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ATTIVITà DELL'ORDINE

Pianificazione
23 Giugno 2021

PTPR Lazio: presto un vademecum per tecnici ed amministrazioni

In arrivo un vademecum, a disposizione di amministratori e cittadini, per illustrare le novità più importanti del PTPR e la costituzione di un ufficio di scopo per il PTPR in affiancamento agli uffici tecnici locali ed ai professionisti affinchè ci sia certezza della norma e delle potenzialità del territorio.

Dopo 23 anni, finalmente il Lazio ha un Piano Territoriale Paesistico a tutela delle aree vincolate come beni di interesse culturale, naturale, paesaggistico e archeologico aprendo così la strada ad una pianificazione strutturata per tutto il territorio.

“Si attendeva questo risultato dal 1998 quando la legge n. 24 chiedeva la definizione di un unico strumento di gestione e salvaguardia del territorio – spiega Massimiliano Valeriani, assessore Politiche Abitative, Urbanistica, Ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento, Smaltimento e Recupero della Regione Lazio”.

Da allora il lavoro è stato lungo e laborioso, così come complesso è stato il meccanismo che ha portato all’approvazione definitiva, dopo l’annullamento della Corte Costituzionale nel 2019 per mancata concertazione con il MIC.

“C’è stato un conflitto di competenze e di prerogative che ha allungato i tempi – sostiene Valeriani – Il Codice Urbani nel 2004 ha delegato l’approvazione dei piani paesistici alle regioni, con un processo di confronto con il Ministero. Tuttavia, la pianificazione è sbilanciata a favore dello Stato centrale. Forse si potrebbe restituire la competenza della pianificazione territoriale prevalentemente allo Stato, che così potrebbe esercitare fino in fondo la sua competenza ed evitare periodi, anche lunghi, di incertezza normativa”, suggerisce Valeriani.

L’intervallo temporale tra adozione ed approvazione preoccupa i professionisti: in un mondo accelerato come il nostro, il timore è che, trascinando a lungo i procedimenti di definizione degli strumenti di pianificazione, si perde l’aderenza alla realtà.

“Come può una gestione così lunga come quella della del PTPR fornire uno strumento flessibile e veritiero ai cittadini? – riflette Christian Rocchi, Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Roma – soprattutto dopo l’esperienza Covid 19 che ci ha insegnato a ridurre i tempi ed a velocizzare i processi”.

Sono poche le regioni dotate di questi piani che in maniera univoca determinano le norme di tutela dei territori perché molte sono le resistenze degli economisti, degli ambientalisti e degli amministratori, chi per ampia volontà di salvaguardia e chi per scarso interesse alla protezione del territorio.

“Sono tre le caratteristiche principali del PTPR, che elimina finalmente ogni discrezionalità, includendo i 33 PTP precedentemente e contemporaneamente vigenti – osserva Valeriani – Il PTPR è semplificazione e trasparenza costituendo un unico elemento di certezza; pur riguardando tutto il territorio regionale, ha efficacia nelle aree sottoposto a vincolo, mentre nelle restanti zone costituisce atto di indirizzo; è rappresentato su una cartografia nuova risalente al 2014 e non più su quella del 1994”.

“Fondamentali i fattori tempo e chiarezza nella pianificazione a tutti i livelli – conclude Alessandro Panci, Consigliere OAR – gli investimenti economici privati o le unità sociali che darebbero slancio al territorio richiedono tempestività. Non si può ambire alla semplificazione con l’introduzione di deroghe o aggiunta di articoli di legge”.

di Giulia Villani
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