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10 Ottobre 2022

Formazione scolastica e cultura architettonica. “Un binomio possibile” – di Marcello Mele

Promuovere nelle scuole la cultura urbana come disciplina fondamentale per la formazione dei giovani, che incentivi comportamenti per la cura dello spazio vissuto che accompagnino la transizione culturale e ambientale.
È questo il tema del convegno svolto alla Casa dell’Architettura di Roma il 14 settembre 2022 che ha visto la commissione PLANS, Portiamo l’Architettura nelle Scuole, dell’Ordine degli Architetti P. P. C. di Roma e provincia, condividere il tema della metamorfosi degli spazi didattici alla luce delle nuove metodologie e bisogni educativi.

Nel periodo di emergenza sanitaria, PLANS ha sviluppato un’attività di ascolto, di rigenerazione della comunità educante, attivando un network con operatori culturali, amministratori locali, associazioni del terzo settore, docenti, anche con l’uso delle piattaforme digitali.
PLANS ha promosso iniziative didattiche in modalità Elearning supportando gli studenti nei momenti di distanziamento, entrando nel mondo circoscritto delle loro camerette e racchiuso in quella scatola con tanti pixel.
In quest’ottica sono state presentate ai partecipanti al convegno alcune attività svolte con gli studenti in piena pandemia come quella sul linguaggio filmico, multimediale e interattivo, medium per percepire l’ambiente vissuto nella quotidianità attraverso un cortometraggio.
Le riprese, la sceneggiatura e poi la realizzazione dei cortometraggi, sono stati indirizzati alla percezione del degrado sociale e a razionalizzare le restrizioni subite a causa della pandemia.
Le attività hanno messo in scena gli effetti prodotti dal forzato distanziamento fisico che ha avvilito sia gli individui, sia l’ambiente urbano e socioculturale; con le persone aggirarsi in un tempo sospeso in modo fugace e diffidente nelle strade e nelle piazze deserte dell’EUR, ambienti che nella normalità rappresentano un fulcro di aggregazione e di relazioni umane.

Si è percepito quindi che la città vive delle persone e che nella città le persone possono trovare un futuro accogliente e solidale.
In quest’ottica PLANS ha dovuto necessariamente fare ricorso a tutto quello che il digitale poteva offrire, mettendo a frutto le potenzialità del web per contrastare l’isolamento fisico e intellettuale indotto dalla sospensione delle attività culturali in presenza, con la chiusura delle scuole, dei musei, dei cinema, dei teatri.

Allo stesso modo, l’emergenza ha cambiato radicalmente il modo di fare formazione con il ricorso alla didattica a distanza, incentivando l’accesso aperto e veloce a una mole infinita di dati e informazioni disponibili online, con la possibilità di scegliere cosa, come, quando e dove apprendere, al di fuori dell’aula scolastica.
Ma è assodato che questa modalità comunicativa, da sola, è insufficiente, non basta solo l’utilizzo delle tecnologie multimediali digitali e il trasferimento su piattaforma di quello che si dovrebbe fare in presenza per veicolare il sapere.
Per una maieutica efficace è necessario operare nel contesto delle relazioni fisiche, a contatto con gli studenti dove socializzare, condividere, stimolare, guidare l’andamento delle attività e gli esiti formativi.

Il post-pandemia, con il ritorno alla normalità, ha confermato che per far attecchire l’humus innovativo in corso, non si può fare a meno di ambienti in cui socializzare, flessibili e connessi, che possano mutare di volta in volta la loro configurazione in base alle attività da svolgere, con arredi mobili, ergonomici ed ecosostenibili, funzionali a forme di didattica esperienziale.
Questo porta a una riflessione nel campo della composizione e della progettazione architettonica, nell’ideare soluzioni spaziali che possano supportare le azioni e la continua sperimentazione degli apprendimenti.
Scuole che favoriscano il movimento, per incontrarsi, ricercare, elaborare, spazi per ideare, scambiare, progettare, realizzare, luoghi per l’autonomia, il tempo libero e lo sport.

Tutto questo mette in gioco l’ingegno e la sensibilità progettuale per abitare la formazione in modo efficiente e piacevole, sia nelle nuove edificazioni, sia con piccoli cambiamenti distributivi e d’arredo nelle aule e negli spazi esterni, spesso sottoutilizzati.
Occorre ripensare la scuola come Hub dell’innovazione, come bottega rinascimentale del fare, dove insegnare mostrando e imparare osservando, con l’apporto di professionisti esperti nei diversi campi del sapere.
Scuole green, bene illuminate e con una buona qualità dell’aria, che dialoghino con la città e siano in continuità con la natura, maestra e fonte di ispirazione.
Una scuola accogliente, aperta al territorio, che superi il calendario scolastico, per attività polivalenti (per esempio per co-progettare, per l’aggiornamento, la formazione e reinserimento professionale, per incubatori d’impresa, per attività sportive, teatro).
Insieme per comporre le diverse tessere del mosaico del sapere e del saper fare, coinvolgendo i giovani come parte attiva e propositiva della comunità educante.

Questo porta a incentivare nuovi comportamenti e azioni sostenibili, che siano da emulazione nel contesto familiare, per divenire consuetudine nella comunità scolastica, luogo di mediazione e condivisione di regole e valori che accoglie le famiglie nel primo distacco dall’ambiente domestico.
L’urbanistica tattica che coinvolge i cittadini può accompagnare il cambiamento, favorire contesti urbani a dimensione umana, con la riduzione del traffico veicolare per lasciare spazio al verde e all’arredo urbano.

Una visione che implica il coinvolgimento di tutti coloro che vivono e operano in un territorio, che ne riconoscono la responsabilità dell’abitarlo insieme e ne promuovono lo sviluppo, in primis gli architetti in sinergia con gli amministratori locali, il mondo della cultura e delle professioni, dove le scuole possono fungere da aggregatore fisico.
Questo è stato lo spirito del convegno che ha ospitato diversi contributi di cui se ne fa una breve sintesi.

Claudia Pratelli, Assessora alla scuola, Formazione e Lavoro di Roma Capitale, che ha condiviso le iniziative programmatiche dell’amministrazione.
L’impresa culturale Melting Pro, che ha presentato casi pratici e progetti realizzati nelle scuole di Roma come “P. arch Playground per architetti di comunità”.
Elisamarzia Vitaliano, Dirigente scolastico della scuola I. C. Nitti di Roma che ha condiviso una proposta concreta di luoghi inclusivi, sostenibili e socializzanti ideati per il complesso architettonico della sua scuola.
Inoltre, sono state presentare alcune esperienze svolte in collaborazione con il Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, ISIA Roma Design, Spazi attivi e Open Innovation di Lazio INNOVA, come il concorso “Startupper School Academy. Alla scoperta di…”, promosso dalla Regione Lazio, e attuato da MAXXI ART WORK. 

Il percorso per le competenze trasversali e l’orientamento, ha reso possibile il confronto tra coetanei di diverse scuole del Lazio favorendo la scoperta delle bellezze architettoniche e paesaggistiche, l’arte e le tradizioni locali presenti in modo diffuso e capillare nel vissuto quotidiano.
Attività apparentemente ludica che ha ispirato progetti imprenditoriali di marketing territoriale lanciati in rete, evidenziato che il contesto urbano, i rapporti di contiguità, le relazioni intergenerazionali, la conoscenza delle storie locali, costituiscono un patrimonio collettivo che fa tutt’uno con l’eredità culturale e con la nostra identità.

Un’altra attività pratica presentata durante il convegno ha riguardato un percorso emozionale e interattivo per trovare connessioni tra il museo MAXXI e la storia urbana, i monumenti, la musica, le arti performative, narrato attraverso lo sguardo degli stessi fruitori ai quali l’arte è rivolta,
Un progetto sulla sperimentazione di nuovi linguaggi espressivi ideato da MAXXI ART WORK, attuato con l’ISIA Roma Design e sostenuto da META che ha consentito di scoprire le professioni che ruotano nel campo della cultura e delle opportunità offerte dalle arti multimediali interattive.
Un’esperienza sinestetica apparentemente ludica, che ha associato l’architettura alle forme, alla materia, al movimento, al colore, al suono, con la realtà virtuale e aumentata, permettendo di rivivere i percorsi artistico-culturali ideati lontano dai luoghi stessi, aggiungendo più livelli informativi digitali prodotti dagli studenti e lanciati in rete.

Il convegno ha espresso la convinzione unanime che, per rispondere ai bisogni formativi in continua evoluzione, occorra costruire una comunità educante aperta a contributi pluridisciplinari di cui la cultura architettonica è una componente fondamentale.

Si è condiviso che, una sapiente progettazione degli spazi scolastici, anche outdoor, in continuità con la natura e lo spazio urbano, favorendo familiarità con i luoghi della cultura, del sociale e delle professioni, sia indispensabile per assolvere all’ Obiettivo 4 delle Nazioni Unite, “garantire a tutti un’educazione di qualità, equa e inclusiva”.
In questo contesto gli architetti costituiscono le colonne portanti della transizione, nell’ideare soluzioni per una città green, inclusiva, sicura, resiliente e sostenibile, come enunciato dall’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Il convegno si è concluso con l’incoraggiamento a proseguire in questa direzione e l’auspicio di ritrovarci presto con nuove idee e contributi su cui riflettere e agire.

Marcello Mele

Commissione PLANS

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