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Architettura
07 Dicembre 2022

Disabilità intellettive, barriere architettoniche, sport: obiettivo Universal Design

di Redazione OAR

Focus sulla possibilità di progettare ambienti architettonici più confortevoli, favorevoli e migliorativi dello stile di vita, anche per chi ha una disabilità intellettiva. È questa la frontiera legata all’abbattimento delle barriere architettoniche e mentali, in stretta correlazione con lo sport, di cui si è discusso nel seminario «Disabilità intellettive e barriere architettoniche – Lavori in corso», svoltosi ieri, 6 dicembre, presso il Salone d’Onore del Palazzo Coni, al Foro Italico, e al quale hanno partecipato, tra gli altri, Dario Bugli, presidente Scais (Società consulenza e assistenza impiantistica sportiva); il presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, Alessandro Panci; Silvia Torrani, vice presidente Ordine Ingegneri di Roma; Marco Di Paola, presidente Fise (Federazione italiana sport equestri) e componente della Giunta nazionale Coni; Alessandro Palazzotti, vice presidente Special Olympics Italia.

L’evento – con il coordinamento scientifico di Roberta Bocca, consigliere OAR, delegata Formazione e coordinatore CTF OAR – fa il punto sul lavoro avviato sul tema e si è incentrato sul racconto delle esperienze ad oggi maturate «per una inclusione completa nel mondo dello sport per i portatori di diversa abilità, sia fisica che sensoriale che intellettiva, che ha evidenziato come attualmente sia necessario affrontare ed approfondire innumerevoli aspetti che interessano, sia a livello progettuale che di esecuzione, scelte e tecnologie architettoniche che debbono considerare aspetti a livello professionale non sempre conosciuti in maniera esauriente data la complessità degli stessi». Gli impianti sportivi, in particolare – in quanto supporto necessario per lo svolgimento delle attività sportive, formative e ricreative – devono essere resi accessibili a tutti.

A rimarcare tali concetti è stato il presidente OAR, Alessandro Panci, ricordando come «sport significhi innanzitutto socialità e non possa scontrarsi con barriere architettoniche. L’architetto, da sempre, si occupa del sociale, lavorando sugli spazi dello stare insieme. Ed è fondamentale che gli spazi dedicati allo sport, che fanno parte della nostra vita quotidiana, si coniughino sempre con il concetto di Universal Design». Proprio su questo tema l’Ordine di Roma – ha ricordato il presidente – «ha istituito una commissione che promuova il disegno universale per tutti, portando avanti attività legate a sensibilizzazione e verifica degli interventi sul territorio, in tutte le fasi: progettazione, realizzazione, ma anche – e in molti casi sopratutto – manutenzione, perché molto spesso i progetti vengono distrutti dal trascorrere del tempo e dalla disattenzione. Bisogna affrontare la tematica pensando che tutti – ed oggi l’attenzione si concentra sulla disabilità intellettiva – dovrebbero avere spazi pienamente e facilmente accessibili».

A ricordare come l’incontro di ieri rappresenti una tappa del percorso intrapreso è stato Dario Bugli, presidente Scais, illustrando l’importanza della collaborazione con gli architetti e gli ingegneri di Roma, «i due più grandi orini professionali d’Europa, allo scopo di sfondare innanzitutto le barriere mentali connesse alla scarsa con conoscenza del mondo della disabilità». Lo stesso Bugli ha poi ricordato come ad occuparsi della sport per le persone con disabilità intellettiva sia Special Olympics Italia e come l’obiettivo sia di «arrivare anche in questo campo ad avere norme di indirizzo per la gestione di impianti sportivi».

Lo sport «rappresenta una filiera valoriale fondamentale – ha poi rimarcato Marco di Paola, componente di giunta del Coni e presidente Fise -, una parabola che insegna come dalle sconfitte si possano ottenere delle vittorie. Spesso confondiamo lo sport con pratica e primati agonistici, invece nella realtà è un momento formativo importantissimo per le famiglie: un grande valore che si esprime anche sul fronte delle disabilità. In questo ambito lo sport equestre ha un ruolo speciale, grazie alla presenza dei cavalli, per i quali siamo tutti uguali, senza distinzioni di alcun genere».

Nel corso del seminario di sono alternati interventi dei diversi relatori sulle tematiche connesse al focus della giornata: dalle nuove strategie e tecnologie per l’abbattimento delle barriere architettoniche per disabili intellettivi all’approfondimento su bisogni ed esperienze nell’autismo, dalla riflessione su norme, limiti e realtà in ambito fisico-sensoriale-intellettivo alla situazione sul territorio romano. (FN)

di Francesco Nariello

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