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Architettura
12 Ottobre 2019

Città di relazione e restauro ‘ambientale’: le idee per rivitalizzare i centri urbani

Guido Canali, Claudio Bertorelli, Paolo Mezzalama tra gli ospiti della sessione pomeridiana di Spam dedicata a trasformazione e riuso

L’importanza di attivare relazioni, connessioni e piattaforme culturali per avviare la rinascita di luoghi dismessi, rinnovare la fruizione degli spazi pubblici, ibridare i contesti urbani. Puntare sul restauro dell’ambiente come premessa per il vivere civile e come leva per il recupero delle città. Partire dalla trasformazione dei quartieri, anche attraverso l’attivazione della comunità residente e la rigenerazione sociale.

Sono alcuni degli spunti di riflessione emersi, ieri, nel corso della sessione pomeridiana della prima giornata tematica di SPAM, dedicata a trasformazione e riuso. Dal dibattito sulla rigenerazione delle città che ha caratterizzato l’incontro 1 vs 1 – format pensato proprio per stimolare il confronto intorno al tema del giorno (moderato da Lilli Garrone, del Corriere della Sera)- tra Claudio Bertorelli, fondatore di Aspro Studio, e Christian Raimo, assessore alla Cultura del municipio III di Roma, alle riflessioni di Guido Canali, il grande architetto milanese protagonista della lecture di giornata, fino al focus sul riuso di Paolo Mezzalama di It’s, studio con base romana a Portonaccio.

Bertorelli: Verso una città di relazione

Attraversiamo “una fase di transito dalla città alfabetica – quella che ha regolamentato la città crescente, necessariamente crescente, secondo un principio radiale, in base alle prime sei lettere dell’alfabeto – verso una città di relazione, nella quale  potremmo rinnovare i nostri sogni su come abitare lo spazio pubblico, ibridare sempre di più i luoghi in cui viviamo e inventarne di nuovi. Anche in quei sistemi di periferia che oggi rifiutiamo perché ci appaiono brutti e che invece possono essere ripensati e rivitalizzati”. Lo ha detto Claudio Bertorelli, che ha aggiunto: “A volte basta caricare un software diverso in un luogo dismesso e lo stesso cambia veste, rinasce”. Su questo fronte, secondo l’architetto, un ruolo fondamentale lo giocano l’attivazione di piattaforme culturali, “in grado di accendere la luce su spazi degradati” e l’uso temporaneo dei luoghi, come nodi di relazione.

Raimo: Percorsi di rigenerazione sociale

La strategia di rigenerazione messa in campo nel municipio III di Roma, illustrata dall’assessore alla Cultura, Christian Raimo, si è incentrata “sull’attivazione delle persone, la trasformazione dei luoghi in assemblee permanenti”, in un quartiere caratterizzato dalla carenza di strutture culturali, segnato e trasformato negli ultimi dieci anni dall’apertura di un grande centro commerciale e la presenza del Tmb Salario, enorme impianto per il trattamento dei rifiuti. “Qui – ha detto -, abbiamo attivato un percorso strategico chiedendo a personaggi di diversa estrazione di venire a fare lezioni negli spazi aperti del municipio, ovunque ce ne fosse la possibilità, sui temi più vari: da lingua italiana e cittadinanza all’astrofisica, fino alla giustizia ambientale”. Si sono formati 34 gruppi di lavoro e sono state fatte oltre 140 lezioni. L’idea di base è che “la rigenerazione urbana è rigenerazione sociale”.

Canali: Il restauro ambientale per il recupero delle città

Le riflessioni di Guido Canali, protagonista della lecture di giornata (ma anche dell’incontro “un caffè con…” insieme a Nicola Di Battista, direttore de L’Architetto) – hanno ulteriormente ampliato la portata del ragionamento sulle trasformazioni urbane. Uno degli obiettivi del suo intervento è stato quello di “mettere in luce il rapporto tra il restauro degli edifici, dell’architettura, e il restauro dell’ambiente: oggi è sempre più necessario occuparsi di questo – ha sottolineato l’architetto e docente universitario -. L’ambiente così spesso manomesso e avvilito richiede interventi molto attenti di restauro, forse anche più difficili viste le dimensioni del territorio che non un restauro localizzato e circoscritto ad un singolo edificio. E’ un tema fondamentale che implica convergenza e convivenza tra discipline diverse, non solo gli architetti ma anche paesaggisti. Non si tratta di aspetti semplicemente formali, non si parla di paesaggio come elemento di decoro o di piacevolezza, ma come premessa ambientale, come possibilità di vivere, lavorare, esprimersi in modo civile e poter operare sul recupero della città”. Canali, nel corso della lecture, ha illustrato alcuni degli interventi, pertinenti con il tema di giornata, realizzati nel corso degli anni, come quelli per il Palazzo della Pilotta a Parma o per il complesso del Santa Maria della Scala a Siena (restauro e riuso), fino al Museo della Statue Stele a Pontremoli (Ms) e ad alcuni esempi di “fabbriche verdi”.

Mezzalama: Un hub d’innovazione per la rinascita del quartiere

A puntare nuovamente i riflettori sul territorio romano e su interventi di trasformazione realizzati in città è stato Paolo Mezzalama, uno dei soci di It’s, che ha raccontato alcuni progetti dello studio. Tra questi l’Hub d’innovazione nel comparto ex industriale a ridosso della stazione Tiburtina, a Casal Bertone (Portonaccio), dove è stata insediata anche la nuova sede della società di architettura “ideata, costruita e gestita interamente in Bim, in tutte le fasi, con uso innovativo della prefabbricazione”. Si tratta di “un frammento di rinascita del quartiere” ha detto l’architetto romano, che ha concluso osservando come “anche interventi di demolizione e ricostruzione siano una terza via per dire: non possiamo rinunciare a lavorare sulla nostra città, procedere con convinzione, rispettando regole e buon senso”. (FN)

Redazione OAR

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