borghese (1985-90); Pantheon o Chiesa di S. Maria ad Martyres (1985-90); Chiesa di S. Stefano Rotondo (1985-90); Palazzo della Consulta (1985-95); Palazzo Corsini alla Lungara (1987-90); facciata della Basilica di Sant’Andrea della Valle (1990).

Accanto all’attività progettuale, partecipa ai seguenti organismi tecnico-scientifici: Commissione paritetica per l’esame del progetto e il controllo dei lavori di ristrutturazione dell’Ospedale militare Celio, presso il Provveditorato Regionale alle Opere Pubbliche del Lazio (1986); Commissione edilizia del Quirinale e per la valorizzazione culturale e artistica della Tenuta di Castel Porziano per la Presidenza della Repubblica (1986-87); Comitato tecnico-scientifico del Centro Regionale di Documentazione dei Beni Culturali del Lazio (1987); Commissione consiliare permanente per il restauro delle Terme di Caracalla e per la stagione operistica (1987); Commissione di studio della Regione Lazio sull’origine dei dissesti rilevati su alcune strutture del Monumento al Re Vittorio Emanuele II (1988); Comitato dei Ministeri per i Beni Culturali e Ambientali e dell’Interno con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento per l’approvazione delle opere di competenza delle amministrazioni statali (1988); Commissione di coordinamento del progetto per il consolidamento e il restauro del Palazzo Senatorio (progetto Campidoglio) presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (1986); Commissione di Alta Vigilanza del Progetto FIO ’83 “Ex Palazzo Massimo” (1988-90).
In qualità di tecnico ed esperto della materie del restauro e della conservazione, partecipa come relatore ai convegni Cupole, volte ed archi dei Monumenti Storici a San Sebastián (Portogallo) e Il colore nell’architettura italiana: ricerche e restauri, tenuti presso la Biblioteca Hertziana di Roma.

Nel corso degli anni svolge anche un’intensa attività formativa e didattica, come docente nei seguenti corsi e seminari: cicli di formazione professionale per i giovani ex L. n. 285/1978; corso di reclutamento del Ministero dei Beni Culturali ed ambientali per il ruolo degli Architetti (1980); corso “European Conservation” tenuto dall’ICCROM (1989); Restauro e Recupero del patrimonio storico su incarico del Ministero degli Affari Esteri (Malta, 1990); seminario di aggiornamento professionale su Restauro e Conservazione del patrimonio storico ed edilizio (1990); corso di specializzazione del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (1992).

Inoltre, rappresenta il Ministero dei Beni Culturali e Ambientali in numerose occasioni di alta rappresentanza come visite di Reali o diplomatici ed in riunioni tecniche e Conferenze dei servizi, come quella per i Mondiali di calcio (1990). Collabora, infine, alla realizzazione di diverse pubblicazioni, che illustrano gli interventi di restauro realizzati a Roma e nel Lazio per il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali.

Per l’attività professionale e istituzionale svolta, ottiene negli anni Ottanta le onorificenze di “Commendatore” dell’Ordine al merito di Isabella La Cattolica di Spagna e di “Cavaliere” dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana e dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Nel 1992 il Comune di Vallerano (Viterbo) gli conferisce il Premio per la Cultura, con le seguenti motivazioni: “Nella sua appassionata attività di funzionario del Ministero dei Beni Culturali prima e del difficile compito di Sovrintendente Regionale ai Monumenti del Lazio poi, ha offerto continue prove di straordinario impegno, sensibilità ed equilibrio, ha sempre dimostrato meritoria attenzione e fattivo interesse per la salvaguardia, il recupero e la valorizzazione del prezioso patrimonio artistico-storico-monumentale della Tuscia e si deve alla sua meritoria opera se possiamo ancora ammirare il Palazzo e la Loggia dei Papi di Viterbo, le chiese di Tuscania, Villa Lante di Bagnaia ed il suo parco, l’Abbazia Cistercense di S. Martino, il Palazzo Farnese di Caprarola e tutti i maggiori monumenti di questa terra di cui, quale uomo di profonda cultura, è autenticamente innamorato”.

L’archivio è conservato presso la SBAP (Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo) e la SBAAL (Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio)

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